venerdì 26 febbraio 2010

Le interviste impossibili... di Giovanna Canzano

Ferdinando Terlizzi parla di sè e del suo nuovo libro
Pubblicato da admin in Interviste il 12 marzo 2009

terlizziDi Giovanna Canzano 11 marzo 2009 L’Editore “IL FILO” di Viterbo, ha pubblicato nel mese di Febbraio 2009, con la prefazione del criminologo Carmelo Lavorino, il libro: “Il delitto di un uomo normale” di Ferdinando Terlizzi che racconta la vicenda di un medico che uccise un giovane, amante della sua… amante.
ANZANO 1- Parlaci del tuo libro….
TERLIZZI - Si tratta di un reportage all’interno di una vicenda “boccaccesca”, degli anni Sessanta e dell’analisi accurata e dettagliata - con precisi riferimenti - al delitto di un medico di S. Maria C.V. in provincia di Caserta, (la città nella quale tu sei vissuta in giovane età o sbaglio?) e dei 4 processi che ne seguirono. Il singolare della vicenda è rappresentato dal fatto che i difensori volevano farlo passare per pazzo per evitargli l’ergastolo. Mentre lui e la madre “avversavano” questa tesi. I periti di ufficio lo ritennero sano di mente. Quelli di parte uno “schizofrenico incapsulato”. Il pubblico ministero della Corte di Assise di S. Maria C.V. chiese l’ergastolo ma lui venne condannato a 24 anni.
CANZANO 2- Raccontaci brevemente la vicenda.
TERLIZZI - Ecco, il medico sammaritano Aurelio Tafuri, nel 1958, conosce Anna Maria Novi, 20 anni, bella, ma “piena di passato”. Nanà (come era chiamata nel giro la Novi), infatti, aveva fatto l’entraîneuse al “Trocadero”, un locale notturno di Napoli, molto in voga allora, che si trovava sulla via Caracciolo, con vista mozzafiato sul golfo di Napoli, all’altezza dove oggi esiste il ristorante “Rosso Pomodoro”. Nel 1959 la ballerina s’innamora di uno studente che faceva l’indossatore per l’Alta moda, Gianni de Luca. Questi la mette incinta e decide di sposarla, nonostante l’avversione feroce della famiglia. Tafuri, intanto, invaghito della Novi, continuava a sborsare fior di milioni, mantenendo un ibrido “menage a trois” (quando non diventava un “quartetto”, per l’inserimento del primo amante della Novi, un ingegnere, o addirittura un “quintetto”, allorquando si inseriva un gay). Nella comitiva non mancava, infatti, Carlo D’Agostino, un sarto omosessuale che vendeva costosi abiti alla ballerina (pagati dai suoi amanti occasionali), e organizzava spogliarelli privati e “poker strip”, per i più intimi frequentatori della villa di Castelvolturno, di proprietà del farmacista Giovanni Tafuri, cugino del dermatologo Casertano. Il 9 Marzo del 1960, Tafuri, stanco ormai delle “vessazioni” a cui il giovane sottopone la sua “amata”, decide di ucciderlo. Dopo averlo attratto in un tranello, con la scusa di avergli procurato un posto di lavoro in una clinica, lo colpisce con una sbarra alla testa. Poi gli conficca un punteruolo nel cuore, gli lega due mattoni ai piedi e lo getta nelle limacciose acque del fiume Volturno, dal Ponte della Scafa di Caiazzo. Nel carcere scrive il racconto della sua vita. Gli avvocati che si susseguirono nei quattro gradi di giudizio, in un processo lungo e clamoroso, non riuscirono a farlo passare per pazzo.

CANZANO 3- Chi erano gli avvocati impegnati nel processo?

TERLIZZI - I più i grandi dell’epoca. Per la famiglia di Aurelio Tafuri si alternarono alla difesa gli avvocati: Alfonso Martucci, Ciro Maffuccini, Giuseppe Marrocco, Giuseppe Garofalo e prof. Enrico Altavilla. In appello vi si aggiunse il futuro presidente della Repubblica Giovanni Leone. Per la famiglia della vittima gli avvocati: Michele Verzillo, Luigi Bagnulo, On. Luigi Renato Sansone, On. Guido Cortese, On. Prof. Alfredo De Marsico.

