lunedì 12 dicembre 2011

13° Udienza del processo all’On. Nicola Cosentino



 SCOMPAGINATI I PROGRAMMI DELL’ACCUSA: IL PREFETTO CATENACCI PRESENTE IN AULA NON HA POTUTO DEPORRE – ASSENTE IL DEPUTATO CASERTANO – NESSUNA DOMANDA PER IL CONTROESAME DEL CAP.DEI CARABINIERI  ALESSANDRO PULCRI DEL NOE DI ROMA  – PROSSIMA UDIENZA IL 9 GENNAIO 2012 –  SARA’ SENTITO L’EX MINISTRO   ALTERIO MATTEOLI  


         Santa Maria Capua Vertere – ( di Ferdinando Terlizzi ) -  Tredicesima udienza per il processo a carico dell’’On. Nicola Casentino,  assente  ieri in aula, innanzi la  Prima Sezione del Tribunale Penale di S. Maria C.V. ( Presidente Gianpaolo Guglielmo, giudici Luigi D’Angiolella e Tommaso Perrella, P.M.  Alessandro Milita ).      

     E’ stata una giornata  caratterizzata da continue incertezze per il notevole ritardo con cui è stato aperto il dibattimento. La prima ragione di tale ritardo è stata l’assenza degli avvocati difensori Agostino De Caro e Stefano Montone,   entrambi impegnati per il funerale di Vincenzo Maria Albano, presidente del Tribunale di Torre Annunziata e consigliere dell'Ordine dei giornalisti della Campania.  Albano, ex presidente dell'undicesima sezione penale del Tribunale di Napoli e della sezione Riesame, era presidente a Torre Annunziata dall'ottobre del 2008 e da un anno e mezzo, nella qualità di pubblicista, consigliere regionale dei giornalisti dove presiedeva la commissione per la revisione dell'Albo.
        Una volta poi iniziata l’udienza con la costituzione dell’avv. Arianna Santacroce, in sostituzione dei due titolari della difesa di Cosentino,  vi è stato il primo colpo di scena. Per ieri infatti era prevista sia la escussione del Prefetto Corrado Catenacci e sia il controesame dei testi  Cap. Alessandro Pulcri, che è uno dei firmatari del rapporto, e che attualmente regge le sorti dell’ufficio del Noe di Roma, dove in precedenza era stato il capitano Pasquale Starace,   che quello dell’Ing. Armando  Cattaneo,  ex Ad della FIBE S.p.A.
         
        In effetti per quanto attiene il Cattaneo ( testimone assistito dall’avvocato Luigi Tuccillo) le parti ( pubblica accusa e difesa) si sono accordate per non fare domande in controesame e quindi il teste è stato subito licenziato. Più complessa invece la questione della mancata escussione del teste per la pubblica accusa ex Prefetto Corrado Catenacci ( anche lui teste assistito dall’Avv. Ettore Stravino ) per il quale il piemme d’udienza ha sostenuto che trattavasi di un errore il fatto che non era stato inserito nella lista dei testi mentre a questa deduzione si è opposta la difesa nella persona dell’avv. Arianna Santacroce  che non ha dato il consenso per la escussione.


     Archiviata anche questa questione era rimasto il controesame del capitano Alessandro Pulcri, ma anche per questo teste le parti hanno convenuto di non fare domande e quindi l’udienza è stata levata ed aggiornata al 9 gennaio 2012 ore 11,30 nel corso della quale probabilmente sarà ascoltato l’ex Ministro Altero Matteoli.  

     C’era ieri in tribunale una certa atmosfera di incertezza e di attesa, anche perché lo stesso piemme Milita,  che segue la pubblica accusa per Cosentino, era impegnato nella requisitoria per il processo cosiddetto Eco4, che pende innanzi al Presidente Picardi.  Del resto,  è stata una settimana  pesantissima – quella trascorsa -  per l’ex coordinatore del PDL,  e forse questa settimana sarà  ancora più infuocata.

     Dopo aver dovuto subire il provvedimento della Corte Costituzionale, che ha ritenuto ammissibile  il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, sollevato dal Tribunale di S. Maria C.V.,  nel corso delle prime udienze, relativamente al diniego del Parlamento sulla  utilizzazione delle intercettazioni telefoniche che interessavano l’ex sottosegretario all’economia,  Nicola Cosentino ha visto avanzare dalla DdA di Napoli una nuova richiesta di arresto ( una ordinanza di 1200 pagine e di circa 100 arresti ) per il reato di cui al 416 bis ( provvedimento firmato dal Gip Egle Pilla su richiesta dei pubblici ministeri Antonio Ardituro, Francesco Curcio e Henry John Woodcock).

     Ma quello che più ha suscitato clamore – ieri nei corridoi del palazzo  di giustizia – era la voce di una terza ordinanza di custodia cautelare ( speriamo sia solo una voce ) che inseguirebbe il parlamentare. Non sappiamo se ciò  risponda al vero. Ma se dovesse essere proprio così qualcuno ha fatto intendere che ci troveremmo di fronte ad una vera e propria azione di “Fumus persecutionis”. 

     Ma su “immunità parlamentare e fumus persecutionis”, (tradotto dal latino, significa giuridicamente “indizio di persecuzione”.) ci sono stati fiumi di parole.  E' stato, inoltre,  il tema centrale di ogni discussione sulle autorizzazioni a procedere nei confronti dei parlamentari nella prima fase di Tangentopoli. Bisognava infatti valutare se l'indagine aperta dai magistrati aveva un sospetto di parzialità e poteva quindi configurarsi come persecutoria nei confronti del parlamentare. Poi l' articolo 68 della Costituzione è stato cambiato: ora non è più necessaria un'autorizzazione delle Camere per condurre un' inchiesta.
     Bisogna invece chiedere il permesso per perquisizioni, intercettazioni e arresti. In tale valutazione, quindi, dovrebbero pesare soprattutto le esigenze cautelari - il rischio cioè che ci sia il pericolo di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove. In realtà - come dimostrano i resoconti delle Camere - il tema del fumus persecutionis è sempre rimasto al centro di tutti i dibattiti anche per le autorizzazioni all' arresto.


     




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