mercoledì 10 febbraio 2010

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UN CARCERE ABITATO DA TOPI
L’ARCHITETTO CHE LO PROGETTO’
SI SUICIDO’ POCHI MESI DOPO


Poggioreale è un vecchio malato terminale. Non può migliorare. Venne ultimato nel 1912, l’architetto che lo progettò si suicidò pochi mesi dopo. Nel piano originario, aveva previsto celle per un massimo di sette persone. Da allora non è stato aggiunto niente. Alla fine degli anni Settanta venne rubato un po’ di spazio ad un padiglione per costruire, nei sotterranei, l’aula bunker (la cosiddetta aula Ticino ) per i maxi-processi. Una colonia di topi la prese a male e ancora oggi dà testimonianza di sé nei cortili per le ore di aria. Nel 1984 la Commissione Antimafia chiese al governo un piano straordinario per risolvere la situazione di degrado. Non ottenne nulla e nel 1986 tornò alla carica: “Quel carcere è inabitabile e va chiuso”.

Poggioreale ( o come meglio mi piace chiamarlo: il poggio del Reame ) è pieno di poveri Cristi e di Madonne Statue. Crocifissi… ( come recita la poesia di Di Giacomo “Carcere e infamità”… “Na lanterna a scisto… Sagliette cielo, mmiez’ ò cammarone: lucette nfaccia ò muro Giesucristo ncroce, pittato pe devuzione”… ).

Poggioreale è a forma di croce, quattro bracci. Fuori, quasi sempre, sotto l’acqua, donne e bambini in una lunghissima fila. Parenti dei detentuti per i colloqui. I primi arrivano alle due di notte, sei ore prima che il portone sio schiuda. Un portone che è facile ad aprirsi per farti entrare… ma che a volte ci mette anni, per aprirsi per farti… uscire. Sono 1800 al giorno. Oggi – gennaio 2010 – Poggiorelae ospita 2700 detenuti con una capienza massima di 1400 posti. Nel 2009 sono stati 120 gli “eventi critici”, 65 suicidi, 400 i tentati suicidi ( salvati sempre dai compagni di celle ) 12 gli evasi e 180 glòi agenti feriti in varie circostanze.

Altri numeri agghiaccianti forniti dal quotidiano online “Ristretti Orizzonti” riportano episodi che la burocrazia ufficiale – compreso il DAP – non vogliono far circolare. I casi “sospetti” ( S. Antonio o altre aggressioni ) negli ultimi 7 anni sono stati 30 ( per morte innaturale?!). I casi accertati di suicidi, dal 1990 ad oggi sono stati 1018. Unidici sono i casi - secondo Antigone – in cui i detenuti sono deceduti e che preeentano sul corpo segni di percosse e di lesioni. Uno su tre i casi di suicidio. Sono 150 – in media – i detenuti morti ogni anno. Quattro sono i suicidi nei primi giorni del 2010. Nessuno si stupisce di questa strage. Anzi. A molti ho sentito spesso dire ( all’interno e all’esterno del carcere ) …che crepassero tutti quanti… sono delinquenti… il rifiuto della società…”.

Le carceri sono sovraffollate, con organici carenti a gestire e strutture sanitarie inadeguate – specie dopo il passaggio della competenza - dal Ministero della Giustizia, al Servizio Sanitario Nazionale. Mancano psicologi ed educatori. Ma anche i medicinali. Detenuti ammassati come bestie – denuncia il Presidente di “Nessuno Tocchi Caino” 22 ore su 24, a girare i pollici. Lontani dalle famiglie nonostante la promessa di “regionalizzazione”. Tossicomani con crisi di astinenza abbandonati a se stessi. La percentuale dei suucidi è 20 volte superiore a quella che accade tra le persone libere. Siamo al vertice dei suicidi anche nei confronti di Paesi meno evoluti di noi. In Romania, per esempio, ci sono 5 suicidi all’anno su 40 mila detenuti. In Polonia, addirittura, meno della metà che da noi con una popolazione carceraria quasi del doppio.

I dati oggiornati al 4 gennaio 2010 parlano di 64.406 detenuti. Più della metà in attesa di giudizio. Il 37% sono stranieri. Sono tutti stipati nei 274 penitenziari costruiti per 44 mila posti. Ci sono 40 penitenziari già pronti e mai utilizzati per carenza di personale. La Regione con maggior numero di detenuti è la Lombardia ( 8.813), poi la Sicilia ( 7.615), popi la Campania ( 7.585), seguata dal Lazio ( 5.831).- Sono 6 i Paesi stranieri dai quali proviene la maggior parte di detenuti stranieri: Marocco ( oltre 5 mila), Tunisia e Romania ( oltre 6 mila ), Albania ( 2.800 ), Negeria ( oltre 1200 ), Algeria ( oltre mille3 ). Il 3% dei detenuti è tossicodipendente, il 10% ha una malattia mentale, il 5% è sieropositivo Hiv, il 60% ha una qualche forma di epatite. In Campania vi sono ad oggi 7.414 detenuti così distinti: Ariano Irpino, 159 – Arienzo, 97 – Averllino ( Bellizzi), 453 – Aversa ( F. Saporito ), 353 – Benevento, 392 – Carinola, 353 – Poggioreale 2690 – Secondigliano, 1240 – Pozzuoli, 162 – Salerno, 477 – Santa Maria Capua Vetere ( S. Tammaro ) 932 ma ne potrebbe contenere massimo 850. Nove in una stanza.






(In galera,in galera – 7° puntata – continua )

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