CANZANO 4- Ma il libro parla solo di Tafuri?

TERLIZZI - No! Accenna alle mie vicende personali (mi ripropongo, così come ho preannunciato, di pubblicare un prossimo libro dedicato alla mia carriera di… kriminale), ma parla anche di altri delitti. Il delitto di Rita Squeglia, (la mestrina di Recale, che strangolò a Positano il suo amante, Nicola Acconcia, a cui è stato dedicato un film “Senza movente”); dello stilista Gucci, di Giovanni Fenaroli, della Circe di Mondragone - Petronilla d’Agostin0, condannata a 30 anni di reclusione - per aver istigato, con prestazioni sessuali, il genero ad uccidere il marito. Della vicenda si è anche occupata la Rai nella trasmissione “Un giorno in Pretura”, diretta da Roberta Petrelluzzi. Del primo delitto di mafia, quello dell’onorevole Notarbartolo. Della celebrazione a Santamaria “per legittima suspicione” del processo contro i mafiosi di Sciara (Sicilia) che uccisero il sindacalista Salvatore Carnevale. Un processo clamoroso nel quale furono impegnati due futuri presidenti della Repubblica: Giovanni Leone e Sandro Pertini. La vicenda giudiziaria dell’ex sindaco DC di Sessa Aurunca, che tentò di far uccidere un suo avversario politico. Della strage dell’Ipoteca di S. Maria C.V., dove un secondino, Cavasso uccise sette persone per il mancato rilascio di un certificato catastale che gli negava una eredità. Fu riconosciuto totale e parziale infermo di mente e condannato a 15 anni di reclusione. Tra qualche giorno lo vedremo seduto al bar a leggere il giornale.

CANZANO 5- E di fatti locali?

TERLIZZI - Moltissimi. Accenno all’assassinio del dr. Carlo Gallozzi (vittima della mente malata del suo fattore per una squallida vicenda tra lesbiche). Del viagra “fai da te” di Roberto Tafuri, farmacista di Santamaria, figlio del cugino del protagonista del mio libro, processato per Viagra “pezzottato” e assolto. Di tante altre vicenda come quella dello scandalo per la speculazione edilizia di Baia Domizia, della rivolta di Cellole, dell’assalto della Br alla Caserma Pica di Santamaria, dell’assassinio del giudice sammaritano Nicola Giacumbi, ucciso a Salerno dalle Brigate rosse. Riporto ampi stralci di altri libri che citano Tafuri: “Kriminal tango”. Ricostruisco, per i più giovani, la “case” chiuse della provincia di Caserta prima delle legge Merlin. Insomma, ritengo che il libro tratti uno spaccato di storia non solo sammaritana…

CANZANO 6- Raccontaci delle tue origini.

TERLIZZI - Nel 1937, un giovedì, sono venuto alle luce e messo su questo mondo di “monnezza”, (ma Antonio Bassolino il re della monnezza di Napoli non era ancora nat0) dall’amore tra mio padre Raffaele - di origine pugliese, - un anarchico individualista, operaio ebanista del Genio Militare e mia madre Maria Vastano - (una casalinga, figlia di un piccolo imprenditore edile). Ad aspettarmi nella modesta casa di Via Torre vi era mio fratello Salvatore, detto Toruccio, (passato “all’altra sponda” fin da giovanetto, avendo abbracciato la carriera di funzionario di polizia prima a Catania e poi a Bologna) e mia sorella Carmela, detta Melina, bizoga (una zita ntussecosa) e donna di chiesa. Avevo tre anni, quando iniziò la guerra. Ricordo quei giorni di paura e di stenti, di allarmi per i bombardamenti, per le fughe notturne nei ricoveri antiaerei. Per sintetizzare diciamo che, da quando sono nato, fino al 1945 (avevo otto anni) non c’era nulla da mangiare. Ho patito la fame. E oggi, che, quando apro il frigorifero - stracolmo - quasi i cibi cadono, ho una stretta al cuore ricordando quei giorni di digiuno forzato. Non ho foto della mia fanciullezza, ma mi vedevo allo specchio come i ragazzini del terzo mondo, con le costole da fuori.
Mia madre, quando mi portava nel grembo, aveva già 4 fratelli emigrati in America che la volevano con loro. Lei non se la sentì di affrontare il viaggio e rimase a Santamaria. Peccato! Forse negli USA (chissà?) sarei diventato qualcuno, un Piter Arnet, giornalista della Cnn, magari, o avrei avuto il premio giornalistico più ambito negli Usa, il Pulitzer. Qui invece, per aver scritto articoli contro un procuratore della Repubblica (che voleva farsi giustizia da solo, richiedendo indietro i soldi che aveva perso in un crack di investitori, lo stesso che ha fatto arrestare Lady Mastella) e contro capi clan della “camorra”, hanno tentato, prima di uccidermi e poi mi hanno fatto arrestare, accusandomi di concorso esterno in “camorra”. Processato, dopo 10 anni, sono stato assolto. Chi mi ripaga il perduto? Gli affetti, il lavoro, gli amici, (quelli che mi hanno voltato la faccia e quelli che mi sono stati vicini), l’onorabilità, il dubbio, il sospetto? Come ho detto in varie occasioni: “Con quello che ho passato, con quello che ho perso - mi si passi il termine - l’assoluzione…” Ma tutto sommato è andata bene. Perché, forse, in America, sarei andato alla sedia elettrica da… innocente!

