martedì 17 ottobre 2017





19 ottobre, la diocesi di Aversa si interroga su “reato e pena carceraria”
Invito alla riflessione di Caritas e Pastorale sociale in occasione della presentazione del libro di Antonio Mattone presso l’aula magna della Caritas (via S. Agostino, 4)

Caritas diocesana e l’Ufficio per la Pastorale sociale propongono un momento di riflessione su una questione di particolare rilevanza nel nostro territorio e nel nostro tempo. Il reato e la pena carceraria: responsabilità personali e condizioni sociali è tema che sollecita un’attenzione non occasionale per una crescita della nostra comunità territoriale, non solo etica e culturale, ma anche sociale ed economica.
L’occasione è offerta dalla presentazione del lavoro di Antonio Mattone “E adesso la palla passa a me”, che avrà luogo giovedì 19 ottobre 2017 alle ore 17,30 presso l’Aula magna del Centro Caritas di Aversa (via S. Agostino n.4). Il libro in questione è frutto di una lunga ed efficace presenza in diverse istituzioni carcerarie, oltre che di un perdurante impegno di vicinanza a chi si trova in condizioni di deprivazione e di bisogno.
Oltre alla presenza dell’autore Antonio Mattone, l’incontro vedrà la partecipazione del vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, del dott. Domenico Airoma, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Napoli Nord e vicepresidente nazionale del Centro Studi Rosario Livatino, e del dott. Salvatore Acerra, già Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria di Calabria.
L’auspicio di Don Carmine Schiavone - Direttore della Caritas diocesana - e di Stefano Di Foggia - Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro - è che “questo primo momento di riflessione comune sul tema possa favorire l’avvio di una fattiva condivisione di idee e di iniziative future”.




lunedì 16 ottobre 2017

LINUX DAY 2017 CASERTA

Un Pinguino tra gli scaffali: la Biblioteca "Alfonso Ruggiero" ospita il Linux Day 2017


Quest'anno la Biblioteca Comunale di Caserta è sede del Linux Day. Un doppio appuntamento, venerdì 27 e sabato 28 ottobre, dedicato alla privacy e alla riservatezza individuale. Un incontro gratuito e aperto a tutti senza limiti d'età, organizzato dal LUGCE (Linux User Group di Caserta), con il Patrocinio dell'Amministrazione Comunale di Caserta. Scopriremo insieme ai nostri esperti quanti e quali pericoli si nascondono dietro l'uso che facciamo dei nostri dispositivi di tutti i giorni. Come accennato, l'evento si terrà presso la Biblioteca “Alfonso Ruggiero” sita in Caserta, alla Via Capitano Laviano n. 65.
Andiamo con ordine! Il venerdì sarà diviso in tre:
1.    nozioni essenziali di software libero (dalle 10:00 alle 13:00),
2.    installation party (dalle 14:00 alle 16:00) e
3.    topic war (dalle 16:00 fino alle 19:00).
Ogni Linux Day parte da 0, non saremo da meno! Non bisogna essere esperti di informatica per partecipare ad un'iniziativa sul software libero. Possedete uno smartphone? Avete mai scritto una e-mail? Sapete a che rischi andate incontro inviando anche solo «un whatsapp»? Bene, parleremo proprio di voi! Il venerdì mattina ci dedicheremo a chi per la prima volta si sta approcciando alla materia, ai curiosi e a chi vorrebbe capirci un po' di più. Sapevate che esistono sistemi operativi che non necessitano di antivirus? Avete mai sentito parlare di LibreOffice?
Subito dopo l'evento della mattina, ma comunque a partire dalle ore 14, chi vorrà potrà provare una distribuzione GNU/Linux, installarla sul proprio computer ovvero ricevere informazioni in merito ai programmi liberi ed open source presentati nel corso della mattinata. Sarà un installation party! In effetti la Biblioteca conosce ormai molto bene questa tipologia di eventi, il LUGCE ne organizza periodicamente, e molti utenti adesso possono continuare ad utilizzare il loro 'vecchio' PC, «che ormai era da buttare» (secondo loro!).
Eccoci arrivati al blocco pomeridiano del venerdì. Gli hot topic saranno privacy e sicurezza. Credete davvero di essere al sicuro? Nel corso di questo stimolante pomeriggio capiremo perché anche solo 'accedere ad internet' nasconde una serie di pericoli e vedremo con quanta facilità è possibile penetrare in un sistema, anche un semplice cellulare. Assisterete ad un attacco live!

