mercoledì 5 maggio 2021

 


GIOVEDì 6 MAGGIO 2021
Clamoroso
Secondo il Telefono Azzurro, nel 2020, i casi di pedopornografia sono aumentati del 132% [Mangani, Mess].
 
In prima pagina
• Un altro operaio è morto sul lavoro. Stavolta si tratta di un uomo di 49 anni, schiacciato da un tornio a Busto Arsizio
• Biden è favorevole a rimuovere le protezioni dei brevetti per i vaccini Covid-19, ha detto che ne negozierà i termini al Wto
• Il Cts raccomanda di estendere il richiamo di Pfizer e Moderna a 42 giorni
• Ieri ci sono stati altri 267 morti. I ricoverati in terapia intensiva sono 2.368 (-55). Il tasso di positività è al 3,2%. Le persone vaccinate sono 6.644.113 (l’11,14% della popolazione)
• Il M5s non ha un rappresentante legale: l’ha stabilito il Tribunale di Cagliari respingendo un ricorso presentato da Vito Crimi. Un punto a favore di Casaleggio
• Caso Fedez, il direttore di Rai 3 Di Mare si difende in Vigilanza 
• Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth, i giovani americani che assassinarono il carabiniere Mario Cerciello nel luglio 2019, sono stati condannati all’ergastolo
• Maxi retata internazionale contro la ’ndrangheta. Arresti in Germania, Spagna e Romania
• Dopo diciassette anni, la Scientifica in casa dell’ex moglie del papà di Denise. Ispezionata una botola nel garage
• Un giornalista francese è stato rapito in Mali da un gruppo jihadista
• Facebook ha confermato la sospensione del profilo di Donald Trump, che torna a farsi sentire con un blog
• La Ue sta lavorando a uno scudo anti-Cina per evitare che le nostre aziende finiscano nelle loro mani
• In Israele l’astro nascente dell’opposizione Yair Lapid proverà a formare il nuovo governo. È la fine di Netanyahu?
• Champions, il Chelsea batte il Real 2-0, la finale sarà Manchester City-Chelsea
• Il prossimo campionato di Serie A comincerà il 22 agosto e si concluderà il 22 maggio. Cambia il format della Coppa Italia: solo club di A e di B. Proteste della Serie C
• È morto il modello e cantante Nick Kamen, diventato famoso a metà anni Ottanta per uno spot dei Levi’s 501
 
Titoli
Corriere della Sera: Vaccini, il nuovo piano
la Repubblica: «A settembre tutti in classe»
La Stampa: Verso il coprifuoco a mezzanotte
Il Sole 24 Ore: Contro l’evasione pronte 161 banche dati / Ai raggi x casa, auto, bonus e imposte
Avvenire: Svolta sui vaccini
Il Messaggero: Dosi per tutti anche in montagna
Il Giornale: Faida tra giudici
Leggo: Ragazzine stregate dal porno
Qn: Virus in ritirata, cambia il coprifuoco
Il Fatto: I 500 mila vaccini sono durati due giorni
Libero: Le mascherine inquinano come la plastica
La Verità: Il tesoretto all’estero di Amara, faccendiere di loggia Ungheria
Il Mattino: Riaperture e coprifuoco, meno divieti per l’estate
il Quotidiano del Sud: Anche la Rai va vaccinata
il manifesto: Fate la cosa giusta
Domani: Qualcosa non torna nella versione di Davigo sui verbali segreti

C’era una volta
Dieci anni fa
Sabato 7 maggio 2011. «I greci continuano a dire che non usciranno dall’euro e non chiederanno di ristrutturare il loro debito. Sono assicurazioni che ufficialmente tutti accolgono con un sospiro di sollievo, ma nelle stanze segrete della finanza vengono commentate con notevole scetticismo. La notizia delle difficoltà di Atene è uscita l’altro giorno sull’edizione on line dello Spiegel. Il titolo diceva: “Atene torna alla dracma”. Lo Spiegel è un settimanale tedesco molto autorevole, che non fa a cuor leggero scoop come questi. Il servizio è stato messo in rete di venerdì e quando le Borse europee erano chiuse. Ciononostante, sul mercato delle valute, l’euro è andato subito giù. Mentre Atene smentiva con la massima forza, i ministri dell’Eurogruppo si sono incontrati in Lussemburgo. Il problema greco esiste, e se ne valuterà appieno la portata domani, quando i mercati riapriranno» [Dell’Arti, Gazzetta].
Un barcone con oltre 600 migranti è naufragato al largo di Tripoli: decine di morti e centinaia di dispersi, tra loro anche donne e bambini. Alcuni migranti si sono salvati raggiungendo la riva a nuoto.
Il Milan conquista (in anticipo) il suo 18˚scudetto sette anni dopo l’ultimo, nel campionato 2003-04.

Venti anni fa
Lunedì 7 maggio 2001. In Siria il Papa ha visitato Quneitra, la città simbolo del Golan siriano distrutta dagli israeliani nel 1967 prima del ritiro sulle alture che avevano occupato. Per non cadere in tranelli politici, Giovanni Paolo II si è astenuto dai discorsi, preferendo piuttosto pronunciare una preghiera di pace «per tutti i popoli del Medio Oriente» e un invito a «sanare le ferite», abbattendo «i muri dell’ostilità e della divisione».
Il leader radicale Marco Pannella si dichiara pronto a porre fine alle «atroci sofferenze» dell’amico ed ex deputato radicale Emilio Vesce, di 61 anni, da sei mesi ridotto in stato vegetativo dopo un infarto. In una lettera inviata oggi ai familiari di Vesce (la moglie Aura e il figlio Emiliano, candidato per la lista Bonino a Padova), Pannella - dopo essersi assunto «la responsabilità di dichiararlo» - afferma senza giri di parole che farà quanto in suo potere «per tentare di farla finita, con eutanasia o comunque la si possa chiamare o ritenere». Nel frattempo Emma Bonino ha annunciato la ripresa dello sciopero della fame e della sete [CdS].
Ronnie Biggs, il latitante più celebre del Regno Unito, è tornato a casa e subito è stato portato davanti al giudice di turno: lì ha fatto leggere dalla bionda avvocatessa un grazie alle autorità che l’hanno lasciato rientrare, poi una richiesta d’assistenza sanitaria, infine s’è accasciato come un sacco vuoto. Ormai è vecchio, stanco, reso muto da tre ictus che gli hanno fiaccato anche il morale. Dall’angolo della bocca gli scendeva un rivolo di saliva, che gli hanno ripulito con un fazzoletto. «Era da 35 anni, infatti, che la porta d’una cella britannica non si chiudeva alle spalle di Ronnie Biggs, l’ultimo protagonista della Grande Rapina al Treno, tutta maiuscola come la scrivono gli inglesi, a ricordare il colpo del secolo. Il fatto che sia tornato, sconfitto, dovrebbe chiudere il caso: invece la richiesta di pietà rimescola le viscere e le coscienze della nazione. Forse è normale, tra la gente che ancora celebra coi fuochi d’artificio Guy Fawkes, il dinamitardo che quattro secoli fa voleva far saltare in aria il Parlamento. Ma certo Biggs, il criminale del popolo per cui s’è mobilitato il tabloid Sun, non è un malavitoso comune: l’avere sfidato per più di tre decenni lo Stato arcigno e severo gli ha procurato l’ammirazione di chi, per onestà o timore, subisce la legge. Prima di partire da Rio, aveva espresso una volontà da condannato a morte: “Il mio ultimo desiderio è quello di entrare da suddito inglese in un pub di Margate e ordinare una pinta di birra”. Scommettiamo che presto ci riesce?» [Altichieri, CdS].
La rapina del treno. Sono le 3 del mattino dell’8 agosto del 1963 quando il treno postale Glasgow-Londra giunto a Cheddington, a 60 chilometri da Londra, viene assaltato da 15 uomini tra i quali Ronnie Biggs. La rapina, messa a segno in 28 minuti, frutta 2,5 milioni di sterline, 150 miliardi di lire attuali. Nel gennaio del 1964 tutti i componenti della banda vengono arrestati. Biggs viene condannato a 30 anni, ma dopo 15 mesi evade dal carcere vicino a Londra e fugge a Parigi. Dopo una plastica facciale, Biggs ottiene nuovi documenti e parte per l’Australia. Scoperto nel 1970, raggiunge Rio de Janeiro. La polizia brasiliana lo identifica nel 1974, ma la richiesta di estradizione inglese viene respinta perché nel frattempo Biggs ha avuto un figlio da una ballerina. Dopo una latitanza durata 35 anni, Biggs è tornato in patria, a Londra. Ad aspettarlo c’erano gli agenti di Scotland Yard che lo hanno arrestato. Avrebbe dovuto scontare 28 anni di carcere, ma è morto nel 2013.

Venticinque anni fa
Martedì 7 maggio 1996. «Finisce in una rottura il primo negoziato politico della nuova legislatura. L’Ulivo boccia la candidatura di Cossiga alla presidenza del Senato, formalizzata ieri dal Polo. L’ex presidente in mattinata aveva confermato la sua disponibilità. Il Polo e il Pds (in particolare Berlusconi e Veltroni) si accusano a vicenda di aver provocato il fallimento che rende impossibile dividere tra i due schieramenti le presidenze di Montecitorio e Palazzo Madama. Salvo colpi di scena al centrosinistra andranno le presidenze delle due Camere. I meglio piazzati sono Luciano Violante, pds (Montecitorio), e il popolare Leopoldo Elia (Senato)».

Trenta anni fa
Martedì 7 maggio 1991. «Lo stato unitario jugoslavo sembra avere le ore contate. L’esercito, che ha cominciato a richiamare i riservisti, avanza in tutta la Federazione: dopo il massiccio spiegamento in Croazia, i carri armati sono arrivati in Erzegovina. Ma neppure i militari fermano le vendette incrociate: serbi e croati si fronteggiano dalle barricate; i macedoni, dopo l’uccisione di un loro soldato a Spalato, vogliono richiamare tutti i loro militari. Si profila una fuga in massa dalla Jugoslavia. Il ministro della Difesa ha chiesto lo stato d’emergenza» [CdS].
La Metro Goldwin Mayer è in vendita. «Il finanziere Giancarlo Parretti potrebbe essere costretto a cedere dapprima il 40%. Poi, se non riuscirà a comprimere l’indebitamento, il Crédit Lyonnais, principale creditore, potrà cedere a terzi il 51% della MgmPathé. Lo ha dichiarato la stessa Pathé Communications, holding di Parretti che controlla la Mgm-Pathé, alla Sec, autorità di controllo sulla Borsa USA. Dalla comunicazione si apprende anche che i debiti di Mgm hanno raggiunto gli 855 milioni di dollari (più di mille miliardi di lire), più di metà dei quali coperti da garanzie» [CdS].

Quaranta anni fa
Giovedì 7 maggio 1981. «Del caso Gelli vengono ufficialmente investiti il presidente della Repubblica Pertini e il ministro degli Esteri. A loro i giudici istruttori di Milano Turone e Colombo hanno inviato copia di una ordinanza depositata ieri mattina nella cancelleria del palazzo di giustizia. Nella prima gli inquirenti spiegano perché respingono l’istanza del difensore di Gelli intesa a fare ottenere la restituzione al capo della loggia massonica P2 del materiale sequestrato il 17 aprile scorso nella sede della Gio.Le a Castiglion Fibocchi, in provincia di Arezzo. Nella seconda parte, i magistrati fanno il punto sul carteggio ritrovato e avanzano “inquietanti” interrogativi sulle attività svolte da Licio Gelli e dalla P2 in generale» [Cavalera, CdS].
Aria di golpe in Spagna. «Un nuovo feroce attacco dei terroristi sospinge la Spagna un poco oltre sulla strada del caos. Non è esagerato affermare che la recente democrazia di questo Paese corre gravissimo pericolo. Tre uomini dell’esercito uccisi ieri mattina a Madrid. Dodici persone che non c’entravano per niente ferite da una potentissima bomba. Salvo per miracolo — ma gravissimo, dopo un’operazione durata sette ore — il vero bersaglio dei terroristi: il tenente generale Joaquin de Valenzuela, capo della casa militare di re Juan Carlos. L’esplosione lo ha sventrato, e gli ha spaccato le gambe. Se salverà la vita sarà un miracolo. Le truppe della guarnigione di Madrid sono consegnate».

