venerdì 26 febbraio 2010

Alla ribalta l'osservatorio giuridico sammaritano

GIUSTIZIA, EMRGENZA E SICUREZZA: CONVEGNO OSSERVATORIO GIURIDICO

SANTA MARIA CAPUA VETERE (di Ferdinando Terlizzi) - Si è tenuto l’altro giorno, presso le aule del Consiglio dell’Ordine di S. Maria C.V., un interessante convegno, organizzato dall’Osservatorio Giuridico Italiano, sui D.D.L n: 90 e 91, in approvazione in questi giorni da parte del parlamento. Giuristi, operatori del diritto, magistrati, docenti universitari e avvocati si sono confrontati su questi argomenti di scottante attualità, quali sono appunto la sicurezza del cittadino e l’emergenza legislativa. Le approfondite riflessioni sono state seguite da moltissimi praticante perché il convegno prevedeva 3 crediti formativi. In apertura, il Dr. Nicola Graziano, magistrato presso il Tribunale di Vallo della Lucania, componente del Comitato Scientifico Strumentario Avvocati Diritto e Procedura Civile, che ha moderato, con molto garbo e anche replicando puntigliosamente ad ogni intervento, ha segnalato l’assenza del Presidente dell’Ordine degli Avvocati Elio Sticco e del Presidente del Tribunale Dr. Andrea Della Selva, deputati nella locandina a porgere i saluti di rito, perché costretti a raggiungere il magistrato Lucio Di Nosse, presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di S. Maria C.V., per il grave lutto che lo ha colpito con la perdita della adorata madre. Il primo a prendere la parola - nella sala gremita – è stato l’avvocato Giulio Amandola, presidente della sezione sammaritana dell’Ossservatorio Giuridico Italiano, che ha porto il saluto ai convegnisti e che ha tra l’altro detto:” Il pacchetto “sicurezza” varato dal Governo, mette in atto riforme al codice penale e di procedura, inasprendo le pene e dando facoltà ai sindaci viene a modificare il codice e instaura una serie di dubbi sulla sua attuazione”. E’ stata poi la volta dell’avvocato Costantino Grasso, responsabile della sezione napoletana, dell’Osservatorio Giuridico Italiano. Con la proiezione di una serie di diapositive, l’oratore, con una appropriata dialettica e una carica emotiva ha pronunciato una vera e propria “requisitoria” contro il cosiddetto “pacchetto” sicurezza” mettendo in luce varie contraddizioni. Ha tra l’altro detto che “Quelle del Governo sono modifiche gravi che sono state attuate sull’onda emozionale ma che poi restano nell’applicazione della legge”. E poi passato ad illustrare la differenza delle pene edittali che sono state inasprite, dichiarando che a suo giudizio alcune norme sono in contrasto con la normativa comunitaria. Secondo l’avvocato Grasso è esagerata la sanzione dell’aggravante, per chi trasgredisce all’ordine di espulsione e questa norma sarebbe addirittura in contrasto con quanto sancito nella carta per i diritti dell’uomo. Gli avvocati, insomma non sono d’accordo per le pene pesanti. Grasso ha anche molto criticato la norma che prevede 6 anni di carcere a chi altera il proprio viso ( plastica facciale ) e si è addirittura appreso che molti extracomunitari, si sottopongono a trattamenti con acidi per modificare le loro impronte digitali. L’avvocato Costantino Grasso si è molto soffermato sull’aspetto delle aggravanti ed ha criticato in particolare quelle sulla guida in stato di ebrezza o di chi ha assunto droga, ( da 3 a 10 anni ), quelle sulla incensuratezza ( non saranno concesse le attenuanti generiche e sarà invece applicata l’aggravante della clandestinità), quelle sulla uccisione di un pubblico ufficiale che comporteranno l’ergastolo, quelle sull’applicazione del 416 bis anche alle organizzazioni ( non solo mafiose ) straniere. “Questa - ha concluso l’avvocato Grasso – è la legislatura dell’emergenza, con nuove fattispecie delittuose, legate all’umore popolare che sembra – non una modifica per la sicurezza – ma un diritto contro lo straniero”. E’ stata poi la volta del Sostituto Procuratore dr. Donato Ceglie, (magistrato con vecchia militanza nella lotta all’inquinamento e alla distruzione del territorio. Famose le sue inchieste sul villaggio Coppola, il fiume Volturno, la scoperta di centinaia di discariche e di siti tossici, ed era proprio