CANZANO 7- Qual è stata la tua prima esperienza di lavoro?

TERLIZZI - Da giovane - nei periodi che non andavo a scuola - ho fatto il garzone di bottega, e l’addetto alla consegna delle bombole di gas per uso domestico. La marca era Domogas, presso la ditta di Antimo & Nicola Valentino alla Via Mazzocchi di Santamaria. Successivamente ho avuto significative esperienze come animatore, alternandomi nel ruolo di cantante e presentatore. Finita la scuola e dopo una breve esperienza come venditore, (prima di “carta paglia” per i macellai), per conto delle cartiere della famiglia Iannuccilli, poi quale agente di commercio, per la “Parmaset Powder”, una azienda americana che produceva polveri per arricciare i capelli delle donne - (allora i parrucchieri per signore erano rarissimi) ho iniziato a collaborare con gli ufficiali giudiziari del Tribunale di S. Maria C.V. in qualità di amanuense. Lavoro che mi è stato poi molto utile per affrontare il concorso nel Ministero di Grazia e Giustizia.

Negli anni ‘60 sono stato assunto all’AERIT, (dei fratelli Lamberti di Aversa) per conto di questa società, che gestiva le esattorie comunali, ho svolto l’attività di ufficiale esattoriale, nei comuni di Gragnano, Cicciano, Aversa e Sparanise, dopo aver superato l’esame di abilitazione alla professione, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di S. Maria C.V. (1960-1961).

Successivamente ho svolto, come detto, pratica in qualità di amanuense, presso gli ufficiali giudiziari del Tribunale di S. Maria C.V. (mio indimenticabile maestro è stato Andrea Mastroianni, padre di avvocati, ufficiali giudiziari; fratello di ufficiali giudiziari, cancellieri, magistrati).

Dal 1958 al 1964 ho ricoperto l’incarico di segretario regionale del sindacato Cisl degli addetti agli uffici Unici degli ufficiali giudiziari.

Nel 1964, quale vincitore di concorso, sono stato destinato dal Ministero della Giustizia presso l’ufficio Unico Notifiche Esecuzioni e Protesti della Corte di Appello di Napoli. Sono stato negli uffici di Castelcapuano per quasi vent’anni, nel corso dei quali, però, ho svolto intensa attività sindacale, occupando cariche di vertice:
capo ufficio stampa del Segretario Nazionale CISL - Feder-Giustizia; Vice direttore del periodico sindacale “IL PUNTO”; Distaccato presso la segreteria particolare del Sottosegretario all’Industria On. Paolo Barbi, dove ho curato l’ufficio stampa ed i rapporti con gli elettori del collegio Napoli-Caserta.

CANZANO 8- Dopo aver lasciato il posto statale che hai fatto?

TERLIZZI - Nel 1984, dimessomi dall’impiego statale, perché incompatibile, ho ricoperto importanti incarichi di vertice in aziende pubbliche e private ed ho fatto parte di consigli di amministrazione di organismi comunitari, sia in Italia che all’estero.

