giovedì 17 agosto 2017

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BARCELLONA, TERRORE E MORTE SULLE RAMBLAS
Ø FURGONE SULLA FOLLA A BARCELLONA, L'ATTENTATO HA PROVOCATO 13 MORTI E 80 FERITI
Ø BARCELLONA, FURGONE INVESTE LA FOLLA SULLA RAMBLA: 13 MORTI, DECINE DI FERITI
Ø RAMBLAS, COLPITO IL SIMBOLO DELL'EUROPA LIBERA
Ø BARCELLONA, IL TERRORE SULLA RAMBLA. E NELLA NOTTE UN NUOVO ATTACCO IN SPAGNA
Ø ALMENO 4 PRESUNTI TERRORISTI SAREBBERO STATI UCCISI DALLA POLIZIA CATALANA
Ø RIMINI, DONNA INCINTA RAPINATA, PICCHIATA E INSULTATA PERCHÉ NERA
Ø PUGNI, CALCI E INSULTI RAZZISTI SUL BUS A DONNA INCINTA. LISI: ATTO VILE CHE SCONVOLGE
Ø FIAMME SULLA YACHT AL LARGO DI NIZZA: IN SALVO DIANA BRACCO EI SUOI OSPITI
Ø DONNA FATTA A PEZZI, LA NOMADE CHE HA TROVATO LE GAMBE: «PENSAVO CHE DORMISSE»
Ø ISIS ATTACCA BARCELLONA: È STRAGE. "FORSE COINVOLTI ITALIANI"(ADNKRONOS)
Ø  REGENI, UN INVESTIGATORE AFFIANCHERÀ L'AMBASCIATORE: LE CONDIZIONI PER IL RIENTRO AL CAIRO (LA REPUBBLICA)
Ø  OMICIDIO REGENI, IL 4 SETTEMBRE INFORMATIVA DEL GOVERNO ALLE CAMERE(RAI NEWS)
Ø CORPO FORESTALE: L'ACCORPAMENTO CON I CARABINIERI POTREBBE ESSERE INCOSTITUZIONALE (FIRENZE POST)
Ø  PREVISIONI METEO: TORNA IL CALDO INFERNALE
Ø SCUOLA, LA RIVOLTA DEI DOCENTI: "STIPENDI UGUALI PER TUTTI E IN LINEA CON QUELLI EUROPEI"(LA REPUBBLICA)
Ø  MIGRANTI, MINNITI: DALL'UE NO AIUTI POLITICI, MA SOLDI PER NUOVI HOTSPOT(IL SOLE 24 ORE)
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domenica 13 agosto 2017



ESTERO
-Burkina Faso, attacco terroristico a ristorante turco: almeno 17 i morti/  Burkina Faso: gruppo armato fa diversi morti in un ristorante-
-Kenya, decine di morti nelle rivolte dopo il voto-
-Piogge monsoniche in Nepal, oltre 50 morti per inondazioni e frane-
-Il no di Msf: in questo mare affonda l'umanità-
-Spagna, Niccolò Ciatti, il fiorentino  ucciso in discoteca «Pugni e calci al viso. Nessuno li fermava»
-Charlottesville, polemiche su Trump: non condanna esplicitamente estrema destra-
-Virginia: arresti e coprifuoco dopo gli scontri di Charlottesvill-
ITALIA
-Giocava in strada, investito e ucciso a 11 anni: Genova -
-Juventus, Allegri: "Sconfitta meritata, sarà una stagione difficile"- Supercoppa al Lazio che batte la Juve 3-2
-Messina, romano investito in autostrada: è caccia al pirata della strada-
-Ritrovato a vagare in autostrada senza braccio-
 -Gestione orso e sicurezza: abbattimento nella serata di ieri dell'esemplare pericoloso KJ2
 -Pullman turistico si incastra sotto il ponte a Roma: 18 feriti tra cui un bambino/ Roma, pullman di turisti contro un ponte a Ostia: 18 feriti, 3 gravi. Anche un bambino
-Torino choc, ferisce l'ex fidanzata spogliarellista e si suicida, muore 45enne: lei voleva lasciarlo/ Tentato omicidio e suicidio, la tragedia in strada/
-Tragedia tra Ischia e Procida, morti un sub e una ragazzina/

-Meteo, a Ferragosto cielo sereno e bel tempo (ma senza eccessi) 

FONTE: GOOGLE 

CRONACHE AGENZIA GIORNALISTICA: UN GRAZIE PARTICOLARE ED UN AUGURIO DI BUON FERRA...

CRONACHE AGENZIA GIORNALISTICA:
UN GRAZIE PARTICOLARE ED UN AUGURIO DI BUON FERRA...
: UN GRAZIE PARTICOLARE ED UN AUGURIO DI BUON FERRAGOSTO AI 312.892 VISITATORI DELLA MIA AGENZIA GIORNALISTICA"CRONACHE"...  ...