Il sabato, dalle 10:00 alle 13:00, sarà celebrata la XVII giornata nazionale per il software libero! Opereremo in maniera diversa, dimenticate lezioni frontali e noiosissimi interventi, sabato daremo consigli pratici su come proteggere i nostri dispositivi, smartphone inclusi! Ma non è tutto! Seguiteci sul nostro sito web (https://lugce.it), troverete l'evento e tutte le ulteriori informazioni.

venerdì 13 ottobre 2017

Teatro Stabile D’innovazione Galleria Toledo
            Luogo Galleria Toledo Via Concezione a Montecalvario 34 Napoli, 80134 Italia 
                                         ottobre 14 @ 20:30   -   ottobre 15 @ 18:30



                             THE ALIENS
Lo spettacolo di Annie Baker (traduzione Monica Capuani); con Giovanni ArezzoFrancesco RussoJacopo Venturiero, regia Silvio Peroni | produzione Khora.teatro e Pierfrancesco Pisani.


Il mondo del regista Silvio Peroni torna sulle tavole del Teatro Filodrammatici di Milano dopo il successo di Cock (stagione 2014/15) e Costellazioni  (stagione 2015/16). Due trentenni siedono sul retro di un bardi una piccola città nel Vermont e discutono di musica e di Bukowski. Fra le altre cose parlano anche della loro band: The Aliens. KJ ha lasciato il college e Jasper non ha finito il liceo, ma sta scrivendo un romanzo.  Quando Evan, un giovane studente solitario che lavora presso la caffetteria, arriva, i due decidono di insegnargli tutto ciò che sanno. The Aliens parla di musica, amicizia, arte, amore e morte.
Durata spettacolo: 70'.

                                     Officine Teatro
Viale degli Antichi Platani 10, San Leucio  ( Caserta )
           
 Gli spettacoli si terranno il sabato 28 Ottobre alle ore 21:00 e la domenica 29 OTTOBRE alle ore 19:00. Prenota tramite telefonata/messaggio/whatsapp al 3491014251 o  inviando una mail ad  info@officinateatro.com
Caserta)
Inviaci un'e-mail
info@officinateatro.com


martedì 10 ottobre 2017


Venerdì prossimo presso la Biblioteca Comunale
IL COMUNE DI CELLOLE ISTITUISCE IL REGISTRO DELLA BIGENERIALITA’
L’Iniziativa su proposta dell’Associazione “Voce Uomo”.  Esperti, sindaco ed assessori hanno assicurato la loro presenza



Cellole - Si terrà venerdì 13 ottobre presso la biblioteca comunale di Cellole l'incontro di presentazione del registro della bigenitorialita' adottato dall’ amministrazione comunale su proposta dell'associazione Voce Uomo presieduta dall’ Avvocato Antonietta Montano e dal Comitato “Papà separati” di San Felice a Cancello, capeggiato da Remigio de Matteis.
Parteciperanno all'incontro il padre della Legge sull' Affidamento Condiviso Prof. Marino Maglietta , il Sindaco di Cellole, Angelo Barretta;  l'Assessore alle politiche sociali, Antonietta Marchigiano; Don Lorenzo Langella, l’Avv. Antonietta Montano e l’ Avv. Angela Valletta. Modera l' incontro la giornalista e scrittrice  Francesca Nardi.
Nel  Registro possono essere iscritti i figli minori di tutti quei genitori che non risiedono allo stesso indirizzo. La residenza del minore resterà una sola, ma le comunicazioni che lo riguardano dovranno fare riferimento ai due indirizzi forniti dai genitori.
Per l’iscrizione è necessario che il minore sia residente nel Comune di Cellole  e ne faccia richiesta personalmente almeno uno dei genitori titolare della responsabilità genitoriale (ex potestà genitoriale).
Per bigenitorialità si  intende il diritto del figlio minore a fruire dell’apporto educativo e affettivo di entrambi i genitori. Si configura come un diritto soggettivo, permanente e indisponibile, legato alla sua persona a prescindere dai rapporti tra genitore e genitore, ovvero il legittimo diritto a mantenere un rapporto stabile con entrambi, anche nel caso in cui questi siano separati o divorziati, ogni qual volta non esistano impedimenti che giustifichino l'allontanamento di un genitore dal proprio figlio. Genitori per sempre, qualitativamente e quantitativamente per sempre.


