martedì 11 dicembre 2018








S.A.R. la Principessa
Beatrice di Borbone delle Due Sicilie
 a San Leucio per la presentazione di

REGINE. SPOSE BAMBINE, EROINE E SANTE DALL’EUROPA ALLA CORTE DI NAPOLI


Per la prima volta, tutte insieme, le regine dell’era borbonica raccontate da Nadia Verdile



Sarà presentato, alla presenza di S.A.R. la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, sabato 15 dicembre, alle 18, nella Real Parrocchia di San Ferdinando re, a San Leucio, l’ultimo libro di Nadia Verdile, “Regine. Spose bambine, eroine e sante dall’Europa alla corte di Napoli”, il primo che racconta, tutte insieme, le dieci regine, o aspiranti tali, che hanno vissuto nel Regno di Napoli, diventato poi delle Due Sicilie, durante l’era borbonica. Occasione straordinaria quella della presenza della pronipote di quattro delle sovrane raccontate da Verdile. 





L’evento, promosso dall’International Inner Wheel, club “Caserta - Luigi Vanvitelli” e “Caserta - Terra di Lavoro”, dal Rotary Club Caserta Luigi Vanvitelli e dalla Lidu, ha il patrocinio morale del Comune di Caserta e dell’Ordine costantiniano di San Giorgio, delegazione di Napoli e Campania, ed è realizzato con la preziosa collaborazione della Pro Loco Real Sito San Leucio e dell’Associazione Commercianti “Nuova Real Sito” di San Leucio, con la partecipazione delle associazioni Corteo Storico San Leucio, Favole Seriche e La barca di Teseo, della Fabbrica Wojtyla – Compagnia della Città, del Liceo Artistico San Leucio. Introdurrà e condurrà la serata Adele Vairo, vicepresidente nazionale della Lidu, parlerà del volume, con l’autrice, don Battista Marello, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali e Arte Sacra della Diocesi di Caserta. Dafne Rapuano e Francesco Maienza della Fabbrica Wojtyla reciteranno monologhi storici. Una sinergia tra club, associazioni, istituzioni come non si era mai vista, una gara a dare un contributo, concreto e operativo, per la diffusione della conoscenza storica del territorio.
Da Maria Amalia di Sassonia a Maria Sofia di Baviera, passando per Maria Carolina, Lucia Migliaccio, Julie Clary, Carolina Bonaparte, Maria Clementina d’Asburgo, Maria Isabella di Borbone, Maria Cristina di Savoia, Maria Teresa d’Asburgo Teschen. Dieci donne, dieci protagoniste della storia di un Regno. A raccontarle Nadia Verdile, studiosa di storia delle donne, per la casa editrice Pacini Fazzi di Lucca. «Tanto è stato scritto e detto dei re di Napoli – spiega Verdile – ma delle regine, di quelle che hanno accompagnato non solo la loro vita ma anche la loro politica di governo, si conosce assai poco, qualche volta niente. Era un vuoto che andava colmato. Questo lavoro, risultato di lunghe ricerche, non ha l’intento di diventare strumento per studi accademici. Il libro si propone come un’occasione per conoscere più da vicino le dieci sovrane che hanno vissuto e governato, chi più chi meno, nel periodo borbonico». Rigore scientifico ma narrazione che rifugge dal rigore del saggio storico per diventare un viaggio nella vita delle donne che hanno portato la corona. Quelle raccontate sono donne, sono state regine, qualcuna non ne ha avuto il tempo.
L’evento di sabato si preannuncia ricco di emozioni e sorprese. «Sono grata – ha concluso Verdile – a quanti si stanno spendendo per la realizzazione di questo evento. È per me un’emozione poter parlare delle regine di Napoli alla presenza della principessa Beatrice di Borbone, pronipote di Maria Amalia di Sassonia, Maria Carolina d’Asburgo, Maria Isabella di Borbone e Maria Teresa d’Asburgo Teschen. Le sono grata perché sarà qui a Caserta esclusivamente per la presentazione ed è un privilegio. Sono altresì grata a Federica De Gregorio dell’Ordine costantiniano di San Giorgio, ad Adele Vairo nelle sue molteplici vesti, alle presidenti Gloria Andreini e Erminia Iodice, al presidente Angelo Parente, a don Battista Marello che ha coinvolto per questa avventura culturale l’intera comunità leuciana e ha messo a disposizione non solo la chiesa ma anche delle “chicche” che saranno una bellissima sorpresa, a Domenico Villano, presidente della Pro Loco Real Sito di San Leucio che si sta dedicando anima e corpo per la buona riuscita dell’evento e, naturalmente, la mia gratitudine a tutte le associazioni che hanno messo a disposizione gratuitamente le loro competenze e le loro passioni, dal Corteo Storico San Leucio a Favole Seriche, passando per Fabbrica Wojtyla – Compagnia della Città a La Barca di Teseo, all’Associazione Commercianti “Nuova Real Sito” di San Leucio, al Liceo Artistico “San Leucio”, e all’amministrazione comunale che ci ha concesso il patrocinio morale e il logo del bicentenario di Caserta capoluogo, tutti insieme per regalare, a quanti vorranno essere con noi, un pomeriggio che sono certa sarà speciale». Grande soddisfazione è stata espressa dall’editrice Francesca Fazzi che ha sottolineato: «Nadia Verdile, direttrice e autrice della nostra collana Italiane, continua la sua instancabile opera di divulgazione della storia delle donne e regala alle sue lettrici e ai suoi lettori non solo una galleria di ritratti di donne della e nella storia (operazione già di per sé interessante per colmare ataviche lacune della nostra memoria collettiva) ma ci restituisce ritratti di donne tutte intere (sono regine, madri, figlie, persone) con la loro forza, passione, unicità e ci dimostra, ancora una volta, quanto ne abbiamo bisogno. Sarò a Caserta anche io, sarò al suo fianco, perché le sue Regine meritano».  