UN GRAZIE PARTICOLARE ED UN AUGURIO DI BUON FERRAGOSTO AI 312.892 VISITATORI DELLA MIA AGENZIA GIORNALISTICA"CRONACHE"... 

LA QUALE ESSENDO MONOTEMATICA INTERESSA SOLO AD UN SETTORE MOLTO RISCRITTO DI LETTORI QUINDI UN SUCCESSO TRIPLICATO...  



"I PM NON POSSONO COSTRUIRE BRILLANTI CARRIERE SULLE INFAMIE GETTATE ADDOSSO A CHI È SOLO INDAGATO"


LO DICE UNO CHE NON E’ ATTRATTO DALL’EFFETTO BARNUM  UNA MALATTIA DI CUI SOFFRONO LA MAGGIOR PARTE DEI PUBBLICI MINISTERI ITALIANI




È l'invito ai colleghi magistrati di Ambrogio Cartosio, il nuovo procuratore di Termini Imerese, nel suo discorso di insediamento.  


di Enrico Novi - Il Dubbio 

Parole forti. Giuste. E ancora più pesanti se a pronunciarle è un magistrato. Le ha scelte per il proprio discorso d'insediamento Ambrogio Cartosio, nuovo procuratore di Termini Imerese. Cartosio è un uomo mite, asciutto, accompagnato da recente notorietà per l'inchiesta sulla nave Iuventa ma dai modi che nascondono persino una certa timidezza. Non è un pm che insegue paginate sui giornali. Non a caso introduce il richiamo sulle inchieste come arma distruttiva dell'esistenza altrui con la questione del rapporto con i media, strettamente connessa all'altro tema.
Rapporto che, attenzione, non deve consistere in chiusura e impenetrabilità. Anzi, Cartosio parte proprio dalla dichiarazione di avere, come progetto per l'ufficio alla cui giuda è stato assegnato, un'idea di "apertura" e di rapporto trasparente con la comunità, organi di informazione compresi. Cosa che evidentemente, secondo il nuovo procuratore di Termini imerese, è possibile senza ricorrere a indagini basate sul clamore, sulla ricerca dell'indagato eccellente.
Un bell'esempio di cultura della giurisdizione rigorosa e nello stesso tempo consapevole delle esigenze che si impongono oggi ai magistrati. Come spesso ha ripetuto l'attuale vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, "sarebbe opportuno che gli uffici giudiziari avessero una capacità e si dotassero di strumenti atti a comunicare con l'esterno in modo efficace e corretto". Tra l'impenetrabilità e le inchieste spettacolo c'è dunque una via di equilibrio che sarebbe giusto percorrere. E sembra quel- la indicata dal capo dei pm di Termini.
L'opinione pubblica, spiega Cartosio, "ha diritto di essere informata". Innanzitutto quando si procede "a compiere arresti, perché non siamo in un Paese dittatoriale in cui le persone spariscono come desaparecidos". Ma l'informazione "deve essere contemperata con il massimo rispetto per le persone che vengono arrestate, e che però sono la Procura e la polizia giudiziaria a indicare unilateralmente come autori di un reato. Saranno poi i giudici a stabilire se il soggetto è veramente colpevole". Potrebbero sembrare assiomi superflui da richiamare. Ma alla luce di come spesso viene gestita l'informazione sulle inchieste, andrebbero scolpiti ed esposti in tutti i palazzi di giustizia del Paese.
La presunzione di colpevolezza così esemplarmente evocata spiega perché, continua il procuratore nel discorso con cui si è insediato due giorni fa, "i pm, nel rapporto con la stampa, debbano mantenere la massima continenza. Non devono seguire le lusinghe delle apparizioni su organi di stampa e tv, lusinghe che", avverte appunto il nuovo capo dell'ufficio inquirente siciliano, "possono far fare carriere brillanti, ma a volte si tratta di carriere costruite su un'infamia gettata addosso a persone che poi nel tempo si rivelano diverse da com'erano state dipinte". Tanto per essere chiaro con i 9 magistrati della Procura appena affidatagli, Cartosio ribadisce: "Questo ufficio darà le informazioni necessarie, ma non saranno ammessi protagonismi, non sarà ammesso, soprattutto, che la reputazione delle persone venga infangata facilmente". Il magistrato perbene.
sa che il suo non è esattamente il tipico discorso d'insediamento di un procuratore, e allora alza il tono nell'aula magna del Tribunale di Termini imerese - dove con il presidente Raimondo Loforti lo ascoltano pm, giudici e personale degli uffici insieme con tutte le autorità locali - e spiega che quello del clamore mediatico sulle indagini "è un tema enorme, gigantesco, perché il proliferare di trasmissioni e dibattiti sulla presunta colpevolezza di questo o quel soggetto è diventata una vera e propria malattia sociale". E, ancora con ammirevole apertura, il procuratore dichiara: "Devono essere i magistrati a farsi carico di arginare questo fenomeno".
Tutto qui? E no. Perché intanto Cartosio ricorda di essere stato "un allievo di Paolo Borsellino: ero con lui alla Dda e credo sia evidente che con Giovanni Falcone è stato lui a far diventare la lotta alla mafia una cosa seria: prima i capi degli uffici ti dissuadevano, sostanzialmente ti dicevano che era meglio dedicarsi ad altro "tanto la mafia non esiste". E come se non bastasse il procuratore di Termini infrange un altro tabù, il rapporto tra pm e avvocato: "Se il lavoro del pm ha una dignità, ce l'ha perché esiste l'avvocato.
Che è lì a farti le pulci, a cercare di farti venire dei dubbi, che ti scuote dalle tue certezze. E tu, pm, devi essere capace di rivederle. Non è che ti abbarbichi a una convinzione sbagliata solo perché la tua controparte ti ha messo in condizione di riconoscerla come tale... È l'errore peggiore che si possa fare da parte di un pubblico ministero".
Cartosio, per inciso, ha preso possesso dell'incarico direttivo a Termini dopo anni trascorsi da aggiunto a Trapani. Ufficio quest'ultimo dove negli ultimi mesi aveva svolto il ruolo di capo facente funzioni e dove si è appena insediato, come nuovo procuratore, Alfredo Morvilo, con cui il collega ora nell'ex città della Fiat si è avvicendato. Una figura, quella di Cartosio, che a 25 anni di distanza conferma come da quelle parti il seme lasciato da Falcone e Borsellino viva ancora nell'attività di qualche magistrato.