Fin dal 1968, però, - quattro anni dopo il mio primo impiego statale - e di pari passo con l’attività sindacale e politica presso la direzione nazionale della Democrazia Cristiana - ho iniziato una intensa attività giornalistica, specializzandomi nella cronaca giudiziaria. Ho seguito - per oltre un trentennio - i più significativi processi per conto di numerose testate giornalistiche, televisive e radiofoniche. Ho partecipato, come giornalista, si intende (sic!), alla rivolta del pallone scoppiata a Caserta in seguito alla retrocessione della Casertana in serie B (1969); a quella per l’autonomia di Cellole, che intendeva staccarsi da Sessa Aurunca, quando furono incendiati i pullman della ditta Petteruti e vennero condannati moltissimi cittadini, nonché a quella di Reggio Calabria: Boia chi molla!

CANZANO 9- Con quali testate giornalistiche hai lavorato?

TERLIZZI - Nel corso della mia attività pubblicistica ho scritto articoli per:

Motoclismo, Baseball, Caserta:Economia & Lavoro, Il Giornale del Mezzogiorno, La Realtà, Gazzetta di Caserta (sia quella diretta da Riccardo Scarpa che quella diretta da Pasquale Clemente), Sport7, Il Cittadino, Ultim’ora, I Popolari, Europa News, Napoli Notte, Il Roma, Roma Sera, Il Tempo, Il Messaggero, Paese Sera, Il Mattino, Il Diario, Il Giornale di Napoli, Il Denaro, CentoCittà, Il Corriere del Mezzogiorno, (il dorso campano del “Corriere della Sera”).

Con l’avvento della radio e tv libere ho fondato e diretto diverse emittenti:
Radio Capys, Tele-Radio Volturnia, Radio Galatea, Radio Mitreo, Telecaserta - Can 57, Teletifata, New Antenna Sud.

Ho poi diretto anche diverse agenzie stampa, delle quali la più importante è certamente “Mediapress”. Nel 1966 ho diretto l’Ufficio Stampa del Moto Club di Santa Maria Capua Vetere e sono stato “speaker” ufficiale di tutte le manifestazioni motoristiche.

Nel 1970 sono entrato prima al “Napoli Notte”, un quotidiano della sera del Gruppo Lauro e poi a “Il ROMA”, dove ho lavorato per la cronaca nera e giudiziaria della provincia di Caserta. Ho fatto le mie prime esperienze giornalistiche, prima presso la storica Redazione de “Il Tempo” (Corso Trieste a Caserta) dei fratelli Scarpa( Riccardo Scarpa ora abita a Roma ed è inviato speciale de Il Tempo ) e poi presso la Redazione de “Il Roma” diretta da Federico Scialla (un vero e proprio laboratorio giornalistico da dove sono usciti quasi tutti i giornalisti casertani).
Dal 1971 al 1978 ho ricoperto l’incarico di segretario provinciale della Federazione Motociclistica Italiana. Sotto la mia gestione - con la collaborazione del C.O.N.I - si sono svolte le più significative manifestazioni motociclistiche di velocità, regolarità e motocross. Il circuito di velocità dell’”Arco Adriano”, l’”8 del Tifata”, il “Motogiro della Campania”, il circuito di cross sul “Campo Fossarini”.

Nel 1973 ho fondato e diretto i periodici “CRONACHE” e “ALE’ GLADIATOR”. Sia a Cronache che a Teleradio Volturnia hai collaborato anche tu… quando muovevi i primi passi nel mondo giornalistico… ricordi?

Nel 1975 sono stato nominato capo ufficio stampa dell’ “ASI” Caserta (Area Sviluppo Industriale).

Nel 1976 e fino al 1978 ho diretto l’ufficio provinciale del “Servizio Opinioni” della Rai Tv per li rilevamento dei dati di ascolto (come il moderno Auditel).

Nel 1977 sono stato premiato con targa d’argento dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Santa Maria Capua Vetere per “l’intensa attività giornalistica in favore delle tematiche dell’avvocatura”. Nello stesso anno sono stato eletto presidente del Gruppo Giornalisti Responsabili Radio e Tv libere della Provincia di Caserta.

CANZANO 10- Hai avuto attestati e riconoscimenti nel corso della tua attività non solo giornalistica?