Ufficio Stampa
Maria Pacini Fazzi Editore
Lucca, 12 dicembre 2018



Il delegato Cocer Girolamo Foti incontra  il 

Ministro della difesa: “Dottoressa Trenta si 

impegna per noi con amore”



ROMA. Nella mattinata di martedì 11 dicembre, il delegato Cocer Girolamo Foti ha incontrato il Ministro della Difesa del Governo Conte, Dott.ssa Elisabetta Trenta, in via XX settembre, presso Palazzo Baracchini, in Roma.
“Ringrazio pubblicamente il Ministro della Difesa, Dott.ssa Elisabetta Trenta, che mi ha ricevuto presso Palazzo Baracchini. Nel corso dell'incontro – precisa Foti – ho trattato il, per me doloroso, tema dell’accanimento disciplinare subito personalmente nel corso del mio precedente mandato da delegato Cocer.  Non cerco tutele, ma voglio non si dimentichi ciò che mi è stato fatto; solo in questo modo, fenomeni di questo tipo, non vedranno coinvolto alcun militare”.
In quanto delegato Cocer, Girolamo Foti ha affrontato “i temi del riordino delle caserme al Sud, delle vittime del dovere, del ricongiungimento familiare, del riordino delle carriere e della valorizzazione professionale dei Graduati”.
“L'incontro è stato cordiale ed ho avuto la possibilità di toccare con mano l'amore e le attenzioni del ministro nei riguardi del personale – afferma il delegato -. Al termine del meeting, ho portato i saluti di tutti i colleghi che mi onoro di rappresentare. Grazie Ministro, lei non ci mette solo impegno ma anche amore in quello che fa per noi”.

sabato 8 dicembre 2018




INVITO ALL’ORDINE - SALOTTI CULTURALI NELLA CASA DEI COMMERCIALISTI
a cura di Maria Beatrice Crisci

MOSTRA PERSONALE


“ANTEPRIMA DI MEMORIE DEL 

SOTTOSUOLO”