FONTE: Il Dubbio, 13 agosto 2017 di Enrico Novi
Di Maio: "Se l’abusivismo è colpa della politica la casa resta un diritto"



A Di Maio dico:”Io non voto 5 Stelle, ma la stessa cosa dovrebbe essere per la Campania. Come pure dovete battervi per il reddito di cittadinanza per tutti. E forse vi voterò e vi farò votare…".
Il leader M5S. La linea dalla Sicilia: "Si abbatta quando lo ordina il giudice, ma non si voltino le spalle a chi paga l'assenza di pianificazione"
di ANNALISA CUZZOCREA

ROMA. "Se un giudice dice che un immobile va abbattuto, si fa. Ma non possiamo voltare le spalle a chi ha una casa abusiva perché la politica non ha fatto il suo dovere". Luigi Di Maio spiega così le parole del candidato governatore M5S in Sicilia Giancarlo Cancelleri sugli "abusivi di necessità ". "La prima casa è un diritto, con noi al governo non si potrà pignorare", dice il vicepresidente della Camera. Che è ancora sull'isola, nonostante il tour con Cancelleri e Alessandro Di Battista sia sospeso per qualche giorno. Il tempo di passare ferragosto in famiglia e ricaricare i pulmini elettrici.

Che ricette avete per la Sicilia?
"Crediamo che dopo anni di malgoverno le cose possano cambiare puntando su innovazione e introducendo misure come il reddito di cittadinanza. Vogliamo che diventi la prima regione ad adottarlo".

L'assistenzialismo non è servito al sud.
"È Renzi che ci accusa di assistenzialismo perché non ha alternative da proporre e un programma di rilancio. Parla sempre di noi. Nel migliore dei casi ci copia le leggi. Basta guardare quella sui vitalizi o i provvedimenti inseriti nel codice per le Ong".

Sui vitalizi siete voi che avete appoggiato la legge Richetti.
"Copiava la nostra proposta".

Con l'abusivismo edilizio bisogna essere intransigenti o no?
"La polemica sulle parole di Cancelleri è incomprensibile. Ciò che la magistratura dice di abbattere, si butta giù. Ma Giancarlo ha anche detto che non puoi voltare le spalle a quei cittadini che oggi si ritrovano con una casa abusiva a causa di una politica che per anni non ha fatto il suo dovere, cioè piano casa e piani di zona. Sia chiaro, la casa è un diritto e se andremo al governo introdurremmo anche l'impignorabilità della prima casa, da parte dello Stato e delle banche. Uno Stato democratico deve garantire i diritti primari dei suoi cittadini".

È probabile che in caso di vittoria in Sicilia non avrete però una maggioranza.
"Puntiamo ad avere la maggioranza assoluta. Se così non fosse, non essendoci la fiducia, andremo avanti sul nostro programma. Vediamo chi si sentirà di sostenerlo".

Un modello per le politiche?
"Se dovessimo vincere le elezioni senza avere la maggioranza assoluta presenteremo al capo dello Stato una chiara road map delle cose che vogliamo fare, subito. Da una legge vera contro la corruzione fino al taglio reale di tutti gli sprechi e i privilegi. Dopo di che vedremo da che parte stanno i partiti".

