mercoledì 16 febbraio 2011

LA MACCHINA DEL FANGO GIUDIZIARIO TRAVOLGE IL PADRE DI ROBERTO SAVIANO

Truffa all'Asl, rinviata al 19 maggio la decisione di unificare o meno i due processo a carico del padre di Roberto Saviano e di altri medici di Caserta – La palla passa a Lello Magi del collegio A – I reati verso la prescrizione-

S.Maria C.V. - ( FerTerPress) Ieri il Presidente del collegio B della prima sezione del Tribunale di S. Maria C.V., Francesco Ciocia, in accoglimento dell’istanza di alcuni difensori, ha rimesso tutti i gli atti del processo per truffa e falso a carico di Luigi Saviano, medico, padre dello scrittore Roberto e di altri medici e centri clinici di Caserta, che era al suo vaglio alla prima sezione collegio A di cui è Presidente Raffaello Magi. Il 19 maggio prossimo, il Presidente del collegio A ( innanzi al quale già vi era un altro processo con gli stessi imputati e per gli stessi reati ) dovrà decidere se unificare o meno i due tronconi.
Il padre di Saviano, medico, Luigi Saviano a Frattamaggiore è stato rinviato a giudizio, insieme ad altri professionisti, per truffa, ricettazione corruzione e concussione ai danni dell’Asl per una serie di analisi false e di altre prescrizioni. La vicenda risale al 2004 ed ormai si avvia alla prescrizione.
Gli altri coinvolti nei processi sono alcuni proprietari di centri di radiologia di Caserta come Aniello Morrone ed Antonio Ginolfi, ma anche medici, Pasquale Corvino, Sonia Feroce,Iannitti Eduardo,Riccardelli Eugenio, Vincenzo Graziano di Tuoro, Pietro Susia e Maddalena Fois di Caserta, il figlio di Ermes Tornatore, Luca Luigi. Insieme a loro sono finiti anche sotto inchiesta Eugenio Ciaraffa di Orta di Atella, Angelo De Laurentis di San Cipriano D'Aversa, Eduardo Giannini di Napoli, Vincenzo Matrunola di Rocca d’Evandro, Mario Meer di Napoli, Alberto Migliaccio di Napoli, Paolo e Renato Morrone figli di Aniello Morrone di Caserta, il funzionario Carlo Pacifico di Caserta, Antonio Pascale di Pietravairano, Franco Rendano di Napoli, Rosa Robertazzo di Napoli, Domenico Sabatini di Bacoli, Tartaglione Angela di Nocera Inferiore.
Il tutto nasce da una truffa all'azienda sanitaria locale. In sostanza i medici delle Asl di Caserta e Napoli avrebbero eseguito delle impegnative relative ad alcune analisi cliniche nei confronti di pazienti che non si erano mai recati dal medico di famiglia, ma erano stessi i professionisti - non tutti, ma alcuni di loro - che indirizzavano i pazienti ai centri riconosciuti e alle case di cura. Impegnative che erano inviate alle Asl che emetteva i pagamenti. I fatti contestati si riferiscono agli anni 2000/2004 .
Finora Però, il padre dell’autore di Gomorra si è difeso adducendo di aver subito una truffa. L'avvocato Marina Di Siena, civilista, che segue Luigi Saviano spiega: "Il dottor Saviano è stato in realtà vittima di una truffa: per un episodio che risale a un periodo a cavallo fra il terzo e il quarto trimestre del 2004". La spiegazione: "Colpito da una grave malattia autoimmunitaria, Luigi Saviano dovette ricorrere a delle trasfusioni e chiese di essere sostituito per tre mesi. Il sostituto, Angelo Luca Capasso, individuato come medico noto, anche nel giro delle sostituzioni, procedette a prescrizioni mediche che non rientravano nelle abitudini del titolare. Impegnative che la Asl contestò al dottor Saviano al rientro". "Venne fuori che Capasso non era neanche medico, non aveva il titolo per esercitare la professione, si avvaleva di un timbro falso - continua il legale - Tuttavia la Asl procedette comunque nei riguardi di Saviano, chiedendogli un rimborso di 10 mila euro, e sospendendolo dal lavoro".
Nel processo sono impegnati gli avvocati: Enrico Accinni, Michele Di Fraia, Giuseppe Stellato, Alberto Martucci, Roberto Garofalo, e Bernardino Lombardi.

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