DI GIANNI PONTILLO


MERCOLEDÌ 12 DICEMBRE 2018 - ORE 17




Terzo appuntamento della rassegna “Invito all’Ordine. Salotti culturali nella casa dei commercialisti”, il ciclo di appuntamenti curato da Maria Beatrice Crisci e promosso dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Caserta guidato da Luigi Fabozzi. Protagonista sarà l’artista Gianni Pontillo che ha scelto la sede ordinistica per proporre un’anteprima del progetto “Memorie del Sottosuolo”, una produzione artistica che ha anche la capacità di sensibilizzare e di educare sui temi dell’ambiente.
Il vernissage è mercoledì 12 dicembre 2018 alle ore 17. La mostra si inaugura nell’ambito del corso di formazione per revisori legali “Il collegio sindacale e la revisione legale nelle imprese di minori dimensioni” organizzato dall’Ordine casertano.
La scelta di Gianni Pontillo non è certo casuale. Viene proposto anche questa volta – dopo le personali di Peppe Ferraro e Giovanni Tariello – un artista di notevole spessore che si esprime tenendo conto delle tradizioni lavorative e produttive del territorio casertano, in particolare del mondo economico legato all’allevamento bufalino. Le parole della curatrice della rassegna Maria Beatrice Crisci: «L’artista Gianni Pontillo incarna bene quello che è l’obiettivo di “Invito all’Ordine” un titolo che è a doppio senso per una rassegna artistico culturale che, ospitata nella casa dei commercialisti, vuole far dialogare e connettere con regole certe gli iscritti e il mondo intellettuale cui bisogna relazionarsi. La figura geometrica dell’epitrocoide, che è il simbolo dell’Ordine, si accosta così metaforicamente e materialmente alla produzione più creativa”.
Scrive a proposito della mostra il critico d’arte Enzo Battarra: «Il progetto “Memorie dal sottosuolo” si compone di una trentina di opere su tela, la maggior parte raffiguranti le bufale in primo piano, come simbolo di una forza di rinnovamento e di rigenerazione che la Campania Felix esprime. Tale energia positiva è consapevole di insistere su un terreno il cui sottosuolo in un prossimo futuro sarà ricordato sia per aver custodito beni archeologici di inestimabile valore ma anche per essersi liberato dei rifiuti e delle scorie che negli scorsi decenni sono stati depositati. E mai più vorrà conoscere l’inquinamento. Ecco perché “Memorie dal sottosuolo”, ricordi sotterrati».
Come sottolinea sempre il presidente dell’Ordine Luigi Fabozzi, «La rassegna nasce con l’intenzione di valorizzare le eccellenze dell’area casertana che operano e lavorano nel settore culturale. Dietro ogni commercialista c’è una persona che è attenta al territorio, che interagisce con questo su un piano che è essenzialmente economico e finanziario, ma è anche umano e sociale. D’altronde lo sviluppo di un contesto geografico non può prescindere dalla collaborazione tra una sana imprenditoria, capace di attuare investimenti e di esprimere concretezza nel segno dell’innovazione, e le menti migliori di quello stesso territorio, pronte a dare un contributo di creatività e di fantasia, prerogative necessarie per un riscatto economico e sociale».
L’esposizione resterà aperta fino al 12 gennaio 2019 negli orari di apertura dell’Ordine: martedì e giovedì dalle ore 16 alle 18, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13.

NATALE TRANQUILLO OPERAZIONE DELLA FEDELISSIMA





I Carabinieri della Stazione di Teverola (CE), 

presso la zona A.S.I. di quel entro, nell’ambito 

di mirati servizi, in collaborazione con i 

militari 


della Compagnia Carabinieri di Intervento 

Operativo del 14° Battaglione “Calabria”, volti 

a prevenire condotte illecite connesse con 

commercio artifici pirici illegali, hanno 

effettuato alcuni controlli  presso locali, 

procedendo al sequestro di materiale pirico 

per complessivi kg. 124, appartanente alle 

categorie c.e. f1 e f2, già classificate dalla 

normativa nazionale quali cat v lett. c. e d., 

il 1

cui peso complessivo superava la quantità 

consentita per il trasporto.

La contraddizione


A Torino il mondo dell’impresa, l’80% all’incirca dell’imprenditoria italiana, ha lanciato un monito molto severo al Governo: se continua così si va al disastro. Le prime avvisaglie della legge contro il precariato parlano di 53.000 licenziamenti alla fine dell’anno. La strada delle buone intenzioni è molto sconnessa.

