La piazza verde della Reggia adottata dagli
imprenditori di Caserta
Dieci imprese hanno risposto alla chiamata
del primo cittadino. Si faranno carico della manutenzione del tappeto erboso
che non ha eguali al mondo e delle siepi artistiche
Le imprese coinvolte: Boston Tapes, Eurogiardinaggio,
Getra, Gruppo Boccardi, Firema Titagarh, Ferrarelle, Landolfi e Traettino
Costruzioni, Proma, Pineta Grande Hospital e il Gruppo Pascarella con i marchi
Powergas e M.Car.
di Luigi Ferraiuolo
«Una bella mattina, in pieno Covid, ci è arrivata una
lettera del sindaco di Caserta, Carlo Marino, che ci chiedeva di occuparci del
verde monumentale di piazza Carlo III, l’immensa piazza davanti alla Reggia,
fino al 31 dicembre 2020. Era una richiesta inaspettata, ma non ci siamo tirati
indietro». Così Gianluigi Traettino, presidente di Confindustria Caserta,
racconta come è cominciato il miracolo civico della piazza dei «Campetti», come
li chiamano i casertani.
Dieci imprese che si accollano l’onere di manutenere lo
slargo più grande d’Europa davanti al palazzo reale più bello: la Reggia di
Caserta. L’unica piazza monumentale al mondo ad avere un tappeto di verde sotto
i piedi delle persone che la vivono e non selciato o asfalto. Una vera e
propria azione civica di grande impatto non solo per il monumento e la città ma
anche per l’Italia, considerato che la Reggia è visitata ogni anno da circa un
milione di persone, molti stranieri. E trovare la savana al posto di prato e
siepi artistiche non è certo un buon biglietto da visita, per nessuno.
«Ogni volta che andavo alla Reggia - spiega il primo
cittadino di Caserta, Carlo Marino - era un tormento. Tutti mi indicavano
l’erba alta, anche oltre un metro, in piazza Carlo III. E io non sapevo come
fare: la piazza è di proprietà del Demanio e il Comune non ha un titolo diretto
a intervenire, al di là del costo molto ingente. Ma i Campetti erano
impresentabili, gli interventi del Demanio troppo radi: bisognava occuparsene.
E allora ho chiesto aiuto agli imprenditori casertani e ho scritto, in spirito
di collaborazione civica. E l’adozione ha funzionato. È un esempio importante
che si sta replicando in altri siti della città: da gennaio ci sarà la
staffetta. Il Comune subentrerà al posto degli imprenditori».
A rendere complessa la cura della piazza - in una terra,
quella meridionale, storicamente poco attenta al bene comune - le difficoltà
burocratiche con il Demanio, proprietario del monumento; ma anche la situazione
economica del Comune di Caserta, che sta finalmente uscendo dal dissesto
finanziario. «Già nel 2018 ci siamo presi cura della piazza - aggiunge
Traettino, ideatore dell’azione civica - ma poi ci eravamo fermati. Dopo la
richiesta del sindaco abbiamo deciso che non potevamo dire no. Un’impegno
temporaneo capace di sviluppare dei nuovi modelli di collaborazione civica. E
mi pare che nella città del Premio Buone Notizie l’esempio man mano stia
contaminando tutti». Infatti anche in altre piazze del capoluogo casertano si
sta riproponendo il modello.
Le imprese coinvolte sono le più svariate: da grandi
multinazionali a prestigiose aziende del food&beverage ad alberghi,
cliniche e manifatture, come Boston Tapes, Eurogiardinaggio, Getra, Gruppo
Boccardi, Firema Titagarh, Ferrarelle, Landolfi e Traettino Costruzioni, Proma,
Pineta Grande Hospital e il Gruppo Pascarella con i marchi Powergas e M.Car.
Anche perché curare i «campetti» nella maniera adeguata costa. Sono circa 130
mila metri quadri a verde monumentale dove ci si può incontrare a chiacchierare
ma anche fermarsi a godere il bellissimo prato. L’investimento è di circa
ottantamila euro da maggio, quando le imprese sono subentrate al Demanio, fino
alla fine di dicembre. L’intento delle imprese è anche permettere che in uno
spazio così grande si possano organizzare eventi culturali o happening
(rispettando le regole del Covid, ovviamente) che facciano della piazza il
«palcoscenico» naturale immaginato dal progettista Luigi Vanvitelli. «Piazza
Carlo III - spiega Tiziana Maffei, direttore della Reggia - è il biglietto da
visita della città. Anche la Reggia punta a creare azioni civiche, finalizzate
a contribuire alla salvaguardia del patrimonio e a una gestione che valorizzi
l’identità del museo e porti a un concreto sviluppo locale. Molte iniziative
sono già in corso: un gruppo di immigrati dello Sprar è impegnato nella
manutenzione del parco della Reggia e una associazione di runner, “Reggia
running”, cura la pineta. Non saranno le uniche: la condivisione di obiettivi e
azioni con le forze produttive e sociali del territorio è fondamentale».
Fonte: Buone Notizie / Corriere della Sera


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