lunedì 9 ottobre 2017

IL VALIDO CONTRIBUTO DELLA  STORIA PATRIA ALL'ARCHIVIO DI STATO 


Il Presidente Avv.  alberto Zaza



La collana delle pubblicazioni degli Archivi di Stato, edita dal MiBACT, potrebbe accogliere quanto prima la ristampa anastatica della copia manoscritta dell’atto notarile del 29 agosto 1750, ratificato il 7 marzo 1751, col quale Carlo di Borbone acquistò il Sito di Caserta da Michelangelo Gaetani di Sermoneta.



La proposta è stata formulata in occasione della “Domenica di carte” dal Presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, Alberto Zaza d’Aulisio, alla Direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Luigia Grillo nel presentare ai visitatori il documento in possesso della Società, autenticato il 21 agosto 1807 dal Prefetto del Real Archivio della Regia Camera della Sommaria.


All’allestimento della mostra nella nuova sede dell’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta, la Società di Storia Patria ha contribuito con altri documenti facenti parte del suo patrimonio.
Lo staff della Storia Patrica e dell'Archivio di Stato 



domenica 8 ottobre 2017

Il decalogo di tortura

al carcere duro del 41 bis



Spesso in carcere le ingiustizie più piccole pesano come macigni, specialmente le ingiustizie gratuite. (Diario di un ergastolano.  www.carmelomusumeci.com)
Un nuovo provvedimento emanato dal DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) del Ministero della Giustizia regolamenterà, e torturerà democraticamente, i detenuti sottoposti al regime di tortura del 41 bis.
      Quando ho letto questa Circolare ho pensato che difficilmente, per non dire mai, il carcere riesce ad educare il prigioniero, ma alcune volte, per fortuna, riesce a far riflettere.  
Queste parole di Gherardo Colombo, ex Procuratore di Mani Pulite, che di gente in carcere ne ha sbattuta parecchia, lo confermano:
“Se vogliamo educare al bene, per farlo dobbiamo utilizzare il bene. La vendetta non può bastare. Eppure, il nostro sistema penale fa proprio questo. E stop. Garantisce nel migliore dei casi un risarcimento economico. Ma così il dolore della vittima, con il quale solidarizza il nostro senso di giustizia, non incontrerà mai il dolore del colpevole, anch'egli oggetto del nostro senso di giustizia ("deve pagare"). In questo modo crediamo di "fare giustizia", invece scaviamo un solco. Creiamo nuove lacerazioni. E aumentiamo la recidiva. Fino a un certo punto della mia vita sono stato convinto che il carcere fosse educativo. Poi ha cambiato idea. Se vogliamo educare al bene, per farlo dobbiamo utilizzare il bene.”