           

(di Stelio W. Venceslai)




Il dissenso del padronato, piccolo e grande, si aggiunge ai molti dell’opposizione, dell’Europa, dei grandi opinion makers della finanza internazionale.  È un monito pesante, perché contro di tutti non si può andare. Bisognerebbe essere dei profeti o degli illuminati.
            Di profeti non si vede l’ombra, non è tempo di profeti. Quanto agli illuminati, i nostri governanti non sanno neppure cosa significhi.       C’è, invece, molta testardaggine, quasi iattanza. Dopo sei mesi di governo, il governo non governa, in bilico tra le promesse fatte all’elettorato, gli impegni del “contratto”, i pochi quattrini disponibili e i punti di convergenza sempre più remoti.
            Eppure, questo sarebbe un momento d’oro per il governo, perché l’opposizione è annichilita e il consenso dell’elettorato è ancora molto forte. Il consenso c’è se si fanno le riforme annunciate, giuste o sbagliate che siano. La gente vuole e crede nel cambiamento. Il duopolio destra-sinistra è finito, due altre forze politiche contrapposte, invece di combattersi fra loro, si sono unite per fare il governo, ma governare e fare le riforme è un affare serio.
            Per fare le riforme ci vogliono i quattrini. I quattrini non ci sono. Ci si può indebitare ma il nostro debito è già molto alto e nessuno ci presterebbe una lira. Il dilemma è insolubile, se non a chiacchiere.
            Di chiacchiere se ne fanno molte, del tutto inutili. Se i Ministri stessero zitti, sarebbe molto meglio, evitando polemiche da quattro soldi (v. caso Di Maio). Brillano Conte e Tria, gli unici presentabili in un contesto internazionale, ma devono avere argomenti solidi. Nessuno dubita della buona volontà e dei buoni propositi del governo, ma il “cambiamento” comincia a fare acqua da tutte le parti.
            Il punto dolente è che ancora ci si gingilla sulle percentuali, 04 o 02 o 03, come se da queste dipendesse il mondo. La verità, invece, è che non si ha alcuna idea su come fare gli investimenti, gli unici che darebbero fiato alle imprese e all’occupazione.
            Le stupide battaglie sulla TAV e l’opposizione contro i grandi lavori, già bandiera dei 5Stelle, dovrebbero lasciare il campo alla ragionevolezza.  Il Paese ha bisogno di tutto, dalle cose che non costano (snellire gli adempimenti burocratici) a quelle che costano (tipo le grandi infrastrutture).
            Per gli investimenti i quattrini si trovano, per l’assistenza sociale no. Non gliene importa niente a nessuno. Questa è la dura verità del mercato. Occorre abbandonare le illusioni dei tempi dell’osteria o dell’oratorio e pensare non solo a mantenere ciò che già c’è ma anche a come ammodernare il Paese. Sembra di essere nella Spagna di Alfonso XIII, prima della rivoluzione repubblicana.
            Il monito degli industriali rappresenta una svolta importante nel dibattito politico. O il governo si dà una mossa, o diventa un corpo agonizzante. Le risposte pepate di Salvini o gli incontri di Di Maio per placare gli animi sono zollette amarognole. L’economia ha le sue regole e i suoi limiti. Far finta di niente significa suicidarsi.
            È vero che la Confindustria, per definizione scontata, è sempre stata filo-governativa, ma stavolta il messaggio è chiarissimo: non facciamo politica ma fateci lavorare. È vero che la Confindustria non ha mai mosso un dito quando i vari governi del passato sfasciavano il Paese, ma almeno ci lucravano sopra. Ora, l’occupazione diminuisce, i traffici ristagnano, la produzione industriale cala, la disoccupazione aumenta, le tasse non scendono, della flat tax non si parla più.
            L’industria, in passato, soprattutto la grande industria, ha preso dallo Stato tutto quello che poteva prendere: cassa integrazione, incentivi fiscali, favorevoli normative sul lavoro, accesso pieno e diretto alle stanze del potere. Ora, tutto ciò non basta più.
            Il dilemma è se dar da mangiare a chi non ne ha, oppure favorire le attività economiche che potrebbero assicurare una crescita meno fantasma di quella attuale. Se c’è la crescita c’è l’occupazione. Se c’è l’occupazione si può dare un colpo alla miseria dilagante.
            Di Maio avverte che il suo elettorato ha bisogno di sopravvivere. Salvini avverte che l’opinione dell’apparato industriale del Nord non gli è più favorevole. Non basta riordinare la questione dell’immigrazione, occorre dare lavoro e certezze. Questa contraddizione pesa molto di più di un’opposizione belante. Le soluzioni governative prospettate non sono seducenti, sembrano più risposte emotive che reali orientamenti di politica industriale. Un colpo qua e un colpo là. Dilettanti. L’altolà dell’industria segna un colpo fatale alle illusioni e ai vaneggiamenti social-popolari della maggioranza.
            La manovra naviga nelle secche di una contestazione totale tanto agguerrita quanto impotente. Il negoziato interno giallo-verde si fa ogni giorno più difficile, guardando ai consensi che si perdono e a quelli che si possono acquisire. Tutto vogliono fare gli interessi dei cittadini, e credo che siano anche sinceri, ma i cittadini-imprenditori hanno una marcia in più dei cittadini comuni. Sono loro quelli che producono e se producono di meno o vanno altrove a produrre, sono guai.
            Qui non si tratta di essere laureati o arruffapopoli. Conosciamo i limiti intellettuali della nostra rappresentanza politica. In una situazione come questa occorre il buon senso. Non c’è scuola o università o master che lo possa dare. O c’è, o non c’è.




