Caro lettore,
nel marzo 2016 Marco Pannella,
leader del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito (PRNTT),
fondava il Global Committee for the Rule of Law (Comitato Globale per lo Stato
di Diritto) con l'obiettivo di contrastarne la crescente erosione e di
promuovere la completa affermazione dei diritti umani a livello globale,
attraverso un approccio multilaterale e nonviolento al quale Marco aveva dedicato
la sua intera vita.
In questi due anni e mezzo il
Comitato Globale ha svolto – insieme al PRNTT, a Nessuno Tocchi Caino, e in
collaborazione con Istituzioni governative, Parlamentari, Università, think
tank italiani e stranieri – un'intensa "advocacy". Per affermare
anzitutto la centralità del "diritto alla conoscenza" in un'epoca di
pericolosi sovvertimenti del principio di verità. Al tempo stesso, per
squarciare i veli dell'indifferenza, dei condizionamenti ideologici, degli
interessi economici. Pesanti coltri che impediscono al cittadino di comprendere
e reagire a violazioni sempre più estese dei diritti umani e agli attacchi allo
Stato di Diritto. Una realtà che riguarda non solo regimi totalitari o
autocratici, ma le stesse società a democrazia liberale.
Nonostante la
"distrazione" di molti Stati membri e delle stesse Istituzioni
comunitarie a quanto realmente avviene in Iran, è stata impressionante negli
ultimi mesi la mole di appelli e dichiarazioni che un elevato numero di
parlamentari di tutti gli schieramenti hanno avanzato a difesa del pluralismo e
dei diritti umani in Iran. Trentotto Senatori italiani hanno firmato una
dichiarazione di sostegno al popolo iraniano nella rivolta in corso da dieci
mesi. Ulteriori iniziative sono state avviate da trecentodieci Parlamentari
affinché siano finalmente processati i responsabili dei massacri di trentamila
prigionieri politici avvenuti nel 1988 ad opera del regime iraniano,
condizionando le relazioni con Teheran alla completa cessazione delle
esecuzioni capitali. Centonovantasette deputati europei hanno lanciato analogo
appello alle istituzioni europee per attivare commissioni d’inchiesta e rendere
giustizia alle vittime.
Il GCRL, il PRNTT e Nessuno tocchi
Caino hanno svolto e continueranno a svolgere con questa newsletter un'azione
informativa e di sostegno a una diversa politica verso l'Iran. Intendiamo
continuare a farlo in collaborazione con le molte realtà "like
minded" che operano per l'affermazione dello Stato di Diritto e per la conoscenza
di aspetti che sono troppo spesso in secondo piano nei dibattiti e
approfondimenti sulla proliferazione nucleare e le armi di distruzione di
massa. A questo riguardo abbiamo avviato da tempo una positiva collaborazione
con "United Against Nuclear Iran" (UANI) che intendiamo proseguire
anche con questa newsletter.
Nello stesso spirito questa
newsletter si propone, con frequenza almeno quindicinale, di contribuire alla
"conoscenza" – presupposto essenziale del nostro impegno politico –
delle cause di un'involuzione registrata a livello globale nello Stato di
diritto, nell'affermazione delle libertà fondamentali della persona e dei
diritti umani.
Continueremo a promuovere
iniziative e a batterci insieme alle forze vitali che resistono e reagiscono
alla cappa opprimente della dittatura che si sta consolidando in Cambogia dopo
le recenti elezioni truffa. Di queste una missione con Rampi, Angioli e
Radicioni ha raccolto testimonianze dirette, concludendo una lunga missione
nella regione con una relazione riassunta in questo primo numero. Si è trattato
di una iniziativa di particolare importanza e attualità per diversi motivi.
