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martedì 30 aprile 2013


Interessante sentenza del giudice del Lavoro Dott.ssa Nunzia  Tesone

La “MANUCOR  S.p.A.”  

 di  SESSA AURUNCA 

condannata al versamento di tutte le retribuzioni non percepite

 E’ prevalso il diritto del lavoratore




     Santa Maria Capua Vetere ( di Ferdinando Terlizzi )  Con una interessante sentenza il Tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere, Sezione Lavoro, ha riconosciuto il diritto del lavoratore, Giacomo L., licenziato a seguito di esperimento di procedura di mobilità, al risarcimento del danno pari alle retribuzioni maturate dal licenziamento sino alla revoca dello stesso.
     “Un risultato  - ci ha detto l’avvocato Michele Marra - dopo due anni di battaglie di atti, note e discussioni giudiziarie che ha bacchettato l’impresa rea di non aver rispettato la normativa. Un significativo passo in avanti nei casi in cui le società, con ogni mezzo, cercano di elidere rapporti di lavoro, in un momento di notevole crisi, dove la ripresa lavorativa non esiste e dove il giovane licenziato è destinato ad un lungo percorso di disagio”.
     Un riconoscimento, dunque,  della caparbietà dell’avvocato Michele Marra, il quale si ritiene  “compiaciuto per la decisione del giudice Dott.ssa Nunzia Tesone, la quale ha accolto la richiesta per il riconoscimento delle mensilità maturate dal lavoratore ingiustamente licenziato, ma maggiormente soddisfatto per l’ottenimento, già in corso di causa, del rientro in servizio del proprio cliente.
     Infatti - spiega l’avvocato esperto del diritto del lavoro – “i principali problemi con cui purtroppo oggi si combatte si sostanziano nelle lungaggini dei processi e nella scarsa sensibilità del legislatore alle istanze dei lavoratori, pertanto ottenere giustizia nel più breve tempo possibile non può che rappresentare l’obiettivo primario per chi svolge con rigore questa professione”. 

     Il felice epilogo della vicenda – aggiungiamo noi - nell’odierno contesto di grave emergenza lavorativa, specialmente avvertita nel Meridione d'Italia, può ben esprimere quella che è una speranza per molte persone, e a volte interi nuclei familiari, che si ritrovano senza lavoro e privi di un indispensabile fonte di reddito, ma, malgrado ciò, non perdono il desiderio e la forza di riconquistare la loro dignità.
     Ma la fabbrica di Sessa Aurunca già nel passato è stata oggetto di attenzione da parte delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori. La Manucor, infatti, nel 2010 ( quando iniziò un poco la crisi per tutte le aziende )  decise di ridurre   i posti di lavoro. Ci fu una   vertenza presso la Confindustria.
      L'azienda specializzata nella lavorazione di film in propilene  - riportò la stampa dell’epoca -  è l'ultima grande fabbrica del settore chimico in Terra di Lavoro. 265  i dipendenti, alle prese con un complesso piano di risanamento finanziario e di rilancio produttivo.  Riduzione dei turni, sospensione del premio di produttività e taglio del cinquanta per cento del ticket mensa, che da otto passa a quattro euro.
     La speranza di tutti noi, però, è quella che l’Azienda ritrovi un badget notevole di commesse e che possa trarre gli opportuni utili per poter non solo portare avanti il lavoro di produzione,  ma anche prevedere possibili scenari di incremento della manodopera che – nella zona aurunca – rappresenta un segmento di drammatica realtà della disoccupazione non solo giovanile.




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