mercoledì 6 gennaio 2010

Carriera di un Kriminale dal “Roma” al “Corriere della Sera” passando per radio e tv libere









… La vicenda personale di un cronista giudiziario, sottoposto ad arresti, carceri, processi, assoluzioni, fucilazioni mediatiche e persecuzioni giudiziarie… per aver osato di attaccare camorristi, uomini politici e magistrati mafiosi …
Spavaldi e ciarlieri... sono i finanzieri(*)

Vengono nel cuore della notte, alla tre. Ti mettono a soqquadro l’abitazione. Spavaldi e ciarlieri, sono i finanzieri, che spaventano tutti i tuoi famigliari. Alcuni di loro rimarranno traumatizzati per tutta la vita. Mio figlio Max, infatti è rimasto “schizzato” da quella notte, e a mia moglie è venuto l’Alzheimer. Credo che ci sia “un nesso di causalità violento e diretto”, tra le due malattie e la vergognosa perquisizione, come pure il trauma della violenza psicologica subita ha certamente prodotto dei danni irreversibili sulla psiche dei due. Oggi gennaio 2010 non è stata ancora depositata la sentenza di appello che mi ha visto assolto anche in secondo grado. Poi inizierò una causa per risarcimento del danno per “ingiusta detenzione” e non è escluso che - dopo una istanza alla Corte dei
Diritti dell’Uomo - procederò a una rivendicazione del danno esistenziale nei confronti degli agenti - meglio dire gendarmi
- che quella notte vennero per arrestarmi e traumatizzarono i miei e non solo. I loro nomi risultano dai verbali. Io non c’ero, perchè allora inveire su persone incolpoveli? Ma come si appurerà successivamente - neppure io ero colpevole - tanto è vero che poi sono stato assolto! Che dire allora? La stessa cosa che ho auspicato per i demolitori delle torri dei Coppola? “Passare la vita su di una sedia a rotelle?”. No, è poco! Questa volta, ho l’obbligo di rincarare la dose. E lo faccio in un modo singolare e molto semplice. Faccio mio l’editoriale del direttore dell’Unione Sarda, Antonangelo Liori, il
quale il 9 agosto del 1998, riversò sulla carta la rabbia per il telefono della sua redazione che presumeva sotto controllo da parte della Procura della Repubblica augurando i mali peggiori a chi lo spiava.Chiarisco, subito, a scanso di equivoci, che non posso essere stato io a suggerirgli la frase - ma piemme e finanzieri sarebbero capaci di sostenerlo – poiché era proprio per volere di questi ultimi, che io ero detenuto a Poggioreale, ristretto nel Padiglione Genova, riservato al trattamento dei boss, sottoposti al regime del 41 bis, ed anche perchè quel Porcu, di nome e di fatto, del corrispondente dell’Ansa da Frosinone, aveva sentenziato nel suo articolo, che io ero “il braccio destro di Sandokan”.

Scrisse nell’occasione nel suo editoriale Liori:

“AUGURO LORO CHE TUTTO CIO’ CHE FANNO SPENDERE ALLO STATO IN UN LAVORO COSI’ INUTILE LO CHIEDANO POI ALLA ASL PER TENTARE INVANO DI
CURARSI IL CANCRO, LA LEBBRA E LA PESTE. E PER OGNI GENDARME O PIEMME INTERCETTATOR
E CHE CREPA, IN MEZZO A MILLE SOFFERENZE, IO IMMOLERO’ UNA CAPRA, UNA PECORA E UN MAIALE CHE OFFRIRO’ IN UN PRANZO COMUNITARIO”.

