martedì 21 febbraio 2012

16° Udienza del processo all’On. Nicola Cosentino



L’intera udienza per esame e contro esame dell’Ing. Angelo Pelliccia, Direttore Generale della Fibe Campania. Il processo aggiornato al 19 marzo per esame e contro esame del sub commissario  Massimo Paolucci – Assente l’imputato.

Santa Maria Capua Vertere – ( di Ferdinando Terlizzi ) – Ieri, come nella precedente udienza, era assente l’On. Nicola Cosentino, mentre era presente il suo  difensori Avv.  Stefano Montone.   Il Tribunale, Prima Sezione . ( Presidente Gianpaolo Guglielmo, giudici Luigi D’Angiolella e Tommaso Perrella, P.M.  Alessandro Milita ) ha impegnato l’intera giornata,  per la escussione del teste Angelo Pelliccia, ingegnere funzionario della Fibe ed all’epoca dei fatti direttore generale, romano, il quale però è passato da teste normale a “teste assistitito” ( suo difensore è stato nominato l’avv. Luigi Cavalli del Foro di Napoli essendo imputato in processo per fatti connessi e cioè nel processo ad Antonio Bassolino che si sta svolgendo innanzi al Tribunale di Napoli. Dove l’ingegnere è accusato di non essersi adoperato per reperire discariche per l’emergenza rifiuti).

Alla escussione del teste Pelliccia vi è stata una obiezione dell’avv. Montone il quale ha dichiarato che lo stesso non avrebbe potuto deporre da semplice testimone. Contrario il pm. Il Tribunale dopo breve permanenza in camera di consiglio ha dichiarato il teste assistito nominandogli un difensore ( ma lui che lo sapeva lo aveva già portato appresso).  Dopo la clamorosa rivelazione che “la monnezza della Campania e lo stesso Bassolino, finirono sulle pagine del New York Times”, il Tribunale ha acquisito le dichiarazioni dei fratelli Maria Rosaria  e Vincenzo Guidotti, due impiegati della ECO4 che sporsero denuncia ( a marzo del 2004 ) perché continuamente minacciati ( da ignoti ma qui la pubblica accusa vede la “longa manus” della camorra dei casalesi che aveva interesse  intorno ai rifiuti) a non presentarsi più al posto di lavoro. Agli atti sono state acquisite per i fatti di cui sopra due informative dei carabinieri di Mondragone e di Castelvolturno.

“La mia attività – ha dichiarato l’ing. Pelliccia – riguardava il controllo del progetto per la disposzione delle discariche di servizio, nonché la gestione della progettazione e costruzione dell’impianto di Acerra. Il piano integrato  prevedeva una serie di discariche in ogni sito della Campania, la costruzione dei 7 CDR, la lavorazione, lo stoccaggio ed i siti che dovevano accogliere gli scarti. Il piano era stato approvato dal Commissario  previo un accordo con un Comitato che era costituito dai rappresentanti della Regione, del Commissario di Governo, dalla Lega Ambiente, dall’Enea, ed allo stesso abbiamo proposto circa 12 milioni di volumetria per le discariche di servizio”.  “Dei 24 milioni di metri cubi richiesti per circa 28 siti di stoccaggio soltanto 3 discariche furono autorizzate.  Impregeco era il braccio  operativo della Fibe  Per noi della Fibe ogni discarica era un costo. Infatti l’ing. Cattaneo dovette dire basta in quanto noi avevamo il controllo di un pool di Banche che ci aveva finanziato e volevano che il contratto andasse avanti senza intoppi di sorta. Le banche pretendevano da noi tre cose: che gli impianti funzionassero, che ci fossero le discariche e che in un tempo ragionevole iniziassero i lavori per il termovalorizzatore di Acerra.”A domanda del piemme chi fossero i personaggi che decidevano prezzi e siti per la monnezza l’ing. Pelliccia ha risposto:” Vi era un comitato: l’avv. Raffaele Castiello che segnalava i siti per le discariche da acquistare o fittare ( infatti segnalò quella di Villa Literno )  Caudio  De Biasio,  Pina D’Alterio ed altri che non ricordo Fibe doveva gestire 2 tonnellate e mezzo in un anno in Campania ( 3000 tonnellate al giorno ) ma spesso i CDR ( oggi Stir) non funzionavano mettendo in crisi tutto l’apparato e la continuità del contratto. I sub commissari ci comunicavano volta per volta quali erano le discariche chiuse e quelle autorizzate. Le discariche veniva attivate con provvedimento del Prefetto di Napoli ed era sempre lui che le chiudeva quando avevano esaurito la loro volumetria. In Provincia di Caserta ha detto il teste che le discariche a loro affidate e segnalate erano quelle della Cava Bortolotto e Parco Saurino. Fu rifiutato da parte di Fibe l’acquisto della Lo Uttaro  perché il prezzo era esoso: 5 milioni di euro ( con tanto di certificato dell’UTE….). A proposito il piemme ha chiesto se conoscesse  il compenso per l’arch. Claudio De Biasio e chi lo pagasse e il teste ha detto: “ Lo pagava la Fibe Campania ed il suo compenso era ancorato alla quantità di rifiuti trattati pare che in un anno il suo compenso si aggirasse sui due milioni di euro”.Data l’ora tarda l’udienza è stata levata e rinviata al 19 marzo ore 11,30 per fine esame e controesame del sub commissario Paolucci e alle ore 14,00 per esame e contro esame dell’ing. Raffaele Vanoli.
L’intera udienza è seguibile in serata su www.radioradicale.it













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