giovedì 25 febbraio 2010

36 - Il professionista dell'antimafia oggi turista della politica

) Non conosco personalmente il senatore Diana, perché io i comunisti non li ho mai cagati. Specialmente quelli che predicano bene e razzolano male.

Voglio solo ricordare a quel cretino di giornalista e a quel cafone di senatore che, per l’art.416 bis sono stato assolto “prima che uscisse l’intervista”, già in sede di Tribunale della Libertà, dopo appena 10 giorni dall’arresto. La mia difesa? L’ho ripetuto più volte. E’ risultato che avevo scritto centinaia di articoli contro i clan, quelli di Casale, la zona a cui appartiene Diana.

Sapete come si dice - nella zona di Casale - quando uno vuole additare un personaggio che è gravato di molti reati e che si atteggia a camorrista? “Ma a questo signore, Sandokan ci deve portare la nafta”. Ebbene, pare sia proprio il caso del senatore Diana ( a voler credere alla interrogazione del senatore Emiddio Novi ) esponente nazionale dei “signori dell’antimafia”, come li definì Sciascia in uno storico articolo.

Il 10 maggio 2007, il senatore Emiddio Novi, infatti, in una interrogazione diretta ai ministri della Giustizia e dell’Interno, ha disegnato un quadro nefasto dell’albero genealogico della famiglia Diana che appare, quantomeno emblematico, e non si capisce come mai a Roma, non si rendano conto con chi hanno effettivamente a che fare. Non sarebbe la prima volta - dice Emiddio Novi - che il responsabile nazionale antimafia diessino è oggetto di critiche per i suoi strani rapporti con alcuni ambienti vicini alla malavita. Il fratello della madre dell’esponente diessino, Giacomo Diana, sarebbe, a quanto consta, accusato per l’omicidio dell’ex assessore di Mondragone Antonio Nugnes e, per altri motivi, sarebbe agli arresti per 416 bis. Il fratello del padre, inoltre, sarebbe coinvolto nel procedimento penale relativo alle tangenti sui carri funebri per conto del clan dei casalesi. Il cugino della moglie, Massimiliano Caterino, detto “o’ mastrone”, detenuto per 416 bis, sarebbe ritenuto il braccio destro del boss latitante Michele Zagaria. Lorenzo Diana - chiarisce ancora nella sua interrogazione il senatore Novi - negli anni 80, sarebbe stato assessore di una giunta di cui era sindaco Ernesto Bardellino, fratello del boss Antonio Bardellino, e sempre della stessa giunta faceva parte un tale Franco Diana, ucciso successivamente nel carcere di S. Maria C.V. a seguito della guerra tra cutoliani e bardelliniani.

Nel 2003 l’esponente diessino Lorenzo Diana era consigliere di maggioranza del comune di S. Cipriano d’Aversa e a quanto si è saputo sbagliò ad acquisire un terreno confiscato ad un certo Gaetano Iorio, acquisendone un altro dove non insisteva, al contrario del primo, nessun immobile. Si sarebbe poi scoperto che Lorenzo Diana - rappresentante nazionale dell’antimafia dei Ds - aveva fatto il testimone di nozze ad un figlio di tale Gaetano Iorio. Questo il quadro desolante tracciato da Novi.

Una piccolissima precisazione. Io per la verità, avevo già abbozzato il capitolo nel quale definivo “incolto” il Diana, prima che uscisse l’articolo del collega Agrippa sul Corriere del Mezzogiorno. Avevo giudicato a “pelle” ed avevo indovinato! Diana è un ignorante. Infatti, alla precisa domanda del giornalista Angelo Agrippa: ”Chi è il premier francese?” Il Diana ha risposto Chirac. Invece nel 2004 il premier era Jean Pierre Raffarin. Alla domanda: ”Chi è stato il primo presidente della Repubblica italiana?” Ha risposto: “Einaudi o Gronchi”. Invece, come tutti sanno, compreso mio nipote Vincenzo Carbone, detto l’avvocato, che ha appena 6 anni, che il primo presidente della Repubblica è stato il grande avvocato napoletano Enrico De Nicola.

Ma Diana è in buona compagnia... e come hanno ampiamente dimostrato i giornalisti della trasmissione “Le Jene”, al Parlamento ed al Senato vi sono altri ignoranti, come quel tal “professore” di Caserta, assai poco onorevole di Pietro Squeglia.

( 36 – In galera,in galera – Continua )

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