Anzitutto perché ha contribuito a dimostrare la reale natura delle mire di
influenza cinese nell'intero sud est asiatico, proprio nel momento in cui si
sta arroventando il dibattito sulle vere motivazioni politiche e persino
militari di Pechino con i progetti "One belt one Road" e "China
2025" . Un dibattito che riguarda molto da vicino il nostro Paese. Lo
dimostra l'indagine conoscitiva sulle politiche di investimento cinese in
Italia e in Europa nei settori strategici, appena avviata dalla Commissione
esteri della Camera dei Deputati.
In secondo luogo in Cambogia, come
in altre parti dell'Asia, sino all'Europa, all'America Latina e al
Mediterraneo, Pechino utilizza ingenti risorse in una "sharp
diplomacy" basata su valori alternativi e in ampia misura antagonisti
rispetto a quelli delle società sulle quali si reggono le democrazie liberali.
In questa visione "revisionista" dell'ordine multilaterale, giuridico
e politico, dell'intero dopoguerra e soprattutto del dopo "guerra
fredda", Pechino trova alleati di convenienza, in una sorta di
combinazioni "à la carte" con Mosca, Teheran, Caracas, L'Avana e una
platea abbastanza numerosa – anche se non prevalente – di sostenitori degli
"uomini forti" ai quali affidare, per un motivo o per l'altro i
destini di noi stessi e dei nostri figli.
Perché questa newsletter? Su tutte
le questioni accennate continueremo a esser presenti, con determinazione e
impegno crescenti. In una sintetica spiegazione delle ragioni e dell'attualità
dei valori liberali, l'Economist ha recentemente osservato che grazie al suo
pragmatismo tali principi si adattano a "una chiesa ampia", preoccupata
dalle eccessive concentrazioni di potere, e troppo sicura di sé nell'accettare
le distorsioni della globalizzazione e i disastri di una finanza rapace negli
ultimi due decenni. Se i grandi pensatori liberali dovessero riflettere oggi
alle sfide che abbiamo di fronte, conclude il settimanale britannico,
probabilmente essi si preoccuperebbero soprattutto di tre aspetti:
1) Le "fake news", dato
che il liberalismo si nutre di dibattito, ma perché esso ci sia deve fondarsi
su buona fede e ragione.
2) L'erosione delle libertà
individuali, a fronte di quella che Stuart Mill definiva "tirannia della
maggioranza".
3) La diminuita fiducia nel
progresso. Nuove tecnologie e liberalizzazione dei mercati dovevano diffondere
conoscenza, libertà e prosperità economica.
Oggi sono molti a prevedere
condizioni economiche e sociali meno favorevoli di quelle dei propri genitori.
La tentazione verso pericolose alternative e l'attrazione verso modelli
autoritari può quindi essere spiegata dalla lunga onda di crisi della
globalizzazione.
Le sfide per i valori della società
liberale sono reali. Ma se guardiamo ai loro pionieri, Mill e Tocqueville
dovevano dare senso a guerre e rivoluzioni; Keynes, Popper, Berlin, contrastare
le chimere del totalitarismo. Si sarebbero anche oggi rimboccati le maniche per
fare del mondo un posto migliore.
Dunque il progetto è ambizioso e
come ogni impresa comporta un rischio che spero tu voglia aiutarci ad
affrontare sostenendoci. Puoi farlo divulgando con un “passaparola” la newsletter
e oppure con una donazione attraverso questa pagina del sito del GCRL.
Naturalmente puoi inviarci domande
o commenti a questo indirizzo: infogcrl@gmail.com
Ti ringrazio.
Amb. Giulio Terzi
UE cauta sulle sanzioni contro
l'Iran dopo i falliti complotti in Francia e Danimarca
I Ministri degli Esteri dell'Unione
Europea hanno espresso il 19 novembre un cauto sostegno a nuove sanzioni
economiche contro l'Iran, dopo le accuse di complotti iraniani volti a colpire
la Francia e la Danimarca con attentati di grandi proporzioni.