      Anch’io la penso in questo modo. Questa mattina all’uscita del carcere ho incontrato un detenuto che conoscevo da molto e che ha finito di scontare la pena. Ho pensato che dopo tanti anni di carcere ci vorrà tanto tempo perché si riadatti a una vita normale. Gli ho fatto coraggio, come se stesse andando in guerra perché non gli sarà facile non ritornare in galera. Credo che chi commette dei reati vada fermato, ma una volta in carcere la pena dovrebbe fare “male” esclusivamente per farti diventare buono. In realtà, invece, il carcere in Italia fa male solo per farti diventare più cattivo o più mafioso di quando sei entrato.
Per paura di essere frainteso, scrivo subito che la mafia mi fa schifo e in carcere mi sono sempre scontrato con la cultura mafiosa e a modo mio l’ho sempre combattuta. Mi fa, però, schifo anche la mafia dei poteri forti, che finge di combattere i mafiosi ma in realtà vuole prendere il loro posto, o mira a vantaggi mediatici o politici.
Penso che tra le istituzioni dell’antimafia ci siano tante persone buone, e in buona fede, convinte di fare bene, ma ci siano anche tanti opportunisti.
Ecco alcuni brani di questa circolare: “Il regime detentivo speciale di cui all’art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario è una misura di prevenzione che ha come scopo quello di evitare contatti e comunicazioni tra esponenti della criminalità organizzata.”
 Bene! Credo che su questo dovremmo essere tutti d’accordo, ma io non sono d’accordo su alcune di queste restrizioni che non hanno questo obiettivo,  ma tendono esclusivamente a complicare la vita dei prigionieri: “È vietato lo scambio di oggetti tra tutti i detenuti/internati, anche appartenenti allo stesso gruppo di socialità.” A parte che la solidarietà è un valore e se uno rimane senza sigarette, sciampo, dentifricio?
“Vietato affiggere alle pareti foto.” Perché? Non credo che questo divieto consenta di prevenire contatti del detenuto con l’organizzazione criminale di provenienza. Un prigioniero vive di piccole cose e avere attaccato alle pareti della propria cella le foto dei  familiari è importante.
“Gli effetti personali relativi all'igiene personale, per loro natura pericolosi e potenzialmente offensivi, verranno consegnati ai detenuti/internati all'apertura della porta blindata della camera, e poi ritirati al termine della giornata.” Perché? A mio parere questi oggetti sono più “pericolosi” di giorno che di notte, quando il prigioniero è solo e murato da un cancello blindato.
È fatto divieto al detenuto/internato  di ricevere libri e riviste dall’esterno, dai familiari o da altri soggetti tramite colloqui o pacco postale.” Perché? Credo che la lettura potrebbe aiutare molto a sconfiggere l’anti-cultura mafiosa. “Può detenere all’interno della camera un numero massimo di quattro volumi per volta.” Perché solo quattro libri? Penso piuttosto che ci dovrebbe essere una buona legge per “condannare” i detenuti a tenere più libri in cella e, forse, anche una norma per obbligare chi ha scritto questa circolare a leggere di più.
I detenuti/internati 41 bis possono permanere all'aperto per non più di due ore al giorno.” Perché? L’aria è criminogena?
“È consentito tenere nella propria camera immagini e simboli delle proprie confessioni religiose, nonché fotografie in numero non superiore a 30 e di dimensione non superiore a 20x30.” Perché troppe foto dei familiari e figurine dei santi fanno male alla sicurezza?”  
“Colloqui visivi della durata massima di un'ora, nella misura inderogabile di uno al mese, presso locali all’uopo adibiti, muniti di vetro a tutta altezza. Il chiaro ascolto reciproco da parte dei colloquianti sarà garantito con le attuali strumentazioni all'uopo predisposte. Il detenuto/internato potrà chiedere che i colloqui con i figli e con i nipoti in linea retta, minori di anni 12, avvengano senza vetro divisorio per tutta la durata (dell’ora di colloquio)”. I colloqui sono audio/video registrati, allora perché impedire a una madre o a un padre, anziani, di poter abbracciare il  proprio figlio?
Mi fermo qui, non elenco tutte le numerose restrizioni di questo decalogo che disciplina questo girone infernale, che crea dei mostri vegetali, perché dopo alcuni anni di regime di 41 bis il prigioniero non pensa più a niente e diventa solo una cosa fra le cose. Non credo che proibire ai detenuti di abbracciare figli, padri, nipoti e madri per decenni serva a sconfiggere la mafia, come non serve a questo neppure proibire di attaccare le loro foto alle pareti della cella.

     Credo che lo Stato possa dire di aver già sconfitto militarmente la mafia, ma forse continua a fare di tutto per alimentare la cultura mafiosa, perché anche questo decalogo porterà odio verso lo Stato e le sue istituzioni.  


