domenica 21 maggio 2017


UN CRONISTA
SENZA PREMI
E
SENZA SCORTA



Ho un progetto – ambizioso – scrivere  le cose che gli altri non hanno scritto. Sono stato, infatti, il primo (se non l’unico) a portare in libreria “fatti e misfatti” di Terra di Lavoro; almeno questo merito me lo si deve riconoscere, anche se il mio rammarico è racchiuso tutto in una frase del collega Carlo Desgro il quale, nel parlare del mio primo libro mi definì “un cronista senza premi e senza scorta”…
Nel prosieguo  di questo filone di “legal-thriler”(*-1) dopo il successo del mio primo libro “Il delitto di un uomo normale” (Albatros-Mursia, 2009,tre edizioni)uscito dopo 15 anni di ricerche, ripubblicato poi nel 2016,  con il titolo di “Il caso Tafuri”, arricchito dall’arringa inedita di Alfonso Martucci e dopo “Delitti in bianco & nero” a Caserta (Editalia 2017) che dopo pochi giorni già si avvia alla ristampa ho in animo un nuovo progetto editoriale. Chi è dotato di estro schizofrenico letterario come il mio “costruisce” e “demolisce” con le stessa velocità. Mio padre soleva dire:  Chi fraveca e sfraveca nun perde maje tiempo”…
Dico questo per dire che faccio un progetto, ci lavoro per un tempo e poi mi annoia (non mi soddisfa)e lo abbandono… poi lo riprendo… magari con qualche variante. Un esempio? Ho iniziato da qualche anno una ricerca sul “delitto d’onore” ed ho consultato presso l’archivio storico di Avellino il processo del delitto del Dr. Luigi Carbone (ironia della sorte, nome e cognome omonimo di mio genero). Il medico di Lapio sgozzò con un rasoio (nel sonno) la giovane moglie perché si era presentata “non pura alle nozze”, poi lavatosi le mani “lorde di sangue” si recò in un bar ed uccise una giovane sorella del presunto seduttore. Processo e riconoscimento del delitto d’onore condanna a pochi mesi…
Numerosi viaggi ad Avellino con dispendio di energie fisiche ed economiche. Ho proseguito le ricerche presso l’emeroteca di Capua. Poi convintomi che avrei dovuto riportare le arringhe di Alfredo De Marsico e Giovanni Porzio (per me importantissime)per molti inutili e noiose (visto anche che nessun avvocato giovane o vecchio ha apprezzato le arringhe che ho inserito nel mio “Il caso Tafuri”) ho abbandonato – per ora -  il progetto. Mi è venuto ora in mente di lavorare alacremente al libro sul delitto Gallozzi. Però il pensiero è subito volato verso un altro progetto: L’impiccato di via Galatina… la storie delle sorelle Panarella omicide e incestuose. Accusate di aver ucciso il fratello confessarono. Nel processo ritrattarono. Una folla di cittadini alla loro uscita dal carcere gridò: “Assassine”…
Poi la lampada della schizofrenia giornalistica si è riaccesa ed il mio pensiero è corso al delitto del commissario Luigi Calabresi. Lo sapete che il suo assassino Leonardo Marino(*-2) è nato a Pastorano  e la sua famiglia vive a Caserta…???



   


(*-1)Il thriller legale, giallo giudiziario o ancora thriller giudiziario (spesso si utilizza l'accezione in lingua inglese di legal thriller), è un sottogenere del thriller, in cui hanno un ruolo fondamentale le storie di avvocati, pubblici ministeri, giudici ed altre figure del mondo giudiziario, messe in relazione a fatti criminosi ed ai processi giudiziari a questi collegati. Il funzionamento del sistema giuridico in sé gioca una parte importante in queste opere, ed occasionalmente si potrebbe considerare quasi come uno dei personaggi. Generalmente in queste opere gli avvocati si ritrovano profondamente e personalmente coinvolti nella vicenda, mentre il loro cliente è solitamente innocente ed estraneo al crimine di cui è accusato 

(*-2) Figlio di un casellante di Settimo Torinese, immigrato da Caserta (nato a Pastorano)  con la moglie Filomena. Ha tre sorelle. Marino studiò a Torino dai salesiani, ma nel 1959, quando morì il padre, dovette tornare a casa e fare il capofamiglia. Nel 1966 entra alla Fiat Mirafiori, reparto verniciatura.


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