venerdì 26 febbraio 2010

Sessa Aurunca la città di Mastu Raffaele dove chi si alza più presto comanda...

SESSA AURUNCA (CASERTA): CITTADINI SEGNALANO ABUSI IN CITTA', I CASI

Sessa Aurunca ( di Ferdinando Terlizzi) - Le coscienze dei cittadini probi ed onesti, che tengono a cuore le sorti della loro città, si sono ribellate, ( molti sono schifati da uno strapotere in mano ad avventurieri senza scrupoli e senza una “vera”occupazione, se non quella di passare la giornata accanto al sindaco, in cerca di una qualche prebenda, sia essa derivante da uno spettacolo da allestire o da un qualsiasi incarico purchè remunerativo), di fronte agli spocchiosi atteggiamenti della civica amministrazione e sono resuscitati finanche i …morti. Tra le tante attestazioni di solidarietà e di sprono per continuare la battaglia, giuntemi in redazione, mi ha particolarmente colpito quella di… Galeazzo Florimonte, ( il famoso vescovo letterato, ispiratore del Galateo - Galateo, infatti proviene da Galeazzo - nato a Sessa Aurunca il 1478 e morto nel 1567 ), ma non tanto per l’ambizioso pseudonimo scelto, quanto per la precisione e minuziosità degli abusi denunciati. L’anonimo sessano, infatti, è un poco sconfortato come me, in quanto, pur avendo presentato, sia pure in forma anonima, delle circostanziate denunce, non ha visto, finora, alcun risultato. Dicevo come me. Infatti, ho presentato una denuncia querela contro Silvestro Mancini e Andrea Grella, per gravissimi abusi edilizi, ( compresi quelli perpetrati da alcuni dei proprietari di villette, al Parco Marianna, a via Monte Ofelio, dove sono stati costruiti box per auto, sopra a questi, terrazze con calpestii, ringhiere, balconate con pergole per uva e quanto altro, nonché vani adibiti a ricovero per legna e attrezzi, non previsti nelle concessioni edilizie, anche di recente, - parlo del 2007 - senza che nessuno intervenisse ), e contro Andrea Sullo, per moltissimi abusi in commercio, ma finora i risultati sono stati zero. Anzi addirittura controproducenti, perché, i funzionari del comune di Sessa Aurunca, che sono collusi con i titolari degli abusi, per occultare le loro malefatte, hanno scatenato una guerra ( di apparenza e di circostanza!) contro tutti gli esercizi pubblici, quantomeno per dimostrare che non vi è solo un supermercato che non è in regola… ma anche altri. E’ una tecnica però, che non impressiona né noi né gli inquirenti, in quanto noi abbiamo denunciato precisi fatti che hanno “date certe” in atti pubblici e non sono più “né sanabili”, con vari espedienti, “né occultabili”. Attendiamo solo che la giustizia faccia il suo corso e che il Procuratore della Repubblica ordini il sequestro di tutta la documentazione giacente presso il Comune. “Ho letto con estremo gusto e piacere” – ha scritto il “Vescovo” Florimonte, nella sua missiva recapitata in redazione – “il suo “pezzo” dell’8 settembre pubblicato sul quotidiano on-line” - “casertasette.com” dal titolo “Miliardi in arrivo per danni Centrale” – poi, dopo altri complimenti per i miei interventi giornalistici, in varie sedi precisa: “Ho scelto la forma anonima di denuncia, perché, come lei ha ben specificato nel suo articolo, gli autori degli scempi che adornano quotidianamente la nostra città, sono dei veri “boss”; e a me – precisa il “Vescovo “ – “al momento, manca la possibilità di poterli affrontare a viso aperto. Le allego copie di due missive da me inviate e sottoscritte a nome di Galeazzo Florimonte. Come noterà, la prima aveva un elenco di destinatari più vasto della seconda – tra i quali parecchi organi di stampa a carattere locale - ma nessuno di questi ha avuto il coraggio di pubblicare una riga ne tanto meno di approfondire le informazioni da me fornite”. Ma che dice di nuovo e di interessante il “Vescovo di Sessa”, che merita addirittura un mio approfondimento? Molte cose. Alcune già conosciute e da me denunciate, ma “lui” è informatissimo ed aggiunge particolari assai interessanti. Vediamo. Nella missiva indirizzata al Procuratore della Repubblica del 9 maggio ultimo scorso ( le lettere che mi sono giunte in redazione, che sono numerose, saranno da me consegnate alla Procura della Repubblica, ed allegate