martedì 10 novembre 2015

Tempo fa mia figlia ha scritto queste parole: Nessun uomo al mondo potrà mai essere paragonabile al mio dolcissimo papà… nessuna persona sa amare come lui! Ed io ti aspetto.
(Diario di un ergastolano 





 Da tempo è stata presentata una proposta di legge per cercare di mantenere e migliorare le relazioni affettive con i propri familiari che vivono dietro le sbarre. L’altro giorno, nel carcere di Padova dalla Redazione di “Ristretti Orizzonti”, in collegamento via skype, alcuni detenuti e i loro familiari hanno dato la loro testimonianza alla Commissione Giustizia della Camera sul tema degli affetti in carcere.  Contemporaneamente alcune dichiarazioni di certi politici “Bordelli in carcere”; “I nostri penitenziari non devono diventare postriboli ed i nostri agenti penitenziari non devono diventare guardoni di Stato” mi hanno fatto cadere le braccia e il cuore per terra. E ho pensato come a volte sanno essere “cattivi” i “buoni” che non commettono reati, che hanno la fedina penale pulita e che forse fanno  la comunione tutte le domeniche durante la messa. Si parla spesso di responsabilizzazione dei detenuti, ma  difficile che un detenuto si senta responsabile quando su certi giornali legge titoli come “Celle a luci rosse”. È difficile pentirsi del male fatto quando una volta in carcere, in nome del popolo italiano, ti proibiscono di dare, o ricevere, un bacio o una carezza in intimità con i propri genitori o con la propria compagna o con i propri figli. In questo modo col passare degli anni in carcere smarrisci la forza e la voglia di amare. E la cosa più tremenda è che non ti accorgi neppure di perderla perché con il passare del tempo “l’Assassino dei Sogni” (come chiamo io il carcere) ti mangia tutto l’amore che avevi prima di entrare in galera.
Alla lunga il carcere divora l’amore di chi sta fuori e uccide l’amore di chi sta dentro. E l’amore in carcere quando finisce non fa rumore, ti spezza solo il cuore.
Credo che nessuna pena, nessuna legge, neppure Dio, dovrebbe impedirti di amare, di dare un bacio, una carezza alle persone che ami, neppure in nome della sicurezza sociale. Eppure nelle nostre Patrie Galere accade anche questo. Sembra che l’Assassino dei Sogni odi l’amore e usi le sbarre, i blindati e i cancelli, per non farlo entrare. E quando l’amore riesce a entrare sa di ghiaccio perché non puoi sfiorarlo e toccarlo.
Credo che in fondo i detenuti italiani non chiedano molto, neppure la luna, chiedono solo, come accade in molti paesi del mondo, di continuare a rimanere umani per potere amare ed essere amati.

Carmelo Musumeci
Carcere di Padova novembre 2015
 Per chi volesse ascoltare la registrazione dell'audizione:  http://www.radioradicale.it/scheda/457653/commissione-giustizia-della-camera?i=3478023     (03.11.2015)


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