Io auguro la stessa cosa, a tutti coloro i quali hanno contribuito al mio arresto. Partendo da quella merda del mantenuto dallo Stato: Pasquale Pirolo; passando per la feccia della corruzione come i finanzieri; transitando poi dai Tribunali, per i pubblici ministeri calunniatori, per finire, nelle carceri, con quel rifiuto della società che sono i secondini. I bastardi, che hanno avuto l’ordine da
l piemme di perquisire la tua residenza, con la speranza di trovare prove contro di te, quantomeno per avere conferma delle accuse del pentito, per poter poi giustificare l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa fino a quel momento, sulla scorta di semplici e interessate illazioni, da parte del pentito (nel mio caso Pirolo) e dei
gendarmi, più conosciuti come “canarini”, rivoltano la tua casa come un calzino (nelle celle si chiama la “sforbiciata”), mandando per aria non solo gli effetti personali. Cancellano in poche ore la tua vita sociale, la tua professionalità, i tuoi ricordi, e dal qual momento cominci a scendere nella putredine.
Non importa se hai il porto d’armi di pistola, il passaporto, sei cronista giudiziario (all’epoca ero cronista del “Corriere del Mezzogiorno”, l’inserto del “Corriere della Sera”, direttore di “New Antenna Sud”, di “Detective & Crime”, di “Mediapress”), loro sono convinti che tu sei colpevole, perché ha parlato l’oracolo.
Nel mio caso l’oracolo era q
uella merda di Pasquale Pirolo, il pentito a pagamento, usato dai piemme sammaritani, per incastrare giornalisti, sindaci, deputati, senatori e galantuomini che davano fastidio ai magistrati. Ma cosa cercavano nella mia abitazione? Nella circostanza sequestrarono tutte le foto che mi ritraevano assieme ai politici. Presunzione di innocenza? Se ne fottono! Io non ero in casa - mi diedi alla macchia - (altrimenti che cronista giudiziario sarei stato?). Mi ricordai la famosa frase di Gaetano Salvemini: “Se mi dovessero accusare di aver violentato la madonnina del Duomo di Milano, non mi difendo, scappo all’estero”.






Il teorema del cornuto

E così feci. Nel rifugio della mia latitanza lessi attentamente le 1500 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare: un vero e proprio teorema, fondato sull’aria fritta. “Lui non poteva non sapere”. Il dossier replicava mille volte sempre le stesse frasi (lo fanno per impressionare), ma era per la massima parte lo sfogo e i conati di vomito dei finanzieri che non avevano avuta l’occasione di lucrare sullo scamazzo dell’Aima e per questo odiavano anche i loro colleghi. Subito capiì che mi avevano incastrato, perché avevo osato scrivere articoli contro uomini intoccabili, procuratori della repubblica, politici corrotti, capimafia che contavano. Un’accusa costruita a tavolino, come le partite di calcio. Tutta inventata. Per certi versi ridicola! Fui definito, tra l’altro, “un interno del clan dei casalesi”, ma anche un “esterno” perchè, con la voglia di strafare, come spesso accade nelle inchieste inventate, mi contestarono anche il concorso esterno, e inoltre “il contabile dei centri di scamazzo”, e ancora
“amministratore di fatto della Sam”, che aveva truffato l’Aima, per conto
della camorra. Il teorema era stato bene architettato dalla Guardia di Finanza, che mi aveva “dipinto” come la memoria storica di tutte le nefandezze che erano state perpetrate nel triangolo “Carinola - Teano - Sessa Aurunca”, perchè a loro così faceva comodo. Del resto le fiamme gialle non sono nuove a teoremi del genere. In un rapporto, per mettere in cattiva luce un imprenditore, hanno testualmente scritto:

“Sull’organizzazione grava l’ombra inquietante della criminalità organizzata e del clan dei ‘Casalesi’, in particolare si segnala che la celebrazione ed i festeggiamenti relativi al matrimonio di Franco Passarelli si sono tenuti, in data 5 settembre 1998, in agro del comune di Giugliano, presso la tenuta Chiacchio, luogo in cui custode è Salvatore Sestile, suocero di Antonio Schiavone, fratello del più noto Francesco, detto Sandokan e detenuto recentemente proprio in quell’immobile”.

Pensate un poco fin dove può arrivare la mente perversa e bipolare di un ufficiale della Finanza, che ha ipotizzato una connivenza con la camorra, solo perché il tizio ha celebrato la festa del suo matrimonio in una villa il cui custode era... bla, bla, bla! È il teorema che io definisco “del cornuto”. Eccolo spiegato:

Un uomo passa vicino a un altro e gli dice: “Miao!”. L’altro si offende perché ritiene che “miao” significhi “cornuto”. E spiega... miao è il verso del gatto, il gatto mangia il topo, il topo mangia il formaggio, il formaggio è fatto con il latte, il latte lo produce la mucca, la mucca è la moglie del toro, il toro ha le corna, miao è uguale a cornuto.

