Dieci anni fa
Domenica 10 aprile 2011. Cecilia Malmström, commissario agli affari interni dell’Ue, dichiara che i permessi temporanei italiani non sono validi nell’area Schengen.
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Vicino a Ventimiglia, un gruppo di romeni ha preso a pugni e a calci un uomo che era uscito in strada a difendere il figlio da un’aggressione. Quest’uomo alla fine è morto, non si sa ancora se per aver battuto la testa nella caduta o per le percosse ricevute. «Ci troviamo a Torri, piccolo borgo medioevale a pochi chilometri da Ventimiglia (provincia di Imperia). È un posto tranquillissimo, dove non succede e non è mai successo niente. Il sindaco ha raccontato che la notte si dorme con le porte e con le finestre aperte. Sabato sera c’era una festa all’“Osteria del nonno”. Uno dei partecipanti, di nome Claudio Allavena, è uscito in strada con il suo cane e un gruppo di ubriachi ha cominciato a sfotterlo e a toccargli il cane. Claudio ha preso la sua bestiola in braccio e gli ha risposto per le rime. Quelli se ne sono andati, ma poi sono tornati più numerosi, hanno afferrato Claudio e cominciato a tirare cazzotti. Ci sono state delle grida. L’“Osteria del nonno” è a un passo dall’abitazione del giovane malmenato. Suo padre, Walter, 53 anni, idraulico, ha sentito le urla ed è sceso in strada per vedere che stava succedendo. Ha provato a togliere il figlio dalle mani di quei teppisti, ma quelli gli si sono rivoltati contro e lo hanno colpito con una gragnuola di calci e pugni. L’uomo è caduto in terra. Fuga generale. Ma il poveretto intanto era morto» [Dell’Arti, Gazzetta].
Venti anni fa
Martedì 10 aprile 2001. «Compromesso su Radio Vaticana. Il ministro dell’Ambiente Bordon ha firmato l’ordinanza che stabilisce l’oscuramento del ripetitore dell’emittente pontificia, sospettato di provocare tumori nella popolazione di Cesano, vicino a Roma. Ma Radio Vaticana assicura: da lunedì si adeguerà alla legge italiana sulle onde elettromagnetiche, riducendo i tempi di trasmissione. Il presidente del Consiglio Amato aveva richiamato Bordon alla cautela. Era stato deciso di concedere all’emittente pontificia altro tempo per ridurre le emissioni. Il premier ha avvertito: così si rischia una crisi diplomatica. Il presidente dell’Enel Chicco Testa in una intervista al Corriere si dice contrario alla psicosi e critica la politica ambientalista del governo: “Trovo intollerabile l’arroganza di alcuni esponenti Verdi”» [CdS].
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I Paesi Bassi, ancora una volta primi al mondo, legalizzano l’eutanasia.
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La stanza del figlio di Nanni Moretti vince il Donatello come miglior film
Venticinque anni fa
Mercoledì 10 aprile 1996. A Palermo il processo a Giulio Andreotti viene rinviato al 15 maggio, a causa della sostituzione di un giudice a latere. Il processo dovrà ricominciare da zero, tranne che le parti si accordino per salvare una parte degli atti
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Il Presidente del Consiglio Dini afferma che entro il 15 maggio sarà necessario varare una manovra aggiuntiva che consenta di non superare il deficit previsto di 109 mila e 400 miliardi.
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L’avvocato Agnelli dà al nipote John Elkann il 25% in nuda proprietà del capitale della società Dicembre s.s. riservando a sé stesso l’usufrutto.
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In Australia, record mondiale di velocità del vento: 408 chilometri orari registrati sull’isola di Barrow, durante il passaggio del ciclone Olivia. Record precedente: 372 km/h nel 1934 sulla vetta del Monte Washington, nel New Hampshire (Stati Uniti).
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«Il lusso non è più peccato. Parola dell’enciclopedia Treccani che ha deciso di riabilitare lo stile di vita lussuoso stigmatizzato nell’edizione pubblicata durante il Ventennio fascista come “causa di sperperi, di distruzioni di capitali e di consumi irragionevoli, del tutto improduttivi”. Ora alla voce “lusso”, nel quinto volume dell’enciclopedia delle Scienze sociali Treccani, non corrisponderà più quella secca condanna. Al suo posto una spiegazione storico-economica senza alcun giudizio morale del concetto di lusso che sottolinea come l’ostentazione della ricchezza corrisponda oggi a una logica di affermazione di status sociale. La nuova voce occuperà venti colonne di testo contro l’unica della precedente edizione» [CdS].
