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CAPUTO E POLVERINO INDAGATI / Ecco le imprese coinvolte nel giro di fatture anomale
Scritto il 11 gennaio 2013 da Redazione
In sintesi, il contenuto dei decreti di perquisizione e delle informazioni di garanzia. I finanzieri all’alba di oggi, venerdì, nelle case dei due consiglieri regionali. Il caso di Rocco Sessa, venditore di bibite o addetto stampa? La figura ricorrente di Giuseppe Aprile e quella dell’imprenditore già arrestato per false fatturazioni
CASERTA - Dai decreti di perquisizione, corredati dalle informazioni di garanzia, a carico del consigliere regionale del Pd, Nicola Caputo e di quello del Pdl, Angelo Polverino, emergono altri particolari dell’inchiesta condotta dai giudici della Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli, con l’azione operativa condotta dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza della cittadina partenopea.
Partiamo dalle imprese coinvolte, che nel caso della vicenda relativa a Caputo, sono note, dato che le perquisizioni hanno riguardato anche le sedi queste aziende.
Si tratta della ditta individuale Rocco Sessa, che, secondo l’oggetto sociale si occupa di distribuzione al dettaglio di bevande, ma che a quanto pare ha sostenuto Nicola Caputo come ufficio stampa. Un dato che nell’informazione di garanzia fa dire agli inquirenti che si tratta di un oggetto sociale “incongruente”. E ancora la Progefimm Srl, la Carton Varz Srl e la Printservice Srl. Tutte queste imprese hanno emesso, secondo quello che è scritto nel decreto di perquisizione e nell’informazione di garanzia, fatture di cui Caputo ha presentato rimborso al Consiglio Regionale.
Queste fatture, sempre secondo la Procura, presenterebbero “plurimi ed evidenti profili di anomalia“. Anomalie relative, per quanto riguarda la Progefimm, all’oggetto sociale dell’impresa. Per quanto riguarda, invece, la Carton Varz, anomalie derivano dalle dichiarazioni dell’amministratore di fatto della Progefimm, “che hanno messo in luce - così è scritto nel decreto di perquisizione – profili di evidente irregolarità nell’attività complessiva della Carton Varz Srl, invividuata come azienda sostanzialmente nelle disponibilità fattuali di Giuseppe Aprile anche in anni precedenti alla data di assunzione della carica di rappresentante legale e disponibile ad operazioni di fatturazione per prestazioni rese ad imprese diverse“.
Altra azienda coinvolta nel giro delle fatture anomale la Print Service Srl. E qui salta fuori di nuovo la stessa figura di Giuseppe Aprile, a cui, come nel caso della prima e della seconda impresa, anche questa è riconducibile.
Aspetto rilevante sottolineato nel decreto di perquisizione e nell’informazione di garanzia è che, secondo i magistrati inquirenti “I pagamenti sono stati effettuati non in favore delle ditte emittenti le fatture, bensì in favore direttamente del consigliere regionale, Caputo su sua espressa richiesta“.
Le perquisizioni, avvenute stamattina, hanno riguardato sia l’abitazione di Caputo, sia il suo ufficio in consiglio regionale, sia la sua automobile.
IL DECRETO PER POLVERINO
Anche nel caso del consigliere regionale del Pdl, le fatture presentate per il rimborso, agli uffici amministrativi del consiglio regionale della Campania, conterrebbero, secondo la Procura, “evidenti e plurimi profili di anomalia“.
Anomalie, che riguardano, prima di tutto le modalità di pagamento, “atteso che tali fatture risultano, in massima parte anticipate in contanti dal Consigliere Regionale“.
L’altra circostanza focalizzata dagli inquirenti è relativa all’identità dell’amministratore di fatto dell’impresa che ha emesso le fatture di cui Polverino ha chiesto il rimborso. Si tratta – così è scritto nel decreto di perquisizione / informazione di garanzia – di una persona che “è stata tratta in arresto per il delitto di emissione di fatture per operazioni inesistenti realizzate anche avvalendosi di documenti di identità materialmente contraffatti“.
Anche Polverino, parimenti a Caputo ha subito, stamattina, all’alba una perquisizione presso la sua abitazione di Caserta e presso i suoi uffici alla Regione Campania
G.G.


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