sabato 18 settembre 2010

Alcuni stralci della tavola rotonda al “Settembre al Borgo” per la presentazione della ristampa del libro “IL DELITTO DI UN UOMO NORMALE”

Dr. Raffaele Ceniccola, Avvocato Generale della Procura della Corte di Cassazione – Moderatore



“Innanzitutto un saluto a tutti voi che siete venuti qui per partecipare a questo incontro con l'autore… Ferdinando Terlizzi, autore di questa magnifica opera che peraltro è una riedizione, una seconda edizione, atteso che la prima è stata esaurita in poco tempo e questo già è una prova evidente del successo del libro stesso. La vicenda è una vicenda che –peraltro - ricordo, come parecchi di voi ricordano, una vicenda che sconvolse l'opinione pubblica: un medico famoso e stimato professionista sfonda il cranio di un giovane, poi dopo lo pugnala al cuore, lo soffoca con un filo di ferro e infine lo getta dal ponte Annibale nel fiume Volturno… Detta così la storia il lettore è indotto a pensare che si tratti naturalmente del solito romanzo giallo, siamo nel campo del noir pensa -in effetti- chi legge un libro di questo genere. Invece non è così perché Ferdinando Terlizzi non è un romanziere… è un cronista giudiziario e la storia che viene descritta con maestria in tutti i particolari è una storia vera accaduta a Santa Maria Capua Vetere nel 1960”.

… “Qual è il pregio di questo libro? Il pregio di questo libro - a mio avviso - è quello di andare al di là della storia e fornirci anche una introspezione dei personaggi a partire dalla complessa personalità dell'autore dell'omicidio: "Un uomo normale" come dice il titolo, timorato di Dio, professionista affermato dalla complessa personalità; perché dopo aver commesso un gesto di questo genere fu arrestato, andò in carcere e la difesa tentò la carta che si cerca di giocare in questi casi, l'infermità mentale: "sei uno schizofrenico incapsulato", questa fu la tesi della difesa. Ebbene, il Tafuri e anche la madre si opposero a tale ricostruzione e devo dire di più: per determinati meccanismi processuali - che non sto qui ad illustrare perché entreremo nel Codice di Procedura - sta di fatto che per alcuni di questi meccanismi processuali egli ebbe la possibilità di uscire e rifiutò di uscire dal carcere. Questo a dimostrazione - in effetti - della complessità del personaggio e come in ogni uomo, il bene ed il male, qualche volta finiscono per mescolarsi in un miscuglio stranamente... e poco concepibile”…

…”Per quanto riguarda l'autore io, ripeto, ne ho innanzitutto apprezzato lo stile secco, asciutto che in qualche modo agevola notevolmente la lettura, il libro è compendioso. Perché, in effetti, sono quei libri che quando inizia la lettura si è coinvolti in modo che si fa fatica a staccare lo sguardo dal libro soprattutto per quelli che non conoscono la vicenda… e quindi… sapete… la curiosità di come va a finire”. … ”Io voglio dire grazie in effetti a Terlizzi per tutte queste emozioni che la lettura di questo magnifico libro suscita in tutti noi queste emozioni. … Sullo sfondo resta quello che forse è un interrogativo che accompagna l'umanità da quando è nata: chi è l'uomo? Questo sconosciuto?”. ...

…”Si può fare il cronista giudiziario in vario modo. Quello che emerge dalle parole dell'avvocato Centore è che Terlizzi non è un podografo, non si limita a riportare le cose così come accadute, ma è un commentatore, è uno che ci mette del proprio, che sa fare della introspezione dei personaggi della vicenda, e quindi credo che questo sicuramente è il migliore complimento che si possa fare a un cronista giudiziario”….







Avv. Gennaro Iannotti, penalista



… “Dicevo il grazie a Terlizzi, grazie a Terlizzi perché questo libro è stato, al di là della vicenda che egli cerca di non narrare, ma di raccontare perché non troverete un romanzo in questo libro; perché questo libro per chi l'ha letto, ma anche per i tanti che mi auguro lo leggeranno, rappresenta un vero digesto per gli operatori del diritto e un racconto di una dovizia di particolari veramente straordinaria … Dicevo grazie a Terlizzi perché Terlizzi dev'essere uno stimolo per l'avvocatura sammaritana che ancora non ha prodotto un testo rievocativo delle sue grandi figure giuridiche. Cioè, nel libro di Terlizzi è compendiato un secolo dell'avvocatura napoletana e sammaritana e non a caso Terlizzi riporta l'arringa sia del grande, del maestro, dell'imbattibile, dell'irripetibile non ho aggettivi per qualificarlo, il grandissimo Alfredo De Marsico… Quindi, un grazie a Terlizzi. Però Terlizzi, e questa è una critica che gli voglio muovere, rievoca un modello di Avvocato che non esiste più. Cioè, l'arringa che Terlizzi riporta sia di De Marsico che di Altavilla e i due passaggi che Terlizzi fa sia dell'Avvocato Martucci che del geometrico Garofalo, rappresenta un modello di Avvocato che non esiste”.