TERLIZZI - Certamente e numerosi. Dal 1983 al 1989 sono stato responsabile dell’Ufficio Stampa della Confcooperative di Caserta e delegato in Prefettura nella Commissione per il controllo delle Cooperative e Mutue.

Dal 1979 e fino al 1992 sono stato responsabile delle Relazioni Esterne del gruppo “Unicoop” (un colosso agro-alimentare delle cooperative bianche) ed all’interno dello stesso ho ricoperto gli incarichi dì: direttore responsabile del periodico “Telex”(1998) e della emittente libera “New Antenna Sud”. Contestualmente, ho ricoperto gli incarichi, prima di responsabile dell’ufficio acquisti, poi dell’ufficio marketing. Nel 1983 sono stato cooptato nel consiglio di amministrazione e sono stato nominato amministratore delegato. Nel 1987 sono stato nominato liquidatore del consorzio.

Nel 1980 l’Accademia Tiberina di Roma mi ha conferito la “Medaglia d’Oro” per benemerenze acquisite nel campo giornalistico.

Dal 1982 al 1988 sono stato ininterrottamente eletto nel consiglio direttivo dell’Associazione Stampa di Caserta. Nel 1983 sono stato delegato quale responsabile del coordinamento degli uffici stampa della provincia di Caserta.

Nel 1983, da parte della Presidenza della Stampa Europea, mi è stato assegnato il premio internazionale di giornalismo “Aquila d’Oro” per una serie di reportage dall’estero (Libano, Israele, Egitto, Turchia, Grecia, Emirati Arabi) sul tema della cooperazione in agricoltura.

Nel 1984 ho ricevuto a Londra, dalle mani del giornalista Ruggero Orlando (mitico corrispondente Rai da New York), il titolo accademico di “Doctor in Economie and Commercial Sciences” in forza della laurea honoris causa conferitami dall’Università americana “Pro Deo” di New York.

Nello stesso anno, quale consulente editoriale della Sen ( Società Editrice Napoletana) ho curato la stampa e la pubblicazione della prima edizione del volume “La Seconda Guerra Napoletana”.

Nel 1985, sono stato nominato con decreto del Prefetto, consigliere della Camera di Commercio di Caserta, ed ho fatto parte della Giunta Esecutiva e della redazione del periodico “Caserta Economia & Lavoro”.

Nel 1988 in rappresentanza dell’organismo camerale, sono stato designato:
quale componente del Consiglio Generale del Banco di Napoli; ho rappresentato l’Union Camere in seno al Consiglio Regionale della Campania; ho fatto parte del comitato per il credito agevolato; della commissione per il riconoscimento dei vini Doc; della commissione per i problemi della pesca. Sono stato eletto nel consiglio di amministrazione del consorzio “Caserta Export”. Ho proposto alla Giunta Camerale (1987) gli studi di fattibilità: per la progettazione del traforo del Matese; per la navigabilità del Volturno; per la costruzione della metropolitana “Capua-Maddaloni”.

Con mozione personale, poi adottata dalla Giunta, ho proposto di intitolare il salone centrale della sede della Camera di Commercio al compianto presidente Giovanni Maggio.

Sempre nel 1985 mi è stato conferito a Parigi, da parte della Fondazione francese “International Business Corporation”, il titolo di “Chevalier du Travail dell’Europe unì”.

Nel 1986 sono stato eletto consigliere della Camera di Commercio Europea a Bruxelles ed in seno alla stessa ho ricoperto gli incarichi di tesoriere, capo ufficio stampa e direttore del periodico “EuropNews”.

Nel 1987 l’Accademia delle Scienze Economiche e Commerciali di Milano mi ha conferito alcuni riconoscimenti internazionali quali:
“Leader delle Attività Professionali”, “Cavaliere del Lavoro Italiano nel mondo”; “Artefice del progresso della Regione Campania”.

Nel 1987, sempre per la “Sen” (Società Editrice Napoletana) ho curato la stampa e la pubblicazione della seconda edizione del volume “La Seconda Guerra Napoletana”, uno spaccato sulla camorra storica scritto da Giuseppe Garofalo. L’illustrazione della copertina è stata realizzata dal giudice-pittore Gennaro Del Tufo.

