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venerdì 4 giugno 2021

 

A cura di Lara Crinò - 5 giugno 2021

Damien Hirst: l'arte sono io

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A trent’anni esatti dal primo squalo in formaldeide, Damien Hirst, l’ex young british artist, sta per portare alla Galleria Borghese di Roma le sue opere: un evento che lo fa entrare nella storia dell’arte da vivo, e dalla porta principale. Dario Pappalardo lo ha intervistato in anteprima esclusiva. Al loro colloquio, illustrato dalle prime immagini dell'allestimento della mostra Archaeology Now, è dedicata la copertina di Robinson in edicola oggi con Repubblica (e tutta la settimana a 50 centesimi): più di ottanta tra sculture in bronzo, marmo e malachite, ma anche dipinti e oggetti di vario formato, dialogano con i capolavori di Bernini, Caravaggio, Canova. Ma “re Damien” non è intimidito da questa impresa: “Non mi interessa il confronto. Il mondo in cui viviamo è molto diverso rispetto a quello dei maestri della Galleria Borghese. Oggi si è artisti in maniera differente”. Dopo questo dialogo che racconta non solo il percorso di Hirst, ma le evoluzioni del contemporaneo, troverete sulle nostre pagine le recensioni alle novità in libreria. Questa settimana, tra le altre, quella di Mariarosa Mancuso al classico americano Un bacio prima di morire di Ira Levin e quella di Gianluca Di Feo alla biografia che l’argentina Victoria Ocampo dedicò a Lawrence d’Arabia.

L’autore da riscoprire, a grande richiesta dei nostri lettori, è invece il siciliano Vitaliano Brancati, di cui scrive Concetto Vecchio.

Potete scriverci a robinson@repubblica.it e seguirci sui nostri social: Instagram (robinson_repubblica) e Twitter (Robinson_Rep).

Arte

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Dalle appassionate ricerche di pittori, compositori e poeti sulla relazione tra suono e visione nacquero esperienze artistiche che ibridavano i linguaggi espressivi e opere che comprendevano il potere della musica di evocare immagini, che ambivano alla sinestesia perfetta tra i sensi, ispirate dal sogno dell’opera totale wagneriana. La mostra al Palazzo Roverella di Rovigo parte da qui, esponendo i capolavori simbolisti e le partiture di colore di Kandinskij. La racconta su Robinson Olga Gambari (qui sopra, Vasilij Kandinskij: La grande porta (Nella capitale Kiev), 1928).

Sempre nelle pagine dell'Arte, la nostra corrispondente da Parigi Anais Ginori racconta un grande progetto in anteprima: mentre il Centre Pompidou firmato da Renzo Piano e Richard Rogers si prepara al restauro, Parigi annuncia la nascita di una sede americana. Aprirà nel 2024 a Jersey City, a pochi minuti da Manhattan.

Libri per ragazze e ragazzi

Ebbene sì, cari bambini: anche diventare un pollo gigante è un superpotere! Parola di Sam Copeland, scrittore inglese per l'infanzia, che in un libro bestseller in patria racconta proprio questa strana metamorfosi. Una storia ad alto tasso di divertimento, uno svago perfetto per l'estate alle porte. Ma c'è qualcosa di più: perché come ci spiega l'autore, in un articolo che pubblichiamo in esclusiva sulle nostre pagine dedicate all'editoria per ragazze e ragazzi, il vero superpotere che dobbiamo coltivare, a qualsiasi età, è l'amore per la lettura.

Fumetti

Nello spazio dedicato ai fumetti questa settimana troverete un'intervista molto particolare. Il protagonista è Macoto Tezuka, il figlio di Osamu Tezuka, il più grande autore del Sol Levante, tanto da essere chiamato “Manga no Kamisama”, “Il Dio dei manga”.  In soli sessant’anni di vita ha prodotto 700 opere per più di 150 mila pagine, raccolte in oltre 400 volumi pubblicati dalla casa editrice Kodansha. Dal racconto sulle opere del padre, al suo rapporto con lui, alle considerazioni sulla società giapponese del passato e contemporanea, quello che emerge dal colloquio tra Macoto Tezka e Luca Valtorta è un affresco importante sul mondo di uno degli artisti del fumetto, anzi del manga, più importanti della storia.

Spettacoli

Da pop star planetaria a bersaglio di polemiche mediatiche per aver strappato una foto del papa in tv, dalla conversione all'Islam ai disturbi mentali, dalla solitudine degli ultimi anni a un nuovo disco che dovrebbe uscire nei prossimi mesi. Oggi, a 54 anni, l'irlandese Sinéad O' Connor si racconta in un'autobiografia senza censure appena uscita nei Paesi anglosassoni. Nelle pagine degli Spettacoli, vi raccontiamo cosa contiene.

Straparlando

 

Questa settimana lo Straparlando è dedicato allo storico dell'arte Augusto Gentili: dall'amore giovanile per il calcio, agli studi di storia dell’arte con Bonicatti e Argan, alla scelta di dedicarsi ai veneti e al genio del Vecellio, Antonio Gnoli ha raccolto confidenze e memorie di uno studioso fuori dagli schemi.

di Michele Smargiassi

 

La mafia, fuori e dentro

Del romanzo Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, pubblicato nel 1960, è molto nota, anche a chi non ha mai letto il libro, la nomenclatura degli esseri umani che il padrino don Mariano Arena dispiega alle orecchie dell'esterrefatto capitano Bellodi; quella che elenca "gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…". Una tassonomia spesso richiamata alle cronache quando in qualche modo vi riappare la mafia, come in questi giorni. Il libro narra in effetti la storia di un'inchiesta su un delitto: perché la mafia uccide, spesso in modi anche più efferati di quelli raccontati nel romanzo. Una dozzina d'anni dopo, per un'edizione scolastica, Sciascia aggiunse un'avvertenza. L'autore teneva a precisare, in polemica con chi faceva distinzione fra l'efferatezza dei crimini e una certa "visione della vita" quasi romanticamente radicata nella tradizione, che "la mafia era, ed è, un 'sistema' che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel 'vuoto' dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma 'dentro' lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta".

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