lunedì 28 novembre 2011

12° Appuntamento in Tribunale per il coordinatore del PDL prossima udienza 12 dicembre



 E’ proseguita la deposizione del cap. Starace del Noe. Citato il Prefetto Corrado Catenacci quale teste della DDA – Presente l’On. Casentino.

         
Santa Maria Capua Vertere – ( di Ferdinando Terlizzi ) -  Dodicesimo  appuntamento per l’On. Nicola Casentino,  presente ieri in aula. E’ stata una udienza assai intensa quella innanzi al Tribunale ( Prima Sezione Presidente Gianpaolo Guglielmo, giudici Luigi D’Angiolella e Tommaso Perrella, P.M.  Alessandro Milita ) per il processo a carico del Coordinatore Regionale del PDL, accusato di voti di scambio  e concorso esterno in associazione mafiosa,  assistito, come sempre   dagli avvocati  Prof. Agostino De Caro e Avv. Stefano Montone.  
     Addirittura il Collegio Giudicante si è dovuto anche sobbarcare – anticipando la chiusura dell’udienza Casentino –  un processo per direttissima che ha  visto un uomo di Castelvolturno giudicato – con i ferri ai polsi – per  tentativo di corruzione avendo offerto ad un carabiniere, che l’aveva fermato con l’assicurazione scaduta,  una banconota d 50 euro.
     L’udienza di ieri  era stata riservata alla conclusione della escussione del  capitano Pasquale Starace, ex comandante del nucleo Noe  di Roma,   che ha quasi completato la sua deposizione, mentre per la prossima udienza,  già fissata per il  12 dicembre,  sarà la volta del cap. Alessadro Pulcri  l’altro estensore della informativa di base,  che regge le sorti del Nucleo Centrale dei Carabinieri del Noe di Roma dal  settembre del 2009.
      Il Dr. Alessandro Milita della DDA che sostiene l’accusa ha anche citato per la successiva udienza il  Prefetto Corrado Catenacci che è stato Commissario Straordinario del Governo per l’emergenza rifiuti in Campania ( ma non è indagato per reato connesso nel processo ad Antonio Bassolino ?)

    



     Anche questa udienza ha evidenziato il fatto che il  processo è concentrato nelle intercettazioni telefoniche tra il Presidente della “Impregeco”,  Giuseppe Valente e gli interlocutori di turno in alcuni casi anche Parlamentarti: Gennaro Coronella, Mario Landolfi e naturalmente Nicola Casentino.
       Nel corso delle quasi 5 ore di istruttoria dibattimentale il Cap. Pasquale Starace – su continuo impulso del piemme d’udienza – ha reso note le intercettazioni tra i diversi soggetti e le informative che tendevano tutte allo scopo di dimostrare che Nicola Casentino aveva piazzato suoi uomini nei consorzi che  gestivano l’emergenza rifiuti in Campania e particolarmente presso il Consorzio Ce4 dei fratelli Sergio e Michele Orsi.

     In particolare sono state evidenziate le intercettazioni tra Giuseppe Valente e i fratelli Orsi con  Roberto Marino, Carlo Savoia, Suè  Capaldo, On. Vincenzo  Capuano (di Forza Italia ), Ugo Conte nelle quali si parlava della probabile messa in minoranza della Giunta Conte di Mondragone e dell’imminente accesso della Commissione d’inchiesta per lo scioglimento del comune per infiltrazione mafiosa.   
  
     Poi sono state evidenziate alcune intercettazioni che parlano di assunzioni pilotate dai Parlamentari casertani. Si tratterebbe di dimostrare, in questo caso, l’accusa di “voto di scambio”,  Sono stati fatti vari nomi:  Mario Sperlongano, Maria D’Agostino, Carlo Savoia, Alfredo Piscitiello, Claudio Piscitiello, Pietro D’Agostino, Michele e Massimo Russo ( padre e figlio ).

