domenica 7 marzo 2010

(2) Sessa Aurunca: ancora più pazzia che non ha limiti

TESTAMENTO CON 'GIALLO' A SESSA AURUNCA: EREDITA' FINISCE IN PROCESSO

Sessa Aurunca – (di Ferdinando Terlizzi) – Una vicenda giudiziaria, davvero incredibile, e quasi irreale, degna della più classica tradizione Kafkiana, se non ci fossero, da un lato, Maria Francescone, vedova di Salvatore Sullo, con i figli Michele e Simona, vittime di una serie di soprusi e di prevaricazioni e, dall’altra, Andrea Sullo e la sorella Nicolina, schegge impazzite, guidate da spregiudicati azzeccagarbugli che li istigano a delinquere. Ecco i fatti, nella loro essenzialità, così come emergono dalla querela presentata – con l’ausilio dell’avvocato Luigi Ferrante – al commissariato di P.S. di Sessa Aurunca. Un breve ricordo del “personaggio”. Andrea Sullo è il co-gestore del supermercato “SISA”, invischiato in una vicenda ingarbugliata, al vaglio ora della Procura della Repubblica, perché l’esercizio commerciale, ( di proprietà della Edilclass, società facente capo a Silvestro Mancini e Andrea Grella ), risulterebbe allocato in un garage, che non avrebbe ottenuto, a suo tempo, 1994, il cambio di destinazione d’uso, la regolare concessione amministrativa, senza adeguato parcheggio, vie di fuga, uso del lastrico solare, interruzione della catena del freddo, ed altre gravi irregolarità) e non solo. E’ noto anche per aver denunciato la cognata, appunto Maria Francescone, all’autorità giudiziaria, (giudizio penale in corso presso il Tribunale di Carinola ), per tentativo di truffa, dopo che quest’ultima, a mezzo del suo legale avvocato, Domenico Stanga, aveva chiesto gli emolumenti ( limitatamente al periodo che aveva lavorato sia presso l’abitazione dei coniugi Rosanna Di Resta- Andrea Sullo, che presso l’Euromark gestore del Sisa). Diritti negati, con pretestuose e devastanti false deposizioni di dipendenti, evidentemente costretti a tali affermazioni. Ma se ne parlerà al processo. E veniamo alla vicenda del testamento cosiddetto “falso”. Il primo settembre del 2004, inopinatamente e di sua volontà Nicolina Sullo, (sorella di Andrea Sullo, erede di Michele Sullo, deceduto il 2 dicembre del 2001 e Concetta di Marco, deceduta il 24 dicembre del 2004), si reca presso il notaio Luigi Sorgenti degli Uberti con studio in Sessa Aurunca, e chiede la pubblicazione di un testamento, ( senza svelare né il luogo del rinvenimento né la data o altre circostanze concrete né convocando o facendo convocare, per la dovuta accettazione o conoscenza uno dei membri della famiglia presunta beneficiaria e cioè Maria Francescone o il figlio Michele ), che assegna l’appartamento alla via XXI Luglio 80 (appartamento già occupato da Maria Francescone, fin dal matrimonio contratto con Salvatore Sullo, fratello di Andrea e della citata Nicolina ) a Michele Sullo ( il giovane, figlio di Maria e nipote omonimo del de cuius ) e l’usufrutto dello stesso a Maria Francescone. Nel testamento vi è anche il lascito di un pezzo di giardino per la stessa Nicolina Sullo. Sembrerebbe tutto regolare ed anche normale se non fossero seguite, a questo atto pubblico, azioni giudiziarie che, definire temerarie, sarebbe veramente un eufemismo. L’aggrovigliarsi degli avvenimenti, con decisioni cervellotiche, condivise, incredibilmente, da vari difensori, fanno sprofondare la vicenda nella più maleodorante putredine. Sta di fatto che Andrea Sullo, cita in giudizio la sorella Nicolina ( che però rimane contumace ), la cognata Maria Francescone, i nipoti Michele e Simona e perfino la figlia illegittima del fratello Jessica. Cosa rivendica? Non dice che il testamento che assegna l’appartamento alla Maria e ai figli è falso. No. Si lamenta di essere stato pretermesso. Cioè di essere stato escluso da quel testamento e quindi chiede la sua parte. Poi, evidentemente, costretto a tanto dalle osservazioni del giudice, ( che aveva opinato:”Se il testamento, come ritenete, è falso, perché finora, non avete sporto querela contro ignoti?”). E Andrea Sullo parte, “lancia in resta”, e presenta una denuncia- querela, in corso di causa, innanzi al giudice Dott. Giovanni D’Onofrio ( R.G. 2791/05 udienza 15/05/07), contro Maria Francescone, Michele e Simona Sullo, Jessica Sullo, (figlia naturalizzata ) e, udite, udite… anche contro la sorella Nicolina Sullo e accusa tutti di aver redatto il falso testamento… perché il padre era cieco: Ma lui, poverino, non lo sapeva quando la sorella Nicolina, nel 2004, andò a pubblicare il testamento. Ma, come si dice: “il sangue si mazzica, ma non si sputa”. Lui invece ha ritenuto utile sputarlo. Anzi, vomitarlo in faccia a tutti i consanguinei. L’altro giorno – come detto – la presentazione della querela per calunnia aggravata, presentata da Maria Francescone e i due figli. Il reato è doppiamente aggravato, sia perché Andrea Sullo ha accusato persone che sapeva innocenti, ( si è sempre vantato, finanche nel corso delle udienze in Tribunale, che era stato lui a redigere il testamento falso; ciò ha riferito alla presenza del suo avvocato e dell’avvocato di Maria Francescone ), sia perché ha sostenuto la predetta accusa, davanti a magistrato. Si può semplicemente dedurre, che l’ingordigia e l’avidità di denaro, portano taluni, non solo a queste azioni, ma a tante pericolose e drammatiche svolte, come quella dei vicini della strage di Erba, Questi personaggi hanno, evidentemente, una concezione errata della giustizia, o hanno scambiato le sedi dei tribunali per il loro esercizio commerciale. Dove, come è noto, si “congela e si scongela il pesce a proprio piacimento”. Ovvero ritengono magistrati, carabinieri, poliziotti, finanzieri e avvocati, avventori del loro… emporio di sconcezze. Mentre noi crediamo, ( e siamo per questo fiduciosi che sarà fatta giustizia ), nella serietà ed equanimità delle forze dell’ordine e dei magistrati. ( 13 ottobre 2007-17:48)

Nessun commento:

Posta un commento