Questo è il teorema che spesso la Finanza applica per arrivare ai responsabili di una azione delittuosa. Naturalmente i magistrati hanno “bevuto” per filo e per segno quanto ipotizzato dalle Fiamme Gialle. Tutto falso! Vero era invece il fatto che vari personaggi si erano messi d’accordo per frodare il fisco e per importare zucchero
dall’estero. Non sembrò vero ai finanzieri di inserire - in questo contesto – ancora una volta il mio nome tra i presunti “truffatori”. Un’occasione d’oro, per far piacere a qualche Procuratore della Repubblica. Il gioco fu semplice perché io ero consulente del Gruppo che faceva capo ai Passarelli. Un lavoro da me “inventato”,
dopo le vicende negative dell’Unicoop, che mi avevano portato all’erresto per esserne stato l’amministratore delegato. Un lavoro di “lobbyng”, assai diffuso negli Usa, ma semi-sconosciuto qui da noi. Si trattava di intrattenere i rapporti tra gli studi professionali, avvocati civili, penali e amministrativi; ingegneri, commercialisti, tributaristi, tecnici specializzati e consulenti del lavoro, e i vertici delle aziende, non sempre in grado di fornire collaborazione e documentazione per il disbrigo delle pratiche.
Questo era il mio lavoro dopo l’abbandona del giornalismo. Ormai si sta perseguendo un perverso vizio, specialmente a Santa Maria Capua Vetere, per cui molti magistrati costruiscono il contesto all’interno del quale non si accerta la colpa, ma si costringe, come nel mio caso, gli interessati a dover provare l’innocenza. Di questo passo, tra non molto, si potrà essere arrestati per “violenza sessuale” su se stessi, solo per avere il culto di Onan.



Dopo alcuni giorni di latitanza, il mio difensore, l’avvocato Giuseppe Garofalo, tramite mio figlio Lello, mi fece sapere che se non mi fossi costituito, il Tribunale della Libertà non avrebbe mai fissato l’udienza per la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Fu così che mi feci “catturare” a Frosinone, in un albergo a 5 stelle, come i grandi boss. E scendendo ancora più sotto nella putredine finii in quella che viene definita la “latrina” d’Italia, nel Padiglione Genova di Poggioreale. Per fortuna, nella circostanza, ebbi due “eccellenti” compagni di cella, che mi aiutarono - non poco - a superare il trauma dell’arresto e il tremendo impatto con la realtà carceraria. Il primo, Ciro Formicola, boss di San Giovanni a Teduccio, accusato di essere il mandante di vari omicidi, fatti eseguire per vendicare il padre e il fratello, uccisi dai clan avversari. Ora sconta l’ergastolo (pare più di uno) a Viterbo. Il secondo, Peppe Zofra, accusato di essere il boss di Pozzuoli. Che importanza aveva se io non ero mai stato in galera? Del resto, il carcere, non è scuola di vita? Erano le 14 del 12 luglio del 1998, il Tg3 della Campania, parlò del mio arresto, e fu proprio il mio amico Ermanno Corsi a condurre il Telegiornale in quel giorno: “Preso a Frosinone il braccio destro di Sandokan”. Questo era infatti il dispaccio dell’Ansa da Frosinone, firmato da Alessio Porcu, che sostituiva il titolare Domenico Tortolano. Poca importava se io Sandokan non l’ho mai conosciuto. In sede di Riesame subito fui scagionato dal tribunale della Libertà per il 416 bis, ma rimasi in carcere per la presunta truffa, passando, però, al Padiglione Salerno. Con l’incidente probatorio fui addirittura assolto dall’accusa di interno della camorra. A dicembre3 2009, con la sentenza di assoluzione, la fine di un incubo. Mi sia consentita una riflessione: “Con quello che ho perso, con quello che ho sofferto, con quello che mi hanno fatto, l’assoluzione me la sbatto nel culo!”.


(*) Dal libro “Il delitto di un uomo normale” – eticamente deviato da una passione ignominiosa –
di Ferdinando Terlizzi – Edizioni Il Filo Albatros – Distribuzione Ugo Mursia – Gennaio 2009




La mia gioventù…



All’alba del 16 maggio del 1937, un giovedì, sono venuto alle luce e messo su questo mondo di “monnezza” ( ma Bassolino non era ancora nato ) dall’amore tra mio padre Raffaele ( di origine pugliese, un anarchico individualista, operaio ebanista del Genio Militare ) e di mia madre Maria Vastano ( una casalinga, figlia di un piccolo imprenditore edile), terzo di 5 figli, due maschi e tre femmine. Ad aspettarmi nella modesta casa di Via Torre vi era mio fratello Salvatore, detto Toruccio ( passato “all’altra sponda” fin da giovanetto, avendo abbracciato la carriera di funzionario di polizia prima a Catania e poi a Bologna) e mia sorella Carmela, detta Melina, bizoga e donna di chiesa. Avevo tre anni quando quello stronzo di Mussolini si mise in testa di fare guerra alla Francia e alla Germania. Ricordo quei giorni di paura e di stenti, di allarmi per i bombardamenti, per le fughe notturne nei ricoveri antiaerei. Per sintetizzare diciamo che, da quando sono nato, fino al 1945, quando avevo otto anni, non c’era nulla da mangiare. Non ho foto della mia fanciullezza, ma mi vedevo allo specchio come i ragazzini del terzo mondo, con il volto scavato, con le costole da fuori…