Nel 1991, ho ricevuto a Parigi, il titolo di “Commandeur” dall’ “Ordre International Des Chevalieres de l’Etoile de la Pax”.

Nel 1992 ho fondato e diretto fino al 1994, il periodico che si occupava di Ecologia Ambiente e Sanità “L’eco d’Europa”.

Dal 1992 al 1998 sono stato direttore responsabile della rivista a tiratura nazionale “Detective & Crime”, edita dal criminologo Carmelo Lavorino. In tale veste, nel 1994, sono stato accreditato quale inviato speciale presso la “Worid Ministerial Conference On Organized Transnational Crime”, organizzata dall’ Onu.

Dal 1993 sono direttore responsabile dell’Agenzia giornalistica “MEDIAPRESS”, (che ha fornito servizi al gruppo “TCN-Telecapri” e “MEDIASET”).

Nel 1996, per l’editore Tullio Pironti, ho curato la stampa e la pubblicazione del volume “Teatro di Giustizia” di Giuseppe Garofalo. L’illustrazione della copertina è stata realizzata dal giudice-pittore Alfonso Malinconico.

Nel 2003 sono stato responsabile dell’ufficio stampa provinciale della FEDER MEDITERRANEO- (Organizzazione Indipendente- Membro della Task Force ONG del Consiglio d’Europa).

Nel 2002-2004 - ho collaborato con l’Ufficio acquisizione e sviluppo della “GI.RO - COMUNICATION”- Dealer della “ALBACOM”.

Dal 2003 al 2005 ho curato i rapporti con i Media per l’Assessore alla Cultura dell’Amministrazione Provinciale di Caserta.

Nel 2005, sempre quale consulente editoriale di Tullio Pironti editore, ho curato la stampa e la pubblicazione della III° edizione della “Seconda guerra napoletana alla camorra” di Giuseppe Garofalo. La Copertina è stata realizzata da Lorenzo De Rosa, architetto, nipote dell’autore.

A Novembre 2006, la trasmissione Matrix di Canale 5, ha riproposto un mio servizio televisivo andato in onda su “New Antenna Sud” su un duplice omicidio di camorra degli anni 80 in Provincia di Caserta.

CANZANO 11 - Quali sono i programmi editoriali per il lancio del tuo libro?

TERLIZZI - Sono vasti e importanti. Tutti organizzati in ogni dettaglio dalla mia casa editrice “Il Filo” di Roma. Approfitto della possibilità che mi hai dato, con questa intervista, per ringraziare pubblicamente tutto lo staff della redazione de “Il Filo”, ed in particolare Giuseppe Palladino (editing), Elisa Ponti, Francesco Corti ( grafica), Valeria Bergamaschi ( promozioni), Valentina Petrucci ( ufficio stampa), Giorgia Grasso ( direttore di produzione) e tutti i collaboratori della casa editrice. Un grazie anche al criminologo Carmelo Lavorino per la pregevole prefazione del mio libro. Il programma del lancio? Cito solo i riferimenti più importanti. La distribuzione avverrà tramite il gruppo delle librerie di Ugo Mursia. Il 20 aprile, presso la libreria de Il Filo, in Roma, avverrà la presentazione ufficiale. Ci saranno poi interviste e servizi su varie rubriche specializzate come Libri Oggi - speciale Il Filo ( a cura di Andrea Menaglia) trasmessa via satellite su “Romasat” 851 e radiofonica “La luna e il falò” - Nuova spazio Radio ( 88,150 nel Lazio ) e in streaming su “www.elleradio.it” - Il libro avrà anche una grossa presenza sul Web (www.ilfiloonline.it) e potrà anche essere ordinato all’e-shop del sito http://www.ilfiloonline.it/shop/.

CANZANO 12- Quali interessi curi attualmente?

TERLIZZI - Attualmente mi occupo delle relazioni esterne di un gruppo immobiliare e sono coordinatore dei Media per la “Law Business Consulting”. Ma ho già in allestimento un nuovo libro… Un duplice omicidio per una questione tra… lesbiche.

Intervista al giornalista Ferdinando Terlizzi
autore del libro “Il delitto di un uomo normale”…
eticamente deviato da una passione ignominiosa.
Edito da IL FILO - Pagine 600 - Euro 24,00 -
Prefazione del criminologo Carmelo Lavorino.

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