sabato 12 novembre 2016

DIFFAMAZIONE. OSSIGENO AD AGCOM: IL CARCERE PESA SUI CRONISTI LOCALI. Soprattutto su di loro, hanno detto Andrea Di Pietro e Alberto Spampinato consegnando il dossier con i dati del Ministero della Giustizia.


OSSIGENO, 11 novembre 2016 - Il dossier di Ossigeno (leggi) con i dati del Ministero della Giustizia sulle condanne al carcere per diffamazione a mezzo stampa, inflitte ogni anno in Italia mediamente a 155 giornalisti per complessivi 103 anni di detenzione, è stato consegnato all’Agcom, che lo ha acquisito, durante un’audizione che si è svolta giovedì 10 novembre 2016 nell’ambito dell’“Indagine conoscitiva sull’informazione locale” (vedi) condotta dall’Autorità Garante per le Comunicazioni.


“Questi dati, che fotografano l’andamento dei processi di primo grado celebrati ogni anno – ha detto Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno – rappresentano una realtà molto più drammatica di quella finora conosciuta e impongono scelte legislative rapide e conseguenti. Quando la casa brucia bisogna spegnere il fuoco, non basta presentare una proposta di legge e trascinare la discussione all’infinito. Sul fuoco si deve versare acqua e non benzina, come invece propone la legge attualmente in discussione al Senato. Si deve abolire il carcere lasciando come unica punizione le multe già previste, senza pretendere di innalzarle in modo da ricreare per altre vie lo stesso effetto raggelante sull’informazione”.



L’avvocato Andrea Di Pietro, responsabile dello Sportello Legale di Ossigeno, che offre assistenza gratuita ai giornalisti che non hanno la copertura dell’editore né i mezzi per difendersi da querele pretestuose e richieste di risarcimento strumentali e infondate, ha sottolineato che l’effetto raggelante delle condanne alle pene detentive è ancor più alto di quello che appare dai nuovi dati perché “queste condanne gravano in massima parte sui giornalisti locali che lavorano per piccole testate, come risulta a Ossigeno dai primi commenti acquisiti da legali che difendono i giornalisti di grandi gruppi editoriali. Oltre ad abolire il carcere – ha sottolineato Di Pietro – occorre modificare l’attuale reato di diffamazione a mezzo stampa in modo da distinguere la diffamazione colposa da quella dolosa, molto più grave della prima, consentendo così ai giornalisti di avere una assicurazione a copertura degli errori professionali, come avviene per  altre professioni, lasciando ai giudici gli strumenti per punire con la dovuta severità la cosiddetta macchina del fango”. - TESTO IN lehttp://notiziario.ossigeno.info/2016/11/ossigeno-allagcom-il-carcere-per-diffamazione-grava-sui-cronisti-locali-74554/

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