Regge un governo così?
"Chiediamo ai siciliani di darci la maggioranza assoluta per poter governare e cambiare completamente la Sicilia".

Sembra un no. Come sta lavorando il Movimento alla squadra di governo?
"Sarà il candidato premier a sceglierla. Dialoghiamo con personalità del mondo accademico, scientifico ed economico, siamo cresciuti moltissimo".

A fine settembre voterete il candidato premier. Lei è in campo. Di Battista la sostiene. Ora si parla di una norma tagliacorrenti per impedire a chi perde di candidarsi in Parlamento. Vuole restare solo?
"Il Movimento non ha correnti. Ci sono opinioni diverse, d'accordo, ed è normale che sia così. Lo prevede la nostra natura e lo considero un plus. Le regole per la scelta del candidato arriveranno a breve. Lì si saprà tutto. Chi vorrà potrà mettersi a disposizione e poi saranno gli iscritti a scegliere. La democrazia funziona così".

Intanto la piattaforma Rousseau è stata "bucata" da due hacker. Cosa state facendo per la sicurezza del voto?
"Siamo al lavoro, saranno prese tutte le misure necessarie".

Temete cause legali per la perdita di dati sensibili?
"I nostri iscritti si fidano di noi".

Ha detto che Minniti vi ha copiato sull'immigrazione, ma vi siete opposti alla missione in Libia. Perché?
"Nessuno è stato in grado di dirci esattamente per fare cosa, con quali limiti, quali rischi. Una confusione e un'improvvisazione spaventosi".

Definire "taxi del mare" i barconi carichi di persone che fuggono da guerre e torture o, nel migliore dei casi, dalla miseria, non è una mancanza di umanità?
"Chi mi critica per questo guarda il dito e non la luna. Quell'espressione serviva a denunciare i casi, isolati ma presenti, di Ong che si spingono fino al limite delle acque territoriali libiche ed entrano in contatto diretto con gli scafisti".

Non la preoccupa il mancato rispetto dei diritti umani in Libia?
"Certo che ci preoccupa. Per questo il governo italiano dovrebbe lavorare per la stabilizzazione ".

Sullo ius soli vi asterrete, benché aveste presentato una legge ancora più avanzata. Perché questo voltafaccia?
"Questa legge è uno strumento di propaganda elettorale nelle mani del Pd, basta guardare i tempi con cui lo hanno portato in aula. Il tema va affrontato a livello europeo".

I principali Paesi europei hanno già buone leggi sulla cittadinanza. Lei ha detto di ispirarsi a Pertini, ma in passato ha anche detto che nel Pantheon del Movimento può esserci Almirante. Non crede che incarnino valori e storie incompatibili?
"Pertini è il mio personale modello di riferimento e trovo assurdo che qualcuno voglia impedirmi di ispirarmi a lui. Su Almirante ho solo detto che, girando l'Italia, ho incontrato tanti nostri elettori che avevano Almirante, De Gasperi o Berlinguer come riferimento. Per dire che nel Movimento si sono superati gli schieramenti ideologici. Abbiamo messo insieme persone sulla base di valori anche opposti ".


sabato 12 agosto 2017


Madri assassine. Intervista alla Criminologa e Psicologa Forense Roberta Bruzzone

 di Luigi Cacciatori


ROMA, 10 AGOSTO 2017 - Ci si chiede spesso quali motivazioni profonde possano essere celate dietro l'infanticidio: il crimine più aberrante, feroce e forse innaturale che gli esseri umani conoscano. Cosa scatta nella mente delle madri assassine? Quanto influisce il loro vissuto personale, eventuali traumi o abusi, disturbi che possono insorgere dopo il parto o la mancanza di un adeguato contesto familiare sul quale poter contare?

La Dottoressa Roberta Bruzzone - Psicologa Forense, Criminologa Investigativa, Profiler, scrittrice, docente universitario e Presidente dell'Accademia Internazionale di Scienze Forensi - spiega ai lettori di InfoOggi le cause dell'infanticidio nella specie umana, nonché le forme di prevenzione per evitare che il fenomeno si verifichi.

Dottoressa Bruzzone, non tutti i crimini sono conseguenza di disturbi mentali. È così anche riguardo le cause dell'infanticidio?