La Francia ha già imposto sanzioni
a due diplomatici iraniani per quello che è stato descritto come un mancato
attentato all'annuale manifestazione nei pressi di Parigi organizzata dal
principale gruppo di opposizione iraniana in esilio. Alcuni diplomatici hanno
detto alla Reuters che un'opzione è il congelamento di beni in Europa dei
massimi esponenti del regime iraniano, anche se non sono stati fatti nomi di
possibili individui interessati da questo provvedimento sanzionatorio.
A marzo, Regno Unito, Francia e
Germania avevano già proposto di sanzionare l'Iran per lo sviluppo di missili
balistici e il ruolo nella guerra in Siria, ma l'iniziativa non è riuscita a
raccogliere un sostegno sufficiente in tutta l'UE per entrare in vigore. Tra i
contrari vi era l'Italia che, nel tentativo di preservare i legami commerciali
con l'Iran, si è nettamente opposta ad ogni tipo di sanzione e alla
salvaguardia dell'accordo sul nucleare (il Joint Comprehensive Plan of Action,
JCPOA) anche dopo la fuoriuscita degli Stati Uniti.
Nel tentativo di bilanciare la
politica iraniana e mantenere il JCPOA, i ministri hanno ipotizzato la
creazione di un meccanismo speciale per gli scambi con l'Iran che potrebbe
essere sotto la legge comunitaria, non nazionale: lo Special Purpose Vehicle
(SPV).
Si tratta di una sorta di camera di
compensazione volta ad aiutare le esportazioni iraniane di petrolio e gas,
mantenendo gli acquisti di beni europei da parte iraniana e aggirando così le
sanzioni statunitensi. L'UE ritiene che questa formula proteggerebbe i singoli
Stati Membri dalle sanzioni che gli Stati Uniti hanno reimposto sugli scambi
con l'Iran dopo il ritiro di Washington dal JCPOA.
Una flotta iraniana in visita in
Italia
Il 14 novembre scorso, il
contrammiraglio Hossein Khanzadi, comandante della marina iraniana, ha detto
"una flotta di navi da guerra della Marina della Repubblica islamica
dell'Iran sarà inviata in Italia per una visita e interazioni nel prossimo
futuro". E' quanto riporta l'agenzia semi-ufficiale Fars News Agency.
L'annuncio è giunto durante un incontro con il vice comandante della marina
italiana a margine del Simposio navale dell'Oceano Indiano a Kochi, in India.
Khanzadi ha detto che i due paesi dovrebbero collaborare maggiormente
nell'ambito militare.
Il funzionario italiano, non citato
dall'agenzia, avrebbe dichiarato: "Cerchiamo sempre di avere cooperazione
e interazione con le flotte degli stati del mondo e la Repubblica islamica
della Marina iraniana come una potente forza nel mare è molto importante e
influente per noi".
A Napoli si trova il quartier
generale della sesta flotta degli Stati Uniti e la US Naval Forces Europe,
nonché il Comando della Forza congiunta alleata della NATO. Le basi militari
statunitensi in Italia sono state impiegate in una missione per sconfiggere il
gruppo militante dello Stato Islamico (ISIS) in Iraq e in Siria, due paesi in
cui l'Iran ha anche contribuito ampiamente alla lotta contro i jihadisti.
Ad aprile, dopo gli ultimi attacchi
guidati dagli Stati Uniti contro il governo siriano, alleato di Russia e Iran,
il sindaco di Napoli Luigi de Magistris aveva avvertito che il sottomarino
nucleare della US Virginia John Warner non avrebbe avuto l'autorizzazione a
dirigersi verso il porto di Napoli perché avrebbe rappresentato un rischio per
i residenti.
Gli Stati Uniti accuseranno l'Iran
sull'uso di armi chimiche
L'amministrazione Trump dovrebbe
accusare l'Iran di violare il trattato internazionale che impedisce l'uso di
armi chimiche. Venerdì la Casa Bianca ha notificato ai legislatori che
dichiarerebbe che l'Iran sta violando la Convenzione sulle armi chimiche del
1997 perché ha mantenuto le attrezzature e le strutture necessarie per
produrle, non perché stia realizzando o utilizzando attivamente tali armi. Due
alti funzionari statunitensi dicono alla CNN che l'accusa non innescherà
sanzioni immediate, ma potrebbero essere usate come giustificazione per
presentare rivendicazioni contro l'Iran con organizzazioni internazionali che
vanno avanti.
