venerdì 13 dicembre 2013

LE QUERELE STRUMENTALI COME QUELLE DI ANDREA SULLO CONTRO DI ME FANNO LA FINE DEL ROGO

QUERELE. SE LA TUTELA LEGALE ENTRA NEL CONTRATTO DI LAVORO

L’Associazione Stampa Romana chiede alla FNSI di discuterne. Propone che sia obbligatorio fornirla per gli editori fornirla a dipendenti freelance
ROMA – Con un documento approvato il 9 dicembre 2013, la Giunta della Associazione Stampa Romana ha indicato alla FNSI alcuni punti da inserire nella piattaforma per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro Giornalistico. Fra le questioni poste, c’è l’obbligo dell’editore di fornire tutela legale agli autori degli articoli, foto o video che sono pubblicati, nel caso che querelati o citati per danni. Questa materia finora è stata estranea al contratto che regola i rapporti di lavoro nei giornali, è stata regolata da patti e consuetudini aziendali.
Man mano che le querele e le cause civili per diffamazione diventavano sempre più diffuse, usate strumentalmente per frenare la pubblicazione di notizie sgradite, molti editori hanno cominciato a negare la tutela legale ai loro giornalisti. La diffusione di rapporti di lavoro precario ha reso ancor più grave la situazione di chi deve difendersi in tribunale a proprie spese per ciò che ha pubblicato il suo editore.
Al momento non esistono dati sulla percentuale dei giornalisti attivi che possono contare sulla copertura delle spese legale fornita dall’editore. Sarebbe utile raccoglierli. A complicare la situazione è la legislazione italiana sulla diffamazione, che consente di perseguire gli autori e gli editori sia sul piano penale che su quello civile.
La natura penale del reato di diffamazione – che Ossigeno chiede di abolire, in sintonia con le richieste dell’Onu, dell’OSCE e del Consiglio d’Europa – è il principale ostacolo alla stipula di una assicurazione di responsabilità civile della categoria di ampia copertura e a costi sostenibili.
Bisogna perciò battersi per la depenalizzazione della diffamazione. Ma al tempo stesso occorre stabilire che l’editore che acquista il prodotto del lavoro di un autore e dopo averlo valutato lo pubblica, assume l’impegno di sostenere le spese legali necessarie nel caso che quell’autore, pur avendo agito in buona fede e con la dovuta diligenza, sia querelato o citato per danni a causa di quell’articolo-foto-video.
Un passaggio del documento della Giunta dell’ASR propone la seguente formulazione del patto che si potrebbe inserire nel Contratto:
“Tutela legale dei dei giornalisti – È innegabile come il generale scadimento dei rapporti sociali e la crisi dei modelli istituzionali abbiano opacizzato il ruolo sociale del giornalista. Questo decadimento della funzione democratica dell’informazione e, di riflesso dei suoi protagonisti, si evidenzia bene nel drammatico elenco delle colleghe e dei colleghi minacciati e intimiditi quotidianamente. Non si tratta di episodi isolati, ancorché gravi, ma di una vera tendenza a impedire il libero esercizio del diritto a informare e quindi dei cittadini a essere informati. Un trend che ha per strumenti le cosiddette “querele temerarie” e l’abuso delle denunce, soprattutto civili, per diffamazione. Anche su questo terreno la Fnsi dovrebbe sviluppare un’azione comune con gli editori: sul versante legislativo per portate a compimento una modifica delle legge sulla stampa (datata 1948!), su quello contrattuale per inserire formule di salvaguardia legale da estendere a collaboratori fissi e occasionali”.
È una formulazione interessante per avviare la discussione su questa materia, di cui i giornalisti, loro malgrado, negli ultimi anni hanno dovuto occuparsi sempre più spesso, facendo scoperte spesso sgradevoli solo quando sono stati investiti direttamente dal problema.
Alcuni hanno scoperto tardi che in cassa integrazione o in pensione la tutela legale cessa. Altri, non solo non hanno avuta la tutela legale dell’editore, ma hanno subito cause civili di rivalsa dall’editore che era stato condannato a pagare la sua parte di risarcimento… Altri non hanno ancora scoperto che non possono permettersi il costo delle assicurazioni disponibili sul mercato.
Discutere questi problemi mentre si rinnova il contratto di lavoro dei giornalisti è un passo avanti.
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