“Ciò che emerge chiaramente dall’analisi criminologico-forense di questa fattispecie criminale è che, per quanto riguarda i delitti in ambito familiare e principalmente quando è la donna, madre, moglie o figlia, a vestire i panni dell’assassina, spesso ci troviamo di fronte ad una elevata aspettativa sociale di “anormalità”, che trova debito riscontro nell’elevatissima incidenza delle richieste di perizia psichiatrica in questi casi. La presunta follia in preda alla quale l’assassina avrebbe agito diventa una sorta di “ansiolitico” collettivo. Nella mente della maggior parte delle persone sembra innescarsi il seguente meccanismo: “l’ha ucciso/a perché è pazza quindi una cosa del genere non può succedere a me che pazza/o non sono”. Purtroppo l’analisi dei molti casi che rientrano a pieno titolo all’interno di tali scenari ci dicono chiaramente che, accanto a madri immature che vengono colte dal panico al momento del parto, esistono madri, e purtroppo molte più di quanto ci piacerebbe pensare, che arrivano non solo a premeditare il delitto ma anche a mettere in atto dei veri e propri tentativi di depistaggio e, nel tentativo di farla franca, raccontano episodi di vittimizzazione mai avvenuti. Probabilmente occorrerebbe farsi qualche domanda in più sul cosiddetto “Istinto materno” dal momento che, come tutti i comportamenti umani del resto, ad una più attenta analisi sembra ben lungi dall’essere determinato biologicamente. Certo, la “spiegazione” psicopatologica ci seduce da almeno due prospettive in quanto ci permette, da un lato, di fornire comunque una spiegazione – “la follia” – e, dall’altro, di allontanare da noi la possibilità di commettere un atto così atroce, dal momento che matti non siamo o, almeno, non crediamo di essere”.

Quali sono i fattori predisponenti e scatenanti? Hanno maggiore influenza cause biologiche, psicologiche o sociali?

“Un famoso studio condotto dallo psichiatra Philip Resnick sull’infanticidio ci fornisce degli utilissimi spunti. Resnick aveva trovato che le madri che uccidono i loro bambini non più neonati spesso sono psicotiche, depresse e nutrono ideazione suicidaria mentre le madri che uccidono i loro neonati solitamente non sono affette da tali psicopatologici di tale gravità. Fu proprio tale osservazione di carattere prettamente statistico che spinse Resnick a ritenere che la categoria delle “infanticide” dovesse essere a sua volta suddivisa in neonaticide (quando viene ucciso un bambino entro il suo primo giorno di vita) e figlicide (in tutti gli altri casi). Si possono tuttavia descrivere una serie di scenari situazionali e motivazionali del figlicidio materno in un continuum che va dall’assenza di patologia a carico dell’omicida via via verso le forme di patologie più gravi ed in grado di inficiare del tutto la capacità di determinarsi (quindi l’imputabilità in sede giudiziaria). Ma c’è un elemento, sempre più ricorrente purtroppo, che in queste storie sconvolge ancor più profondamente perché dimostra l’esistenza di una lucida ferocia in molte di queste madri: il tentativo di dissimulare l'infanticidio, alterando la scena del crimine, depistando gli inquirenti magari attraverso la simulazione di un incidente fatale e attribuendo la responsabilità a terzi non ben identificati. E Veronica Panarello non è certo la prima ad aver tentato tale sciagurata traiettoria. Anche Maria Patrizio, la mamma di Lecco che ha annegato Mirko, il figlio di cinque mesi, nella vasca da bagno ha cercato di farla franca simulando una improbabile rapina. Ma non è l'unica. Anche Olga Cerise, la donna che il 24 giugno 2002 annegò i figli piccoli in un laghetto nei pressi di Aosta, aveva cercato di depistare gli inquirenti sostenendo la tesi che i figli fossero annegati per un malaugurato incidente”.


Nei casi di cronaca degli ultimi anni, pensa che alcune cause di infanticidio siano riconducibili alla spinta imitativa derivante dai media?

“No, non credo che l’influenza dei media (che parlano di queste vicende sempre più spesso) possa innescare una spinta emulativa per questa categoria di omicidi. Si tratta di scenari intrapsichici e relazionali molto complessi che non risentono particolarmente di ciò che viene raccontato in Tv o sui social media”.





venerdì 11 agosto 2017



LA VASTA ECO DELLA NOMINA 
DI PIERO DE LUCA NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD





Il senatore Silvio Gava, candidò il figlio Antonio che arrivò addirittura a fare il Ministro dell’Interno. Il senatore Giacinto Bosco lanciò il figlio Manfredi in politica che per molto tempo è stato finanche Sottosegretariobdi Stato. Dante Cappello, deputato nazionale e regionale candidò il figlio Vincenzo che fu eletto alla Regione. Vittorio Gasparin,  deputato regionale, lanciò (anzi buttò!) il figlio Giuseppe in politica e finì finanche sindaco di Caserta prima di finire …… in galera. Per citare solo quelli che ricordo. Il figlio del governatore Vincenzo De Luca, Piero è entrato nella segeteria regionale del PD. Allora apriti cielo. Polemiche a non finire. Scoperchiate tutte le fogne degli odi di partito e le gelosie tra omosessuali e lesbiche. Pagine di giornali sporcate con l’inchiostro di pennivendoli assoldati da tutti i portavoce dei politici regionali. Interi interventi di ciarpame giornalistico passati per editoriali. Hanno "starnazzato" le oche di sinistra (Picierno: ”Una scelta prematura”); (Capacchione: “Nessuno  ci ha consultato”). A proposito mi sono ricordato il tempo di quando la Capacchione faceva la cronista giudiziaria de “Il Mattino” e in Procura a Santa Maria Capua Vetere e alla D.d.A. di Napoli non si muoveva foglia prima di interpellare lei .
Insomma, si sono tutti scandalizzati per la nomina del figlio di De Luca. Io non sono comunista. Anzi. Non ho mai votato PD. Sono Radicale e me ne vanto. Ho votato Pannella. Ho votato Enzo Tortora. Però dico, in definitiva, se Piero De Luca è come il padre Vincenzo, “Uomo del fare” e non un arrivista come tanti, non un quaquaraquà…. ben venga! Auguri Piero.  




