giovedì 19 luglio 2012

E’ DI SESSA AURUNCA RINVIATO A GIUDIZIO L’UFFICIALE GIUDIZIARIO DEL TRIBUNALE DI GAETA GIUSEPPE AUROLA – CON UN CANCELLIERE ED UN CUSTODE GIUDIZIARIO – E’ ACCUSATO DI TRUFFA, FALSO, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E CORRUZIONE - PILOTAVANO LE VENDITE IMMOBILIARI E I PIGNORAMENTI – UN GIRO DI AFFARI DI VARI MILIONI DI EURO


E’ DI SESSA AURUNCA

RINVIATO A GIUDIZIO L’UFFICIALE  GIUDIZIARIO DEL TRIBUNALE DI GAETA GIUSEPPE AUROLA – CON UN CANCELLIERE ED UN CUSTODE GIUDIZIARIO –

E’ ACCUSATO DI  TRUFFA, FALSO, ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E  CORRUZIONE -

 

PILOTAVANO LE VENDITE IMMOBILIARI E I PIGNORAMENTI – UN GIRO DI AFFARI DI VARI MILIONI DI EURO




      Sessa Aurunca - E’ di ieri la notizia secondo la quale,  su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Miliano, del  Tribunale di Latina sono otto le persone che sono state  rinviate a giudizio dal gup Guido Marcelli, accusate a vario titolo di aver pilotato atti giudiziari, protesti, aste, esecuzioni e perizie all'interno del Tribunale di Gaeta mentre svolgevano mansioni legate al proprio ufficio. L'inchiesta, della Guardia di Finanza di Formia, risale al 10 maggio 2008 e si concluse con l'operazione denominata ''Protesto facile'' in collaborazione con i carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina.
     Nell'operazione fu clamoroso l'arresto di Giuseppe Aurola, 76enne originario di Sessa Aurunca, ma da anni residente a Formia, l'uomo era in servizio a Gaeta come ufficiale giudiziario, secondo l'accusa era la mente dell'organizzazione che contattava le persone coinvolte nelle esecuzioni mobiliari e immobiliari invitandole a pagare per occultare o rinviare atti ingiuntivi, o per manipolare procedure esecutive a favore dei debitori.
     Insieme a Giuseppe Aurola finirono in manette Antonio Riccardelli, 68 anni, custode giudiziario nelle procedure esecutive e il 66enne Andrea Antonio Di Fusco, ex cancelliere addetto alle esecuzioni del Tribunale di Gaeta. Non finirono agli arresti all'epoca, ma vengono ora rinviati a giudizio la moglie del Di Fusco, Ada Salvatorina Apicerni, 61 anni, Alfonso D'Errico, 75 anni e il figlio 43enne Giampaolo D'Errico ed infine Raffaele Vincenzo Boccia e Antonio Alfredo Di Russo.
     Secondo il conteggio delle Fiamme Gialle il sistema avrebbe portato profitti per un giro di oltre sette milioni di euro nel corso degli anni che hanno interessato l’inchiesta. Il processo inizierà il 25 gennaio 2013 davanti al collegio penale di Latina.
     Determinò enorme scalpore,  nel 2008,  l’arresto dell’Aurola difeso dall’avvocato Renato Archidiacono, che è vissuto per molto tempo a Sessa Aurunca dove ha molte proprietà e la famiglia. Come si ricorderà – dopo alcuni giorni dall’arresto – su specifica istanza dei difensori di Latina
Tribunale del Riesame sciolse  la riserva e dispose la scarcerazione per Di Fusco e Riccardelli; mentre ad Aurola, che si trovava detenuto in carcere,  concesse gli arresti domiciliari. Per quest'ultimo il Riesame però adottò una misura straordinaria, ovvero: diete  mandato alla polizia giudiziaria di procedere al distacco delle utenze telefoniche fisse e dei cellulari. Si trattò di un misura eccezionale chiesta dalla Procura e tesa a tenere quasi in completo isolamento l'Aurola, onde evitargli  la possibilità di entrare in contatto con l'esterno.
     Secondo l’accusa formulata dal PM si trattava di un’associazione a delinquere che aveva un conto acceso presso la Bancadi Roma di Gaeta di 7 milioni di Euro.  La vicenda delle aste giudiziarie andate deserte entra con tutto il suo peso inquietante nel caso della corruzione al Tribunale di Gaeta ( ma non è un fenomeno solo di Latina anche a Santa Maria Capua Vetere ci sono stati casi di vendite   immobiliari pilotate dalla camorra)  assieme ai funzionari   dell'Ufficio esecuzioni mobiliari, ma marginali rispetto al resto della compagnia tenuta in piedi dall'autorevolezza e dalla spregiudicatezza di Giuseppe Aurola, l'ufficiale giudiziario che teneva in piedi il sistema con modalità lontanissime dalla legalità e dalla sua funzione.

     Ma chi sono e cosa hanno fatto i D'Errico? Alfonso e Gianpaolo ricoprono rispettivamente il ruolo di responsabile e incaricato dell'Istituto Vendite Giudiziarie di Patrica (Frosinone) e secondo la Procura sono stati “partecipi insieme ad Aurola Giuseppe e al Di Fusco Andrea nel perseguire illeciti profitti, in danno di terzi creditori ed a loro vantaggio, compiendo atti in contrasto ai loro doveri, asserendo falsamente di aver tenuto aste andate deserte al fine di far ribassare i prezzi di acquisto e consentire poi il riacquisto ai debitori tramite prestanomi che venivano segnalati dall'Aurola e dal Di Fusco a prezzi vantaggiosi”.

     C'è inoltre,  in questa  inchiesta,  una matassa che ogni giorno è in grado di svelare nuovi anfratti e dettagli un aspetto strettamente finanziario che supporta la tesi del vincolo associativo esistente fra gli indagati e in specie tra Di Fusco, Riccardelli e Aurola, perlomeno nel periodo compreso tra il 2005 e il 2007. I protagonisti, come è noto, sono “semplici” dipendenti pubblici i cui redditi sono noti, perlomeno prevedibili e comunque necessariamente non elevati.
     Ebbene nel periodo che intercorre tra gennaio del 2005 e dicembre del 2007 sul conto acceso da Giuseppe Aurola con il numero 44831 presso la Banca di Roma Unicredit Group è stata riscontrata una movimentazione di somme di denaro in termini di entrate e uscite pari a circa sette milioni di euro, cifra già ampiamente resa nota dalla Procura il giorno della esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare
     Il Tribunale di Gaeta è stato anche coinvolto in un altro atto di grave concussione che ha interessato anche un altro funzionario originario della zona aversana il quale – tratto in arresto – ha poi usufruito dei domiciliari. Elio Tuccillo,  68enne ufficiale giudiziario del tribunale di Gaeta  è stato arrestato martedì scorso per concussione aggravata dalla polizia ferroviaria di Formia. Il Gip Claudio Marcelli, che lo ha interrogato nel carcere di Latina, ha accettato l’istanza per i domiciliari, formulata dai difensori dell’imputato, gli avvocati Alfredo D’Onofrio e Gianfranco Testa. 
     Tuccillo ha proclamato la propria innocenza negando ogni addebito relativo alla richiesta di 500 euro inoltrata all’avvocato che rappresentava una società di franchising di Como per il dissequestro di mobili di arredo di una rosticceria all’interno del Centro commerciale Itaca di Formia.







 
 


  

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