Gli analisti hanno detto che la
campagna dell'amministrazione Trump, che elenca 12 cambiamenti che l'Iran deve
compiere, equivale a un cambio di regime in tutto tranne che nel nome. Il
segretario di Stato Mike Pompeo ha dichiarato in un'intervista di ottobre che
gli Stati Uniti vogliono "ripristinare la democrazia lì".
L'annuncio è fissato per una
riunione speciale dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche,
fissata per il 21-30 novembre all'Aia, per verificare l'efficacia del trattato.
La conferenza si tiene ogni cinque anni, diventando così la quarta da quando il
trattato è entrato in vigore nel 1997.
L'Iran è un firmatario della
convenzione sulle armi chimiche, che bandisce la produzione, lo stoccaggio e
l'uso di armi chimiche. L'anno scorso, quando gli Stati Uniti si sono rivolti
all'OPCW, il rappresentante non ha menzionato l'Iran.
Dove finisce il petrolio iraniano?
Il mercato del petrolio greggio è
ancora incerto per effetto del probabile impatto delle rinnovate sanzioni
statunitensi contro l'Iran, ma due cose sembrano farsi più chiare: l'Iran sta
lottando per non perdere i clienti, e gran parte del greggio che viene
trasportato viene immagazzinato.
Mentre è improbabile che le
sanzioni statunitensi chiudano completamente le esportazioni dell'Iran, c'è
ancora dibattito su quanto petrolio sia destinato a perdersi, e per quanto
tempo persisterà la situazione. Perciò sarà fondamentale come si comporterà la
Cina, dato che ha importato circa 650.000 barili al giorno di greggio iraniano
nei primi nove mesi dell'anno.
Intanto, le petroliere iraniane
spengono ormai abitualmente i loro transponder di tracciamento, presumibilmente
per camuffare le loro destinazioni, rendendo difficile le operazioni di
monitoraggio dello stato reale delle esportazioni dell'Iran.
Questo significa che alcune delle
esportazioni di greggio dell'Iran siano destinate, o si trovino già in serbatoi
di stoccaggio e dunque effettivamente sono sottratte al mercato. A sua volta
questo significa che, primo, il mercato si sta già adattando abbastanza bene
alla perdita dei barili iraniani e, secondo, che quando quel petrolio tornerà
sul mercato potrebbe deprimere la domanda di altri fornitori.
Browder: "Interpol non può
diventare un'organizzazione criminale"
L’Assemblea Generale annuale di 194
Stati membri di Interpol, svoltasi a Dubai, ha eletto il 21 novembre un nuovo
Presidente, il sudcoreano Kim Jong Yang. Yang succede al cinese Meng Hongwei,
dimissionario in absentia dopo una misteriosa sparizione di alcuni giorni, e
sarà a capo del Comitato esecutivo responsabile delle politiche e della
direzione che prende l’organizzazione.
Il finanziere britannico Bill
Browder, a lungo attivo in Russia, dove ha denunciato gli abusi e le violazioni
subite ai massimi alti livelli della società russa, nonché estensore della
proposta nota come Global Magnitsky Act e autore del libro Red Notice ha
parlato con Laura Harth a Radio Radicale spiegando perché sarebbe stato un
disastro per lo stato di diritto e per Interpol stessa se fosse stato eletto il
candidato russo Alexander Prokopchuk.
In sostanza "sarebbe stato
come mettere la mafia a capo della più importante organizzazione mondiale di
contrasto alla criminalità" ha detto Browder, perché "non è
ammissibile avere autocrati e dittatori che utilizzano e abusano di Interpol
per vendicarsi con i loro nemici. Interpol non può diventare una organizzazione
criminale. Deve mantenere la sua legittimità."