alla mia denuncia, che è stata già assegnata ad un P.M., assieme ai miei articoli ), esordisce:” …(omissis) … Questa è una lettera che vuole provare a denunciare un fatto triste e grave figlio della miseria umana che ci attanaglia e che convive in maniera stabile con noi tutti abitanti di questa provincia vittima di se stessa e del suo nefasto retaggio culturale fatto di prepotenza, vigliaccheria, cupidigia e ignoranza. Siamo tanti a parlare dietro questo foglio di carta. In questa cittadina – sonnolenta e indolente che all’apparenza lascia una immagine di oasi tranquilla – ormai da anni – ha luogo uno squallido spettacolo messo in scena da un personaggio gretto e infido”. Dopo una serie di altre considerazioni e di denuncia di altri abusi il “Vescovo” entra direttamente nel vivo e nella sua circostanziata denuncia precisa ulteriormente:” Innanzitutto mettiamo un nome e cognome al protagonista di questa storiaccia: Antonio Sussolano, funzionario egemone dell’ufficio tecnico del comune di Sessa Aurunca. Il Sussolano si è distinto per una indefessa e solerte opera di controllo del settore edilizio, scrivendo decine e decine di diffide al giorno, indirizzate ai tecnici comunali che – secondo lui – avevano chiuso un occhio anche per piccoli abusi. Il “Vescovo”, dopo aver descritto il geometra come un vero e proprio autore di mille nefandezze nel settore edilizio e dopo averlo perfino accusato di essere capace di timbrare il cartellino delle presenze in giornate in cui si trovava in ferie o in malattia e ad accumulare falsamente ore ed ore di straordinario, evidenzia poi la storia di un palazzo alla via Raccomandata, di 4 piani e mansarda, ( quest’ultima ancora in costruzione ), con una concessione edilizia rilasciata nel 1996. Ma la cosa strana sta nel fatto che, per la mansarda, sarebbe stata già presentata domanda di condono prima ancora che fosse costruita. Nella denuncia presentata il 24 agosto u.s., sono anche allegate alcune significative foto, di un altro scempio che si sta realizzando sotto gli occhi di tutti e per il quale, nonostante la nostre segnalazioni giornalistiche, e le denunce del “Vescovo” nulla finora si è fatto. Si tratta di un manufatto in costruzione e destinato a diventare punto vendita ( bar o quant’altro ) dell’esistente stazione di distribuzione di gas per auto sita sull’Appia tra Sessa e Cascano. Pare che al realizzo di questa opera siano interessati – denuncia il “Vescovo” - sia il Sussolano che Carmine Tortora e Aldo Trabucco ( definiti nella denuncia una “associazione di stampo tecnico-imprenditoriale”), i quali avrebbero in concorso con sconosciuti, collaborato ad alterare lo stato dei luoghi e a contravvenire al divieto di costruzione per vincolo “idro-geologico” con una “marachella” che se risultasse vera sarebbe semplicemente un “falso in atto pubblico aggravato perché commesso da pubblico ufficiale”. Per capire. Premettiamo che, una costruzione in cemento armato su due livelli, alla distanza di una manciata di metri, dal corso d’acqua “Rio Cammerella”, non è consentita dal vincolo idro-geologico che esiste sull’area, il regolamento impone una distanza minima di 150 metri. Tutto sarebbe stato autorizzato – come spiega il “Vescovo”, con un imbroglio messo in atto dal geometra Sussolano. Il “Rio Cammarella”, il cui inizio è in località “Valogno” del Comune di Sessa Aurunca rientra nell’elenco delle acque pubbliche di ci al D.R. 09/12/1909 – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°45 del 24/02/1910 – Regione Campania - servizio lavori pubblici - ufficio del Genio Civile di Caserta. Detto corso d’acqua rientra nei limiti per i quali è ritenuto pubblico ai sensi della Legge Galasso. Chi ha istruito la pratica verso il Genio Civile di Caserta, per ricevere il nulla-osta, ha alterato il vero nome del corso d’acqua chiamandolo semplicemente “Rio Cannarella”. Infine, le due denunce del “Vescovo”, accusano il “trio” di atti di intimidazione e di ricatto nei confronti del vecchio proprietario del sito che sarebbe stato costretto a cedere l’impianto perché l’opera in mano sua sarebbe stata irrealizzabile. (22 settembre 2007)






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