giovedì 25 febbraio 2010

44 - Processo giusto e breve? No grazie!

(44) Il processo penale moderno, ch’è il più sicuro traguardo per osservare la civiltà, denuncia oggi la sua manifesta decadenza.

Ma la vecchia Europa, in luogo di preoccuparsene, manda i suoi giuristi a frequentare i corsi dell’ O.N.U., dove s’insegna con la maggior serietà di questo mondo che, in un prossimo avvenire, ciascuno di noi avrà, come il suo certificato di nascita così il suo certificato “medico-psicologico”, secondo il quale sarà collocato in una delle tante caselle di un museo di storia naturale”.
“Fra i molti miracoli, la civiltà nordamericana sta compiendo anche quello di risolvere il problema posto dall’oracolo di Delfo: per conoscere se stesso l’uomo non avrà che da consultare il magico certificato. E non è escluso che uno di questi giorni dobbiamo ascoltare l’annuncio di un prodigioso “big brain” con il quale sia possibile sostituire i Tribunali, le Corti e perfino le Sezioni Unite”.
E’ dal 2005, che Berlusconi sta tentando di mettere ordine alla carriera “scivolosa” dei magistrati ma per questo lo accusano, lo processano e spesso cercano di abbatterlo in ogni modo. Qualcuno ha tentato anche di ucciderlo lanciandogli contro un “tre piedi”. Lo hanno accusato, tra l’altro, di aver fatto leggi “ad personam”. Ma vorrei chiedere a questi detrattori paraculi della sinistra italiana: “Ma perchè della legge Cirielli, della Pecorella, dell’indulto e di quanto altro ne hanno giovato solo Previti e Berlusconi? Quanti truffatori vicini ai partiti della sinistra sono usciti dal carcere grazie a queste leggi? Oggi Clemente Mastella sta cercando di tappare i buchi della proposta riforma. Ma, riformando la riforma, che riforma sarà?

E ritorniano al libro di Galdo con una mia considerazione. La convocazione dell’on. Piccoli, ( per costringere Gargani a fare le leggi a favore dei magistrati ), suona come una vera e propria estorsione. Che ne pensate? Già, diceva mio padre – dipende dai punti di vista – “e’ perete rà zi Cuncetta songhe cunfiette argiente”. Una cosa che per me è reato, per un magistrato, può diventare un atto “dovuto” e viceversa.

“La pratica dell’uditore - continua Galdo – come quella del dirigente di Cassazione, si istruisce in commissione e si approva durante la seduta del plenum – del Consiglio Superiore della Magistratura. Ogni scatto è accompagnato dai complimenti della casa. Il magistrato dovrebbe essere un eccelso giurista. Dovrebbe avere una personalità squisitamente signorile. Si vorrebbe che fosse anche un forbito oratore, e mostrasse le doti di un finissimo scrittore”.

Posseggono queste doti i magistrati italiani? In Cina, come si è appreso, i magistrati sono stati sostituiti dai computers. In America, lo ha rivelato il “Times”, moltissimi giudici non hanno la laurea e vengono addirittura reclutati per vestire la toga “part-time”, tra gli idraulici, imbianchini, e autisti raccomandati dagli stessi giudici, che non possono occupare più di una poltrona. Alcuni di loro - ha rivelato il “Times” - non hanno alcuna cognizione giuridica ed i loro studi sono paragonabili ad una Licenza Media italiana. Meglio i nostri allora? Io penso proprio di si.
Anzi, diciamo la verità, qualcuno in Italia è veramente bravo e forse ha anche doti migliori, per esempio di artista, come Alfonso Malinconico. Poeta, pittore, scrittore, giurista, traduttore di poemi spagnoli e anche giudice di Cassazione. Màlino, questo il suo pseudonimo in pittura, è conosciuto a Caserta, oltre che per la sua arte, anche per essere stato l’estensore della sentenza di condanna ai rivoltosi del calcio di Caserta, che misero a soqquadro la città, in seguito alla retrocessione della locale squadra in serie C, per un illecito che coinvolse un giocatore.


Ma ritorniamo alla nostra provincia, dove, dicevo, si dà corpo al sospetto: sospetta è anche l’aria che respiriamo. Nulla come il sospetto, quale criterio fondante l’azione giudiziaria, espone tutti al rischio della persecuzione. E se non basta il sospetto si ricorre agli anonimi, ( spesso scritti dagli stessi inquirenti: polizia, carabinieri, finanzieri e magistrati ), o al pentito pilotato e pagato a gettoni, per infangare questo o quel personaggio – meglio se giornalista - e specialmente se ha scritto articoli contro qualche procuratore della repubblica.
44 –In galera in galera – continua

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