Ancora
una interessante puntata dedicata ai delitti più efferati della Terra di
Lavoro. Per lunedì 9 febbraio tratteremo il
caso che accadde il 16 settembre del 1956. Nell’occasione ho incontrato
il fratello della vittima Giannino
Scialdone, grazie al tramite dell’ex assessore di Vitulazio Giovanni Martone. Nella circostanza fu assassinato nei pressi di Vitulazio, in località Gallozzi, a colpi
di pistola il professore Francesco Scialdone di Vitulazio. Lo stesso fu aggredito per
vendetta e fu
simulata una rapina mentre era in motocicletta e si
stava recando dalla fidanzata. Aggredito nella notte da due sconosciuti,
nonostante fosse gravemente ferito e colpito da vari proiettili, giungeva, sulla motocicletta
da lui stesso guidata, con uno sforzo di volontà, dinanzi alla Clinica
chirurgica “Villa Fiorita” di Capua, ove
suonava il claxon e si abbatteva sanguinante sul manubrio del motomezzo. Mentre i medici e gli infermieri lo
sollevavano e gli apprestavano i primi soccorsi d’urgenza, fra cui una
trasfusione di plasma, il giovane
insegnante raccontò le modalità della
sua aggressione e nel frattempo erano giunti presso il centro clinico i
fratelli Saverio e Mario ed il cugino omonimo Francesco Scialdone noto chirurgo. Dopo
lunghe e complesse indagini vennero identificati
gli autori i quali furono arrestati
mentre assistevano al Quiz televisivo
“Lascia o Raddoppia” condotto di Mike
Bongiorno in un bar di Grazzanise. Erano due balordi: Nicola Petrella, di 20 anni, residente a Grazzanise, e Giuseppe Gravante, di 17, da
Castelvolturno. Entrambi furono condannati dalla Corte di Assise di Napoli
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