domenica 24 marzo 2013


Per i credenti e per la società civile sono iniziati i riti della Settimana Santa, 
che ci porteranno alla festa di Pasqua.
 
C'è chi invece non ha nessuna luce, nessuna speranza da festeggiare:
gli Uomini Ombra, gli ergastolani ostativi ad ogni beneficio penitenziario,
condannati a quella che essi stessi definiscono una "Pena di Morte Viva".
 
Con una singolare lettera aperta annunciano un altrettanto singolare sciopero:



 Lettera aperta a Don Oreste Benzi (in cielo dal 2007)
fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII

Sciopero della Messa di Pasqua degli uomini ombra


Per conoscenza a Don Gallo, Don Ciotti, Don Mazzi (primi firmatari di una proposta di iniziativa popolare per l’abolizione dell’ergastolo sul sito www.carmelomusumeci.com)


Chi tace sull’ingiustizia, ne diventa complice. La forza dei malvagi è il silenzio degli onesti; la  forza dei malvagi è la debolezza dei cristiani. E tu qualche volta sei appartenuto a “questi onesti”? Ci appartieni anche ora? (“I Fioretti del Don” di F. Lambiasi -  Ed Il Ponte).

Don Oreste, nonostante le numerose iniziative, appelli, le lettere, le firme raccolte e le numerose adesioni di persone importanti, come Margherita Hack, Umberto Veronesi, Agnese Moro e Bianca Berlinguer, ma anche di tanti uomini e donne di Chiesa, contro l’esistenza in Italia della “Pena di Morte Viva”, l’ergastolo senza benefici, nulla è cambiato. E i buoni, nonostante che siano trascorsi dalle nostre condanne venti, trenta e più anni, non sono ancora sazi e continuano a torturarci l’anima, il cuore e la mente. In questi giorni mi sono domandato che altro possiamo fare per attirare l’attenzione, sensibilizzare l’opinione pubblica, per fare capire ai buoni che ricambiare male con altro male, (murare viva una persona senza neppure la compassione di ucciderla) fa sentire innocente qualsiasi criminale.


Don Oreste, ognuno combatte con le armi che ha ed ho pensato di proporre a tutti gli uomini ombra, sparsi nelle nostre Patrie Galere,  lo sciopero della messa di Pasqua, perché per noi, almeno su questa terra,  non ci sarà mai resurrezione. Che cosa abbiamo noi da spartire con questa festa? Tanto vale non festeggiarla, è una presa in giro per noi… Lo so,  non sarai sicuramente d’accordo, non lo è neppure il mio compagno Ignazio che è di fronte alla mia cella,  che non si perde mai una messa, ma che altro possiamo fare per tentare di cambiare il cuore della società civile, dei giudici, dei politici e degli uomini di chiesa, che spesso si occupano solo delle nostre anime e non dei nostri sogni e speranze?

Don Oreste, è da pazzi giudicare un uomo o una donna colpevole per il resto della sua vita e, a parte l’errore, è un orrore. Molti di noi sono diventati uomini nuovi,  perché continuano a punirci? Che c’entriamo noi con quelli che eravamo prima?

Don Oreste, dall’ultima volta che ti ho visto nel carcere di Spoleto,  quando ti schierasti dalla parte dei più cattivi (prima di te lo aveva fatto solo Gesù), mi manchi, ma perché te ne sei andato così presto in cielo? Potevi rimanere ancora un poco su questa terra per darci una mano ad abolire la “Pena di Morte Viva” in Italia. Ora ci sentiamo più soli. Diglielo tu a Dio, io non ho il coraggio (e poi sono anche ateo) che gli uomini ombra per Pasqua non andranno a messa.


Don Oreste, guarda cosa puoi fare da lassù perché stiamo invecchiando e non abbiamo più tempo.
Siamo disperati, molti di noi (siamo già quasi in 300 che hanno aderito)  a settembre sono pronti anche per uno sciopero della fame: non ci resta che la nostra vita per cercare di ritornare nel mondo dei vivi e lotteremo con quella.
Don Oreste, è dura vivere nell’ombra ed è per questo che gli uomini ombra non festeggeranno la Pasqua. Perdonaci almeno tu se puoi.
Il mio cuore ti manda un abbraccio fra le sbarre.

Carmelo Musumeci, Carcere di Padova marzo 2013

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