sabato 4 luglio 2015

OGNI LUNEDI' SU CRONACHE DI CASERTA




UCCISE IL FRATELLO PER IL SOLCO DEL CONFINE TRACCIATO SUL SUO TERRENO- Caino e Abele degli anni Cinquanta si scontrarono per l’appoggio di un muro divisore, per il furto di un sacco di  noci e  di  un pioppo- Tre colpi  di pistola  al cuore per  regolare la vertenza- La vittima si era confrontata con Ruggiero Pignata e Vincenzo Di Bello i mammasantissima  del posto.  Epoca in cui Bardellino e Sandokan erano ragazzi-  L’imputo  infatti lamentava che nella divisione dell’eredità paterna il fratello ucciso  avesse avuto una parte maggiore ed i migliori terreni- L’uomo era stato ucciso proditoriamente e non in duello, così come voleva far credere l’assassino.- Venticinque anni di dispetti e dissidi tra i due fratelli.- Il rancore che ha determinato il delitto.- Il racconto dell’assassino poco credibile.- La  condanna  per l’omicidio a 20 anni di reclusione; per l’arma  ad un anno di reclusione e a  3 anni di libertà vigilata a pena espiata, con la interdizione perpetua dai pubblici uffici. In appello pena ridotta ad anni 16. Accadde a Casal di Principe nel 1949.




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