venerdì 7 dicembre 2018


DEPRECABILE  EPISODIO  VERIFICATOSI  NELLA PRIMA CLASSE ELEMENTARE ALL’ISTITUTO  SCOLASTICO SAN LEONE 
DI SESSA AURUNCA

Maestra  punisce bambino a digiunare ed in castigo con le mani incrociate  e senza bere perché  “lento” nello svolgere i compiti. Inoltrato un esposto al Ministero ed al Provveditorato. Nessuna giustificazione  plausibile  può essere addotta da parte dell’insegnante. Dato mandato al Prof. Ciro Centore per la tutela dei lesi diritti.  


L’increscioso episodio è venuto alla ribalta grazie alla intelligenza e sveltezza del piccolino (che con questo atto ha smascherato indirettamente e contraddetto la sua insegnante di matematica) il quale, al suo rientro a casa, impossessatosi del telefonino della nonna, ha inviato un messaggio vocale via WhatsApp allo zio che lavora a Roma spiegando dettagliatamente l’episodio messo in atto dalla sua maestra C.S.
In effetti il piccolino, che frequenta la prima elementare, sarebbe stato “punito dalla maestra perché lento” nello svolgere i compiti e per questo costretto (ad ora della ricreazione, pur avendo in borsa panino e acqua) a digiunare  con le “mani incrociate” e ad assistere a tutti gli altri scolaretti che consumavano la loro merenda.
La “esemplare” punizione - ricordo nostalgico delle gesta nazifasciste - messa in atto dalla frustrata e incapace insegnante - avrà un seguito. I genitori, infatti, hanno segnalato la cosa al Ministero competente, al Provveditorato agli Studi di Caserta, alla Preside ed agli organi di stampa.  Nessuna giustificazione  plausibile  può essere addotta da parte dell’insegnante. Dato mandato al Prof. Ciro Centore per la tutela dei lesi diritti.   

mercoledì 5 dicembre 2018





Spataro, Di Pietro: “Salvini va indagato per violazione segreto ufficio e mandato a casa. Ma finirà a tarallucci e vino”…