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Pubblicità. Sul Corriere una manchette per il libro di Forattini: Berluscopone. Tutte le carte della partita del Cavaliere.
Trenta anni fa
Mercoledì 10 aprile 1991. Ore 22.03: la Moby Prince salpa dal porto di Livorno per Olbia. A bordo oltre ai membri dell’equipaggio anche 76 passeggeri. Alle 22.25.03 il traghetto sperona la superpetroliera italiana Agip Abruzzo, ancorata in rada, che prende fuoco. Ore 22.25.27: la Moby Prince lancia l’Sos: «May Day... May Day. Moby Prince, Moby Prince, May Day, May Day, (interferenze radio) May Day, Moby Prince, siamo in collisione, siamo in fiamme, occorrono... i vigili del fuoco, Compamare se ci aiuti, prendiamo fuoco! May Day, May Day...». Ore 22.26.09: anche la petroliera lancia l’allarme: «Agip Abruzzo da Genova Radio. Siamo incendiati, siamo incendiati, c’è venuta una nave addosso. Presto presto elicotteri, qualcheduno». Ore 20.44.28: la Moby Prince cerca di mandare un nuovo May Day coperto dalla comunicazione della Cape Breton e nessuno le risponde. Nessuno se ne preoccupa. Dopo 40 minuti i vigili del fuoco arrivano sull’Agip Abruzzo e fanno evacuare il personale. Al traghetto in fiamme, che gira su stesso alla deriva, faranno caso solo i rimorchiatori che hanno a bordo l’equipaggio dell’Agip Abruzzo. Ne parleranno come di una bettolina impazzita: «Insomma Franco fai attenzione che c’è la nave vedrai che sicuramente è abbandonata e sta facendo giri su se stessa capito! Eh… e l’è tutta in fiamme». Ore 23.43: una motovedetta si avvicina alla Moby Price e illumina un uomo attaccato al parapetto: «Abbiamo raccolto un naufrago, dice che c’è ancora persone sulla nave». Solo alla 2.20 il comandante del rimorchiatore Tito Neri Settimo decide di sua iniziativa di mandare a bordo del traghetto un suo marinaio per agganciare la nave. La prima persona a salire da poppa sul traghetto dopo la collisione è il marinaio Gianni Veneruso. Non può fare più niente.
L’11 aprile, alle 13, il traghetto, fumante, fa il suo ingresso in porto e viene ormeggiato alla Darsena Petroli del porto di Livorno. Nel pomeriggio vengono recuperate nove salme. Il 12, i vigili del fuoco riescono a entrare nei saloni interni e a recuperare le salme de 131 che erano a bordo.
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Giovanni Falcone si trasferisce alla direzione degli affari penali del ministero della Giustizia.
Quaranta anni fa
Venerdì 10 aprile 1981. Un’avaria alla memoria dl un computer ha costretto i tecnici della Nasa a rinviare alle 13.50 (Italiane) di domani il lancio della prima navetta spaziale riutilizzabile, il «Columbia», previsto per le 13.50. Più di mezzo milione di persone si erano ammassate nella zona del centro Kennedy per assistere al ritorno degli americani nello spazio. I due astronauti John Young e Robert Crippen, delusi per l’inconveniente, torneranno al posto di comando della navetta domani un’ora prima della partenza.
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A Venezia Nazario e Marisa Succo vengono ritrovati cadaveri nella loro vasca da bagno. I sospetti degli inquirenti ricadono sul figlio, il 19enne Roberto di cui non si ha traccia.
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Ciro Imperato e Giovanni Caputo, due detenuti in attesa di giudizio, hanno scelto il suicidio per protestare contro la lentezza della giustizia. Dopo l’ennesimo rinvio della loro udienza si sono barricati nella cella della sezione-transiti del carcere di Salerno, un ex convento del tredicesimo secolo trasformato in penitenziario, e hanno dato fuoco ai materassi. Sono morti bruciati vivi.