Cinquanta anni fa
Venerdì 7 maggio 1971. Questa stamattina alle 9.30, una telefonata anonima nella villa genovese dell’industriale svizzero Sutter ha confermato il rapimento della piccola Milena. I malviventi hanno chiesto un riscatto di cinquanta milioni di lire: «Quello che mi chiedono io glielo pago — ha detto l’industriale — basta che mi diano indietro mia figlia». La polizia preferisce non intervenire per non mettere a rischio la vita della bambina. «La città è sgomenta. Genova poteva vantare fino all’anno scorso di tenere la malavita sotto controllo» [CdS]

Sessanta anni fa
Domenica 7 maggio 1961. A Gerusalemme continua il processo Eichmann. Oggi il Tribunale ha ascoltato la tremenda deposizione della signora Rivka Yosselevski «Signora, cosa ricorda dell’odissea degli ebrei? “Vivevo, nel 1941, a Pohust, una piccola comunità ebraica in Ucraina, formata di circa 500 famiglie. Appena arrivati, i tedeschi misero i loro cavalli nella sinagoga e cominciarono a radunare gli ebrei. Molti furono uccisi: fucilati e impiccati”. E lei? “Io, per molti mesi riuscii a sfuggire alle operazioni dei tedeschi lavorando il giorno fuori dal ghetto e tornandovi solamente a dormire. Un giorno del 1942, i tedeschi radunarono gli ebrei nella piazza della cittadina e dissero loro che si potevano salvare pagando un riscatto. Ci avevano già preso tutto quello che avevamo. Ci tennero lì per 24 ore e poi giunse un grosso autocarro. A coloro che non riuscirono a trovarvi posto fu ordinato di correre dietro l’autocarro. Avevo mia figlia in braccio e corsi. Qualche madre, che aveva due o tre figli, cercò di correre ma cadde e fu uccisa. L’autocarro giunse ad una collinetta a circa 3 chilometri dalla cittadina, ai piedi della quale vi era una grande trincea. Gli ebrei vennero fatti salire a gruppi in cima alla collinetta dove quattro uomini delle SS, quattro diavoli, li uccidevano”. E voi cosa faceste? “Mentre salivamo la collinetta mia figlia mi disse: ‘Mamma perché mi hai fatto mettere l’abito della festa se ci portano a morire?’, e vicino alla fossa: ‘Mamma, scappiamo’. Alcuni ragazzi tentarono di fuggire e furono uccisi. Ci avevano fatto spogliare completamente. Mio padre non aveva voluto ed era rimasto in mutande, ma i tedeschi gli strapparono anche questo indumento e lo uccisero. Spararono a mia madre. Spararono alla mia nonna materna, una vecchia di 80 anni che aveva in braccio due bambini. Anche mia zia fu uccisa con i figli in braccio. La mia sorella più piccola voleva vivere. Si fece avanti e chiese di essere risparmiata rimanendo nuda in piedi davanti ai tedeschi. Le spararono uccidendola. (La teste piange silenziosamente)” Coraggio signora. “Toccò quindi a me. Avevo in braccio mia figlia. ‘A chi dobbiamo sparare per primo’ mi chiese un Ss. Non risposi. Mi strappò mia figlia dalle braccia. La bimba scoppiò a piangere e fu uccisa. Mi prese di mira. Mi afferrò per i capelli e mi girò la testa dall’altra parte. Sentii lo sparo ma rimasi in piedi. Allora mi costrinse di nuovo a girare la testa e mi ordinò di guardare. Mi sparò e caddi nella fossa tra i cadaveri e non sentii più nulla. Sentii una specie di pesantezza e pensai ‘forse non sono più viva, forse è quello che si sente dopo morti. Poi mi sentii soffocare, altre persone cadevano sopra e attorno a me. Cercai di muovermi e capii che ero viva e che ero in grado di alzarmi... udivo gli spari e pregavo Iddio perché un altro proiettile ponesse fine alle mie sofferenze ... Mi resi conto che stavo cercando di risalire verso l’orlo della fossa. I cadaveri mi cadevano addosso, mi spingevano giù, in fondo. Raccogliendo le ultime forze riuscii a giungere in cima alla fossa e quando fui fuori non riconobbi il posto, tanti erano i cadaveri che si scorgevano ... cercavo di vedere la fine di questa distesa di cadaveri ma non ci riuscivo ... non tutti erano morti. Molti stavano morendo, stavano soffrendo, nudi, dibattendosi nell’agonia ... alcuni bambini gridavano ‘mamma’, ‘papà’, tutti imbrattati di sangue. Cercai mia figlia, la chiamai ... non riuscii a trovarla”». Questa l’agghiacciante deposizione di una superstite delle fucilazioni di massa. Dopo qualche attimo di silenzio l’Accusa ha presentato alla Corte una vera massa di documenti. Essi legano direttamente Adolf Eichmann e il suo ufficio della Gestapo, con i resoconti degli stermini di ebrei. Per la prima volta l’accusa presenta anche casi individuali [CdS].
Elisabetta è a Firenze. Da semplice turista ha fatto una passeggiata in città, visita musei e gallerie, preso il tè con Elena di Romania e Irene di Grecia, e assistito all’inaugurazione del Maggio musicale. All’evento era presente anche Gronchi che però, per non complicare l’etichetta, ha preferito non incontrare la regina.
Finestra con vista Ekberg. «Finestre veduta panoramica eccellente riprese notturne, film Boccaccio 70, regista Fellini, interpreti Anita Ekberg, Peppino De Filippo, affittansi prezzo conveniente telefonare eccetera» (annuncio economico apparso su un giornale romano nella colonna delle offerte di affitto di appartamenti).

Settanta anni fa
Lunedì 7 maggio 1951. «Dopo i tre giorni del diluvio oratorio di Mac Arthur, oggi si è finalmente aperta la grande controffensiva del Governo con lo sviluppo di una manovra a tenaglia, le cui due morse sono state un intervento secco, preciso e molto efficace del generale George Marshall dinnanzi alla commissione senatoriale d’inchiesta, questa mattina, e un vigoroso discorso di Truman, radiotrasmesso stasera all’intero Paese».

Ottanta anni fa
Mercoledì 7 maggio 1941. Africa settentrionale. Sul fronte di Tobruk, in Cirenaica, scambi di colpi di artiglieria e bombardamento aereo delle posizioni inglesi [Salmaggi e Pallavisini].
«Arriviamo a Monfalcone. Giornata velata e fresca. Pavelic è scortato da alcune macchine di ustasci, il che dà al suo viaggio uno strano carattere di far-west. Lo riceviamo in una piccola saletta della stazione. Nessuna novità sensazionale: si conferma quanto ormai è stato raggiunto nei precedenti colloqui, tranne alcuni punti sui quali Pavelic invoca la generosità del Duce. E questi, naturalmente, cede. Si tratta dell’unione doganale e di alcuni pezzi di territorio. Per parte mia tengo duro su Curzola e su Buccari. Voglio che a Buccari rivendicata sia eretto un monumento a mio Padre. La cerimonia dell’offerta della Corona avrà luogo Domenica 18. Sistemerà la questione dei comandi nell’esercito e liquiderà Guzzoni. In treno, Mussolini è di buon umore e loquace. Si manifesta soddisfatto dei risultati raggiunti e polemizza con coloro che richiedevano una soluzione totalitaria della Dalmazia trascurando il problema croato. È particolarmente divertente quando mi descrive a lungo il mondo socialista italiano. Tutti gli uomini di allora rivivono in una sua molto colorita descrizione. “Erano dei borghesi” conclude “che avevano orrore del proletariato e temevano una cosa sola: la rivoluzione» [dai Diari di Galeazzo Ciano].

Centodieci anni fa
Domenica 7 maggio 1911. Prima marcia delle suffragette a New York. «Un vero esercito di americane, seguendo l’esempio delle suffragiste londinesi, ha invaso le strade di New York. Cinquemila donne di tutte le età e di tutte le condizioni sociali col petto fregiato da una fascia gialla su cui stava scritto il sacramentale “voto alle donne” hanno marciato attraverso la metropoli, fra due fittissime ali di spettatori: almeno 150.000 persone […] L’avvenimento ha dimostrato due cose, e cioè, prima: che le donne americane sanno marciare bene e con molta eleganza; e in secondo luogo che le donne nelle classi operaie di America sanno vestire con un gusto tale da superare perfino le leggiadre divettes parigine. Durante la lunga marcia nessuna delle dimostranti diede segni di stanchezza. Verso la fine qualcuna, è vero, zoppicava e molte si incipriavano il naso frequentemente, ma in generale quell’esercito in gonnella seppe farsi onore» [CdS].
Francesco Giuseppe è stanco. «L’imperatore è vecchio ed anche, in questi ultimi tempi, leggermente indisposto; la sua indisposizione non è grave, ma alla sua età le preoccupazioni non sono mai troppe e quando si ha da fare con un uomo come Francesco Giuseppe che aborre i medici, trascura i loro consigli e si fida troppo della sua robusta costituzione fisica, si ha forse ragione di spingere la prudenza fino alla esagerazione. Questo si è detto perché non si creda forse che le condizioni di salute dell’Imperatore siano allarmanti: egli è molestato soltanto da un po’ di catarro e da qualche tempo si sente anche un po’ stanco» [CdS].

Centoventi anni fa
Martedì 7 maggio 1901. Il Re scrive al Presidente del Consiglio dichiarando intenzione sua e della Regina di non accettare doni di sorta per la prossima nascita del loro figlio, e invitando a destinare le somme raccolte a scopi pietosi e umanitari.
«Mosca Abbiamo deciso di partire domani. Salute meglio.
1) Pauroso il tipo di gente che vuole avere sempre ragione. Sono pronti a condannare l’innocente, il santo, Dio stesso pur di aver ragione.
2) Ho sognato quel tipo di vecchio nel quale mi ha preceduto Èechov. Era un vecchio particolarmente bello, quasi santo, anche se ubriacone e bestemmiatore. Ho capito per la prima volta chiaramente la forza che possono acquistare i personaggi dalla sovrapposizione coraggiosa di chiaroscuri. Lo applicherò a Chadži-Murat e Marija Dmitrievna.
3) Ho pensato ai bisogni del popolo e sono arrivato all’idea che la cosa più importante è la proprietà della terra; che se fosse decisa l’eliminazione della proprietà terriera; e la sua appartenenza a colui che la lavora, questa sarebbe la più salda garanzia della libertà. Ben più salda dell’habeas corpus. Perché l’habeas corpus non è una garanzia materiale, ma solo morale: l’uomo sente di avere il diritto di difendere la propria casa.
È qui la cara Tanja. Ho avuto da Èertkov una lettera sulla libertà di stampa e temo di aver risposto in modo sgradevole» [dai Diari di Tolstoj].

Centoquaranta anni fa
Sabato 7 maggio 1881. Alla Camera gli on. Di Rudinì e Massari presentano interrogazioni sulla situazione tunisina. L’on. Cairoli osserva che come ha già fatto l’Inghilterra, l’Italia manderà una corazzata a Tunisi (Comandini).
Una nuova protesta del Bey di Tunisi implora la protezione delle Potenze europee (Comandini).
A Milano la Regina, il Principe di Napoli, il principe di Carignano e il duca d’Aosta fanno una lunga visita all’Esposizione artistica. Stasera grande illuminazione. Al Conservatorio, alla presenza dei Sovrani è inaugurata l’Esposizione musicale. Da Milano, alle 16.15 il principe di Carignano col suo seguito parte per Torino (Comandini).

Centocinquanta anni fa
Domenica 7 maggio 1871. A Parigi si restituiscono gratuitamente gli oggetti – aventi un valore inferiore ai 20 franchi – impegnati al Monte di Pietà. Il controvalore verrà versato dalla Comune [storiologia.it].
Questi oggetti, per un valore complessivo di circa 20 milioni di franchi, verranno restituiti solo in parte, per un ammontare di circa 32.000 franchi; l’incalzare degli eventi impedirà di completare la restituzione (i parigini chiamavano scherzosamente il Monte di Pietà: la zia. Vado a trovare zia, porto il materasso a zia…) [ibid.].
A Roma solenne inaugurazione dell’Esposizione Agraria nell’Orto Botanico (Comandini).
A Roma, in via dei Barbieri, alle 9 p., scoppia una bomba all’ingresso della sala dove il padre Gavazzi tiene una conferenza evangelica. Vi sono molti feriti (Comandini).