da pochi minuti reduce di una conferenza stampa, per l’arresto degli ennesimi avvelenatori del nostro territorio) al quale è stato affidato il gravoso compito di discutere sulla istituzione del cosiddetto “ Il Tribunale della monnezza”. Il dr. Ceglie è stato molto duro ed ha sfoderato la sua forbita dialettica, la sua esperienza e la sua competenza in una settore, che lo ha visto dalla prima ora, uno dei protagonisti della lotta all’inquinamento. L’oratore ha prospettato, tra l’altro, la istituzione di “un protocollo condiviso”, un tavolo di confronto – perché il sapere giuridico – ha detto Ceglie – porta ad un confronto tra operatori del diritto in un clima di collaborazione per essere più efficienti; protocolli che stanno dando i loro frutti in altre parti d’Italia”. Ceglie ha dunque auspicato una “giustizia celere e giusta”. E’ passato poi ad esaminare la cosiddetta circolare Maddalena ( una vecchia circolare che suggerisce ai Presidenti dei Tribunali di dare una precedenza allo svolgimento dei processi di allarme sociale), proponendo un tavolo di incontri a corsie preferenziali per i processi sugli infortuni sul lavoro. “Più efficienza” - ha auspicato l’illustre oratore – con i cosiddetti “protocolli condivisi” che stanno giovando in alcuni tribunali d’Italia. Meno protagonismo e meno antagonismo tra avvocati e magistrati”. Come pure bisogna disciplinare – ha proseguito Ceglie – l’uso e le citazioni dei testi- specialmente per i rappresentati delle forze dell’ordine - precisando gli orari delle udienze, onde evitare di far vagare per l’Italia con spese esorbitanti della giustizia migliaia di funzionari distraendoli quasi sempre da servizi istituzionali più urgenti”. Il dr. Ceglie ha auspicato una giustizia più umana, più civile, più normale… in un paese normale. E’ passato poi a trattare le problematiche del cosiddetto “Tribunale Regionale dei Rifiuti”. “A giudicare, però, dagli atteggiamenti nel campo della gestione dei rifiuti, con il traffico illegale di quelli tossici, al relativo disastro ambientale, provocato in Campania - ha precisato Ceglie - mi viene da pensare, che il nostro non è un Paese normale. E’ una guerra, dove gli atteggiamenti schizofrenici del legislatore imbarstadiscono l’opinione pubblica – mentre da un lato assistiamo all’inasprimento delle pene per alcuni reati e dove manca solo la pena di morte – dall’altro la drastica diminuzione delle intercettazioni telefoniche. E’ un clima schizofrenico! Se si pensi solo al fatto proprio che le intercettazioni hanno fatto scoprire molti traffici illeciti dei rifiuti, centinaia di discariche abusive, migliaia di fusti tossici, come quello di aggi. Erano stati arrestati proprio su richiesta del piemme, in quello stesso giorno, vari personaggi, che falsificavano certificazioni per smaltire fanghi tossici. Ceglie è infatti noto per essere una paladino della lotta alle ecomafie. Il sostituto Procuratore dr. Donato Ceglie è passato poi ad esaminare le contraddizioni che sono state evidenziate con la istituzione del tribunale della mondezza. “Vi sono logiche che vanno oltre lo strumento generale e che hanno creato un diritto regionale violando il quadro istituzionale e la stranezza – ha detto – sta nel fatto che quello che è tossico altrove in Campania diventa un rifiuto da poter regolarmente depositare in una discarica normale. E’ un aspetto offensivo, è una lesione al principio costituzionale ( art. 32 sulla salute ) specialmente in un territorio come il nostro già abbondantemente martoriato, vilipeso e violentato per i traffici illeciti”. Ceglie ha poi criticato il fatto che si è istituito un “tribunale a tempo” nel senso che avrà la durata di un anno e ha poi puntualizzato il fatto che molti casi di traffici e smaltimenti ipotizzati dalla Procura sammaritana e rimessi – come per legge – al Tribunale Regionale dei Rifiuti – sono stati rimandati indietro ritenendo la competenza del Tribunale di S. Maria C.V. Si è poi complimentato con il NOE dei carabinieri di Caserta e ha detto che questo nucleo si è specializzato nella ricerca dei traffici velenosi tanto da esserci invidiato da tutte le Procure d’Italia. A questo punto vi è da registrare