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domenica 18 gennaio 2026

 

Referendum giustizia, il comitato del “Sì” cerca influencer: ora punta a Fedez

Il rapper “Non dirò nulla per interposta persona”
Referendum giustizia, il comitato del “Sì” cerca influencer: ora punta a Fedez
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Influencer, musicisti, personaggi dello spettacolo. Per rendere pop la campagna per il “Sì” al referendum sulla separazione delle carriere che finora non sembra mobilitare la maggioranza degli elettori, tanto più se giovani. E Fratelli d’Italia – e più in generale il fronte del “Sì” – ne ha un disperato bisogno per vincere la battaglia del 22 e 23 marzo. Così in queste ore, il comitato del “Sì” alla riforma supervisionato da Palazzo Chigi e guidato dall’ex giudice costituzionale Nicolò Zanon e dall’ex direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, è alla ricerca di testimonial dello showbiz. Il primo obiettivo, secondo quanto dicono al Fatto fonti meloniane, sarebbe un nome d’eccezione: il rapper e influencer Fedez, pseudonimo di Federico Leonardo Lucia. Nelle ultime settimane ci sarebbero state diverse interlocuzioni con il “comitato del Sì”, dicono le stesse fonti.

Il cantante, contattato dal Fatto, non smentisce ma preferisce evitare di rispondere: “Non ho nulla da dire, non lo farò per interposta persona”, spiega Fedez.

I personaggi dello spettacolo servono al comitato del “Sì” soprattutto per la campagna sui social su cui si concentrerà l’ex stratega social del M5S Pietro Dettori e i vertici di Fratelli d’Italia. Video, grafiche per smentire le “fake news del No” e spot lanciati sui social network per spingere il “Sì” alla riforma. Il claim della campagna è già stato scelto (“Il giudice sei tu. Vota sì”), ma i componenti del comitato sono alla ricerca dei testimonial d’eccellenza che possano portare engagement e pubblicità agli eventi del “Sì”.

Tra questi, l’obiettivo principale sarebbe Fedez. Quest’ultimo non si è mai espresso sulla riforma della separazione delle carriere, ma negli ultimi mesi ha partecipato a un’iniziativa di Forza Italia dopo aver invitato il capogruppo Maurizio Gasparri al suo podcast Pulp. Fedez – che all’inizio della sua carriera aveva mostrato alcune posizioni più vicine al centrosinistra, attaccando spesso Silvio Berlusconi e scritto l’inno del M5S – a giugno scorso aveva partecipato al congresso dei giovani di Forza Italia e aveva fatto sapere di aver cambiato idea su alcune posizioni del governo sulla giustizia: sulle intercettazioni, aveva detto Fedez, “ho vissuto sulla mia pelle e cambiato idea rispetto a come vedevo con gli occhi di un adolescente, perché ho capito come si possa costruire una falsa narrazione, mistificare la realtà con una facilità incredibile”. Il cantante aveva anche criticato il ruolo della stampa nella cronaca giudiziaria: “L’intervento della stampa in tantissimi casi di processi mediatici è puntualmente deleterio ai processi svolti nelle aule”. Politicamente, invece, il rapper milanese aveva fatto sapere che oggi non voterebbe. A fine anno, inoltre, il vicepremier di Forza Italia Antonio Tajani è stato ospite del podcast del cantante.

Non è detto che alla fine Fedez diventerà uno dei testimonial del “Sì”. Il suo nome, infatti, non convince diversi dirigenti di Fratelli d’Italia visto che anche recentemente il cantante ha attaccato il partito di Giorgia Meloni. In una canzone al festival di Sanremo del 2023 il rapper aveva strappato una foto dell’attuale capogruppo Galeazzo Bignami (allora viceministro dei Trasporti) in cui quest’ultimo era travestito da nazista. Dopo questa esibizione, molti esponenti di Fratelli d’Italia avevano criticato il festival di Sanremo e la Rai, accusandola di non aver esercitato il controllo preventivo sulle esibizioni.

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