MA GUARDA DA QUALE PULPITO VIENE LA PREDICA…UNO CHE HA MESSO LA MERDA IN  FACCIA A TUTTI I MAGISTRATI…

“Caso Spataro-Salvini? Quello che è successo è grave. Non è uno scontro tra parti, è una volgarità che una persona può dire al bar ma non un ministro nell’esercizio delle sue funzioni. E solo per questo aspetto Salvini dovrebbe andare a casa“. Sono le parole pronunciate ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, dall’ex magistrato Antonio Di Pietro, che spiega: “Quanto accaduto ieri è un fatto non solo politico, ma anche di sgarbo istituzionale commesso addirittura da un ministro dell’Interno nei confronti di un procuratore della Repubblica. Il problema più grave è che c’era una operazione in corso con un rischio per le persone che la stavano conducendo e con l’ulteriore rischio che potesse essere compromessa” – continua – “Il ministro dell’Interno è un pubblico ufficiale, è il primo della catena che dovrebbe rispettare queste regole. Aver violato un segreto d’ufficio, mentre quest’ufficio si stava svolgendo, è un chiaro reato. In un Paese normale non si deve parlare di scontro, ma si deve prendere atto che un pubblico ufficiale ha violato la legge e il galateo istituzionale nei confronti di una persona come Spataro. Purtroppo nel nostro Paese finirà, come al solito, a tarallucci e vino, faranno finta di non vedere e di non sentire e diranno che si è trattata di una incomprensione”.


Di Pietro puntualizza: “Quello in corso non era un fermo di polizia, ma un’operazione giudiziaria che durava da un anno con provvedimenti restrittivi emessi dal gip. Una cosa è fare un’attività giudiziaria, altra cosa è strumentalizzare quest’attività che altri stanno facendo per farsi pubblicità gratuita. Non ha senso, né logica. Quella di Salvini è stata una strumentalizzazione che offende l’intelligenza e il lavoro di tutti gli altri. C’è un soggetto che non rispetta le regole istituzionali e che viola la legge. E addirittura ridicolizza e umilia un procuratore della Repubblica che ha lavorato per 50 anni ai massimi livelli e che viene trattato come un deficiente da una persona che si è montata la testa. Posso capire che abbia bevuto un bicchiere di troppo, ma un ministro dell’interno alle 7 di mattina non può fare certe cose e poi aggravare la situazione insultando il procuratore”.
E aggiunge: “A livello di Parlamento italiano bisognerebbe sfiduciare un ministro che nell’esercizio delle sue funzioni intralcia operazioni in corso. In un Paese normale il Consiglio dei ministri dovrebbe prendere atto di questo fatto. Il presidente del Consiglio non dovrebbe fare lo gnorri, il ministro della Giustizia non dovrebbe dire che c’è stata un’incomprensione. Bonafede dice che vuole vederci chiaro? E’ una risposta alla democristiana maniera, c’è poco da vederci chiaro. Aspetta forse che finisca tutto a tarallucci e vino? Non lo accetto, né lo condivido. C’è tutto l’interesse a far finta che non sia successo niente e invece ci dovrebbe essere un immediato dibattito parlamentare”.

L’ex leader di Idv sottolinea: “Salvini nemmeno si rende conto di quello che ha fatto. O meglio, siccome è intelligente, se ne rende conto e, ciò nonostante, aggrava la situazione. A me preoccupano più quelli che fanno finta di non vedere e di non sentire, come Conte e Bonafede. E il Csm cosa intende fare, oltre a dichiarare la solita solidarietà? E il presidente del Csm, cioè Mattarella, l’avete sentito esprimersi in merito?”.

Di Pietro, infine, menziona la sua esperienza di magistrato di Mani Pulite: “Informazioni ai giornalisti? Loro si appostavano davanti al mio ufficio alle 7 del mattino, ma io arrivavo prima, alle 4 e mezzo. I ministri? Non venivano a chiedere informazioni, ma a domandarmi: ‘Adesso tocca a me?’”.



  •   

GIUSTIZIA ALLO SFASCIO...
NON SOLO ORDINI DI CATTURA 
MA ANCHE SENTENZE  COL ...
COPIA E INCOLLA ...
LA NOSTRA LIBERTA' 
LEGATA 
ALLA INFORMATICA 





Giornalisti. Cronista, condannato con 'sentenza fotocopia'. 'In atto civile citato collega giudicato in un altro processo'.