l’intervento del coordinatore dr. Graziano il quale – così come ha fatto con gli altri interventi - ha spesso rettificato il tiro su alcune affermazioni dissociandosi - ed in particolare - per quanto attiene all’inasprimento delle pene per le cosidette barricate – ha precisato che “ Comunque qualcosa andava fatto”. Ha preso la parola – con notevole ritardo sulla tabella di marcia con un uditorio stanco e accaldato data l’ora – l’avvocato Patrizia Cianni, componente del Comitato Scientifico Strumentario Avvocati rivista di Diritto e Procedura Civile la quale nonostante l’ora è riuscita con la sua verve e con le sue argomentazioni a interessare gli operatori del diritti presenti in aula. L’avv. Cianni ha trattato, con dovizia di particolari, la “Tutela giurisdizionale” ed in particolare la legittimità costituzionale dell’attribuzione di tutte le controversie in materia di gestione dei rifiuti presso il Tar del Lazio. “Tutto ciò – ha detto l’avvocatessa Cianni – andrebbe ad alterare l’amministrazione della giustizia amministrativa specialmente per quanto attiene il diritto alla salute del cittadino che andrebbe invece coordinato in modo diverso. Con il decreto 90 ( in corso di definitiva approvazione ) e con la scusa dell’emergenza dei rifiuti, si sono introdotti strumenti che non sono accettabili ( come l’esclusiva del Tar ) e la cosa più grave appare il fatto che coloro i quali hanno gestito l’emergenza vogliano anche gestire la cura”. Patrizia Cianni è poi passata a leggere una ordinanza del Tar del Lazio che riguarda appunto il caso emblematico della discarica di Serre ed ha criticato i due decreti legge dichiarando che: “ Oggi si lavora ad uno Stato di antidiritto e che ciò rappresenta una sospensione della garanzia costituzionale cosa che è trasversalmente voluta da tutti”. Su specifica domanda, poi, di un partecipante rivolta a Ceglie, vi è stata una breve replica dello stesso il quale ha detto che: “la schedatura del Rom è una norma fascita! Gli stati Europei debbono sapere che in Italia si stanno riesumando norme fasciste”. Ha preso poi la parola l’avvocato Mario Covelli, coordinatore dell’Ufficio del Giudice di Pace di Marano, il quale si è soffermato – nel corso della sua interessantissima “arringa” sull’aspetto e sulle responsabilità dei media dichiarando testualmente che: “ La colpa è dei giornali se oggi si può parlare di emergenze e di norme emergenziali. La spinta mediatica ha fatto partorire provvedimenti in contrasto con la costituzione. C’è un divario tra la costituzione scritta e che quella che si applica e per ciò siamo tutti correi della costituzione dell’emergenza. Oggi non si pensa altro che al carcere mentre si dovrebbero studiare – almeno per certi tipi di reati – le alternative al carcere. E’ stato vietato perfino il patteggiamento in appello i diritti della difesa sono mortificati specialmente per quanto attiene ai processi per direttissima. Con i decreti legge 90 e 92 è stata modificata mezza parte del codice di procedura penale. Hanno istituito nei tribunali l’ufficio del processo, la notifica elettronica con certificato Internet, le informazioni per il decreto di irreperibilità le fornirà l’ufficiale giudiziario, modificata la recidiva della legge Cerielli, modificata la prescrizione ( 4 anni contravvenzioni, 6 anni delitti, 30 anni altri ), abbreviato anche in Corte di Assise, aumentati i giorni di proroga per le indagini, la cosiddetta udienza di programmazione ( cioè si deve sapere in quante udienze si potrebbe definire il processo ). E’ un pacchetto – ha detto l’avvocato Covelli – di schizofrenia e repressione antigarantista. Si è detto poi contrario alla soppressione dei Pretori ed ha espresso le proprie preoccupazioni per la abrogazione della Legge Gozzini ( così come ha ipotizzato l’ avv. Alfonso Quarto, in un suo interessante articolo apparso nei giorni scorsi su “Il Denaro” – N.d.R). Ha preso poi la parola l’avvocato Antonio Mirra, del Foro di S. Maria C.V. il quale si è soffermato sulle modifiche legislative al codice della strada ( artt. 589 – 590 c.p.). “Le norme ha detto l’avvocato Mirra facevano già parte di un disegno di legge del precedente governo. Sono