sabato 24 marzo 2012

Il Processo all’avv. Michele Santonastaso


SENTITI I TRE PERITI – LE DICHIARAZIONI SPONTANEE DELL’IMPUTATO SMANTELLANO PARTE DELL’ACCUSA – IL “PASTICCIACCIO” DELLA SUPER PERIZIA CON LO SCAMBIO DELLE INTERCETTAZIONI – PROSSIMA UDIENZA 30 MARZO


S. Maria C.V. - ( di Ferdinando Terlizzi ) – Si è tenuta ieri un’altra udienza innanzi la prima sezione del Tribunale di S. Maria C.V., ( collegio A – Presidente Orazio Rossi, a latere Francesca Auriemma e Paola Cervo, - Pm. della DdA Dr. Antonello Ardituro ), per il processo a carico dell’avvocato Michele Santonataso, accusato di concorso in associazione mafiosa e di corruzione in atti giudiziari, difeso dagli avvocati Avv.ti Giuseppe Garofalo, Gaetano Pastore, Stefano Sorrentino e Laura Arena.
Assieme a Santonastaso, sono imputati anche Francesco Bidognetti, - difeso dagli avvocati Elsa Cardone e Nicola Filippelli, in video conferenza dal Carcere di Parma, perché in regime di 41 bis e Alberto Alfio Fichera, perito dell’Università di Catania, difeso dagli avv.ti Bruno Von Arx e Giovanni Vanila.
I più significativi fatti che hanno caratterizzato questo udienza sono: la registrazione di una radio tedesca (www. dradio.dr) che sta seguendo in Italia vari processi per poi compararli con la legge tedesca; la escussione dei tre periti che confutarono la perizia di Fichera, con un comunicato anticipato ai giornali che puzza di bruciato; le esplosive dichiarazioni spontanee dell’avv. Santonastaso, il controesame dei difensori di Fichera e la presenza ingombrante di Qui, Quo, Qua e di Topo Gigio.
In apertura di udienza uno dei periti nominati per la trascrizione delle intercettazioni ha annunciato che trattandosi di ben 350 interventi fonici occorrerà oltre un anno per il lavoro. A questo punto sorge spontanea una domanda: Può un imputato in detenzione preliminare restare in carcere per tanto tempo considerato che alcuni reati sono prescritti?

Poi è stata la volta dei tre “soloni” che la DDA ha scelto per incastrare Fichera e Santonastaso: Ugo Cesare, Roberto Porto, Sebastiano Zavattari, il primo professore universitario, il secondo ingegnere fonico ed il terzo colonnello dei RIS di Roma. Le consulenze per conto dei PM Ardituro, Milita, Curcio, depositate dal sottoscritto dal prof Cesari in collegio con Ing. Porto e Maggiore Zavattaro del RIS di Roma hanno evidenziato (nell'anno 2008) quanto segue: La perizia a cura dell'imputato prof. Fichera presenta errori inspiegabili quali: presenza di valore '0' per le voci degli anonimi intercettati per ben 20 volte con alterazione dei valori medi finali presenza di valori elevatissimi (fuori Scala) per le voci degli imputati di camorra (Bidognetti e Tammaro). Casualmente gli zeri (valori impossibili in una misurazione di voce) cadono solo da una parte. Il Tammaro riceve in una telefonata, il 4 marzo, gli auguri di compleanno, ma Fichera sostiene che non è la sua voce”.

“I saggi fonici prelevati da Fichera consistono nel far ripetere a imputati della caratura (nota) di Bidognetti e Tammaro le seguenti parole: Topo gigio, qui quo qua, uruguay e paraguay. In nessun altra perizia fonica di Fichera, prelevata dal computer a lui sequestrato, compare lo zero come misura vocale. Il prof. Paoloni, perito di parte di Fichera, non appare mai scandalizzato da tali errori, pur essendosi definito un luminare sul tema.”.


Nel corso della complessa deposizione – più volte contrastata da accusa e difesa – è emerso chiaramente che non esiste un metodo scientifico per la comparazione fonica ma ogni perito usa un sistema che ritiene infallibile ( un programma che si chiama idem ) il quale ha delle indicazioni in italiano ed in dialetto napoletano e siciliano ( ma non in casalese ) tanto è vero che il perito Ing. Porto in un altro processo è stato accusato di aver scambiato la voce dio un albanese per un casalese.

I tre periti ci hanno tenuto ad evidenziare che, pur avendo operato separatamente sui reperti a loro disposizione il risultato finale è stato univoco. Hanno anche rimarcato che non esiste una banca dati per potersi confrontare e che molte bobine consegnate loro per la comparazione erano inutilizzabili perché “inquinate” da molti disturbi ambientali.

In effetti la cosiddetta super perizia ( cioè quella che doveva contrastare quella redatta da Fichera che aveva escluso la voce di Bidognetti ) si è dovuta svolgere su saggi di altre intercettazioni e non su quelle registrate all’interno della macchina dove erano Bidognetti e Tammaro, entrambi accusati del duplice omicidio Cimmino avvenuto al Vomero.

Sul dubbio della utilità dei reperti fonici e delle relative perizie ha espresso il suo parere l’avvocato Michele Santonastaso, nel corso delle sue rituali dichiarazioni spontanee, confutando punto per punto ogni assunto e sfaldando ogni angolo dell’accusa su questo argomento.

E’ stata poi la volta del controesame della difesa di Alfio Fichera la quale – se è vero come è vero – che il compito principale della difesa è quella di instaurare il dubbio nella mente del giudice – con le argomentazioni in contraddittorio vi è pianamente riuscita. In particolare – ha fatto notare la difesa di Fichera – che i super periti hanno combinato un “pasticciaccio” ( sia pure in buona fede ) dove è difficile districarsi e far emergere la verità specialmente per quanto attiene alla mancata comparazione dei saggi che erano stati adoperata da Fichera limitandosi a confrontare le voci del nastro con quelle di intercettazioni di altri processi.

“In effetti non esiste un protocollo ufficiale univoco per identificare le voci molto è affidato – ha detto il colonnello del Ris Sebastiano Zavattari ( autore tra l’altro di testi sulle analisi forensi in materia di identificazione di voci ) alla logica e alla intuizione soggettiva”.

Il processo è stato poi aggiornato al 30 marzo per la escussione di due testi (Romito e Laudato ) dell’accusa e al 13 aprile per la conclusione del riesame dei tre “tenori”…












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