    Ad un certo punto è uscita una intercettazione ambientale ( presso la sede della  Ce4) con la presenza dei fratelli Orsi, di Giuseppe Valente  e di Raffaele Chianese,  nella quale si prospettava la necessità di far intervenire i Parlamentati casertani presso il Prefetto per scongiurare lo scioglimento.  E ancora altre assunzioni presso la ECO4 di Vittorio Afragola, Antonio Arcangelo, Vincenzo Mesolella,  Giuseppe Petrulo, Giovanni Diana, Antonio Bonacci, Giuseppe Bernardo, Lorenzo Di Iorio ( già assessore al comune di  Sessa Aurunca ex  dipendente Eco4  )  e del Sindaco di Bellona,  Giancarlo Della Cioppa.

     Sono usciti poi fuori i nomi di altri politici come Giuseppe Sagliocco, Antonio Rucco e Enzo Cioffi. Il tutto – oltre che venuto fuori dalle intercettazioni telefoniche e ambientali anche dagli interrogatori e dalle deposizioni  di Gaetano Vassallo, Giuseppe Valente e Michele Orsi.  Spesso ci è parso – ma questa non è stata solo la nostra impressione  – perché anche la difesa ed a volte lo stesso Presidente del Collegio – ha dovuto evidenziarlo – il piemme d’udienza ha indirizzato il testo verso la risposta che sembrava addirittura scontata.

    Poi si è parlato della serie di conferenze dei servizi  che hanno interessato i comuni di Bellona, Calvi Risorta, Casigliano, Carinola , Castelvolturno, Cellule, Falciano del Massico, Francolise, Giano Vetusto, Grazzanise, Mondragone, Pastorano, Pignataro Maggiore, Roccamonfina, Sesa Aurunca, Sparanise, Teano e Vitulazio i quali, tra l’altro, con apposite ordinanze avevano affidato – anche in proroga e senza gare di appalto – la gestione dei RSU alla  ECO4.

     Un certo interesse hanno suscitato le due intercettazioni tra Giulio Facchi, sub commissario di Governo e una giornalista. Il Cap. Starace ha detto che si trattava di tale Rosa Palomba de Il Mattino ma noi crediamo che si tratti, invece, di Tina Palomba dell’ex Corriere di Caserta. Poi si vedrà più avanti nel corso del processo.

     E’ stato anche evidenziato che la ECO4 ha operato senza il certificato antimafia e che gli interventi per le assunzioni hanno interessato in particolare: Enzo Gambardella, Nicola Picone, Sindaco di Trentola Ducenta, Giuseppe Esposito, Giuseppe Oliviero, Consigliere Comunale di Villa Literno, Roberto Mosca, Mario Maccarello, Vittorio Simeone, Nicola Musto, Francesco Mercurio, Antonio Filosa, Franco Sorgente (dirigente Comunale di Cellole da Sessa Aurunca che sollecitava l’assunzione
per il figlio ) Armando, Rossella  Ferraro, Anna  Gravina, Donato Parisi e Luigi Sepe.

     Infine si è parlato del Fallimento della Eco4 ( con sentenza del Tribunale di S. Maria C.V. del 2008,) e delle assunzioni  in esubero in numero di 68 unità presso i consorzi – accertato dalla Guardia di Finanza di Mondragone –avrebbero  comportato una spesa di quasi 2 milioni di euro.

     E’ stato poi ampiamente trattato il caso della  allocazione del termovalorizzatore a S. Maria La Fossa, con una serie di ricorsi al Tar da parte dei Comuni di Grazzanise, Casal di Principe. e Cancello Arnone. Che anche altri comuni come Carinola, Cellole ( evidenziato l’intervento del V. Sindaco Ersilio Di Paolo ) e Castelvolturno aspiravano ad avere la gestione dell’impianto, nonché quello del Dr. Ernesto Raiola ( segretario del Prefetto Catenacci ). La prossima udienza è stata fissata per il 12 dicembre.
    









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