PALMI (REGGIO CALABRIA), 5 dicembre 2018 - "Un copia-incolla ma con errori e una diffamazione a mezzo stampa che pero' non e' spiegata": e' quanto successo al giornalista Agostino Pantano, condannato dalla sezione civile del Tribunale di Palmi al pagamento di un risarcimento per 50.000 euro piu' 5.900 euro per spese di lite per una richiesta risarcitoria per 6 articoli scritti nel 2015 sul giornale "Cronache del Garantista". A segnalarlo sono lo stesso Pantano ed il suo legale, avv. Salvino Galluzzo. "La giudice onoraria - e' scritto in una nota - si e' rifatta in modo troppo evidente ad un precedente caso da lei stessa trattato, che riguardava una testata e un giornalista diversi". Il risultato e' stato una seconda sentenza "pressoche' fotocopia" che, afferma l'avv. Galluzzo, "ha anche un evidentissimo difetto di motivazione, perche' non si dice quali articoli o quali parti di articoli il giudice abbia considerato diffamatori". "In una occasione - prosegue la nota - anziche' nominare Pantano, si cita con nome e cognome l'altro giornalista che era stato condannato nel maggio scorso; si nota poi un refuso quando la doglianza oggetto di causa si fa discendere da un solo articolo, e non dai 6 scritti citati negli atti; infine il giudice erroneamente riferisce che la linea difensiva di Pantano aveva individuato quale esimente 'un fatto riportato da altri', circostanza mai emersa nel processo, e invece presente nell'altro giudizio". La causa era stata promossa dall'ex sindaco di Rosarno Giacomo Francesco Saccomanno, da un consigliere di maggioranza, Domenico Garruzzo, e dal fratello. Oltre a Pantano sono stati condannati anche Piero Sansonetti e la cooperativa Giornalisti Indipendenti che pubblicava Cronache del Garantista, giornale che non e' piu' in edicola dopo il fallimento decretato dal Tribunale di Roma. "A parte la modalita' della condanna e di una sentenza in cui le mie ragioni vengono richiamate in maniera didascalica e macchiettistica - afferma Pantano - fa riflettere la pesante punizione decisa senza calcolo razionale del danno presunto e della tiratura tutto sommato limitata. Una sentenza della quale informero' ufficialmente il presidente del Tribunale per le opportune valutazioni su evidenti sbavature che a me sembrano un vero e proprio attentato alle liberta' di tutti i cittadini". La causa era stata al centro di una denuncia del Sindacato dei giornalisti. Il segretario generale aggiunto della Fnsi Carlo Parisi aveva criticato la richiesta sproporzionata e il linguaggio usato in una citazione in cui il cronista veniva definito "killer su commissione" e accusato di "meschineria". (ANSA).

martedì 4 dicembre 2018


Vincenzo Rusciano
Skyline



 

E’ in programma per giovedì 6 dicembre alle ore 18,30 presso la Galleria Nicola Pedana a Caserta (piazza Matteotti 60), la mostra di Vincenzo Rusciano dal titolo “Skyline”. E’ questa la prima personale dell’artista negli spazi della galleria.

 In questa occasione Vincenzo Rusciano (Napoli, 1973) presenta un nucleo di sculture inedite, dal titolo "Graphite", che prendono le mosse dalla propria ricerca artistica degli ultimi anni, quella produzione dove la figurazione classica si mescola con gli utensili tratti dalla archeologia che rimandano a ciò che, fino a ieri, era il suo operare quotidiano. Elementi figurativi che però Rusciano non ha mai presentato per “intero” ma amputati, trasformando quella stessa limitazione, quella frammentazione, quella provvisorietà, in una sintesi di cifre distintive profondamente diverse, in un ponte che collega due orizzonti distanti, quello storico/ classicheggiante a quello urbano/contemporaneo. In questo nuovo nucleo di opere, altresì, per Vincenzo Rusciano è il segno grafico che gioca un ruolo importante, poiché il disegno è il ‘modello’ di sintesi- semplificazione del nostro pensiero, la vera consapevolezza, come chi riassume un pensiero in poche parole, così lui interpreta e sintetizza, nella più completa padronanza della materia scultorea, per ridurre l’intero vissuto artistico e professionale degli ultimi anni al solo scheletro, all’essenza, in una rielaborazione di esperienza di vita. In occasione della mostra, verrà realizzato un catalogo, con un testo del collezionista Massimo Lauro