mercoledì 9 agosto 2017

CRONACHE AGENZIA GIORNALISTICA: PARTECIPA ALLA CAROVANA DEL PARTITO RADICALE E FI...

CRONACHE AGENZIA GIORNALISTICA:
PARTECIPA ALLA CAROVANA DEL PARTITO RADICALE E FI...
: PARTECIPA ALLA CAROVANA DEL PARTITO RADICALE E FIRMA   per il  REFERENDUM SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI PUBBLICI MINISTERI ...

PARTECIPA ALLA CAROVANA DEL PARTITO RADICALE E FIRMA 
 per il  REFERENDUM SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI PUBBLICI MINISTERI 



Il 16 agosto inizierà l'iniziativa nonviolenta promossa da Rita per l'adozione della riforma dell'ordinamento penitenziario.

dal 28 luglio abbiamo dato vita alla seconda carovana per la giustizia con la quale stiamo attraversando la Sicilia e che si concluderà il 15 agosto con una conferenza stampa a Roma davanti al carcere di Regina Coeli, alla quale seguirà una visita al penitenziario.

Il 16 agosto inizierà l'iniziativa nonviolenta promossa da Rita per l'adozione della riforma dell'ordinamento penitenziario.

La carovana ha come obiettivi la raccolta di firme sulla proposta di legge dell'Unione Camere Penali per la separazione delle carriere, e di iscrizioni al Partito Radicale per il raggiungimento entro il 31 dicembre di 3.000 iscritti (ad oggi siamo a 1.535) per evitare la liquidazione del Partito.

Alla fine della carovana avremo raccolto le firme e distribuito il materiale del Partito in tutte le carceri siciliane; nonché organizzato con le Camere Penali territoriali eventi pubblici e raccolto l'iscrizione al Partito di diversi loro dirigenti.

In questo peregrinare siamo andati a trovare Bruno Contrada all'indomani dell'ennesima perquisizione, peraltro senza mandato, e prima di salutarci ha deciso di iscriversi al Partito.


A Racalmuto siamo stati ospiti della Fondazione Leonardo Sciascia e accompagnati dal Sindaco Emilio Messana ci siamo recati a rendere un omaggio sulla tomba in cui è sepolto insieme alla moglie.
La tappa a Racalmuto è stata l'occasione per rilanciare l'azione della "Consulta delle Regioni per gli Stati Uniti d'Europa", un'associazione fondata nel 1988, che si è data degli obiettivi precisi dei quali riceverai presto informazioni.

Per non dire del Sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, che abbiamo incontrato per organizzare il 21 settembre, nella ricorrenza dell'omicidio del giudice Livatino, la proiezione di Spes contra spem - Liberi dentro nel Paese di origine di uno dei responsabili di quella morte e tra i protagonisti del docu-film. Il Sindaco, alla fine dell'incontro, intervistato da Sergio, manifestando da cattolico le sue profonde diversità su alcune campagne radicali, rilascia una forte dichiarazione con la quale annuncia l'iscrizione al Partito.

Ieri sera a Siracusa siamo stati con Massimo Bordin per un dibattito con i Presidenti delle Camere penali di Catania e Siracusa.


Prima di concludere la carovana terremo una iniziativa pubblica a Capo d'Orlando per ricordare Piero Milio, avvocato, senatore, militante del Partito Radicale, amico prematuramente scomparso.

Nel caldo torrido e nelle lunghe distanze siciliane vogliamo ricordare e ringraziare l'avvocato Franco Messina che ci ha ospitato tutti a casa sua, eravamo circa trenta persone, per offrirci un pranzo preparato da sua moglie la signora Vita Maria Galfano.