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A Pechino «un’anziana signora si è presentata in redazione con una borsa di plastica nera e l’ha vuotata su un tavolo. Ne sono usciti quattro pesci, dai quali emanava un odore nauseabondo. «Puzzano, vero? — ha detto la donna con voce concitata —. Li ho comprati poche ore fa in un grande negozio di alimentari. Sono guasti, putrefatti. A chi mi rivolgo ora? A chi chiedo giustizia?». I redattori hanno pubblicato la storia sul giornale. Il mattino seguente si è precipitato in redazione il direttore del negozio sotto accusa, accompagnato dalla commessa che aveva venduto il pesce marcio. Hanno fatto insieme l’autocritica e poi si sono recati a casa della donna per offrirle, come risarcimento, quattro pesci freschissimi. Il giornale ha puntualmente informato i lettori della felice conclusione della vicenda, con l’aria del buon giudice che pone rimedio a un sopruso. Episodi come questo spiegano il grande successo del Beijing Vanbao («Giornale della sera di Pechino»), il quotidiano – chiuso durante la rivoluzione culturale – che ha ripreso le pubblicazioni un anno fa e ha superato in questi giorni il milione di copie di vendita. «Venderemmo anche di più – dice il direttore, che si chiama Ku Xing ed è un signore allegro e loquace – se avessimo abbastanza carta per la stampa. Ma la carta purtroppo è razionata e perciò la tiratura è bloccata» [CdS].
Cinquanta anni fa
Sabato 10 aprile 1971. Nel quadro di iniziative diplomatiche la squadra di ping pong statunitense viene ospitata per una settimana in Cina. «Sono i primi americani a visitare l’Impero da quando Mao è al potere, è come sbarcare sulla Luna. Nel gruppo c’è Judy Bochenski Hoarfrost, 15 anni, caschetto castano, occhi azzurri: sostituisce per caso un compagno e si ritrova sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo mentre stringe la mano al primo ministro cinese Zhou Enlai. Prima di questa banda di ragazzini solo undici americani erano stati ammessi nella Cina comunista, ma erano i compagni del Partito delle Pantere Nere. Per Richard Nixon, che ha costruito una carriera politica sull’anticomunismo, la possibilità di un riavvicinamento con Pechino è l’occasione di dividere il campo comunista internazionale e allentare la pressione sugli Stati Uniti impantanati nel Vietnam» [Veronese, Giornale].
Sessanta anni fa
Lunedì 10 aprile 1961. «Abbiamo atteso per tutta la giornata di oggi la notizia del lancio del primo uomo nello spazio: ma, sino al momento in cui vi trasmettiamo queste righe, la notizia non è venuta, e non sappiamo proprio quando verrà […]. Le ultime informazioni della giornata sono che bisogna ancora- attendersi una “grossa notizia” molto presto; qualcuno ci ha detto “di ora in ora”. Quel che non sappiamo è se sia soltanto la notizia che si attende o non, piuttosto, l’avvenimento stesso. Purtroppo, gli elementi di cui disponiamo non offrono indicazioni abbastanza precise su ciò che è accaduto» [CdS].
Jurij Alekseevič Gagarin volerà nello Spazio mercoledì 12. «Per la prima volta un uomo ha volato nello spazio. L’uomo si chiama Jurij Alekseevič Gagarin, ha compiuto da poco i ventisette anni, essendo nato il 29 marzo 1934, in provincia di Smolensk. Viene da una famiglia di contadini, è stato fonditore, poi perito industriale, finalmente è diventato pilota dell’aeronautica militare sovietica. È sposato: la moglie, Valentina Ivanovna, fa l’infermiera; ha avuto da lei due figlie: Elena, di quasi tre anni, Galina, di un mese. La sua biografìa è, insomma, priva di singolari caratteristiche, - simile a quella di tanti altri -tipica, proprio per l’assenza, fino a oggi, di fatti straordinari, di un’intera generazione di gente russa, la generazione che ha compiuto il gran passo, dalla civiltà-contadina, arretrata e primitiva, alla civiltà industriale, protesa verso nuove realizzazioni tecniche e civili. È proprio questo personaggio qualunque, Jurij Alekseevič Gagarin, ha volato, stamane, a bordo di una nave satellite chiamata “Vostok” (Oriente), attorno alla Terra, a distanza immensa dalla superficie del nostro pianeta. Per la prima volta un uomo ha davvero visto la nostra amata Terra come un corpo celeste lontano nello spazio. Appena un’ora e 48 minuti sono bastati a Jurij Alekseevič Gagarin per compiere a bordo del suo favoloso veicolo un intero volo orbitale attorno al globo. Il volo è cominciato alle 9.07 di mattina (ora di Mosca) ed è terminato alle 10.55. L’astronauta ha potuto comunicare con la base. Appena atterrato ha detto che stava bene. Più tardi ha aggiunto: «Ho visto con i miei occhi che la Terra è rotonda e di colore azzurro, mentre il cielo è scuro» [CdS].
Ottanta anni fa
Giovedì 10 aprile 1941. Atlantico. Primo gesto di ostilità degli Stati Uniti contro la Germania: al largo dell’Islanda, durante un’operazione di soccorso ai naufraghi di un mercantile olandese affondato, il cacciatorpediniere americano Niblack sgancia cariche di profondita’ contro l’U-Boot responsabile dell’affondamento [Salmaggi e Pallavisini].