Carmelo Musumeci
Ottobre 2017




sabato 7 ottobre 2017

Il borgo di Valogno di Sessa Aurunca continua ad impressionare l’Italia


Un borgo d’arte da salvare… ma non bastano le risorse e la volontà di una coppia di appassionati…
DORA & GIOVANNI


Mentre c’è un riverbero giornalistico (l’ultimo è la rivista Credere) ieri è iniziato un nuovo murales dell’artista Mondragonese Emanuele  Riccio –



Noi siamo vicini concretamente a Dora Mesolella e Giovanni Casale e vogliamo coinvolgere altri amanti dell’DEL BELLO E DELL’ARTE... PER SALVARE QUESTO BORGO...
ANCHE SE QUESTO COMPITO SAREBBE COMPETENZA DELLE ISTITUZIONI... 

In margine alla visita fatta ieri (sabato 7 ottobre), in occasione della realizzazione del reportage di Fanpage con i colleghi Peppe Pace e Sergio Nazzaro (per l'occasione c'era anche l'Artista Emanuele Riccio autore del prossimo murales: un mazzamauriello (O' munaciello) con uno scalpellino per rievocare i vecchi tempi di un lavoro prezioso ed ormai in via di estinzione) sono grato a Giovanni Casale per avermi dato l'occasione di conoscere personalmente (lo conoscevo per le sue opere)lo scrittore Sergio Nazzaro al quale ho anche dedicato il mio ultimo libro: "Delitti in Bianco & Nero", preso in prestito temporaneo dalla biblioteca privata di Giovanni & Dora. 
Grazie, grazie a tutti....


giovedì 5 ottobre 2017

I coordinatori della Presidenza del Partito Radicale – Rita Bernardini, Antonella Casu, Sergio D'Elia e Maurizio Turco – hanno scritto al Presidente della Repubblica per sottolineare le gravi criticità del nuovo Codice antimafia.

antimafia? Stato di Diritto!

Signor Presidente,
è alla sua firma il nuovo Codice antimafia adottato infine dalla Camera dei Deputati con il contingentamento dei tempi per la discussione e l'approfondimento.
Il nuovo Codice antimafia estende i sequestri e le confische in assenza di giudicato ai sospettati di tutti i reati contro la pubblica amministrazione, compreso il peculato.
Con questa norma ci troviamo con un diritto penale e processuale che fa dell'emergenza la regola, del sospetto la prova, delle garanzie carta straccia, del giudicato una inutile ritualità.
Le misure di prevenzione sono figlie del diritto del cosiddetto doppio binario, un diritto autoritario adottato dopo l'Unità d'Italia per debellare i briganti, a fine ottocento contro i primi sindacalisti, dal regime fascista contro i dissidenti; e, negli ultimi due decenni, ne ha esteso i confini ed oggi con il nuovo Codice antimafia la giustizia del sospetto da patologia del sistema, da eccezione, diventa la regola.
Il cosiddetto giudizio di prevenzione è un procedimento che non prova la colpevolezza, ma la mera pericolosità sociale; che non acquisisce prove, ma valuta indizi e congetture; che non prevede un pieno contraddittorio tra accusa e difesa ma rende inutile il processo anticipando la punizione rispetto alla condanna.
Norme che stracciano il diritto e mettono in pericolo l'economia: ci sono oggi tra sequestri e confische preventive 18mila aziende e un patrimonio stimato in 21 miliardi di euro che sono destinate in nove casi su dieci al fallimento. 
Norme che sono un affronto alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che nel febbraio scorso ha condannato l'Italia perché ha ritenuto che parte significativa del nostro sistema di prevenzione personale è incompatibile con il trattato Cedu in ragione della carente precisione dei presupposti di applicazione che con il nuovo Codice antimafia sono ancora meno precisi.
Norme che unitamente alle interdittive antimafia – misure amministrative prive di limitazioni temporali e di generalizzata applicazione in ogni settore economico, nel periodo e nei territori in cui persistono gli effetti dello scioglimento delle amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose – incidono pesantemente sulle condizioni economiche e sociali di larga parte del territorio nazionale, di per sé debole e indifeso.

