25° anniversario
dell’uccisione
di Don Peppino Diana
Resoconto della Conferenza Stampa
di sabato 24
novembre
2018
Si è svolta
sabato 24 novembre 2018, nel Salone della Curia Vescovile di Aversa, la
conferenza stampa di presentazione del venticinquesimo anniversario
dell’uccisione del Sacerdote Don Peppino Diana, Parroco della chiesa di S.
Nicola in Casal di Principe.
Nel corso
dell’incontro con la stampa è stato presentato il logo del 25esimo e illustrato
il percorso comune che condurrà tutta la comunità, ecclesiale e civile, verso
l’appuntamento del 19 marzo 2019.
Il Vescovo di
Aversa, S.E. Mons. Angelo Spinillo ha poi presentato la “lettera pastorale al
popolo di Dio che è nella Chiesa aversana”, da lui redatta proprio per il
25esimo dell’uccisione di Don Diana, intitolata “Per amore, Sentinelle e
Profeti”.
Ad aprire e a
moderare la conferenza è stato don Francesco Riccio, direttore dell'Ufficio Comunicazioni
Sociali; sono poi intervenuti alcuni rappresentanti delle altre realtà
istituzionali e associative che siedono al tavolo diocesano: Renato
Natale, sindaco del Comune di Casal di Principe; Valerio Taglione per il
Comitato Don Peppe Diana e Scuola di pace; Gianni Solino per l'associazione
Libera; Giovanni Del Villano per l’Azione Cattolica Italiana, Eupolis e Consulta
Diocesana delle Aggregazioni Laicali;
Pasquale Leone per l’AGESCI; Marino Pezzullo per i Foulards Bianchi.
“Il profeta è
colui che non deve tacere perché annunzia una meta verso la quale dirigersi”,
ha affermato Mons. Spinillo. “La prepotenza della camorra sulle vite serpeggia
ancora nel nostro tessuto e non può diventare endemico, come lo stesso don
Peppe ammoniva in quel documento del 1991 intitolato ‘Per amore del mio popolo’.
L'amore, invece, non tace: ecco perché siamo chiamati ad essere profeti e ad
annunziare qualcosa di grande, cogliendo le sensibilità coloro che sono mossi
da quella profonda passione che ci spinge a vivere insieme e a camminare fianco
a fianco”.
Il mio auspicio
è che questa non sia una celebrazione rituale: don Peppe Diana va ricordato
come persona”, ha sottolineato Renato Natale. “Io penso al 19 marzo, ma anche
al 21, quando migliaia di cittadini scesero in piazza contro la camorra per
intraprendere una marcia lunghissima che, anche se attraversata da ritorsioni e
altre uccisioni, è giunta fino ai nostri giorni. Chiediamo che tutto il
territorio casertano colga l'occasione per compiere un’analisi sera
affinché la morte di don Peppe in futuro
non sarà risultata inutile”.
D’accordo con il
sindaco, Valerio Taglione ha ribadito come questo momento “ci avvia ad una fase
di riflessione, verifica e rilancio: chi ha ucciso don Peppe pensava di
uccidere così un territorio, ma non è stato così. Tante iniziative sono germogliate
da quel giorno che rivivremo insieme il prossimo 19 marzo”.
“Il nostro
cammino è stato difficile, lungo e accidentato”, ha osservato Gianni Solino, “il
25esimo rappresenta un punto di volta perché possiamo indicare don Peppe Diana
come modello alle future generazioni”.
“Siamo qui per
far sì che, dopo la celebrazione del 25esimo, presenze e testimonianze di
speranza continuino a vivere e a proliferare”, ha aggiunto Giovanni Del
Villano.
Pasquale Leone e
Marino Pezzullo hanno invece ricordato come Don Peppe fosse “uno di noi, uno
scout; molti giovani hanno conosciuto don Peppe dai racconti dei fratelli e
delle sorelle che lo hanno vissuto profondamente, questi racconti ci forniscono
l’impulso e la motivazione per continuare a camminare insieme anche nel solco
della sua memoria.
Ricordiamo che nei
giorni successivi sarà comunicato il
programma dettagliato degli appuntamenti verso il 19 marzo.







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