Detto questo dobbiamo registrare e sottolineare il silenzio assoluto degli organi di informazione nazionali, pubblici e privati; televisivi, radiofonici e cartacei. 
Silenzio sulle nostre lotte per la vita del Diritto e dello Stato di Diritto, e per la vita delle lotte del Partito Radicale evidentemente legato al silenziamento forzoso sulla questione Giustizia. 
Probabilmente per calcoli e attraverso percorsi politici diversi, oggi sono tutti - ma proprio tutti! - d'accordo che la questione Giustizia non sia più oggetto di dibattito pubblico. Per non parlare della questione penitenziaria il cui rapido fallimento di timide pseudo riforme era stato facilmente preannunciato da Rita.


Il silenzio che ci circonda e soffoca  rischia di essere la pietra tombale dell'unica forza politica che ha come obiettivo prioritario la transizione verso lo Stato di Diritto democratico federalista laico e la riaffermazione dell'Universalità dei diritti umani fondamentali.

Rivendichiamo con forza questa nostra alterità che continuiamo a continueremo a difendere, insieme al resistente antiprotezionista Antonio De Viti De Marco, al resistente liberale Benedetto Croce, ai resistenti democratici antiproporzionalisti Gaetano Salvemini e Luigi Sturzo, ai resistenti federalisti Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni e a Marco Pannella resistente nonviolento che queste e tante altre storie di resistenti ha serbato e fatto vivere per continuare la dura lotta per il Diritto e la Libertà.

Oggi siamo in Sicilia, a Catania, la fine di questa seconda carovana non è che l'inizio della prossima lotta, preannuncio di nuova speranza.


Con Marco ci e ti diciamo, spes contra spem!

Mancano esattamente 144 giorni e poco meno di 1.500 iscritti per assicurare la prosecuzione delle lotte del Partito Radicale. Se ce la faremo dipenderà anche da quello che tu deciderai di fare. E' altrettanto vero che basterebbe che ogni iscritto riuscisse a convincere una persona ad iscriversi quest'anno per salvare questo straordinario soggetto politico.

Faremo di tutto affinché si affermi il Diritto oggi negato dei cittadini ad essere informati e quello del Partito ad essere conosciuto; comunque ci terremo in contatto attraverso Radio Radicale, la Ventotene della resistenza alle democrazie reali dilaganti.


Infine, un grazie a Gaetano Grasso, Camillo Romeo ed Emiliano Silvestri che per Radio Radicale stanno dividendo con noi la fatica di documentare le varie attività della carovana e far conoscere vecchi e nuovi iscritti. Nonché un grazie particolare al direttore Alessio Falconio e all'amministratore Paolo Chiarelli che con tutti i giornalisti, tecnici, archivisti continuano a tenere viva Radio Radicale e con i quali dovremo insieme affrontare i prossimi difficilissimi mesi di questo anno. Grazie a Sheyla Bobba e Valentina Stella che cercano di passare tra le maglie dei media e sui social; e grazie a tutti coloro che continuano a tenere viva la lotta nella quale siamo immersi, per tutti loro ringraziamo Laura Arconti che dalla sua sedia a rotelle e dall'alto dei suoi 92 anni continua imperterrita a non mollare.


le carovaniere e i carovanieri

Matteo Angioli, Rita Bernardini, Antonella Casu, Antonio Cerrone, Donatella Corleo, Flavio Del Soldato, Sergio D'Elia, Paola Di Folco, Maria Antonietta Farina Coscioni, Franco Giacomelli, Tiziano Giardiello, Ivan Innocenti, Maria Rosaria lo Muzio, Rocco Martino, Ernesto Mauro, Aldo Pazzaglia, Luciano Pentangelo, Maria Laura Turco, Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti.

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domenica 6 agosto 2017



     


IL 99,7% DEI MAGISTRATI RICEVE VALUTAZIONI POSITIVE…
 E COSÌ LO STIPENDIO AUMENTO


Il sistema giudiziario italiano è lento e inefficiente, i casi di malagiustizia sono all'ordine del giorno. Eppure la magistratura è bravissima. Il Csm: "Questa percentuale non ha riscontro in nessuna organizzazione istituzionale complessa". Fare chiarezza sul rapporto tra toghe e politica. Facile a dirsi, in un Paese come l'Italia dove i magistrati entrano ed escono dalla politica, per poi tornare in magistratura, con estrema disinvoltura. Naturalmente senza dimettersi dalla carica, con il rischio poi di trovarsi a giudicare un avversario politico. Prassi di pessimo gusto, questa delle porte girevoli, in auge soprattutto dalle parti della sinistra.