effetti rimpastati – ha continuato i noto penalista – e l’attuazione non è altro che una decisone forte di questo governo. Le novità più evidenti sono il rifiuto di sottoporsi all’ alcoltest, la competenza del tribunale ( anziché del giudice di Pace ) se l’automobilista è drogato o ubriaco”. A questo punto è intervenuto, ancora una volta, il moderatore Nicola Graziano, il quale ha aggiunto che: “Una lettura tecnica e un giudizio sereno sarà opportuno esprimerlo dopo l’approvazione definitiva e tuttavia sarà molto utile agli operatori del diritto”. Nella seconda sessione del convegno ha preso la parola il dr. Luigi Levita, magistrato, direttore scientifico Strumentario Avvocati rivista di diritto e procedura penale, che ha parlato sulle modifiche legislative in tema di immigrazione ed espulsione. In apertura il dottor Levita ha dato una sua interpretazione sul decreto 90 e 92 concludendo che in effetti non vi è il blocco dei concorsi in magistratura ( bloccati con un decreto e liberati con un altro ). Dopo aver illustrato le varie fasi delle modifiche apportate ha ppoi intrattenuto l’oratorio stigmatizzando le modifiche ai due decreti affermando che è fallita l’esperienza delle commissioni le quali lavorano per anni alle modifiche del codice e poi il governo non ne tiene affatto conto. Il giudice Levita ha poi detto è manifestamente incostituzionale l’ipotesi della aggravante per il clandestino che trovandosi in Italia non ha i regolari documenti. Si andrebbe verso una aggravante dell’aggravante. Tutto questo guazzabuglio è stato definito dall’oratore una sorta di rito Vesuviano. Poi, avviandosi alla conclusione, ha detto: “Con la speranza che la pratica del sospetto non prenda piede e che i giuristi lavorino per migliorare i predetti decreti”. Il penultimo oratore è il stato l’avvocato Alfonso Quarto, consigliere dell’Ordine degli avvocati di S. Maria C.V., Presidente dell’ Associazione Italiana Giovani avvocati e assistente di procedura penale all’ Università samaritana il quale ha trattato gli aspetti degli interventi in materia di misure di prevenzione e criminalità organizzata. Il prof. Quarto ha detto di aver sollevato egli stessi innanzi al Tribunale una questione di illegittimità costituzionale sull’abolizione del patteggiamento in appello. Ha poi criticato l’uso del decreto legge invece delle vie ordinarie. “Anche i procuratori antimafia potranno chiedere la misura di prevenzione e la conseguente confisca dei beni in disponibilità dei presunti mafiosi. Come pure l’attacco ai patrimoni mafiosi sono – secondo l’avvocato Quarto – lo strumento più importante contro le consorterie camorristiche e mafiose anche se queste sono delle scorciatoie per le Procure. Il guaio, però, ha detto Quarto, che spesso si confiscano beni anche a persone che poi in definitiva non risultano appartenenti ad organizzazioni camorristiche. Oggi ci troviamo di fronte alla cultura del sospetto e il sospetto non assurge a prova. Tutto ciò - ha concluso Quarto - si ritorce contro il cittadino onesto e le esigenza della tutela della collettività vengono a mancare”. Infine ha auspicato un razionale utilizzo dei patrimoni confiscati e una più ampia tutela per le persone che si sono travate coinvolte in queste vicende”. Il moderato ha citato in proposito il fatto che l’Agenzia delle Entrate di Caserta non fornisce neppure l’elenco dei beni confiscati. In chiusura si è detto soddisfatto del convegno definendolo “un incontro tra la tacnica e la pratica”. Ha concluso l’avv. Tiziana Barrella, responsabile scientifico dell’O.G.I. di S. Maria C.V. affermando tra l’altro che più carcere, più ergastolo, più pena, non significa più sicurezza, citando esempi nei paesi ad alto indice criminale, dove pure è in vigore la pena di morte. Ha auspicato più dialogo all’interno delle famiglie, della società civile, con nuove e innovative proposte. Del comitato organizzatore facevano parte Giulio Amandola, Tiziana Barrella, Antonio Battaglioni, Patrizia Cianni, Massimo Cammina, Ciro Torella, Gianluca Tretola e Annamaria Vozza. Perfetta, come sempre l’egida occulta di Elio Sticco. (17 luglio 2008)

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