Centosessanta anni fa
Lunedì 7 maggio 1861. In Torino il gerente dell’Espero è condannato a due mesi di carcere e 300 lire di multa, ed all’indennità di ragione, per diffamazione ed ingiurie a carico del dr. Agostino Bertani per pretesa cointeressenza di questi quale segretario generale della dittatura, nel far firmare al dittatore Garibaldi la concessione per le ferrovie calabro-sicule alla Società Adami e Lemmi (Comandini).
Nel Senato si legge la lettera del Conte Luigi Provana di Collegno che si dimette dalla carica di senatore: le sue opinioni non si conformano a quelle seguite e proclamate attualmente dal Senato. Il Conte Luigi Provana di Collegno era stato nominato senatore il 3 aprile 1848 [ibid.].
In Torino il gerente dell’Espero è condannato a 2 mesi di carcere e 300 lire di multa per diffamazione ed ingiurie a carico del dottor Agostino Bertani per “pretesa cointeressenza di questi quale segretario generale della dittatura, nel far firmare al dittatore Garibaldi la concessione per le ferrovie calabro-sicule alla Società Adami e Lemmi” [ibid.].
Sequestrato a Firenze il giornale Il Contemporaneo per varii articoli [ibid.].
A Gradello, sul Volturno, scontro armato tra 200 sbandati borbonici e le guardie nazionali di Santa Maria e di Capua [ibid.].
Gli austriaci vietano il Viva Verdi. L’Imperial Regio Governo avverte che non saranno più tollerate nei teatri veneti grida di «Viva Verdi!», acronimo di «Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia». E raccomanda di ornare i palchi teatrali di rose rosse e bianche, colori dell’Impero. Ricorda in più che «per ragioni d’igiene con la stagione calda sarà vietata a Venezia l’ostentazione di angurie aperte». I colori del frutto evocano la bandiera italiana e quella dell’Ungheria. Ma Vienna cerca anche di promuovere la propria immagine. Il ministro degli esteri von Rechberg raccomanda ai nobili italiani fedeli all’Austria di magnificare «il buon governo imperiale». E fa sapere all’Inghilterra che giovani lombardi, disertori dell’esercito italiano, si sono rifugiati nel Veneto «per non andare a combattere gli insorti borbonici a Napoli». A questa propaganda Cavour risponde con una campagna fotografica. Manda un reporter a Venezia, per scattare foto tridimensionali, da visionare su stereovisore. Il servizio deve ritrarre la città piena di militari austriaci. Una foto che farà scalpore mostrerà piazza San Marco, nota per il suo brio, affollata solo di soldati: «Con appena sei borghesi in mal arnese, senza un veneziano, senza donne leggiadre, senza un crocicchio di cittadini. Solo con uniformi militari, come una piazza presa d’assedio» [Lupo, Sta].

Centonovanta anni fa
Giovedì 7 maggio 1831. Lettera di Carlo Alberto a Maria di Waldbourg-Truchsess: «Quindici ore di lavoro al giorno mi consentono appena di provvedere alle necessità correnti e di mettere ordine nell’amministrazione. In ogni caso m’ingegno di usare grande prudenza in tutto ciò che faccio, preferendo agire lentamente ma bene; preparo molte cose che saranno realizzate poco alla volta: ma sempre senza proclami né preamboli, poiché detesto il fatale abuso di parole di questo triste secolo e desidero mostrarmi solo con i fatti».
La contessa Maria di Waldbourg-Truchsess, amante di Carlo Alberto, era figlia del conte Federico e della contessa Antonietta e poi sposa del conte Carlo Emanuele di Robilant [Paolo Pinto in Carlo Alberto. Il Savoia amletico, Bur].

Duecento anni fa
Venerdì 7 maggio 1821. Ferdinando I di Napoli decreta che i capi delle società segrete (una voce generica sotto cui ricadevano anche i “reati” di quanti venissero identificati come “capi” dei cosiddetti gruppi scismatici) possano essere messi a morte con procedure assai semplificate [ilcristiano.it].
«La lingua cinese può perire senza che periscano i suoi caratteri: può perire la lingua, e conservarsi la letteratura che non ha quasi niente che far colla lingua; bensì è strettissimamente legata coi caratteri. Dal che si vede che la letteratura cinese poco può avere influito sulla lingua, e che questa, non ostante la ricchezza della sua letteratura, può tuttavia e potrà forse sempre considerarsi come lingua non colta, o poco colta» [dallo Zibaldone di Leopardi].

La sezione C’era una volta è curata da Jessica D’Ercole



martedì 4 maggio 2021

 


MERCOLEDì 5 MAGGIO 2021
Clamoroso
In cento anni sono stati venduti 80 milioni di flaconi di Chanel n. 5 [Ginori, Rep].
 
In prima pagina
• José Mourinho è il nuovo allenatore della Roma. Ha firmato un contratto per le prossime tre stagioni
• La Commissione Europea ha autorizzato il consumo alimentare delle larve delle tarme della farina. È il primo ok agli insetti nel piatto
• Draghi annuncia: «Dalla seconda metà di maggio sarà operativo il green pass per i viaggi in Italia. Prenotate da noi»
• Ieri ci sono stati altri 305 morti di Covid. I ricoverati in terapia intensiva sono 2.423 (-67). Il tasso di positività è sceso al 2,9%, mai così basso dal 15 gennaio. Le persone vaccinate sono 6.516.019 (il 10,93% della popolazione)
• Oltre due milioni di dosi di AstraZeneca rimangono nei frigoriferi delle regioni
• Alle elezioni regionali di Madrid trionfa la destra. Nella notte il capo di Podemos Pablo Iglesias annuncia: «Lascio la politica»
• Bruxelles sospende l’accordo sugli investimenti con la Cina in seguito all’escalation sulle sanzioni
• Una diplomatica dell’ambasciata svizzera in Iran è morta dopo essere precipitata da un palazzo di Teheran
• A Città del Messico è crollato un cavalcavia su cui stava passando un treno della metropolitana. Almeno 23 i morti, oltre 70 i feriti
• Un razzo cinese fuori controllo potrebbe causare una pioggia di detriti al rientro sulla terra
• Condorelli, re dei torroncini, denuncia il pizzo: quaranta arresti in Sicilia
• Champions, il Manchester City batte il Psg e va in finale. Stasera si gioca Chelsea-Real Madrid
• Agli Internazionali di tennis di Roma dagli ottavi ci sarà il pubblico fino al 25% della capienza massima
• La spedizione della Rai per le Olimpiadi di Tokyo sarà composta da 79 giornalisti
 
Titoli
Corriere della Sera: Viaggi in Italia, arriva il pass
la Repubblica: Sì ai turisti, arriva il pass verde
Il Sole 24 Ore: Incentivi 4.0, via libera alla cessione dei crediti d’imposta alle banche
Avvenire: Lavoro al sicuro
Il Messaggero: Magia Friedkin. La Roma a Mourinho
Il Giornale: Bomba su Davigo
Leggo: So’ Mou
Qn: Psicosi AstraZeneca, milioni di dosi ferme
Il Fatto: Casellati vola in “blu” quanto tutti i ministri
Libero: Salvini sfida Fedez
La Verità: Loggia segreta, i pm si svegliano. Mattarella invece dorme ancora
Il Mattino: Recovery, i progetti per il Sud
il Quotidiano del Sud: I partiti si sveglino
il manifesto: Il costo del lavoro
Domani: Enrico Letta chiede a Draghi di arginare il “metodo Salvini”
C’era una volta
Dieci anni fa
Venerdì 6 maggio 2011. Caso Ruby. La procura chiede il rinvio a giudizio per il giornalista Emilio Fede, la consigliera regionale del Pdl lombardo Nicole Minetti e l’agente dello spettacolo Lele Mora. «Dopo aver ottenuto il processo immediato (già in corso) per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ora la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio anche per gli altri tre indagati accusati di aver favorito la prostituzione di Karima Ruby El Mahroug e di altre 32 giovani donne che con il premier avrebbero avuto rapporti sessuali a pagamento tra il settembre 2009 e il gennaio 2011» [CdS].
Al Qaeda ha finalmente ammesso la morte del suo leader, Osama Bin Laden, in seguito al blitz americano in Pakistan. Ma giura vendetta contro gli Stari Uniti. Poi rassicura i terroristi: «Osama non ha creato un’organizzazione che possa morire dopo il suo decesso». Come a dire: la guerra prosegue.

Venti anni fa
Domenica 6 maggio 2001. In Siria Giovanni Paolo II, primo papa della storia, visita una moschea di Damasco. «A piedi scalzi e affaticato per il viaggio, ha pregato nel tempio islamico di Damasco che ospita il memoriale di Giovanni il Battista. “La pace sia con voi”, ha esordito in arabo. “Per tutte le volte che i musulmani e i cristiani si sono offesi reciprocamente, dobbiamo cercare il perdono dell’Onnipotente e offrire il perdono gli uni agli altri. Gesù ci insegna che dobbiamo perdonare le offese altrui, se vogliamo che Dio perdoni i nostri peccati”. Giovanni Paolo II, accompagnato dal gran muftì di Siria, ha invitato a compiere ogni sforzo per “presentare le nostre due religioni non in opposizione, come è accaduto fin troppo nel passato, ma in collaborazione”. Sul fronte diplomatico, dopo le accuse del leader Assad, Israele ha chiesto al Vaticano di condannare “l’antisemitismo siriano”».
Durante la partita Inter-Atalanta alcuni tifosi scaraventano un motorino dal secondo anello della curva nord dello stadio Meazza.
Il campo venne squalificato per 2 giornate e l’Inter multata per 30 milioni di lire.

Venticinque anni fa
Lunedì 6 maggio 1996. La proposta di Bossi ha fatto arrabbiare la chiesa. «Drastico no alla minaccia di secessione, pronunciato dal cardinale Ruini ad apertura dell’assemblea dei vescovi: “Rompere l’unità d’Italia sarebbe andare contro alle possibilità di sviluppo e agli interessi economici delle nostre popolazioni, del Nord come del Centro e del Sud”».
«Sconto fiscale alle famiglie adottive. Lo promette negli Stati Uniti il presidente Bill Clinton, rilanciando un’idea dei repubblicani. Le famiglie che optano per l’adozione potranno contare su una detrazione fiscale pari a 5mila dollari per figlio» [CdS].
È stato ritrovato in un fiume il cadavere dell’ex capo della Cia William Colby.
Il 28 aprile era stato stroncato da un infarto mentre era in canoa.
L’attore Flavio Bucci è stato vittima degli strozzini. Si era fatto prestare 62 milioni e avrebbe dovuto restituirne 300. Per gli inquirenti, Bucci era caduto nelle mani di un clan che faceva capo all’editore Leone Cancrini, finito alla ribalta della cronaca nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, uccisa all’Olgiata nel 1991 [CdS].
Ezio Mauro assume la direzione di Repubblica.

Trenta anni fa
Lunedì 6 maggio 1991. La Jugoslavia verso la guerra civile. «Dopo gli scontri di Borovo Selo e l’ondata di attentati terroristici di matrice serba, è esplosa l’ira del popolo croato. E l’esercito ha subito risposto decretando lo stato d’allerta in tutto il Paese. La situazione è precipitata stamattina dopo che le autorità croate avevano divulgato le foto dei cadaveri di Borovo Selo, dodici agenti croati mostruosamente maciullati: orecchie tagliate, arti sezionati, gole sgozzate, volti macellati» [CdS].
Il presidente Bush, che s’era sentito male mentre faceva jogging a Camp David, è tornato al lavoro. Stamattina ha lasciato l’ospedale dove era stato ricoverato. «Esclusa l’ipotesi di infarto, e bocciata l’idea di stimolare il ritmo cardiaco con scariche elettriche, i medici del Naval Hospital di Bethesda si sono limitati a consigliare al presidente di non strafare, né col lavoro né con lo sport».

Quaranta anni fa
Mercoledì 6 maggio 1981. In piena notte, dopo la scoperta di alcuni documenti nella villa di Licio Gelli, viene perquisita la sede della Massoneria del Grande Oriente di palazzo Giustiniani a Roma. Vengono sequestrati documenti riguardanti la Loggia P2. La scena ripete per altre due volte nelle ore seguenti, a Villa Medici del Vascello, nuova sede massonica, e in un appartamento al quarto piano di via Giovan Battista Vico 20 dove - dietro l’immancabile facciata di un Centro studi - c’è la filiale romana della P2. Un primo risultato concreto è stato raggiunto: al giudice Sica i carabinieri hanno consegnato un elenco con alcune centinaia di nomi. Dovrebbero essere gli iscritti alla loggia coperta, ossia segreta.
Gli Usa hanno dato cinque giorni di tempo ai diplomatici della Libia (una sessantina in tutto) per lasciare gli Stati Uniti. Il dipartimento di Stato ha dato l’annuncio del provvedimento di espulsione dopo un consulto tra il presidente Reagan e il segretario di Stato Haig, appena tornato dalla riunione atlantica di Roma. In tal modo - ha precisato il portavoce - «i rapporti americano-libici vengono ridotti al livello più basso compatibile con il mantenimento delle relazioni diplomatiche. La decisione è una mossa deliberatamente calcolata: con questo gesto Washington intende dare una forma concreta alla protesta sia contro l’appoggio di Gheddafi al terrorismo internazionale sia contro la politica espansionistica seguita dalla Libia in Africa».
«La Montedison torna interamente privata: questo clamoroso e inatteso annuncio è stato fatto ieri dal ministro delle Partecipazioni statali, De Michelis, alla Commissione Bilancio della Camera. Un consorzio di imprenditori privati, guidato da Mediobanca, e del quale fanno parte gruppi del peso della Fiat, della Pirelli e della Bonomi, si è infatti dichiarato disponibile ad acquistare il 17% di azioni in mano pubblica partecipando al successivo aumento di capitale della Montedison, con un investimento calcolabile in 300-400 miliardi di lire relativamente ai nuovi soci privati: l’intera operazione richiederà un impegno di 600-700 miliardi» [CdS].
Svolta nelle elezioni presidenziali francesi. Il leader gollista Chirac ha dato il suo endorsement a Giscard d’Estaing.