Il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini dice che sarebbe anche ora di promulgare una legge decorosa in materia: "Il Parlamento - afferma in un'intervista al Dubbio - ha a disposizione una grande opportunità: quella di approvare una legge che regolamenti con chiarezza il rapporto tra l'esercizio della funzione giurisdizionale e l'elettorato passivo o gli incarichi di governo, con il divieto di utilizzare in un determinato territorio il credito acquisito da magistrato per proiettarsi nell'agone politico e preclusione della possibilità di tornare indietro dopo aver scelto la politica".
Quanto alle progressioni di carriera dei magistrati, Legnini dà ragione al presidente della Cassazione Giovanni Canzio, che ha fatto notare come in nessun sistema organizzato, come appunto la magistratura, succeda che il 99,7% dei componenti abbia una valutazione positiva. Canzio ha sottolineato che "questa percentuale non ha riscontro in nessuna organizzazione istituzionale complessa". Insomma lorsignori, i magistrati, se la cantano e se la suonano. E sono tutti bravissimi, meritevoli appunto di inarrestabili progressioni di carriera con relativi aumenti di stipendio, madama la marchesa. Osserva, Legnini, che "il Csm può e deve fare di più, ma solo il legislatore potrebbe davvero modificare i criteri di valutazione della professionalità dei magistrati, rendendoli più efficaci e selettivi, nonché potenziando gli effetti delle valutazioni di professionalità per il prosieguo della carriere del singolo magistrato".





mercoledì 2 agosto 2017

CRONACHE AGENZIA GIORNALISTICA: I vincitori del premio letterario ‘Solo per cultur...

CRONACHE AGENZIA GIORNALISTICA: I vincitori del premio letterario ‘Solo per cultur...: I vincitori del premio letterario ‘Solo per cultura: ammuinamm’ stu paese!’ CALVI RISORTA - Sono ormai otto anni che la Piccola...
I vincitori del premio letterario ‘Solo per cultura: ammuinamm’ stu paese!’


CALVI RISORTA - Sono ormai otto anni che la Piccola Libreria 80mq opera sull’Agro Caleno con lo scopo di valorizzare e proteggere il territorio. In questo periodo, abbiamo accolto coloro che desideravano trovare uno spazio di condivisione e crescita collettiva, ma soprattutto abbiamo cercato di dare a tutti l’opportunità di mettersi in gioco e di mostrare le proprie capacità artistiche e letterarie.
Nel 2017 quest’impegno si è tradotto nel Premio Letterario “Solo per Cultura: ammuinamm’ ‘stu paese!”, nato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese (Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste) a cui non possiamo che dire immensamente grazie per aver creduto, ancora una volta, in 80mq e nelle sue attività.
L’idea che ci ha spinto a promuovere questo Premio è quella di sostenere ed incoraggiare la crescita della cultura sul territorio campano, dando la possibilità e i mezzi ad autori ed artisti emergenti affinché possano esprimere la loro passione in completa libertà.
A tal proposito non potevamo che chiedere aiuto a chi promuove la letteratura ponendo attenzione all’utilizzo di materiali riciclati e sostenendo chi lotta per difendere il territorio: parliamo diMarotta&Cafiero, case editrice con sede a Scampia, che più di altri sa cosa vuol dire occuparsi di ambiente e solidarietà in un territorio difficile e martoriato come il nostro.
Abbiamo poi chiesto a nove persone, tra i tanti amici di 80mq, di fare da giura nel nostro concorso letterario, tenendo presente la convinzione e la coscienza mostrata verso i valori della cultura e dell’impegno sociale.
Tutto questo e altro ancora ha prodotto un lavoro durato sette mesi e che continuerà nei prossimi, fino a settembre, quando chiunque ne potrà vedere i frutti con l’installazione permanente di due opere sul suolo caleno e la pubblicazione dei libri vincitori.
Detto questo, vi scriviamo per annunciare i vincitori del Premio Letterario. Cogliamo l’occasione per ringraziare ancora tutti coloro che ci hanno dato fiducia ed hanno partecipato, rendendo questo sogno una realtà! Invitiamo chi non ce l’ha fatta a non mollare e a continuare a coltivare le proprie passioni: avete comunque raggiunto un traguardo invidiabile e di questo non potete che esserne fieri!



I vincitori per la categoria ROMANZI E RACCONTI:

1° CLASSIFICATO: SCAMPOLI – Ritagli di Ieri e di oggi, di Virginia Danna
2° CLASSIFICATO: Quella casa sulla roccia e altre piccole storie, di Massimo Zona
3° CLASSIFICATO: Dalla terra alla terra, di Pasqualino Vito

Per la categoria LIBRI PER BAMBINI E RAGAZZI:

1° CLASSIFICATO: Le fiabe di-versi, di Valerio Giusto
2° CLASSIFICATO: Calzini dallo spazio profondo, di Luca Montemagno e Fiorenzo Foglia
3° CLASSIFICATO: Oltre, di Maria Bonafiglia

I concorrenti vincono una pubblicazione cartacea dell’opera  per i 1° classificati più un contratto con la casa editrice Marotta&Cafiero e un e-book per 2° e 3° classificati. I loro testi saranno inoltre presentati in occasione di una manifestazione di consegna dei premi a Calvi Risorta.
Nelle prossime settimane faremo sapere i giorni della premiazione e della presentazione dei libri vincitori.



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