Da giovane – nei periodi che non andavo a scuola – ho fatto il garzone di bottega, e l’addetto alla consegna delle bombole di gas per uso domestico. La marca era DOMOGAS, presso la ditta di Antimo & Nicola Valentino alla Via Mazzocchi. Successivamente ho avuto significative esperienze come animatore, alternandomi nel ruolo di cantante e presentatore. Conseguito il diploma, dopo una breve esperienza come venditore, (prima di "carta paglia" per i macellai, per conto delle cartiere Iannuccilli, poi quale agente di commercio, per la “Parmaset Powder”, una azienda americana che produceva polveri per arricciare i capelli delle donne - allora i parrucchieri per signore erano rarissimi) ho lavorato con un mio parente che gestiva per conto di una ditta ( fratelli Cirillo di Frattamaggiore ) le lampade votive del cimitero di S. Maria C.V.

Negli anni ’60 sono stato assunto all’AERIT, per conto di questa società, che gestiva le esattorie comunali, ho svolto l’attività di ufficiale esattoriale, nei comuni di Gragnano, Cicciano, Aversa e Sparanise, dopo aver superato l'esame di abilitazione alla professione, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di S. Maria C.V. (1960-1961).

Successivamente ho svolto pratica in qualità di amanuense, presso gli ufficiali giudiziari del Tribunale di S.Maria C.V. (mio indimenticabile maestro è stato Andrea Mastroianni ).

Dal 1958 al 1964 ho ricoperto l’incarico di segretario regionale del sindacato Cisl degli addetti agli uffici Unici degli ufficiali giudiziari.

La carriera giornalistica…

Nel 1964, quale vincitore di concorso, sono stato destinato dal Ministero della Giustizia presso l'ufficio Unico Notifiche Esecuzioni e Protesti della Corte di Appello di Napoli.- Sono stato negli uffici di Castelcapuano per quasi venti anni, nel corso dei quali, però, ho svolto intensa attività sindacale, occupando cariche di vertice oltre a quella di capo ufficio stampa del Segretario Generale CISL - Feder-Giustizia, anche quella di vice direttore del periodico sindacale "IL PUNTO", un giornale fondato e diretto dal collega Antonio Piscitelli.

Successivamente sono stato distaccato presso la segreteria particolare del Sottosegretario all'Industria On. Paolo Barbi, dove ho curato 1''ufficio stampa ed i rapporti con gli elettoridel collegio Napoli-Caserta.

Nel 1984, dimessomi dall’impiego statale, perché incompatibile, ho ricoperto importanti incarichi di vertice in aziende pubbliche e private ed ho fatto parte di consigli di amministrazione di organismi comunitari, sia in Italia che all’estero.

Fin dal 1968, però, - quattro anni dopo il mio primo impiego statale – e di pari passo con l’attività sindacale e politica presso la direzione nazionale della Democrazia Cristiana all’Eur di Roma – ho iniziato una intensa attività giornalistica, specializzandomi nella cronaca giudiziaria. Ho seguito – per oltre un tentennio – i più significativi processi per conto di numerose testate giornalistiche, televisive e radiofoniche in special modo presso i Tribunali delle Corti di Appello di Napoli e Salerno.

Nel corso della mia attività pubblicistica ho scritto articoli per “Motoclismo”, “Baseball”, “Caserta:Economia & Lavoro”, “Il Giornale del Mezzogiorno”, “La Realtà”, “Gazzetta di Caserta” ( prima per quella diretta da Riccardo Scarpa e poi per quella diretta da Pasquale Clemente ), “Sport7”, “Il Cittadino”, “Ultim’ora”, “I Popolari”, “Europa News”, “Napoli Notte”, “Il Roma”, “Roma Sera”, “Il Tempo”, “Il Messaggero”, “Paese Sera”, “Il Mattino”, “Il Diario”, “Il Giornale di Napoli”, “Il Corriere del Mezzogiorno”, “Il Denaro”, “CentoCittà”.