Cinquanta anni fa
Giovedì 6 maggio 1971. «Fra le diciassette e le diciassette e trenta, all’uscita dalla scuola svizzera, hanno rapito Milena Sutter, una ragazzina di tredici anni, bionda, capelli lunghi, graziosa, già una signorinetta, figlia di un ricco industriale svizzero, la cui azienda opera a Genova dal 1910. Per tutta la notte si è pensato e forse quasi sperato che si trattasse di una fuga, una ragazzata, per quanto apparisse incomprensibile» [CdS].
A Berlino Est muore Helene Weigel, la vedova di Bertolt Brecht. Aveva quasi 71 anni. «Il teatro tedesco, nelle due Germanie, è in lutto. Nel 1956, dopo la morte del grande drammaturgo, Helene Weigel assunse la direzione del Berliner Ensemble. Cominciò allora il suo vero lavoro: attrice, regista, intendente, la “grande vedova” riuscì, con mezzi non sempre adeguati, ad esportare Brecht, portando il suo teatro dappertutto. Uno dei suoi maggiori successi risale a pochi mesi fa, con la messinscena dei Giorni della Comune, nel centesimo anniversario dell’insurrezione di Parigi. Helene Weigel - che è stata di recente criticata, anche acerbamente, per aver impedito la pubblicazione di certe lettere del marito e la rappresentazione di certi suoi drammi - è comunque riuscita a fare del Berliner Ensemble un autentico e riconosciuto tempio brechtiano. Abbandonata da numerosi suoi collaboratori dopo dispute aspre e dolorose, è rimasta al suo posto fino in fondo, con l’indispensabile sostegno del governo comunista della Ddr. La sua morte rende adesso possibile, finalmente, un’indagine approfondita sugli ultimi anni di vita di Brecht, dopo la rivolta operaia della Stalinallee di Berlino-Est: oggi è necessario sapere quali furono in realtà ì rapporti fra il maggiore scrittore tedesco del secolo e il governo della Germania orientale».

Settanta anni fa
Domenica 6 maggio 1951. «Con sorridente cordialità, l’on. De Nicola ha, stamane, presieduto per la prima volta i lavori dell’assemblea a palazzo Madama, prendendo così possesso del suo altissimo ufficio. De Nicola, insieme col questore Priolo, è entrato svelto nell’aula, mentre Lina Merlin finiva di leggere il processo verbale. Il vice presidente anziano Alberti s’è alzato dalla grande poltrona dorata e si è affrettato a cedergliela. De Nicola gli ha stretto la mano, lo ha abbracciato: frattanto tutti erano sorti in piedi e applaudivano calorosamente» [CdS].
Nel terzo giorno di udienza al Congresso Usa Mac Arthur da una parte condanna la guerra di Corea, dall’altra pare voglia estenderla alla Cina comunista.

Ottanta anni fa
Martedì 6 maggio 1941. «Partenza per Monfalcone. Nel treno, Mussolini è piuttosto pensoso. Parliamo a lungo delle prospettive future della guerra. Non posso dire ch’egli ora che ha deposto la sua ottimistica visione di una rapida fine abbia un’idea chiara del futuro. Gli espongo alcune mie considerazioni, per le quali una pace di compromesso dovrebbe essere da noi salutata quale un favorevole evento, soprattutto adesso che abbiamo fatto il nostro bottino. Sembra essere d’accordo, tanto più che alcune recenti vicende e soprattutto gli attriti che in Grecia si sono manifestati con le truppe tedesche, gli hanno aperto gli occhi su tante cose» [dai Diari di Galeazzo Ciano].
Federico Fellini finisce di collaborare al soggetto del film Avanti, c’è posto, insieme a Cesare Zavattini e Aldo Fabrizi. Si firma Federico. «In questa fase Federico considera il cinema come uno dei tanti giornali ai quali collabora, un giornale più diffuso e che paga meglio. Non tiene affatto alle sue invenzioni, le vende e all’occasione le svende, butta là le idee e se le dimentica come fa con gli articoli». [Kezich 2007] Nel frattempo, si trasferisce in un residence di via Nicotera 26, mentre la madre Ida e la sorella Maddalena tornano a Rimini.

Cento anni fa
Venerdì 6 maggio 1921. A Cittadella la squadra d’azione Benito Mussolini occupa la Camera del lavoro come ritorsione per il ferimento del segretario fascista Angelo Rossi; l’intervento della forza pubblica porta all’incarcerazione dei fascisti: immediata l’adunata delle camicie nere venete, con l’assedio della prigione e una sparatoria con i carabinieri; gli assalitori uccidono un maresciallo ma hanno la peggio e perdono 3 componenti della squadra La Serenissima (Angelo Boscolo Bragadin, Giovanni Battista Fumei, Vittore Mezzomo) [Franzinelli1].
Ad Antignana le camicie nere sequestrano il parroco, lo percuotono a sangue e l’indomani lo consegnano al commissario di polizia di Pola, dopo avergli fatto firmare una dichiarazione in cui s’impegna a non rientrare in parrocchia prima delle elezioni [Franzinelli1].
L’avvocato Lanfranconi, candidato fascista alla Camera, guida la spedizione contro il circolo socialista di Varzi (Pv); nel corso della giornata gli squadristi invadono le case di alcuni «sovversivi» e bastonano anche i loro familiari [Franzinelli1].
Invase e distrutte la Società di mutuo soccorso di Rifredi, a Firenze, i circoli socialisti e comunisti di Pontedera e di Bientina (Pi), la sezione socialista e il circolo anarchico di Monterotondo Marittimo (Gr) [Franzinelli1].
Dimissioni forzate per le amministrazioni comunali di Bagnolo San Vito e di Roncoferraro (Mn) [Franzinelli1].
I 1.300 operai della Fiat licenziati hanno accettato di andarsene in cambio dell’offerta di 200 lire da parte della fabbrica.

Centoventi anni fa
Lunedì 6 maggio 1901. A Genova nuovo sciopero nel porto, dei chiattatori e stivatori.
Con 106 voti di maggioranza la Camera dei Comuni ha approvato la nuova tassa sul carbone. La stampa magnifica la vittoria del Governo ma si avranno scioperi parziali nei distretti del Nord.

Centotrenta anni fa
Giovedì 6 maggio 1891. Si rinnova per la terza volta la Triplice alleanza. Sono accolti i patti collaterali sottoscritti il 20 febbraio 1887. E inoltre: le tre potenze (Austria, Germania, Italia) mirano al mantenimento dello statu quo in Oriente, si impegnano a scambiarsi tutte le informazioni possibili relative a quel teatro e convengono che, in caso di occupazioni forzate nei Balcani, sulle coste ottomane o nelle isole del Mar Egeo, s’accorderanno preventivamente. È inteso fin da ora che queste occupazioni saranno fondate sul compenso reciproco, per qualunque vantaggio territoriale o d’altra natura che fosse ottenuto rispetto allo statu quo attuale. La Germania è impegnata «ad appoggiare l’Italia in qualunque azione, sotto forma di occupazione o di altra assicurazione di garanzia» nel caso per l’Italia diventasse impossibile mantenere lo statu quo in Tripolitania e Cirenaica. In nessun caso queste intese riguardano l’Inghilterra e la sua posizione in Egitto. L’articolo 10 precisa ancora: «Se accadesse che la Francia tentasse di estendere la sua occupazione o il suo protettorato o la sua sovranità, sotto una forma qualunque, sui territori nord-africani, e che in conseguenza di questo fatto l’Italia credesse di dovere, per salvaguardare la sua posizione nel Mediterraneo, intraprendere essa medesima un’azione sui detti territori nord-africani, oppure ricorrere, sul territorio francese in Europa, a misure estreme, lo stato di guerra che ne seguirebbe fra l’Italia e la Francia costituirebbe ipso facto, a domanda dell’Italia e a comune carico della Germania e dell’Italia, il casus foederis previsto dagli articoli 2 e 5 del presente trattato come se una simile eventualità vi fosse espressamente considerata». E l’articolo 11: «Se le sorti di ogni guerra intrapresa in comune contro la Francia dalle due Potenze conducessero l’Italia a ricercare delle garanzie territoriali nei riguardi della Francia, così per la sicurezza delle frontiere del Regno (d’Italia) e della sua posizione marittima come per la stabilità della pace, la Germania non vi porrà alcun ostacolo, e, occorrendo, in una misura compatibile con le circostanze, si adopererà a facilitare i mezzi per raggiungere un tale scopo».

Centocinquanta anni fa
Sabato 6 maggio 1871. 50º giorno della Comune di Parigi: oggi Thiers ha respinto nuovamente il tentativo di conciliazione avanzato dalla Lega d’Unione Repubblicana dei Diritti.
A Roma, sulla sponda sinistra del Tevere, fra il ponte Sisto e il ponte Quattro Capi, è rinvenuto il cadavere di una giovinetta trafìtta da numerosi colpi dì pugnale (Comandini).

Centosessanta anni fa
Domenica 6 maggio 1861. Un sicario vuole uccidere Garibaldi. Oggi il generale ha ricevuto una lettera dall’amico Nicolò Ghisotti Morosini. Lo avverte che un killer, che si firma la «Maschera di ferro», è in viaggio per Caprera per assassinarlo. Chi sia non si sa. Ma la notizia mobilita le autorità. Il sindaco Susini emette un’ordinanza, con la quale vieta la navigazione intorno all’isola. Richiede anche un presidio di bersaglieri, che sbarcano e circondano la casa del generale. Il quale è tutt’altro che intimorito. Quasi se la ride. Lui a questa fantomatica «Maschera di ferro» non ci crede. Anzi pensa sia un ridicolo pretesto del governo di Torino per limitare la sua libertà di movimento. Ma deve accettare la protezione offerta. Lo stato di allerta durerà mesi, senza mai intercettare alcun sicario. Finché Garibaldi reclamerà la revoca dei provvedimenti. Il 16 agosto scriverà al sindaco: «Sensibile alle dimostrazioni d’affetto che ella unitamente ad autorità e popolazione mi hanno dato in questi scorsi giorni, la pregherei di intervenire per il ritiro di quel distaccamento di Bersaglieri lasciato qua di stazione, perché io credo superflua ormai la sua presenza». Ha ragione? Non deve temere nemici? Garibaldi sa di averne tanti. Non solo Borboni e Austriaci. Lo detestano anche i rivoluzionari. Non gli perdonano di avere consegnato il Mezzogiorno ai Savoia. Ci sono anche i clericali integralisti. Lo tacciano di essere l’Anticristo» [Lupo, Sta].
La Camera discute ed approva (194 contro 14) leva di 18.000 uomini nelle provincie napoletane sui nati nel 1836-37-38-39-40 e 41; ed altra leva di 18.000 sui nati dal 1837 al 1841 inclusivi «L’arruolamento forzato spinge migliaia di reclute a diventare briganti. In Sicilia, inizialmente immune dalle insorgenze filoborboniche, i giovani si nascondono e talvolta resistono con le armi ai soldati che vanno a cercarli» (Antonio Caprarica)
In Vaticano, Pio IX riceve con tutto il cerimoniale solenne la visita di Francesco II e Maria Sofia accompagnati dal conte di Caserta (Comandini).
L’Arkansas decide la secessione dall’Unione.