Signor Presidente, 
abbiamo ritenuto doveroso farla partecipe di queste considerazioni, già apparse su alcuni organi di stampa e che il Parlamento non ha voluto prendere in considerazione, affinché il nuovo Codice antimafia possa essere altro dalle norme di prevenzione illiberali, ingiuste, dannose, controproducenti che a nostro avviso violano apertamente i principi dello Stato di Diritto.

*****

domenica 24 settembre 2017


QUEL GIORNO ERO SULLA 
TRIBUNA STAMPA AL VIALE CARLO III°
 AVEVO 30 ANNI ED ERO INVIATO DI "STADIO" IL QUOTIDIANO SPORTIVO DI BOLOGNA 
CORSI IMMEDIATAMENTE IN VIA DOMENICO MONDO... 
QUELLE IMMAGINI MI HANNO FATTO PASSARE NOTTI INSONNE... 
SULLO STESSO TRACCIATO 
ORGANIZZAVO PER IL MOTO CLUB DI SANTA MARIA CAPUA VETERE IL CIRCUITO MOTOCICLISTICO DI VELOCITA'.....













Grande affluenza di equipaggi provenienti da tutta Italia e dall'estero e di pubblico nel week end tra Caserta e provincia


«COPPA DEI BORBONE» CON RIEVOCAZIONE DEL «CIRCUITO AUTOMOBILISTICO DI CASERTA»: L'AUTOMOBILE CLUB SVELA UNA TARGA IN MEMORIA DEI PILOTI RUSSO, FEHR E PERDOMI ALLA PRESENZA DELLE FIGLIE DEL CAMPIONE 'GEKI'  
LE DUE  FIGLIE DEL CAMPIONE GEKI RUSSO


Caserta, 24 settembre 2017 - Ricordi, emozioni e commozione con le auto storiche esposte come opere d'arte con lo sfondo dello splendido scenario della Reggia di Caserta. L'edizione 2017 della Coppa dei Borbone appena terminata all'ombra del Palazzo Vanvitelliano ed alla quale hanno partecipato decine di equipaggi da tutta Italia e dall'estero, è stata anche l'occasione per rievocare con un diverso animo il 18° Circuito Automobilistico di Caserta del 1967. 

Al termine della manifestazione organizzata dall'Automobile Club di Caserta (presieduto dall'avvocato Antonello Salzano con la direzione del dottor Marino Perretta) e Aci Storico, è stato proclamato vincitore di quella gara di 50 anni fa, il pilota di Formula 3 Antonio Maglione, nativo di Napoli e romano d'adozione: una coppa che all'epoca non fu assegnata a causa della tragica conclusione dello storico evento sportivo nato nel 1928. «Avevamo un conto aperto con questa triste pagina casertana che speriamo di aver alleggerito in qualche modo con ricordi ed emozioni», ha dichiarato il presidente Salzano, a margine della manifestazione durante la quale è stata svelata anche una targa nel tratto di strada in cui avvenne il tragico incidente. 

Una cerimonia toccante, svoltasi alla presenza di Beatrice e Daniela Russo, figlie del pilota Geki Russo, oggi residenti rispettivamente a Parigi e Milano. La kermesse, alla quale hanno partecipato auto storiche ante-guerra, del dopo-guerra, degli anni '60, '70  i cui titolari sono stati premiati per le varie categorie ha fatto tappa anche a Capua, Pietramelara e San Leucio per poi concludersi con la premiazione del Concorso d'Eleganza e della gara di regolarità tenutisi domenica davanti alla Reggia di Caserta.