Con l’avvento della radio e tv libere ho fondato e diretto diverse emittenti: “Radio Capys”, “Tele-Radio Volturnia”, “Radio Galatia”, “Radio Mitreo”, “Telecaserta – Can 57”, “Teletifata”, “New Antenna Sud”.

Successivamente ho diretto anche diverse agenzie stampa delle quali la più importante è certamente “Mediapress”. Nel 1966 ho diretto l'Ufficio Stampa del Moto Club di Santa Maria Capua Vetere e sono stato "speaker" ufficiale di tutte le manifestazioni motoristiche.

Nel 1970 sono entrato nel gruppo editoriale dell’armatore Achille Lauro, lavorando prima presso il giornale della sera “NAPOLI NOTTE” e successivamente presso “IL ROMA”, per la cronaca nera e giudiziaria della provincia di Caserta.

Dal 1971 al 1978 ho ricoperto l’incarico di segretario provinciale della Federazione Motociclistica Italiana. Sotto la mia gestione – con la collaborazione del C.O.N.I – si sono svolte le più significative manifestazioni motociclistiche di velocità, regolarità e motocross. Il circuito di velocità dell’Arco Adriano, l’8 del Tifata, il Motogiro della Campania, il circuito di cross sul Campo Fossarini.
Nel 1973 ho fondato e diretto i periodici "CRONACHE" e "ALE'.GLADIATOR”.
Nel 1975 sono stato nominato capo ufficio stampadell’ "ASI" Caserta ( Area Sviluppo Industriale).
Nel 1976 e fino al 1978 ho diretto l'ufficio provinciale del "Servizio Opinioni" della Rai Tv per li rilevamento dei dati di ascolto ( come il moderno Auditel).
Nel 1977 sono stato premiato con targa d'argento dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Santa Maria Capua per "l'intensa attività giornalistica in favore delle tematiche dell’avvocatura”.
Nello stesso anno sono stato eletto presidente del Gruppo Giornalisti Responsabili Radio e Tv in seno all'Assostampa di Caserta.
Nel 1980 l’Accademia Tiberina di Roma mi ha conferito la “Medaglia d’Oro” per benemerenze acquisite nel campo giornalistico.
Dal 1983 al 1989 sono stato responsabile dell’Ufficio Stampa della Confcooperative di Caserta e delegato in Prefettura nella Commissione per il controllo delle Cooperative e Mutue.
Quella imprenditoriale…
Dal 1979 e fino al 1992 sono stato responsabile delleRelazioni Esterne del gruppo agro-alimentare "Unicoop" ed all'interno dello stesso ho ricoperto gli incarichi dì direttore responsabile del periodico "Telex" (1998) e della emittente libera "New Antenna Sud". Contestualmente, ho ricoperto gli incarichi, prima di responsabile dell'ufficio acquisti, poi dell'ufficio marketing.
Nel 1983 sono stato cooptato nel. consiglio di amministrazione e sono stato nominato amministratore delegato.
Nel 1987 sono stato nominato liquidatore del consorzio.

Dal 1982 al 1988 sono stato ininterrottamente eletto nel consiglio direttivo dell'Associazione Stampa di Caserta.
Nel 1982, da parte della Presidenza della Stampa Europea, mi è stato assegnato il premio internazionale di giornalismo "Aquila d'Oro" per una serie di reportages dall'estero (Libano, Israele, Egitto, Turchia) sul tema della cooperazione in agricoltura.

Nel 1983 sono stato delegato quale responsabile del coordinamento degli uffici stampa della provincia di Caserta.
Nel 1984 ho ricevuto a Londra, dalle mani del giornalistaRuggero Orlando (mitico corrispondente Rai da New York), il titolo accademico di "Doctor in Economie and Commercial Sciences" in forza delia laurea honoris causa conferitami dall'Università americana "Pro Deo" di New York.

Nominato, nel 1985, con decreto del Prefetto, consigliere della Camera di Commercio di Caserta, ho fatto parte della Giunta Esecutiva e della redazione del periodico "Caserta Economia & Lavoro".

Nel 1985 ho ricevuto a Parigi – da parte della Fondazione francese “International Business Corporation”, il titolo di “Chevalier du Travail dell’Europe Unì”.