Centosettanta anni fa
Lunedì 6 maggio 1851. Alla Camera, la relazione di Cavour sulla la politica finanziaria e di tesoreria: «mobilitare i capitali, accelerandone al massimo la velocità di circolazione, il che avrebbe diminuito il costo del denaro incoraggiando e facilitando gli investimenti. Chiaramente, ciò significava il ricorso audace ad una forma di inflazione controllata, cosa che terrorizzava tutti i conservatori (ed anche gli spiriti angusti di alcuni suoi seguaci, come il Lanza). In primo luogo, pensava Cavour, lo stato doveva puntare su un solo, forte istituto bancario: la Banca Nazionale» [Raimondo Luraghi, relazione al convegno su Cavour dell’11/3/2010].

Duecento anni fa
Giovedì 6 maggio 1821. Sull’Isola di Sant’Elena, l’autopsia a Napoleone. Alle due del pomeriggio, nella sala del biliardo. Il cuore venne posto in un portaspugna d’argento che faceva parte degli oggetti da toeletta di Napoleone, lo stomaco in una scatola d’argento per il pepe. I capelli vennero rasati, se ne faranno braccialetti per i familiari. «L’imperatore è morto da una ventina di ore quando il medico Antommarchi lo apre per procedere all’autopsia. La descrizione delle interiora di Napoleone è così precisa da far confondere anatomia con partita doppia. Ogni parte dell’imperial cataletto è sezionata e descritta. Compiuta l’operazione, Antonmarchi compitò il verbale: “Lavai tosto il corpo e diedi luogo al cameriere perché lo vestisse come era solito in tempo di sua vita... La biancheria e i drappi che avevano servito alla sezione del cadavere, furono ben presto portati via, stracciati, distribuiti, tinti com’erano di sangue. Ognuno volle averne un brano”. Da allora le reliquie di Sant’Elena, lugubri curiosità, affiorano periodicamente alle aste. Sono oggetto di vivaci contese milionarie. Finiscono in discrete quanto sconosciute collezioni. Riappariranno chissà ancora per quanto, a delizia di nostalgici feticisti» [Marcenaro, Foglio].
Muore a Brandels in Boemia la granduchessa Maria Anna di Toscana, figlia del fu principe Massimiliano di Sassonia, n. 27 aprile 1796 e sposatasi il 6 maggio 1821 al granduca Ferdinando III di Toscana, del quale rimase vedova il 18 gennaio 1824.

La sezione C’era una volta è curata da Jessica D’Ercole.


IN TERZA PAGINA

Il grillino all’estero (M. Feltri)
No al managerese (Serra)
Biancaneve molestata (Gramellini)
Il ritorno di Mou (Sconcerti)
IN QUARTA PAGINA

EI FU
di Giorgio Dell’Arti
 

 GUERRA FRA VICINI SCATENA 5 PROCESSI (TRA

 CIVILE E PENALE) A SESSA AURUNCA



SAN NICOLA LA STRADA: ARCHIVIATA POSIZIONE SINDACO PER OMISSIONE ATTI DI UFFICIO

 

Sono scaturiti ben cinque procedimenti – pendenti tra il tribunale civile e quello penale – all’esito di una querelle fra confinanti risalente a due anni fa ed ancora in atto, in cui un imprenditore agricolo di Sessa Aurunca denuncia una serie di abusi edilizi realizzati dai propri vicini acquirenti di un paio di appartamenti ubicati in un parco residenziale protetto della zona. La prima udienza è fissata per il 12 maggio e riguarda una citazione di «danno temuto per muro pericolante» ma il denunciante Giacomo Massucci, assistito dall’avvocato Raffaele Ciccaglione (contro i coniugi Di Tora-Marcello) contesta anche altro. Negli atti processuali si parla di condono edilizio inefficace per abusi non sanati, alterazione dello stato dei luoghi, costruzione di un muro di contenimento senza licenza edilizia, mancato rispetto della distanza tra i confini, incremento delle altezze, mancata autorizzazione sismica, falsità della Scia per variante in corso d’opera ed infine, dulcis in fundo, anomala modalità dello smaltimento dei rifiuti edili (sotterrati in loco). Tutto racchiuso in una relazione dell’ingegnere Tommaso Lefano. I due appartamenti acquistati all’asta per centomila euro da una società fallita, a dire del denunciante, sarebbero stati trasformati in una villa a tre piani con piscina, garage e dipendenze. L’imprenditore agricolo lamenta i mancati controlli di chi è preposto, tanto che il suo legale è stato costretto a presentare «un nuovo esposto in cui, sulla base di dati certi e valutazioni tecniche, si richiede con una certa urgenza l’intervento delle autorità competenti». C’è stato invece un sopralluogo eseguito in precedenza da un vigile e un architetto senza esito. Una vicenda che potrebbe portare ad ulteriori sviluppi in quanto la mancanza di una autorizzazione sismica ha spinto il legale a chiedere un intervento del Genio Civile che ad oggi attende ancora una risposta dal Comune di Sessa Aurunca. Una circostanza che ha portato come ultimo atto da parte del legale, quello di informare le autorità competenti (commissario prefettizio e forze dell’ordine) ,preannunciando una denuncia per omissione di atti di ufficio «perché non sono mai stati fermati i presunti abusi».

 

SINDACO SAN NICOLA, ARCHIVIATA INCHIESTA Intanto, proprio per il reato riguardante il reato di «omissione d’atti di ufficio» è stata archiviata la posizione del sindaco di San Nicola La Strada, Vito Marotta, difeso dall’avvocato Massimo Garofalo. In questo caso, il gup Orazio Rossi del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha ritenuto l’inesistenza del reato in quanto nella fattispecie non esiste il dolo. La vicenda parte da lontano addirittura dal 2004  con una denuncia presentata dal proprietario di un fondo Vincenzo Della Perura, e riguarda alcune infiltrazioni d’acqua sul suolo del denunciante provenienti dalla rete fognaria comunale. Per questa vicenda si è celebrato un processo civile al termine del quale il Comune aveva ottemperato ma il denunciante aveva proseguito indicando il sindaco quale autorità sanitaria e quindi responsabile penalmente. La sentenza civile, invece, essendo stata eseguita ha eliminato il presunto dolo.

 

 

lunedì 3 maggio 2021

 





Clamoroso
Fedez su Instagram ha un numero di follower superiore al numero dei voti presi dal centrodestra alle ultime elezioni [Polito, CdS].
 
In prima pagina
• Caso Fedez, la Lega passa al contrattacco. Il partito di Salvini presenterà al Senato una sua proposta di legge contro l’omofobia per rendere inutile quella del Pd e chiede alla Rai di impugnare il contratto con la società esterna che ha organizzato il concertone del 1° maggio
• Report ha mandato in onda un video in cui si vede Renzi parlare con un agente segreto in un autogrill
• Vicino a Prato una donna di 22 anni, già madre di un bimbo, è stata risucchiata dentro l’ingranaggio di una macchinario nella fabbrica in cui lavorava. È morta prima di poter emettere un grido
• Il dj italiano Davide Masotti, in arte Da Frikkyo, è morto in Francia per una coltellata al fianco. Fermata la compagna
• L’Istat certifica che la popolazione italiana è in calo: 384 mila persone in meno in un anno. A causa del Covid la speranza di vita è scesa a 82 anni
• Ieri ci sono stati altri 256 morti. I ricoverati in terapia intensiva sono 2.490 (-34). Il tasso di positività è al 4,9%. Le persone vaccinate sono 6.348.757 (il 10,64% della popolazione)
• «Valutiamo di estendere il vaccino AstraZeneca agli under 60», dice il commissario Figliuolo
• Il post della Cina sull’India: «Voi avete il fuoco delle pire per il Covid, noi quello del razzo verso lo spazio»
• La Germania si prepara a togliere le restrizioni per i vaccinati. La Gran Bretagna ha raggiunto i 50 milioni di dosi di vaccino somministrate. La Danimarca non somministrerà il vaccino di Johnson & Johnson
• Morte di Vannini, confermate le condanne per la famiglia Ciontoli: 14 anni al padre, nove anni e quattro mesi a moglie e figli
• La Procura di Milano chiede il giudizio immediato per Alberto Genovese per due violenze sessuali e la cessione di droga
• Dopo tre anni di indagini, per la morte di Davide Astori è stato condannato a un anno di carcere il cardiologo Giorgio Galanti
• Tre razzi sono stati lanciati contro la base aerea americana di Balad, a nord di Baghdad
• Bill e Melinda Gates divorzieranno. Erano sposati da 27 anni, hanno tre figli
• A 90 anni Warren Buffett ha designato il successore alla guida di Berkshire Hathaway: è il canadese Greg Abel, attuale vicepresidente
• Torino-Parma 1-0, gli emiliani retrocedono in serie B
• Vincenzo Nibali correrà al Giro d’Italia. Ha avuto il via libera dei medici, dopo la frattura del polso del 14 aprile
 
Titoli
Corriere della Sera: Vaccini, l’Italia a due velocità
la Repubblica: Rai, niente riforma prima del cambio dei vertici
La Stampa: «Pagheremo tutti l’errore di Milano»
Il Sole 24 Ore: Fondo perduto, aiuti per 14 miliardi / Moratoria dei presiti, proroga con limiti
Avvenire: Odissee in mare
Il Messaggero: L’Europa: riaprire sul turismo / Italia in ritardo sul Covid pass
Il Giornale: Indagati i pm di Milano / E rischia anche Davigo
Leggo: Ristori potenziati e più smart working / Ecco i sostegni bis
Qn: Contrordine: AstraZeneca per tutti
Il Fatto: Beccato con lo spione / Renzi spara a Report
Libero: Omosessuali alla riscossa
La Verità: Il verbale che fa tremare politici, giudici e il Colle
Il Mattino: Mezza Campania in zona rossa
il Quotidiano del Sud: Un’autostrada senza caselli
il manifesto: Botta di classe
Domani: Ecco le regole di “Ungheria” / Tra cene,
 “sverginati” e trame
Delitti e suicidi
Davide Masotti, dj modenese di anni 49, nome d’arte Da Frikkyo, martedì notte è stato accoltellato al fianco nella sua casa di Saint-Michel-de-Castelnau, paesino di 245 anime in Nuova Aquitania, nel sud est della Francia, dove s’era trasferito due anni fa con la compagna Anna, triestina di anni 38, e i due figli. All’arrivo dei soccorsi, intorno a mezzanotte, Masotti era già morto. La compagna è in custodia giudiziaria con l’accusa di omicidio volontario. Lei respinge le accuse e sostiene che Masotti si sia ferito da solo.
«L’ha uccisa e fatta a pezzi, poi ha messo i resti in sacchetti di plastica, li ha caricati in macchina e infine li ha buttati in un cassonetto della spazzatura lungo viale Togliatti, alla periferia di Bologna, dalla parte opposta della città dove lui abitava. Poche ore dopo, Jacques Ngouenet, 43 anni, ha deciso di farla finita impiccandosi nella sua camera. La vittima è Emma Pezemo, 31 anni, originaria del Camerun come il suo assassino. Lei, laureata alla triennale, sognava di diventare infermiera e da alcuni mesi frequentava un corso per operatori sociosanitari. La polizia si è messa in movimento ieri mattina, quando alcune amiche della ragazza hanno chiamato il 113 per segnalare che Emma non aveva fatto rientro allo studentato in cui viveva. Preoccupate, hanno aggiunto che il pomeriggio precedente la 31enne doveva incontrarsi con il fidanzato. Loro, non avendo più notizie, la sera lo avevano chiamato e l’uomo, con un tono poco sbrigativo, aveva confermato di averla vista in serata e di stare tranquille perché sarebbe arrivata a momenti. La polizia è andata a trovarlo al centro servizi Papa XXIII di viale Roma, dove aveva una camera. Ed è nella sua stanza che gli agenti l’hanno trovato impiccato. Sul tavolo solo un biglietto nel quale ha scritto: “Non preoccupatevi del corpo di Emma”. Poi altre frasi che facevano riferimento alla loro storia e “ai tanti soldi spesi per lei”. Parole sconnesse. Jacques Ngouenet viveva di piccoli lavoretti ed era in cura per problemi psichiatrici. In passato aveva tentato il suicidio bevendo dell’acido» [Baldessarro, Rep].
Amori
Bill e Melinda Gates divorziano. Il co-fondatore di Microsoft, 65 anni, secondo uomo più ricco al mondo, 108 miliardi di dollari di patrimonio, di cui 27 donati in beneficienza, ha dato l’annuncio su Twitter: «Dopo molte riflessioni e molto lavoro sulla nostra relazione, abbiamo deciso di porre fine al nostro matrimonio. Negli ultimi 27 anni abbiamo cresciuto tre figli incredibili e costruito una fondazione che lavora ovunque per consentire a tutti di condurre una vita più sana e produttiva. Abbiamo continuato a credere con convinzione in quella missione e continueremo a lavorare insieme alla fondazione. Ma abbiamo capito di non poter più credere in noi come coppia, di non poter crescere oltre in questa fase della vita. Chiediamo spazio e privacy per la nostra famiglia, perché per ora navigheremo a vista in questa nuova vita». Domande ancora senza risposta: perché si lasciano? Lui ha un’altra donna? Lei ha un altro uomo? Come si divideranno la Bill and Melinda Gates Foundation, che ha al suo attivo 51 miliardi di attività? [Lombardi, Rep].
«Una coppia gay che si abbraccia e si scambia affettuosità su una panchina. Dall’alto, un telefonino filma la scena. Il video finisce su YouTube con il titolo Reggio, ricchioni sul lungomare. È successo il primo maggio a Reggio Calabria. A postare il filmato, sul suo canale, è stato Luciano Suraci, fondatore del Popolo di Archi, movimento nato per la vivibilità dell’omonimo quartiere. Nel montaggio su YouTube, sotto le immagini dei due ragazzi immortalati a loro insaputa ci sono didascalie omofobe e volgari quanto il titolo: per esempio, “speriamo che guariscano da questa atroce malattia”. E poi la scritta delirante “ricchioni, trans, drogati, alcolizzati, omicidi e suicidi”» [Berizzi, Rep].




