lunedì 20 giugno 2011

LO SCIOPERO DEI PENALISTI FA SALTARE IL PROCESSO A NICOLA COSENTINO

Salta il processo all’on. Casentino per l’astensione della Camera Penale – Una intera settimana di sciopero per le udienze penali. Tre accuse: mancanza di l’acqua al carcere, troppi suicidi all’OPG e le udienza caos a S. Maria C.V.



S. Maria C.V. ( di Ferdinando Terlizzi ) . Sesta udienza quella di ieri mattina riservata al processo a carico dell’On. Nicola Casentino, accusato di associazione mafiosa come referente del clan dei Casalesi, . innanzi alla I° Sez. del Tribunale di S.. Maria C.V. ( Presidente Gianpaolo Guglielmo, giudici Luigi D’Angiolella e Tommaso Perrella, Pubblico Ministero Alessandro Milita ( l’altro P.M. Giuseppe Narducci si è dato alla politica ed è stato nominato assessore della Giunta del Sindaco di Napoli ) assente l’imputato.

In apertura di udienza il presidente ha dato conoscenza di un documento redatto dalla locale Camera Penale la quale aveva ad horas fatto sospendere tutte le udienze e convocata una assemblea per decidere e deliberare su vari punti che avrebbero giustificato poi la totale astensione dalle udienze.

Il Prof. Agostino De Caro, anche a nome dell’altro difensore, l’avvocato Stefano Montone, ha dichiarato di voler aderire di buon grado allo sciopero – pur essendo del Foro di Salerno – sia per solidarietà con i colleghi casertani e sia per la questione che coinvolgeva anche l’aula dove si stava celebrando il processo per la mancanza di impianto di aria condizionata. Chiedeva, infine, il rinvio del dibattimento per “legittimo impedimento dei difensori”.

Di parere contrario (ovviamente) era la pubblica accusa, la quale evidenziava il fatto che essendo stato lo sciopero proclamato per il circondario di S..Maria C.V. ed essendo i difensori di Casentino, uno di Napoli e l’altro di Salerno, non avrebbero dovuto aderire e che appariva strumentale tale tardiva adesione. . Chiedeva pertanto che il processo proseguisse.

Il Tribunale si ritirava in Camera di Consiglio e dopo pochi minuti leggeva una ordinanza con la quale accoglieva l’istanza dei difensori di Casentino rinviando per il prosieguo al prossimo 4 luglio. “E’ legittima – chiariva il Tribunale – l’adesione all’astensione di un legale di altro Foro quando trattasi di processo che si celebra nel circondario ove è stata dichiarata l’astensione”. Del resto, si tratta di una scelta di libertà.



Poi il Presidente ci ha tenuto a comunicare al rappresentante della pubblica accusa che il voluminoso carteggio delle intercettazioni da acquisire pilotato dalla memoria presentata dalla Procura antimafia appare assai aggrovigliato e difficoltoso. Ha chiesto pertanto che la Procura chiarisca atto per atto: nome dell’imputato, tipo di accusa e nesso con il processo in corso. Il dossier più chiaro appare solo quello relativo al processo Eco4, mentre aggrovigliati sembrano gli altri quali il processo a carico di Luigi Andreozzi, il processo a carico di Cipriano Chianese. –Secondo il Tribunale occorrerebbe un aggiornamento sulla natura dei procedimenti p’er esprimere una valutazione serena e quindi il piemme dovrebbe comunicare i dati per ogni processo che si è chiesto che venisse acquisito. –

Il P.M. Dr. Milita ha replicato dicendo che basterebbe la visione critica di ogni decreto allegato ad ogni intercettazione. Tuttavia si è impegnato ad effettuare una attività esplorativa per chiarire i punti oscuri al Tribunale.



Il Presidente ha poi fatto presente che per quanto riguarda le intercettazioni del processo di Roma ( dossieraggio contro Stefano Caldoro ) non sembrerebbe avere attinenza col processo Cosentino e tuttavia alcune intercettazioni ambientali sono successive al provvedimento della Corte di Cassazione.



Anche su questo punto la pubblica accusa ha replicato chiarendo che anche se non interessano direttamente il processo le stesse interessano per costruire la personalità .dell’imputato. Poi l’udienza è stata levata ed aggiornata al 4 luglio.





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