giovedì 16 maggio 2013



IL CRITICO MARIO ROVINELLO PRESENTA A NAPOLI E CASERTA 


Zacinto mia (Guida editore), il terzo romanzo di Antonio Piscitelli 




dopo
Come
le fate e Si dà il caso, è una storia di storie, un crocevia di personaggi,
uomini e donne della seconda metà del Novecento, in balia di gioie e dolori,
amore e sofferenza, discriminazioni e violenze. Sullo sfondo le vicende
storiche che hanno segnato profondamente le vite di più di una generazione:
la
Seconda Guerra Mondiale, la successiva divisione del mondo in due blocchi
contrapposti, la guerra fredda, la fine del socialismo reale, la rivoluzione
tecnologica, la globalizzazione. E c’è l’Italia, dalla difficile
ricostruzione
economica e morale degli anni cinquanta al boom economico, dal sessantotto
fino
ad arrivare al nostro presente, passando per gli anni della strategia della
tensione e del rapimento di Aldo Moro, la cui morte segna profondamente la
vita
del protagonista Arturo, così come quella di tantissimi italiani: niente
sarà
più come prima dopo la morte dello statista democristiano. È la storia di
una
famiglia, i Miccolis, di Giovanni ed Elena, dei loro figli, Cristina e
Arturo,
il protagonista che “viveva della vita del padre, che venerava quasi fosse
il
suo nume tutelare”. Ed è tramite questo legame fortissimo, spezzato troppo
presto e improvvisamente, che Arturo “conosce” la politica e quell’esigenza
di
partecipazione alla costruzione di un mondo migliore, comune a tanti giovani
della generazione di giovani tra gli anni sessanta e gli anni settanta.
Attraverso suo padre e successivamente attraverso alcune letture
universitarie,
Arturo resta affascinato dall’esperienza della famiglia Olivetti e, in
particolare, dalla figura di Adriano, sostenitore della tesi che una
fabbrica
non poteva e doveva riconoscere nel profitto l’unico suo obiettivo, ma
piuttosto aveva il dovere di contribuire alla crescita sociale e culturale e
alla piena realizzazione dei suoi operai. La storia della famiglia Miccolis
tra
gli anni cinquanta e gli anni sessanta è un tratto comune alle molte
famiglie
italiane, che lentamente superarono le grandi ristrettezze economiche per
poter
iniziare a godere dei piaceri procurati dalle piccole cose da condividere
nell’
ambito del proprio nucleo familiare...

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