Sam Rainsy: "La missione del
tribunale sui Khmer Rossi è fallita"
Il 16 novembre il tribunale speciale
(ECCC) per i Khmer Rossi ha emesso due sentenze di ergastolo per genocidio
contro Nuon Chea, 92 anni, conosciuto come "fratello numero due" e
Khieu Samphan, 87 anni, ex Capo di Stato. I due scontano già la pena
dell'ergastolo per crimini contro l'umanità.
Il leader dell'opposizione
cambogiana, Sam Rainsy, da anni membro del Partito Radicale Transnazionale,
riconoscendo l'importanza dal punto di vista storico del verdetto, sottolinea
però i vizi e le limitazioni che hanno fortemente circoscritto l'azione del
tribunale fin dalla sua creazione nel 2006. Sam Rainsy ha dichiarato:
"Perseguire i responsabili delle uccisioni di massa perpetrate sotto il
regime dei Khmer Rossi (1975-1979) è un impegno necessario e nobile. Ma il modo
in cui il tribunale speciale è stato stabilito lascia molto a desiderare. Nel
migliore dei casi, ha reso una giustizia selettiva e frammentata – quindi non
soddisfacente – consentendo al regime di Hun Sen di controllare i processi e i
procedimenti giudiziari. L’obiettivo di Hun Sen è quello di limitare il raggio
delle indagini giudiziarie in modo da proteggere molti quadri dei Khmer Rossi
di medio rango – ora al vertice del suo regime – dall’accusa."
E ha concluso evidenziando che
"Pol Pot da solo o con cinque o sei complici non poteva uccidere quasi due
milioni di persone. Per compiere quel massacro era necessaria un’organizzazione
molto più grande che l’ECCC non è stata autorizzata a indagare per ragioni
politiche. Per inciso, da un punto di vista finanziario, l’istituzione e il
(mal)funzionamento dell’ECCC sono stati una fonte di corruzione, che ha
arricchito molti funzionari e sostenitori del Partito Popolare
Cambogiano."
La Cina non ordina petrolio
dall'Iran
Sinopec Group e China National
Petroleum Corp (CNPC), i migliori raffinatori di proprietà statale del paese,
non hanno effettuato nessuna ordinazione di petrolio iraniano a novembre, per
timore di violare le sanzioni statunitensi.
Washington è pronta a re-imporre
sanzioni sulle esportazioni di petrolio dall'Iran il 4 novembre per forzare una
rinegoziazione del patto sul suo programma nucleare. L'Iran è il terzo maggior
produttore dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e la Cina è il
più grande acquirente. Sinopec e CNPC non effettuano prenotazioni in attesa di
chiarire se otterranno esenzioni dalle sanzioni.
"Senza chiarezza
sull'esenzione, nessuna azienda rischierà di ordinare barili per
novembre", ha detto un funzionario del settore di una compagnia
petrolifera statale. Sia Sinopec che CNPC hanno rifiutato di commentare. Anche
la National Iranian Oil Co per il momento preferisce non commentare.
Nuove sanzioni finanziarie previste
per l'Iran
Un altro scontro transatlantico si
profila all'orizzonte con l'amministrazione Trump che prepara la prossima
tranche di sanzioni finanziarie contro l'Iran. Rimane un enigma il motivo per
cui l'Europa continua a farsi da parte. Bruxelles e l'Unione Europea sembrano
pronti a inscenare una battaglia con Washington su un'oscura ma importante rete
di servizi finanziari, contro gli interessi europei.
Il Sen. Lieberman presenta UANI a
Fox News
Il 22 agosto 2018, il Senatore Joe
Lieberman ha dichiarato a Fox News: "L'idea delle sanzioni, e su questo
ero pienamente coinvolto al Senato, consiste nel dire all'Iran che lo sviluppo
di armi nucleari per minacciare gli Stati Uniti ha un costo. UANI, che ho il
privilegio di presiedere, si occupa proprio di questo: stiamo dicendo alle
imprese di tutto il mondo che è il momento di fare una scelta."