…”Quindi, questo è il grazie che io do al Terlizzi come giovane Avvocato, come Avvocato normale, di aver rievocato le grandi figure e aver restituito grande dignità perché – attenzione - l'avvocatura sammaritana è stata colpita da Saviano dicendo pubblicamente su dei quotidiani: "non frequentate i figli... degli avvocati…" … “Questo libro, poi, mi lascia anche una speranza, cioè io spero veramente di cuore, e lo auguro a tutti voi presenti, che a 73 anni siamo in grado di scrivere 551 pagine come fa il professore Terlizzi”.



Dr. Franco Tontoli – giornalista – Corriere del Mezzogiorno – Corriere della Sera



… ”Se anche Ferdinando confessa a nome di tutti noi, in questa sua spontaneità, che quando era stato costretto a scrivere, a scrivere, a scrivere, come la Divina Commedia, sempre su questo fatto, per il Roma, si ritrovava il capo servizio, Scandone... "Ferdinando, 60 righe!", e lui, su una mezza parola scambiata, la cita con il difensore... altre storie, e il giornale vendeva. Io ricordo bene che esistevano il Roma e Il Mattino, e poi c'era Crime and Detective, che era un giornale in bianco e nero, che portava quello che oggi portano tutti gli altri giornali... lo si fa in carta patinata... tutti i crimini. Quindi non era.... una sorta di volere conoscere, di volere sapere, così come oggi lui ha riassunto tutto e io mi sono ritrovato a chiedere a me stesso, come lettore, in questo caso, non da giornalista: ma è pruderia, la mia? È sindrome da buco della serratura? Perché il racconto è appassionante… Tutto questo indipendentemente dai caffè che mi dovrà continuare ad offrire, perché ce lo stiamo vendendo, Ferdinando Terlizzi, per questa sua capacità.... lo conosco dal 1964… Sempre così esuberante, pimpante, guascone, lancia in resta, etc. etc. E qualcosa la troverete nell'appendice, di quello che si è "fidato" di fare, uscendone con una bandiera di resurrezione sventolante. Seconda edizione. L'augurio è di celebrare la terza”.



Avv. Prof. Ciro Centore – Amministrativista – Ex Docente Università di Urbino



…” Ci conosciamo effettivamente dal '50, dal '60, non lo so, siamo convissuti, siamo vissuti... E nell'anno '60 Ferdinando Terlizzi, prodigo di consigli, vulcanico, ricco di inventiva, mi ha dato una mano enorme per i primi passi della mia attività, su Napoli.

Dopodiché io facevo quello che dovevo fare, lui faceva altrettanto, e si correva o per il Tribunale, per Castel Capuano, per assistere, così, per diletto, per piacere... io non ho mai seguito la linea penalistica come attività professionale, però ero affascinato, come tutti credo… dalle arringhe, dai processi penali, perché lì c'è la vita, la morte, la passione. Quello che poi è il nostro humus. Particolarmente per chi viene dagli studi classici, mi permetto di dire, perché è affascinante, proprio questa tragedia che si rinnova di giorno in giorno, e che si rinnova particolarmente a livello di processi penali… Per cui con Ferdinando, e dietro Ferdinando, entrambi giovani, nelle mezze ore, nelle ore che avevamo... o Castel Capuano o Santa Maria Capua Vetere… Da questo ne debbo... anzi, l'ho sempre detto, ho detto che Ferdinando, un po' come Eduardo... Eduardo la maggior parte delle sue commedie o tragedie le ha tratte proprio dalla frequenza con Castel Capuano, lo dichiara lui. Ne rende testimonianza. Tratteggia determinati personaggi che noi rivediamo nei suoi scritti, nei suoi filmati. La grandezza di Eduardo. La grandezza di Eduardo è una grandezza certamente sua, ma è anche una raccolta. È stato un osservatore per eccellenza. E osservatore per eccellenza lo è stato sempre Ferdinando, per tutti i fatti della vita, e particolarmente per i fatti che avevano un'incidenza sull'uomo... L'incidenza sull'uomo la raccoglieva proprio particolarmente dalla nera, dalle cronache di nera, e Ferdinando la raccoglieva non asetticamente, e credo che sia un riconoscimento unanime, particolarmente dagli amici Tontoli, De Simone, che hanno operato e operano nello stesso settore, ma Ferdinando ha proprio quella carica umana, fa propria, fa sua la tragedia alla quale assiste. E fa sua, non soltanto questa tragedia, ma la elabora. La elabora e viene fuori o con una saggezza inconsueta, infinita, o con delle battute che non vi trovate e ritrovate in nessun ambito… Dico le battute per quale motivo? … Perché vi disorienta per certe sue osservazioni, per certi suoi commenti, per cui, ecco, ha un qualcosa in più rispetto a un qualsiasi altro interlocutore…”.



