domenica 7 marzo 2010

Il giudice che si autoassolve

CASERTA, IL RACKET DELLE ASTE: IN UN LIBRO I RETROSCENA DEI COMITATI D'AFFARI
A margine dell’inchiesta sulle aste giudiziarie della quale si starebbe occupando la Procura sammaritana (come riferito oggi 26 febbraio dalla Gazzetta di Caserta), riportiamo un capitolo che tratta di un a vicenda di vita vissuta dal libro “La pazza storia del delitto Tafuri …e altre storie di fucilazioni mediatiche e persecuzioni giudiziarie” scritto dal giornalista Ferdinando Terlizzi, prossimamente pubblicato da una nota casa editrice di Napoli


Il giudice si autoassolve.

capitolo 9

...Anche in materia civile ho subito alcune sberle. Delle vere e proprie decisioni di “malagiustizia”. La prima è stata quando ho rivendicato il pagamento della mia parcella di liquidatore del Consorzio Unicoop, che prevedeva una restituzione a mio favore di circa un miliardo e mezzo delle vecchie, adorabili, lire. Il “giudice” adito ha emesso una sentenza”Salomonica” dopo anni di “istruttoria”, con la quale ha stabilito che, pur avendo io svolto la predetta attività di liquidatore, non dovevo percepire alcunchè in quanto, la parcella non era “rendicondata”. Ho constatato quindi, sulla mia pelle che, “quando si trattava di incassare soldi, Terlizzi non era “rendicondato”. Di contro, quando si trattava di arrestare qualcuno per la gestione Unicoop, non potendo arrestare il vero autore delle speculazioni e delle truffe, Pasquale Lillo, perché questi era morto, si arrestava Terlizzi.” Un modo come un altro per applicare la confessione di Taniello :” chesto va pe chello”. La seconda, è stata quando nel 2001, l’appartamento presso cui abitavo venne venduto all’asta per un debito verso una banca e fu aggiudicato alla “signora” Carmela De Lucia da Marcianise, per 64 milioni delle vecchie lire. Una di quelle “signore” abiette, dall’aspetto turpe, tanto per intenderci, che frequentano i prostiboli della giustizia, con la complicità di azzeccagarbugli che si ammantano del titolo di avvocati e che comprano ”all’asta” le disgrazie e la fame della gente. Io non potetti controllare l’andamento dell’asta in quanto ero in cattività, come detto, “per sfizio del governo”. Ma dall’hotel a 5 sbarre ove ero detenuto, avevo dato disposizioni all’amico (omissis)avvocato, di far “saltare” quella aggiudicazione proponendo il “classico” aumento di sesto. Cioè andare ad offrire a suo nome e per mio conto un aumento della sesta parte – secondo la legge – che prevedeva e prevede che l’asta si sarebbe dovuta ripetere tra l’aggiudicataria provvisoria, la “nobildonna” innanzi menzionata, e la persona che aveva proposto l’aumento del sesto. Ma, fatto più unico che raro, allo scadere dei 10 giorni l’avvocato (omissis) si vide rifiutare il deposito della somma perché il giudice delegato, tale (omissis), ( un damerino che – ho saputo poi – aveva frequentato da procuratore, lo studio di (omissis) e per questo covava contro di lui – per dissapori oscuri - un sordido rancore ed un odio profondo), aveva, con un provvedimento scritto in calce al verbale di aggiudicazione, che per effettuare eventuale aumento di sesto sarebbe stato necessario depositare una rilevante somma. Una“blindatura” inusitata e del tutto nuova per il Foro sammaritano e molto strana, se non addirittura sospetta, atta a tutelare un’ aggiudicazione ad una persona notoriamente vicina ad ambienti poco adamantini, per non dire, ( ma lo dico ), ignobili, loschi..e camorrisrtici! Ma questo primo, assurdo ed inconcepibile comportamento, è addirittura irrilevante, vicino al successivo abuso commesso dal giudice (omissis) che bene avrebbe fatto, ( conoscendo di persona, per i suoi trascorsi, l’avvocato (omissis), ad astenersi dall’esame della proposta opposizione. Nulla! Non solo non si astenne, ma addirittura, con una risibile, indecorosa motivazione, ( degna di un manicomio o di un asilo infantile, tanto da poter essere annotata nel “Libro dei Chiodi”di Dantesca memoria), emise una sentenza con la quale “si diete pienamente ragione”. Ma non vi pare una “pastetta”, censurabile del Csm, il fatto che si affidi allo stesso giudice un ricorso che lamentava un suo illegittimo ed illogico comportamento? Mi spiego. Un giudice può benissimo imporre una cauzione per gli aumenti di sesto nelle vendite immobiliari, ma deve indicarlo nel bando di vendita iniziale, non già di proprio pugno e sotto il verbale di aggiudicazione provvisoria. Il giudice (omissis) invece ha scritto una postilla sotto il verbale di aggiudicazione ed ha ritenuto che “tutto il mondo” avesse potuto prendere visione di tale “editto”. In effetti il giudice (omissis), una volta che ha avuto assegnato il processo per l’opposizione al verbale di aggiudicazione provvisoria si è “autoassolto”, ( invece di astenersi), con una motivazione ridicola, ora al vaglio della Suprema Corte, che dovrà decidere su un ricorso ex art. 111 della Carta Costituzionale. Ebbene chi controlla il giudice che sbaglia? Chi tutela il cittadino dalle grinfie di una giustizia di parte? E’ legittimo il comportamento di questo ganimede, che ha buttato sul lastrico una famiglia ed ha legittimato il comportamento di una speculatrice di professione?

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