Presidenza Automobile Club Caserta
Avv. Antonello Salzano


LA STORIA DEL CIRCUITO


Ancora oggi i tifosi dell’epoca non hanno dimenticato l’ultimo giro che si è rilevato fatale per Geki Russo in quel lontano 18 giugno 1967 su un circuito che, in pratica ,altro non era se non un triangolo con tre curve ad angolo acuto e tre lunghi tratti sostanzialmente diritti, seppur inframmezzati da curve cieche rese tali dalle costruzioni che delimitavano la carreggiata. La sicurezza era un ‘optional’ in quanto si correva tra marciapiedi, muri, cancelli, lampioni, con soltanto alcune balle di paglia come protezione nei punti più pericolosi. Nel corso del settimo giro avvenne una collisione tra la vettura di Saltari e quella di Fehr, proprio in quel momento sopraggiunse un altro pilota, Franco Foresti, che per evitare le due vetture si intraversava finendo contro il muro di cinta della ferrovia e ritornando in pista fermandosi in un punto cieco. Nell’ottavo giro se il gruppo di testa riusciva a schivare l'ostacolo, la vettura di Dubler in sbandata urtava contro due pali della luce per finire in un campo. Nel frattempo Fehr tornava in pista per segnalare la presenza di una grossa macchia d'olio sull’asfalto: un gesto generoso che purtroppo gli sarebbe risultato fatale. Giro nove: ad oltre 200 km/h, e senza la presenza di commissari di percorso che segnalassero il pericolo, transitarono incolumi Brambilla e Maglione, ma Regazzoni, Manfredini e lo stesso Geki non riuscivano ad evitare l'ostacolo. Fehr investito muore sul colpo, mentre Russo sbalzato fuori dalla vettura perdendo la vita dopo aver colpito il muro della sottostazione dell'Enel. La sua Matra prese fuoco con il fumo che disturbava la visibilità dei piloti che sopraggiungevano: Tiger (pseudonimo di Romano Perdomi), Saltari e Natili finiscono nel mucchio. Tiger rimase incastrato nel telaio della vettura che si era accartocciata (morirà un settimana dopo in seguito alle ferite riportate), mentre Dubler tentò di spegnere la Matra di Geki in fiamme, pensando che il pilota fosse ancora a bordo. Ma non finì qui: nel giro seguente anche Brambilla e Maglione piombano nel gruppo di auto ridotte a rottami, restando però incolumi. Solo a quel punto venne sventolata una bandiera rossa che mise fine alla disgraziata gara. Da quel giorno, il circuito di Caserta non avrebbe ospitato mai più una competizione automobilistica, fino ad oggi.



venerdì 22 settembre 2017

 

Il movimento “Marcianise Terra di Idee, impegnato sul territorio anche per la lotta alle violenze ambientali, organizza per il giorno mercoledì 4 ottobre 2017, alle ore 18.00, preso il Palazzo Monte dei Pegni in via Duomo a Marcianise, un convegno pubblico per la promozione e la sensibilizzazione delle buone pratiche e della strategia “Rifiuti Zero”. Il dibattito vedrà la presenza di Paul Connett, professore alla St.Lawrence University dal 1983 al 2006 e fondatore della strategia "Zero Waste".




Si tratta una strategia di gestione dei rifiuti che si propone di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti considerati non come scarti ma risorse da riutilizzare come materie prime seconde, contrapponendosi alle pratiche che prevedono necessariamente processi di incenerimento o discarica, e tendendo ad annullare o diminuire sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire. Il processo si basa sul modello di riutilizzo delle risorse presente in natura. In Italia c’è già una proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Rifiuti Zero”, presentata il 30 settembre 2013 (Atto n. 1647 della Camera dei Deputati – VIII Commissione Ambiente con il titolo: “Legge Rifiuti Zero: per una vera società sostenibile”), ma ancora ferma in Parlamento per l’iter di approvazione definitiva.

Insieme alle associazioni e i cittadini si discuterà su come far sì che tale “buona pratica” possa essere avviata anche a Marcianise, innescando un processo di democrazia partecipata, fondamentale affinché si possa intraprendere un percorso virtuoso ed alternativo con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una città sostenibile. Dopo i saluti di Alessandro Tartaglione (coordinatore di Terra di Idee), seguiranno gli interventi di Domenico Giuliano (responsabile laboratorio ambiente Terra di idee), Annamaria Martuscelli (Osservatori Civici Campania). Modererà l'incontro Tina Raucci (Caffè Procope).