L'Iran mantiene una posizione di
privilegio in Iraq
In seguito alle elezioni nazionali
"inconcludenti" dell'Iraq del 12 maggio, gli Stati Uniti hanno
cercato duramente di garantire un secondo mandato al Primo Ministro Haider
al-Abadi. L'inviato speciale di Washington, Brett McGurk, ha passato mesi a
parlare con i politici iracheni nel progetto americano finalizzato ad isolare
Teheran e "mantenere chiunque fosse amico dell'Iran fuori dal
potere". Ma lo sforzo è stato invano.
Gli Stati Uniti non sono stati in
grado di schierare nessun candidato per i tre principali ruoli del Pese: Primo
ministro, Presidente e Presidente del parlamento. Ci sono invece riusciti gli
alleati iracheni dell'Iran. I tre nuovi massimi esponenti non permetteranno
all'Iraq di voltare le spalle all'Iran.
Norman Baker elogia la legge per
l'Accesso in Tibet
L'ex Vice Ministro degli Interni
britannico e membro onorario del GCRL, Norman Baker si è detto soddisfatto per
l'adozione della legge sulla reciprocità da parte degli Stati Uniti rispetto
alla Cina. "Come presidente della Tibet Society, il più antico gruppo
pro-Tibet del mondo, e Membro onorario del Comitato Globale per lo Stato di
Diritto 'Marco Pannella', sono lieto di vedere i progressi compiuti per
chiedere reciprocità al governo cinese in termini di accesso al Tibet."
Il 25 settembre, la Camera dei
rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato la Legge per l’Accesso Reciproco
in Tibet. Questo atto legislativo, introdotto dal deputato democratico Jim
McGovern, rappresenta un importante sviluppo sullo status del Tibet e per le
relazioni USA-Cina. Il disegno di legge bipartisan promuove l’accesso al Tibet
per funzionari degli Stati Uniti, giornalisti, ONG e cittadini. La legge
prevede che ai funzionari cinesi che vieteranno l’ingresso in Tibet agli
Americani sarà negato l’ingresso negli Stati Uniti.
Baker ha concluso affermando:
"Spero che altre nazioni democratiche, in particolare l’UE, il Canada e
l’Australia, seguiranno l’esempio. Dobbiamo fermare questo processo di
putrefazione. Il vero pericolo è lasciare che il disprezzo cinese per lo Stato
di Diritto dilaghi, che diventi la norma internazionale, perché in quel caso
torneremo davvero ad epoche buie."
Opposizione cambogiana al
parlamento italiano
Il 24 e 25 ottobre una delegazione
di ex parlamentari dell'opposizione cambogiana, iscritti al Partito Radicale e
guidata dal leader in esilio Sam Rainsy, è stata in Italia per una serie di
incontri con membri di entrambi i rami del Parlamento e del Ministero degli
Affari Esteri.
Nel silenzio mediatico generale,
con l'eccezione di Radio Radicale, la delegazione cambogiana, accompagnata dal
Sen. Roberto Rampi e dal componente della Presidenza del Partito Radicale
Matteo Angioli, ha incontrato il vice Presidente della Camera dei Deputati On.
Fabio Rampelli. l'On. Zucconi, il Sen. Verducci e il Sen. Alfieri. Infine è
stata in audizione presso la III Commissione per gli Affari Esteri della
Camera, presieduta nell'occasione dall'On. Piero Fassino.
FOTO DELLA SETTIMANA
Roma, 25 ottobre 2018: l'Amb.
Giulio Terzi, Rainsy Sam, Saumura Tioulong, il Sen. Roberto Rampi e Matteo
Angioli ospiti di un approfondimento a Radio Radicale
...



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