BIOGRAFIA DELL’ARTISTA:
Vincenzo Rusciano, nato a Napoli nel 1973. Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private italiane ed estere, tra cui: Collezione Madre - Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli; MAC - Museo d'Arte Contemporanea Lissone, MB; Collezione Museo della scultura contemporanea, Gubbio; Collezione Ernesto Esposito, Napoli; Collezione Galerie Ernst Hilger, Vienna; Collezione Claudia Gianferrari, Milano-Roma; Collezione Angela e Massimo Lauro, Napoli-Città della Pieve. Tra le ultime mostre personali: “Nero Moto Perpetuo”, Museo Civico di Santa Maria dei Servi, Città della Pieve (PG), 2017, promossa da Il Giardino dei Lauri. Collezione Angela e Massimo Lauro; “Not so Bad in Capri”, Villa San Michele Foundation, Anacapri, 2016, curata da Maurizio Siniscalco; “Not so Bad” Galleria Annarumma, Napoli, 2016; “Echi dal bianco” Museo d’arte Contemporanea di Lissone, 2015, a cura di Alberto Zanchetta; “Sponda” Chiesa di Sant'Aniello a Caponapoli, Napoli, 2014, a cura di Angela Tecce e Alberto Zanchetta; “Broken”, Galleria Annarumma, Napoli, 2011; “Deadline”, Annarumma404, Milano, 2008; “I’m not Spiteful”, NT Art Gallery, Bologna, 2007, a cura di Alberto Zanchetta; “Neverland”, Changing Role Gallery, Napoli, 2006. Tra le ultime mostre collettive: “Incontri”, Chiesa dell’Annunziata, Teano (Ce), 2018, patrocinata dal Comune di Teano in collaborazione con Galleria Nicola Pedana e Carlo Cinque; “Ixion. La collezione, la sua evoluzione e la ricerca culturale al servizio della città”, MAC Museo d’arte contemporanea, Lissone, 2018; “Per_formare una collezione”, Madre_Museo d’arte contemporanea Donnaregina, Napoli, a cura di Andrea Viliani e Silvia Salvati; “Made in Naples”, Banca Widiba, Napoli, 2017, a cura di Fabio Agovino e Francesca Blandino; “Senza Frontiere”, Parco d’Arte Quarelli, Roccaverano AT, 2017, curata da Alessandro Demma; “The Go-Between. Una selezione di artisti internazionali dalla Collezione di Ernesto Esposito” Museo di Capodimonte, Napoli, 2014, a cura di Eugenio Viola; “Passaggi. Dalla collezione privata di Ernesto Esposito”, Museo di Arte Contemporanea del Belvedere di San Leucio, Caserta, 2011, a cura di Massimo Sgroi; “A.D.D. Attention Deficit Disorder”, Palazzo Lucarini, Trevi (PG), 2010, a cura di Benjamin Godsill; “Il Giardino dei Lauri, Collezione Angela e Massimo Lauro”, Città della Pieve (PG), 2009; “Sistema Binario”, Stazione Metropolitana di Mergellina, Napoli, 2008, a cura di Adriana Rispoli e Eugenio Viola; “La Casa degli Artisti. Dalla Collezione Murri di Arte Contemporanea”, Palazzo D’Accursio, Bologna, 2008, a cura di Valerio Dehò; “Ironia domestica”, Museion di Bolzano, 2007, a cura di Letizia Ragaglia; “Open Space”, Centro Culturale Candiani, Venezia, 2006, a cura di Lara Facco e Alberto Zanchetta.


GALLERIA NICOLA PEDANA, PIAZZA MATTEOTTI 60 - 81100  CASERTA  IT www.nicolapedana.com

gallerianicolapedana@gmail.com


SCHEDA TECNICA

Titolo Mostra: Vincenzo Rusciano - Skyline
Artisti: Vincenzo Rusciano
Inaugurazione: Giovedì 6 dicembre 2018 ore 18.30
Periodo della Mostra: Dal 6 dicembre al 30 gennaio 2019
Luogo: Galleria Nicola Pedana – piazza Matteotti 60 – 81100 Caserta
Sito: www.nicolapedana.com

Ufficio Stampa

Maria Beatrice Crisci
Tel: 0039 339 5454974

Russo/ Paiato Press
Tel: 0039 349 3999037//0039 348 3556821
Pagina FB: RPpress @russopaiatopress