C’era una volta

Dieci anni fa
Giovedì 5 maggio 2011. «Berlusconi nomina nove nuovi sottosegretari per premiare i passaggi di campo di quattro ex Fli (il partito di Fini) e quattro Responsabili di provenienza varia (tra i neo nominati c’è un solo pidiellino, Antonio Gentile, spedito all’Economia). Ora il governo è composto da 64 membri, meno rispetto a quelli del governo Prodi (erano 103) ma superiore di numero ai 60 previsti dalla legge. Perciò, per mettere a posto le cose, ci vorrà un decreto legge. Da Napolitano arriva però una reprimenda: il Presidente, pur riconoscendo a Berlusconi il diritto di fare quello che ha fatto, sottolinea che a questo punto il governo gode di una maggioranza diversa da quella uscita dalle elezioni e quindi farebbe bene ad andare in Parlamento a riferire. Bossi, a sorpresa, si dice d’accordo con Napolitano» [Cinquantamila.it].
Hanno portato Callisto Tanzi in galera. «I finanzieri hanno bussato al citofono della sua villa ad Alberi di Vigatto (Parma) intorno alle tre e mezza del pomeriggio. “Signora, siamo della Guardia di Finanza”. Sono entrati a bordo di due grandi Suv e hanno mostrato l’ordine di carcerazione, firmato dal procuratore generale di Milano, Carmen Manfredda. Tanzi, in pullover rosso, si è meravigliato: “Sono sorpreso, non mi aspettavo che mi mandassero in carcere. Pensavo accogliessero la sospensiva”. Gli avvocati difensori avevano chiesto infatti di fargli scontare gli otto anni di pena a casa, cioè nella villa con piscina. Motivo: ha 73 anni e, per i condannati ultrasettantenni, è possibile predisporre un regime di reclusione diverso dal penitenziario» [Dell’Arti, Gazzetta].

Venti anni fa
Sabato 5 maggio 2001. Guerra in Macedonia. Scontri sempre più forti tra i guerriglieri della minoranza albanese e le truppe governative macedoni, che impiegano carri armati ed elicotteri d’assalto.
Vincent Bolloré, il finanziere francese che con Antoine Bemheim entra in Mediobanca attraverso la Consortium, spiega al Corriere la sua strategia: «Consortium è un investimento redditizio perché vuol dire Mediobanca, società molto ben gestita nel cuore della finanza italiana. Questo, inoltre, è un modo per entrare nel vostro Paese». Di sé dice: «Sono un industriale. La mia ultima scommessa è una nuova batteria per l’auto elettrica».
Duecentomila foche sono rimaste intrappolate nel Mar Bianco. Le temperature troppo rigide hanno mantenuto intatta la cortina di ghiaccio e ora agli animali resta cibo per meno di un mese: oltre metà delle foche potrebbe morire.

Venticinque anni fa
Domenica 5 maggio 1996. Berlusconi da Palermo candida Cossiga alla presidenza del Senato.
«Uno dei nuovi boss, Salvatore Cucuzza, fedelissimo di Totò Riina e capo mandamento di Porta Nuova, è stato arrestato in una palazzina della borgata Cruillas. Con Aglieri, Brusca e Provenzano, era uno dei super-latitanti di Cosa Nostra. Cucuzza aveva scalato la gerarchia mafiosa dopo avere partecipato all’assassinio del segretario regionale Pio La Torre» [CdS].
«Tramonta il sogno di una nuova Grande Prussia. I tedeschi dell’ex Ddr hanno bocciato con un referendum la fusione tra Berlino e il Land orientale del Brandeburgo, riproponendo l’invisibile muro politico e sociale che a cinque anni dalla riunificazione lacera ancora la Germania. È un altro, allarmante segnale del malessere dei figli dell’Est che hanno seguito i consigli dei neo-comunisti: “Di riunificazione ce ne basta una”, dice il Pds. A Berlino, secondo le proiezioni, poco meno del 57% degli elettori si è detto favorevole alla fusione mentre oltre il 41% ha votato contro» [CdS].
Eugenio Scalfari lascia la direzione di Repubblica.

Quaranta anni fa
Martedì 5 maggio 1981. Bobby Sands, 27 anni, terrorista dell’Ira si è spento alle 2.17 di questa notte nell’infermeria del carcere di Maze a Long Kesh (Irlanda) dopo 65 giorni di penosa agonia in seguitò allo sciopero della fame iniziato il 1° marzo. Voleva gli tosse riconosciuto lo status di prigioniero politico. Al momento della morte, erano accanto a lui i genitori e il fratello. Bobby Sands stringeva nelle mani il crocefisso d’oro, che gli era stato donato dal messo di papa Wojtyla. Giaceva su un materasso pieno d’acqua avvolto in una pelle di pecora. Ormai pesava 35 chili. Dopo l’annuncio della fine, centinaia di giovani sono scesi per le strade urlando «Bobby, Bobby». Nel quartiere di Falls Road, dove decine di giovani manifestanti, dal pomeriggio di ieri, hanno continuato a scontrarsi con le forze dell’ordine. Raffiche dl pallottole di gomma sono state sparate dai soldati inglesi. I responsabili dell’Ira invitano alla calma. Intanto altri tre detenuti che stanno digiunando sono gravi.
«Le presidenziali francesi hanno toccato il culmine, ieri sera, col faccia a faccia televisivo Giscard-Mitterrand. Un colossale spettacolo per trentadue milioni di telespettatori, inchiodati per centodieci minuti davanti ai tre canali che trasmettevano simultaneamente». Il duello, per il momento, sembra essere vinto da Mitterrand che è risultato più brillate del suo avversario
Il generale Dalla Chiesa querela l’Espresso: non ha mai fatto parte della massoneria, come insinuato dal settimanale. Ha soltanto indagato cinque anni fa sulla Loggia P2 nell’eventualità che vi potesse essere iscritto qualcuno a lui vicino. Lo fece soltanto dopo aver informato «chi di dovere».

Cinquanta anni fa
Mercoledì 5 maggio 1971. A Palermo, il procuratore della repubblica Pietro Scaglione, 65 anni, e l’appuntato Antonio Lo Russo, 41 anni, vengono uccisi per ordine di di Totò Riina. Questo omicidio è il primo della guerra allo stato dichiarata dai corleonesi. Scaglione era appena uscito dal cimitero dei Cappuccini dove aveva pregato sulla tomba della moglie ed era salito su una Fiat 1500. Si stava recando in ufficio. Due persone hanno circondato la vettura in via dei Cipressi e freddamente hanno esploso prima venti colpi di pistola, poi una raffica di mitra. Nella confusione che è seguita all’attentato, in un fuggi fuggi generale, gli assassini si sono allontanati a piedi. Tale è stata la rabbia dei malviventi che non è stato risparmiato nemmeno l’autista dell’alto magistrato: è rimasto ucciso sul colpo. Il dottor Scaglione non è spirato subito. Mortalmente ferito è stato soccorso in un estremo tentativo di salvarlo e trasportato all’ ospedale civile della Feliciuzza con un auto di passaggio.
A Brownsville, quartiere di Brooklyn, «gruppi di manifestanti negri e portoricani, in maggioranza giovani, hanno appiccato il fuoco a 150 edifici, per lo più disabitati, hanno ribaltato automobili in sosta lungo le strade, saccheggiato negozi, tentato di bloccare il traffico, scontrandosi più volte con la polizia e i vigili del fuoco. Brownsville è uno dei quartieri più poveri di Brooklyn, forse uno dei più poveri e malandati d’America. Nel quartiere viene mantenuto un servizio di sorveglianza. La Black coalition (coalizione nera), alla quale sembra debba andare la responsabilità degli incidenti, ha smentito ufficialmente qualsiasi partecipazione ai disordini. Oltre che appiccare incendi - come si diceva - i giovani hanno infranto vetrine e saccheggiato negozi, scagliato pietre, bottiglie, immondizie contro gli agenti di polizia. Un franco tiratore ha anche ferito non gravemente, con un colpo di fucile, un agente in automobile».