Nel 1986 sono stato eletto consigliere della Camera di Commercio Europea a Bruxelles ed in seno alla stessa ho ricoperto gli incarichi di tesoriere, capo ufficio stampa e direttore del periodico "Europ News". Nello stesso anno mi è stato conferito – da parte della Accademia dei cavalieri del lavoro nel mondo – un attestato di benemerenza al merito dell’operosità quale responsabile del più quotato gruppo alimentare del Mezzogiorno-

Nel 1987 sono stato eletto nei consiglio di amministrazione del consorzio "Caserta Export". Ho proposto alla Giunta Camerale – sotto la Presidenza del Prof. Franchino Ianniello - gli studi di fattibilità per la progettazione del traforo del Matese, per la navigabilità del Volturno e per la costruzione della metropolitana Capua-Maddaloni. Con mozione personale, poi adottata dalla Giunta, ho proposto di intitolare li salone centrale della sede della Camera di Commercio al compianto presidente Giovanni Maggio.

Nel 1987, l’Accademia delle Scienze Economiche e Commerciali di Milano mi ha conferito, in diverse occasioni, i riconoscimenti di:
1. LEADER DELLE ATTIVITA’ PROFESSIONALI
2. CAVALIERE DEL LAVORO ITALIANO NEL MONDO
3. ARTEFICE DEL PROGRESSO DELLA REGIONE CAMPANIA.

Nel 1987 ho ricevuto a Parigi da parte “dell’Ordre International Des Chevalieres de L’Etoile de la Paix” il titolo di COMMANDEUR

Nel 1988 in rappresentanza dell'organismo camerale, sono stato designato quale componente del Consiglio Generale del Banco di Napoli ed ho rappresentato l'Union Camere in seno al Consiglio Regionale della Campania. Ho fatto parte dei comitato per il credito agevolato e delle commissioni per il riconoscimento dei vini Doc e dei problemi della pesca.
Nel 1988, quale consulente editoriale della "Sen" (SocietàEditrice Napoletana) ho curato la stampa e la pubblicazione del volume "La Seconda Guerra Napoletana", uno spaccato sulla camorra storica scritto da Giuseppe Carofalo.
Nel 1991 ho ricevuto a Parigi, da parte dell’Ordre International des Chevalieres de l’Etoile de la Pax il titolo di “commandeur”

Nel 1992 ho fondato e diretto fino al 1994 il periodico che si occupava di Ecologia Ambiente e Sanità "L'eco d'Europa".
Dal 1992 al 1998 sono stato direttore responsabile dellarivista a tiratura nazionale "Detective & Crime". In tale veste,nel 1994, sono stato accreditato quale inviato speciale pressola "Worid Ministerial Conference On Organized Transnational Crime", organizzata dall' Onu.

Dal 1993 sono direttore responsabile dell'Agenziagiornalistica "MEDIAPRESS", (che ha fornito servizial gruppo “TCN-Telecapri" e “MEDIASET").

Nel 1996, per l'editore Tullio Pironti ho curato la stampa e lapubblicazione del volume "Teatro di Giustizia" di GiuseppeCarofalo.



Nel 2003 sono stato responsabile dell'ufficio stampa provinciale della FEDER MEDITERRANEO- (Organizzazione Indipendente- Membro della Task Force ONG del Consiglio d'Europa)

Nel 2002- 2004 - ho collaborato con l'Ufficio acquisizione esviluppo della “GI.RO - COMUNICATION"- Dealer della “ALBACOM".-

Dal 2003 al 2005 ho curato i rapporti con i Media per l’Assessore alla Cultura della Provincia di Caserta.

Dal 2005 mi occupo dei rapporti con i Media per conto della “Law Business Consulting”.

Nel 2008 l’Associazione della Stampa della Provincia di Caserta e l’Ordine Nazionale dei Giornalisti mi ha conferito un attestato per i 40 anni di attività giornalistica.

In tutti questi anni ho lavorato intensamente al mio primo libro:

“IL DELITTO DI UN UOMO NORMALE”
Eticamente deviato da una passione ignominiosa

che è stato pubblicato nel gennaio del 2009 con la prefazione del criminologo Carmelo Lavorino per il Gruppo Editoriale Il Filo – Albatros con la distribuzione di Ugo Mursia. Il libro, che narra delle vicende di un delitto e dei suoi processi, ha avuto un notevole successo tanto che è ora ( gennaio 2010 ) in ristampa.

Oggi lavoro per la pubblicazione di un altro libro “Delitti&Passioni” – Le donne assassine della Provincia di Caserta.

Scrivo ( raramente ) per la nuova Gazzetta di Caserta e sono opinionista di www.casertasette.com. Mi occupo di relazioni esterne di gruppi imprenditoriali e svolgo, ( per passione ) le mansioni di addetto stampa del gruppo motociclistico del CAMEC.








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