Durante un bombardamento inglese su Berlino, è distrutto il teatro dell’Opera
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La Croazia proclama la propria indipendenza.
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Jugoslavia. Zagabria è superata dalle forze dell’Asse in marcia verso sud. La città cade dopo un’effimera resistenza [Salmaggi e Pallavisini].
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Grecia. Il gen. Henry Maitland Wilson, comandante il corpo di spedizione britannico, dà l’ordine di ritirata, indotto a questa decisione dallo spettro di una seconda Dunkerque [Salmaggi e Pallavisini].
Cento anni fa
Domenica 10 aprile 1921. La fondazione del fascio a Mezzana Bigli (Pavia) è seguita dalla devastazione della locale Società di mutuo soccorso e delle organizzazioni di sinistra con sede a Garlasco, Lomello, Tromello, San Giorgio, Valle Lomellina e Ottobian. A dirigere le spedizioni sono i fratelli Cesare e Mario Forni. [Franzinelli1]
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L’operaio ventiquattrenne Arturo Breviglieri, latitante per omicidio politico, è ferito mortalmente durante una spedizione punitiva a Pontelagoscuro (Fe); i suoi compagni occupano militarmente la cittadina e compiono dure rappresaglie, incendiando la Camera del lavoro. I «sovversivi» sono costretti a sfilare dinanzi al feretro e a baciare le mani del cadavere [Franzinelli1].
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In provincia di Bologna distrutte le organizzazioni di sinistra di Toscanella; incendiati a Mordano, paese natale del dirigente fascista Grandi, la Lega, il circolo proletario e la sezione comunista [Franzinelli1].
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Bruciate ad Ariano Polesine (Ro) le sedi della Camera del lavoro e della Lega contadina. Quattrocento fascisti mettono a ferro e fuoco l’abitato di Mossano (Vi), con l’incendio di case coloniche. A Venezia gli squadristi disperdono il comizio dell’onorevole Elia Musatti.
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Squadre fasciste provenienti da Cerignola espugnano il municipio di San Severo (Fg); nel successivo assalto a un circolo di sinistra è gravemente ferito l’autista del camion della Disperata, il ventiseienne Raffaello La Serpe (spirerà dopo tre giorni di agonia) [Franzinelli1].
Centoventi anni fa
Mercoledì 10 aprile 1901. Loubet con la squadra francese partito da Nizza entra nella rada di Telone, dove è già la squadra italiana ad attenderli. Lo stesso giorno il Presidente e il duca di Genova si scambiano le visite; e Loubet telegrafa al re d’Italia ringraziandolo del Collare dell’Annunziata inviatogli per mano del Duca. Alla sera banchetto ufficiale ove il Presidente e il Duca fanno i tradizionali brindisi con scambio di augurii e di saluti alle due nazioni.
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Un proclama del governatore Milner annunzia che comincia nella colonia del Transvaal l’amministrazione civile.
Centosessanta anni fa
Mercoledì 10 aprile 1861. In Venosa il capo banda Croce ordina il disarmo, fa uccidere molte persone, pone a sacco e a fuoco la città facendo un bottino di circa 60.000 ducati, col quale se ne va a desolare i paesi circostanti (Comandini).
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In Torino, il presidente della Camera, Rattazzi, coi deputati Buoncompagni e Malenchini, recansi da Garibaldi a chiedergli schiarimenti su pretese sue parole, dette a Caprera alla deputazione degli operai offensive per il Re, per la Camera, per il Governo. Garibaldi risponde di non avere voluto offendere la Camera ma di non sentire il bisogno di ritrattare le proprie parole.
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Esce a Firenze opuscolo del marchese Cesare Trevisani intitolato Roma capitale d’Italia, in risposta alle Questioni urgenti di Massimo d’Azeglio. Si sostiene la tesi che l’Italia deve avere Roma (Comandini).
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Il governatore del Massachusetts ha approvato una proposta di William Barton Rogers per la creazione nella locale città di Cambridge di un istituto in cui siano insegnate scienza e tecnologia. «Non troppo laboratorio, ma l’insegnamento dei principi che stanno alla base del lavoro in laboratorio» secondo la filosofia delle università tedesche. La nuova università si chiamerà Massachusetts Institute of Technology (Mit).
Duecento anni fa
Domenica 10 aprile 1821. In esilio da cinque anni sull’Isola di Sant’Elena Napoleone fa sapere: «Sono ancora abbastanza forte, il desiderio di vivere mi soffoca» [Ciopponi, Innamorati di me].
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