Sessanta anni fa
Venerdì 5 maggio 1961. Il primo americano nello spazio: Alan Shepard a bordo della capsula Mercury, ribattezzata Freedom 7, issata sulla cima di un razzo Redstone-Mercury. Effettua un volo suborbitale che gli permette di raggiungere l’altitudine di 185 km. Volo della durata di 15 minuti. «Ore 9.34 locali (corrispondenti alle 15.34 italiane). Il missile si è levato lentamente con un grande boato ed è quindi scomparso rapidamente lasciando una scia rossastra. A 15 km dal decollo la velocità era di circa 2.500 km. orari. A 30 km, la velocità era salita a 5.280 km orari. Il lancio è stato accolto con grandi applausi dagli invitati che assistevano alla partenza. Le condizioni meteorologiche appaiono eccellenti. La prima segnalazione di Shepard è stata: “Spettacolo meraviglioso”. La capsula si è separata dal razzo a 145 m. di quota e Shepard è divenuto il primo astronauta americano nello spazio» [Ansa]. «Completata la fase parabolica ascendente, la navicella ha puntato di nuovo verso Terra. E si è aperto il primo paracadute. Dopo che il pilota aveva comunicato l’apertura del paracadute principale, si apprendeva che la navicella era, 660 secondi dopo il lancio, a duemila metri di quota e scendeva verso il mare» [CdS]. «Il paracadute principale della capsula si è aperto. La portaerei Champlain segnala di avere avvistato la capsula. La capsula dell’astronauta Shepard ha toccato la superficie dell’acqua a sei km da una nave. Il volo si è compiuto con esito soddisfacente. Il comandante Alan Shepard è uscito dalla capsula con i propri mezzi senza bisogno di aiuto» [U.P.]. Alle 16.15 la nave-appoggio alza sul pennone il vessillo nazionale in segno di giubilo. «Shepard rimarrà due o tre ore a bordo della portaerei Champlain; poi sarà sbarcato in una delle isolo Bahamas dove rimarrà 48 ore in osservazione medica. Quindi andrà a Washington dove sarà ricevuto e decorato da Kennedy» [CdS].
A Gerusalemme continua il processo Eichmann: «Episodi di orrore ed episodi di eroismo si alternano davanti alla Corte di Gerusalemme dove si succedono i testimoni citati dall’accusa per documentare implacabilmente le atrocità naziste e di Adolf Eichmann, il ragioniere del genocidio. Con particolare ferocia i nazisti si sono accaniti contro i bambini. Volevano sterminarli per evitare che la Nazione ebraica potesse riaversi. Il dottor Peretz ha ricordato che “un giorno a Kovno, i nazisti deportarono oltre 2400 bimbi. Gli altoparlanti suonavano assordanti musiche per coprire le disperate grida dei piccoli portati in camion nei campi della morte. Le madri si slanciavano per trattenerli. Le SS aizzavano allora i famelici cani lupo contro le poverette che piangendo imploravano “dateci i figli”. Ne ho viste a decine morire sbranate vive”. Un giorno — ha ricordato il teste — i tedeschi dissero a mille bambini “Venite con noi, a fare colazione. I bimbi sono partiti in camion. Non sono più tornati. Una madre che aveva compreso la tragica fine dei piccoli si è gettata davanti ad un autocarro perché non partisse. Ma è stata schiacciata”» [CdS].
«Elisabetta II, sovrana del Regno Unito di Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord, si è accomiatata questa mattina, con il principe Filippo, duca di Edimburgo, dal Presidente della Repubblica. Si è conclusa così la visita di Stato che l’augusta Regina ha compiuto a Roma, a trentotto anni di distanza dalla analoga visita compiuta dal suo predecessore Giorgio V e dalla regina Mary esattamente il 7 maggio del 1923. Il commiato ha avuto luogo al Quirinale alle 9.30. Gli illustri ospiti hanno salutato il Presidente della Repubblica, la signora Gronchi, le altre alte autorità politiche e militari italiane. Dopo il congedo dal Quirinale, un’altra importante cerimonia ha visto però impegnata la Regina d’Inghilterra, la visita in Vaticano a Giovanni XXIII. È l’avvenimento di maggior rilievo della giornata odierna e praticamente di tutto l’ulteriore soggiorno di Elisabetta sul suolo italiano. L’udienza del Papa si svolge con il cerimoniale riservato ai Capi di Stato non cattolici. La Regina è già stata in Vaticano, in occasione della sua visita in Italia del 1951. Allora fu ricevuta da Papa Pio XII, ed era ancora principessa. Ora è la prima volta nella storia del Regno Unito che una Sovrana è ricevuta in Vaticano, in quanto in precedenza soltanto due re hanno reso omaggio ad un Pontefice: esattamente il bisnonno di Elisabetta, Edoardo VII, che si incontrò con Leone XIII nel 1903, e il nonno Giorgio V, che rese omaggio a Pio XI quando venne in Italia nel 1923. In proposito si ricorda che Pio XI donò alla regina Mary duecento magnifiche rose dei propri giardini […]. L’udienza solenne dura circa venti minuti. Il colloquio avviene in lingua francese, ed in francese il Papa pronuncia il discorso. Al termine dell’udienza viene presentato al Pontefice il seguito, mentre i reali ed il Papa si scambiano i doni, e ai componenti il corteo vengono offerte medaglie. La visita si conclude con il ritorno del corteo nella sede della Legazione britannica in via della Camilluccia. Qui, poco dopo, il cardinale Tardini, segretario di Stato, restituisce la visita e più tardi ha luogo una colazione-ricevimento. Sono ospiti di Elisabetta venticinque cardinali, tra i quali Fernando Cento, che assisté all’incoronazione della sovrana, e Giuseppe Pizzardo, che fu presente a quella di Giorgio VI. Nel primo pomeriggio la regina ed il duca torneranno in Vaticano, ma in forma strettamente privata, per visitare l’appartamento dei Borgia e le Stanze di Raffaello. Dal Vaticano la coppia reale raggiungerà direttamente l’aeroporto Leonardo da Vinci, a Fiumicino, dove prenderà posto con il seguito sul Comet che la condurrà ad Ancona» [CdS]. La loro permanenza in Italia si protrarrà fino alle ore 20 di martedì 9 maggio, quando Elisabetta II, il duca di Edimburgo ed il numeroso seguito prenderanno posto sul Comet reale che li ricondurrà in Gran Bretagna.
Anziché sedere sul trono il papa ha preferito una poltrona per accomodarsi al fianco dei suoi ospiti. Poi per una conversazione più intima con la regina e il principe consorte li ha invitati nella sua biblioteca.
Muore a 59 anni Anita Stewart, regina del cinema muto americano. La carriera di Anita Stewart, che nel 1929 aveva sposato George Converse, venne troncata dall’avvento del sonoro, per quanto l’attrice avesse una bella voce che le permise di iniziare una nuova carriera come cantante di vaudeville. Aveva ottenuto la fama interpretando la parte principale del film La Dea, ma ebbe ruoli di primo piano in decine di altri film.

Ottanta anni fa
Lunedì 5 maggio 1941. Africa Orientale italiana. Nel 5° anniversario dell’occupazione italiana di Addis Abeba, l’imperatore d’Etiopia Hailé Selassié rientra in trionfo nella sua capitale [Salmaggi e Pallavisini].
Creta. Il gen. Freyberg informa Churchill che ritiene possibile respingere un tentativo di invasione dell’isola per via mare o mediante paracadutisti a patto che gli vengano forniti in misura adeguata artiglierie, carri armati, automezzi e aerei da caccia. La RAF, dopo le gravi perdite subite in Grecia, si oppone allo stabilimento di basi permanenti a Creta: fornirà l’appoggio aereo dalle basi dell’Africa settentrionale. La Royal Navy, sfidando la minaccia della Luftwaffe, riesce a trasportare nell’isola 16 carri leggeri e 6 autoblindo. A nessuno sfugge l’importanza strategica di Creta, distante 1.000 chilometri da Alessandria d’Egitto e poco piu di 300 da Tobruk. I britannici temono per l’Africa, i tedeschi la minaccia aerea che, da Creta, si profilerebbe per i pozzi petroliferi di Ploesti [Salmaggi e Pallavisini].
«Nell’odierna seduta straordinaria del Reichstag, il Führer ha iniziato il suo discorso facendo un ampio resoconto degli avvenimenti intercorsi dall’ultima seduta del Reichstag del luglio 1940, prospettando poi, in maniera convincente, gli sviluppi di un avvenire che la volontà di vittoria della Germania sta preparando» [CdS].
«La lettera di Farinacci per Hitler non partirà più. Il Duce è soddisfatto delle dichiarazioni del Führer e poi non gli era piaciuta l’introduzione della lettera di Farinacci, che aveva esaltato la sua opera in Albania. Il discorso di Hitler è stato – come sempre – un bel discorso. Sempre più mi piace l’oratoria di quest’uomo, forte e persuasiva. Ma è stato un discorso consuntivo: preventivo, nessuno. Tutti coloro che sulla base di dichiarazioni passate credevano nella fine della guerra per il 1941, hanno provato una grossa amarezza. Per parte mia, di queste speranze ne ho sempre nutrite poche. Per consiglio del Duce, ho scritto una lettera a Serrano Suñer. Felicitazioni per il suo discorso e consigli d’intransigenza.. Palabras y plumas el viento las lleva» [dai Diari di Galeazzo Ciano].

Novanta anni fa
Martedì 5 maggio 1931. Mustafa Kemal è stato rieletto presidente della Turchia. «La quarta legislatura dell’Assemblea nazionale è stata inaugurata. L’Assemblea ha proceduto all’elezione per un periodo quadriennale del Presidente della Repubblica e Kemal è stato rieletto all’unanimità. Il Presidente del Consiglio Ismet pascià darà le sue dimissioni pro forma, ma sarà certamente incaricato di ricostituire il Ministero, che verrà leggermente rimaneggiato» [CdS].

Cento anni fa
Giovedì 5 maggio 1921. Termina a Londra una nuova conferenza sulle riparazioni di guerra che, secondo quanto stabilito dalle Commissione delle riparazioni, fissa in 132 miliardi di marchi il totale dovuto dalla Germania alle potenze vincitrici. Fissati anche i termini del pagamento: rate annuali costituite da una somma fissa di 2 miliardi di marchi oro, più una somma corrispondente al 26 per cento del valore delle esportazioni tedesche nell’anno. Condizioni ultimative, considerate «un’ingiustizia senza eguali» dalla Germania. Il 10 maggio il cancelliere Konstantin Fehrenbach si dimette piuttosto che assecondare il diktat alleato. Gli succede Joseph Wirth, che il 13 maggio infine accetta sotto la minaccia di un’occupazione alleata della Ruhr [Raja, La Grande Guerra].
Nella sua boutique al 13 di Rue Cambon, madame Chanel lancia il primo profumo creato da una donna per le donne, lo Chanel N°5: «Un profumo che sa di donna e non di fiori, perché le donne non vogliono profumare come un letto di rose». L’incontro tra Gabrielle Chanel e Ernest Beaux, profumiere, figlio di un chimico alla corte dello Zar, avvenne a Grasse probabilmente con l’aiuto del di lei amante, Dimitri Pavlovic Romanov. Ernest Beaux aveva messo a punto alcune fragranze e fece scegliere a Gabrielle il suo profumo tra una decina di fialette. Lei scelse la N°5, quella con 80 ingredienti, con il profumo di un giardino sconosciuto (per la prima volta vennero aggiunte in un profumo essenze sintetiche). Ma il nome si lega anche al mese di maggio: «Lancio la mia collezione di abiti il 5 maggio, quinto mese dell’anno, lasciamogli il numero che porta, questo numero 5 gli porterà fortuna». Coco lancia anche una nuova moda tra le confezioni. Ancora una volta vince la semplicità: un flacone essenziale, un blocco ad angoli acuti, con la scritta N°5 Chanel sempre in contrasto nero su bianco. Nel sigillo apposto sul collo, in un cerchio nero, la sigla, doppia C.
Una boccetta da 30 ml del classico profumo Chanel No. 5 - creato nel 1921 e spesso definito la fragranza più celebre della storia - contiene, oltre a tracce di muschio, alcol e altri eccipienti, le essenze oleose altamente concentrate di dodici rose della specie R. centifolia e di circa un migliaio di fiori di gelsomino [Foscale, ItaOg]. Si stima che ad oggi ne siano stati venduti 80 milioni di flaconi.
Il Senato Usa ha approvato all’unanimità, meno un voto, il progetto di legge sull’immigrazione che limita il numero di stranieri che possono essere ammessi negli Stati Uniti. Com’è noto, in base a questa legge, il numero degli stranieri che potranno entrare negli Stati Uniti non dovrà superare il tre per cento di quelli che già vi risiedono» [CdS].
I fascisti uccidono a Luzzara (Reggio Emilia) l’anarchico Riccardo Siliprandi, a Rubiera i comunisti Nino Neviani (sedicenne) e Armando Morselli (trentaduenne) [Franzinelli1].
Muore per un colpo accidentale della propria arma lo squadrista Piero Ranuzzi. Ucciso in scontri di piazza il maresciallo dei carabinieri Pietro Biragi [Franzinelli1].
I fascisti assaltano il circolo socialista cittadino e uccidono Giulio Tandura [Franzinelli1].
Devastata la cooperativa di Fagnano Olona e ucciso a Olgiate il comunista Antonio Visalberghi [Franzinelli1].
Invasi e danneggiati i locali della Lega contadina di Varzi (Pv), dei circoli socialisti di Asigliano Vercellese e di Medicina (Bo), della Camera del lavoro autonoma di Borgo San Donnino, a Parma. Ucciso un comunista dagli squadristi di Moneglia (Ge) [Franzinelli1].
Concluso il funerale del fascista Pacini, le squadre d’azione pisane iniziano la distruzione metodica delle sedi di sinistra ad Arnaccio, Asciano, Bagni di San Giuliano, Cascina, Gello, Orzignano, Ripafratta, San Lorenzo a Pagnatico e San Martino a Ulmiano. [Franzinelli]
Fascisti armati assalgono e danneggiano a Napoli gli uffici del periodico comunista Soviet e del quotidiano amendoliano Il Mondo [Franzinelli1].

Centodieci anni fa
Venerdì 5 maggio 1911. A Londra primo sì della Camera al suffragio femminile. «Gli avversari del suffragio presentarono una petizione con 53.000 firme contro la concessione del voto alle donne. Bisogna però, per l’amore della verità, dire che la maggioranza di quelli che firmarono contro il voto alle donne erano uomini. Le donne erano solamente 22.000. È innegabile che la Camera dei Comuni si viene manifestando di anno in anno più favorevole alla questione del suffragio femminile» [CdS].