Dr. Michele De Simone – giornalista – Presidente Assostampa Casertana

…”È una situazione atipica che per tanti anni è andata avanti e che ha creato dei fenomeni come Ferdinando Terlizzi, il quale ha attraversato tutto il mondo della giustizia, dentro e fuori, perché alla fine uno, quando fa tutto l'arco, a 360 gradi, se è andato talmente a destra poi si ritrova a sinistra. Nella politica capita, però capita anche in chi si occupa di certi settori. Quindi effettivamente possiamo dire che Ferdinando è proprio l'esemplare di questo giornalismo giudiziario che ha dato nobiltà anche a questo settore, perché poi i giornali... ci sono delle ere storiche nei giornali, ci sono dei momenti in cui di queste cose i giornali se ne disinteressano, oppure mettono notizie a una colonna”… “Quindi, voglio dire, Terlizzi ci ha dato un lavoro che è proprio attinente al momento storico in cui viviamo, cioè la gente ha fame di sapere notizie... il noir, diceva il Presidente prima, oggi fa tantissima notizia e fa soprattutto audience in televisione e sui giornali. Un lavoro, quello fatto da Ferdinando, che è un lavoro eccezionale, perché lui ha raccolto minuziosamente tutto, anche i foglietti magari con gli appunti che gli avvocati pigliavano durante le udienze, e poi io sono proprio meravigliato di questa sua precisione nel citare i nomi di tutti, anche i secondini, i portieri, gli agenti della Stradale! Io ricordo uno che lui ha citato, Italo Petrucci, che io conosco, che sta citato, che aveva fermato... Tafuru e non si era accorto del cadavere nel bagagliaio…”. E Ferdinando, con questi suoi approfondimenti, fa uno spaccato della vita dell'epoca. Tra l'altro delle volte nei capitoli del suo volume ci sono delle digressioni su fatti della politica, fatti di storia locale, fatti personali, che tutto sommato completano questo puzzle di sensazioni, di emozioni e di scenario. Cioè lui dipinge un grande affresco, Ferdinando, in cui colloca questa storia, che da questo viene sicuramente esaltata, nobilitata nei personaggi che lui tra l'altro conosce benissimo. Il locale dove lavorava il padre è a un passo dalla farmacia Tafuri, quindi si sente una pienezza di sensazioni, di rapporti, sia pure così di vicinato, con la famiglia Tafuri. Ecco, però il fatto che questo libro a cinquanta anni di distanza si legge con tale piacere, come l'ho letto io e come gli altri amici che l'hanno letto hanno sottolineato, significa che è un libro... Franco diceva Guerra e Pace. Io Guerra e Pace me lo leggo ogni dieci anni, per esempio, e lo ritrovo sempre valido, così, tanto per parlare di libri ponderosi, come l'Ulisse di Joyce, che tu hai citato pure...



per un fatto di donne, vedi che l'ho letto bene?! E che è uno di quei libri che si leggono pure a cinquanta anni di distanza dall'episodio, e danno il piacere della lettura e soprattutto della documentazione. Perché il problema di fondo è la documentazione. È inoppugnabile quello che dice Ferdinando, perché cita i documenti originali. E anche quando dà delle bordate pesanti, sia ad ambienti della Magistratura che delle Forze dell'Ordine, lui è documentato. Infatti quando gli ho detto: "Ferdinando, guarda che ti arriva qualche querela", lui ha detto: "no, io sto parato perché c'è questa sentenza della Corte di Cassazione che dice che invece.…...etc. etc.”. Io mi auguro e ti auguro, soprattutto, di completare i tuoi libri, questa trilogia che tu hai, questo libro

Donne e Delitti, e Il Kriminale, Carriera di un Kriminale, con la K, come Kossiga. Quindi, voglio dire, come Kossiga, tu sei stato un grande picconatore.

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