Centoventi anni fa
Domenica 5 maggio 1901. Sul campo di Ponte Carrega a Genova, il Milan capitanato da Kilpin vince il suo primo scudetto battendo per 3 a 0 il Genoa, campione nelle prime tre edizioni del campionato. Il Milan è sceso in campo con: Hood, Suter, Gadda, Lies, Kilpin, Angeloni, Recalcati, Davies, Negretti, Allison e G.Colombo. «Davanti ad un pubblico ostile, i rossoneri disputano una partita leggendaria e spazzano via i padroni di casa con un perentorio 3-0. Sui marcatori dell’incontro non v’è mai stato parere unanime; alcune testimonianze parlavano di una segnatura di Kilpin, di un’autorete e di un imprecisato tocco in mischia; altri hanno raccontato addirittura di una tripletta del capitano inglese. Alla fine, con maggiore probabilità, è stata attribuita una doppietta al baby prodigio Negretti oltre al goal di Kilpin. Al termine del match, ai vincitori del titolo nazionale viene consegnata la Coppa Fawcus, dal nome del presidente del club genovese» [newsmondo].
Tra i 13 giocatori utilizzati in campionato solo 5 sono italiani; la componente britannica predomina sia sul campo che in società.
«È uscito — crediamo in tutte o quasi le lingue contemporaneamente — l’annunziato libro di Alfredo Dreyfus: Cinque anni della mia vita. Dreyfus non dice cose nuove, e neanche riassume le vicende dell’affaire, e neanche tenta una sintesi del suo caso, quale l’hanno tentata e fatta altri scrittori dreyfusiani. Il suo libro è composto in gran parte di lettere scritte, nel corso di quei cinque anni terribili, dal condannato alla moglie e dalla moglie a lui, e del diario che il prigioniero tenne per qualche tempo all’Isola del Diavolo. Si direbbe anzi che l’autore non abbia voluto far altro che mettere insieme e collegare questi materiali; e l’ha fatto alla buona, senza arte e anche senza molta efficacia».
«L’amministrazione della Corte di Vienna ha avviato trattative con un ricco italiano per vendergli al prezzo di due milioni di corone, il famoso castello Achilleion, fatto costruire dalla imperatrice Elisabetta.
A Pompei, inaugurazione della facciata del Santuario della Madonna.

Centotrenta anni fa
Mercoledì 5 maggio 1891. Il Senato approva in via definitiva il disegno di legge che riporta in vita il vecchio sistema maggioritario uninominale a due turni. Alla Camera la riforma è passata con il voto favorevole di 182 deputati; 75 i contrari.
Alla Camera discussione sull’Africa. Notevoli i discorsi del conte Antonelli e Franchetti. Le dichiarazioni di Rudinì che rivela essersi spesi per l’Africa, dal 1885 ad oggi, 114 milioni 376 523 lire 80 cent. L’on. Antonelli riepiloga la storia dell’Africa Italiana, esponendo quanto aveva fatto nelle trattative con Menelik e specialmente nell’ultima missione. Reputa necessaria una politica più calma ed economica.
A Roma sono arrestati 5 anarchici, fra cui lo studente tedesco Körner che sarà sfrattato, e la bellissima Elena Melinelli (Comandini).
Pëtr Il’ič Čajkovskij inaugura a New York la Carnegie Hall.
«Un distinto compositore russo di mezza età si preparava, non senza qualche apprensione, a imbarcarsi per una lunga traversata dell’Oceano Atlantico. Si chiamava Pëtr Il’ič Čajkovskij j. Tempo prima gli era giunto un invito da parte di una coppia di miliardari americani, Andrew Carnegie e sua moglie Louise: volevano inaugurare la nuova sala da concerti che avevano appena finito di costruire a New York. «Tutti i giornali hanno scritto del mio arrivo» appunterà sul suo diario, «mi conoscono più qui che in Europa!». Il concerto ebbe luogo il 5 maggio con grande clamore: sala piena, dame in lungo, frac e carrozze. Čajkovskij diresse la sua Marche Solennelle e stese la platea. Oggi la Carnegie Hall, al numero 881 della 7ª Avenue (angolo con la 57esima), si trova più o meno nel mezzo di Manhattan, ma allora l’indirizzo era decisamente fuori mano. Eppure fu subito adottata dai newyorchesi e divenne una delle più prestigiose sale da concerto del mondo» [Riva, il Venerdì].

Centoquaranta anni fa
Giovedì 5 maggio 1881. A Milano i Sovrani inaugurano l’Esposizione Nazionale. Sono presenti le rappresentanze del Parlamento. Giunti al Palazzo dell’Esposizione alle 12 sono ricevuti dal Sindaco, al suono delle bande e fra acclamazioni. Alle 3 ha luogo il ritorno dei Sovrani al Palazzo Reale. La città è animatissima (Comandini).
Si annuncia che a Imola il primo numero dell’Avanti! è stato sequestrato. A Rimini sono sequestrate le circolari che annunciano la pubblicazione del nuovo giornale La vita nuova (Comandini).

Centocinquanta anni fa
Venerdì 5 maggio 1871. Il Comitato di salute pubblica di Parigi ordina la distruzione delle Cappelle espiatorie. Vengono soppressi molti giornali fra cui il Temps (Comandini).
È concluso un nuovo trattato dì commercio e navigazione fra l’Italia e gli Stati Uniti (Comandini).

Centosessanta anni fa
Sabato 5 maggio 1861. La Gazzetta Ufficiale pubblica la legge fissante per «la prima Domenica di giugno la festa nazionale per celebrare l’Unità d’Italia e lo Statuto del Regno ogni anno» (Comandini).
A un anno dalla «spedizione dei Mille» di Garibaldi, oggi Genova si accinge a ricordarla. A Quarto, dove avvenne l’imbarco, ha eretto una colonna commemorativa. L’inaugurazione è prevista nel pomeriggio. Ma la sinistra repubblicana, ostile a Cavour, vuole pilotare l’evento a modo suo. Garibaldi non ci sta e non interviene. Così fa anche il sindaco. Dei 243 mila abitanti di Genova pochi si fanno coinvolgere. I tricolori esposti per le strade sono quasi inesistenti, salvo in via San Lorenzo. Alle 15,30 è previsto un corteo, dal Teatro Carlo Felice a Quarto. Si presentano tremila persone: ex garibaldini, operai, mazziniani, studenti, emigrati veneti e romani con tricolori a lutto. Arrivano Nino Bixio, deputati di sinistra e il litigioso polemista Francesco Guerrazzi, che terrà un discorso. Alle 16 il corteo si muove. Gli operai gridano «Viva l’Italia, Viva Mazzini!», ma anche «Abbasso Cavour!». Giunti a Quarto, Guerrazzi prende la parola. Parla troppo. Per farlo smettere si suona l’Inno di Garibaldi. Alla richiesta di gridare «Viva Re Vittorio Emanuele!» risponde un tiepido applauso. All’imbrunire il corteo rientra, al passo dell’Inno di Mameli. Giunto in centro, si levano di nuovo grida di «Abbasso i nemici di Garibaldi, abbasso Cavour!». All’improvviso si distacca un drappello. Percorre strade ormai deserte e urla: «Uscite! Mettete fuori i lumi! Abbasso i codini, morte alla nobiltà, viva la rivoluzione!» [Lupo, Sta].
Da Torino il conte di Cavour va a passare una giornata a Leri (Comandini).
In Santeramo (Terra di Lavoro) feroce rissa fra guardie nazionali e legionari ungheresi un pò alticci: uccisa una guardia nazionale e parecchi feriti di ambe le parti, e morta una ragazza buttatasi per lo spavento dalla finestra (Comandini).
Da Genova il dott. Diomede Pantaleoni scrive alla Nazione di Firenze narrando della espulsione sua e della sua famiglia da Roma (Comandini).

Centottanta anni fa
Lunedì 5 maggio 1841. Napoli. Vincenzo Torelli e Anna Tomasi di Lampedusa danno alla luce Achille. Il piccolo è nato in una carrozza mentre i coniugi tornavano da una gita al Vomero.
«Per quanto il padre era simpatico, cordiale e socievole, tanto il figlio era ombroso, borioso e freddo. E par quasi impossibile che un figlio possa essere in tutto l’opposto del padre. Ma con Vincenzo Torelli e il figlio Achille si verificò. Opposti anche però nelle vocazioni artistiche: non una sola pagina può ritenersi viva dei cinquanta romanzi di Vincenzo, mentre Achille scrisse la più bella commedia dell’800. Di antiche origini albanesi (Torelli è italianizzazione di Turielh), Vincenzo fu il fondatore dell’ Omnibus, un periodico bisettimanale che redigeva prima da solo e poi aiutato dal figlio, inoltre lo distribuiva e lo pubblicizzava personalmente con un metodo singolare; entrava in un bar e chiedeva il suo giornale e quando il cameriere rispondeva che non l’ avevano si scandalizzava, dichiarava che l’ Omnibus era il giornale migliore, più richiesto e per giunta organo ufficiale del Teatro San Carlo. La sua funzione di consigliere del soprintendente del teatro gli consentiva di attenuare l’ultima panzana» [Amedeo, Rep].

Centonovanta anni fa
Martedì 5 maggio 1831. Alla presenza dell’imperatore Francesco I Cecilia di Svezia sposa a Vienna il granduca Augusto I di Oldenburgo.

Duecento anni fa
Mercoledì 5 maggio 1821. A Sant’Elena, muore Napoleone Bonaparte. Era approdato sull’isola atlantica, distante 1.900 chilometri dalla costa, sei anni prima, martedì 17 ottobre 1815, dopo la sconfitta di Waterloo. «Il male deve aver causato grandi dolori e sembra essere in una fase molto avanzata», scrive uno dei medici militari inglesi che ha esaminato la salma. Negli ultimi sei mesi Napoleone avrebbe perso tra gli 11 e i 15 chili. Pare che le sue ultime parole siamo state per il figlio: «Lascio a mio figlio la mia casa ad Ajaccio e gli edifici annessi, due case nelle vicinanze della salina con giardini e tutti i miei beni nella regione di Ajaccio, che possono dargli una rendita di 50.000 franchi. Lascio...». Poi però sarebbe tornato a vaneggiare: «Desaix! Massena! Ah! La vittoria si decide! Su correte, stringete la carica!... Sono in nostra mano!» e poi «France - Tête d’armée». «Pare che con cenni chieda da bere, ma non potendo più inghiottire, gli accostano alle labbra una spugna con aceto. Pioggia, nebbie e vapori infuriano attorno alla casa. Accanto all’inseparabile brandina di Austerlitz, dove ha dormito in tutti questi anni, rimangono sino all’ora estrema il vecchio conte di Francia ed un figlio del popolo. Alle cinque della sera, si levò urlando il vento di sud-est, sradicando dal suolo due alberi da ultimo piantati. Un lungo brivido scuote il moribondo. Senza segno di sofferenza, con gli occhi spalancati, quasi immerso in profondi pensieri, mandò rantolando i suoi ultimi respiri. Quando il sole tropicale scese in mare, il cuore dell’imperatore aveva cessato di battere» [storiologia.it]. Erano le 17.49 e lui aveva 51 anni.
«È ormai abbastanza noto che Napoleone Bonaparte non fosse poi tanto piccolo. L’altezza accettata per lui dagli storici è di 169 cm, nella norma maschile dell’epoca. Il misunderstanding storico sarebbe dipeso dalla confusione tra i sistemi di misurazione francese e inglese del periodo, che assegnavano al pollice una lunghezza diversa. È comunque troppo tardi per l’imperatore francese. La tradizione gli ha da tempo assegnato il ruolo del piccoletto stizzoso che ha conquistato buona parte dell’Europa per compensare la modesta statura fisica» [Hansen, ItaOg]. «Perché difendere Napoleone?
“Dobbiamo a lui quel che siamo oggi, il suo codice civile è alla base della vita quotidiana dei cittadini. In Europa c’è una specie di fascinazione per la figura storica, studiata con grande interesse dalla Russia a Napoli. In Francia, invece, c’è grande imbarazzo” […] Che cosa resta di quell’era? “Per via della Rivoluzione francese e delle riforme politiche, istituzionali e civili di Napoleone, la traccia è rimasta. Bonaparte s’impone nel momento in cui il sistema feudale europeo arriva alla sua conclusione e c’è bisogno della scossa conclusiva per sotterrarlo. Questo è il grande apporto di Napoleone: la fine del feudalesimo in Europa. Lo si sente nella conservazione, un po’ ovunque, del suo codice civile, magari alla tedesca o all’italiana, ma è il codice napoleonico. Napoleone è all’origine di una sorta di ‘modello francese’, che significa la fine del feudalesimo e anche una forma di rigore amministrativo che oggi appare scontato, ma che prima di lui non esisteva” […]. Napoleone ripristinò la schiavitù. “È vero, dopo l’abolizione rivoluzionaria, ristabilì la legislazione dell’Ancien Régime e quindi il “codice nero”, e lasciò massacrare gli insorti in Guadalupa e Santo Domingo. Ma trovo sbagliato giudicare una grande figura storica di 200 anni fa alla luce dei valori contemporanei e soprattutto ridurla a questo […]”
E poi c’è la questione della condizione della donna. “Ma anche questa è un’assurdità, non si possono imputare a Napoleone costumi propri della sua epoca. La coscienza femminista esiste oggi, non c’era oltre due secoli fa. Si dibatteva di dare più libertà alla donna, ma era impensabile la parità come la concepiamo oggi”» [Thierry Lentz, direttore della Fondation Napoléon, autore di 46 libri sull’imperatore, a Stefano Montefiori, La Lettura].

La sezione C’era una volta è curata da Jessica D’Ercole.