sabato 24 marzo 2012

L'ESPERTO RISPONDE RUBRICA GIURIDICA DELL'AVV. PROF.CIRO CENTORE




Ai genitori di un bambino “nato male” vanno assegnati anche indennizzi risarcitori per il danno “permanente “ che viene al proprio figlio.

     Una sentenza clamorosa è intervenuta giorni fa da parte della Suprema Corte di Cassazione. Ce la segnala il Prof. Avv. Ciro Centore, noto esperto anche in materia di famiglia e di responsabilità “medica”. Ecco in breve la vicenda. Una “partoriente” in sofferenza per l’imminente parto, è stata, purtroppo, oggetto di “attenzione medica” molto superficiale, tanto è vero che si è determinato un particolare parto che ha dato luogo ad una “paralisi” del braccino destro del figlioletto.

     Apriti cielo, ed era giusto  questo invocare la protezione della “Madonna” e, di poi, anche ricorrere al Tribunale. Era ben chiaro e conclamato che “l’intervento” effettuato non era stato fatto secondo le tecniche di necessità e la chiara “ignoranza” dell’operato medico ha scatenato non solo un procedimento di carattere amministrativo ma ancor più un procedimento giudiziario in tema di “responsabilità” per malasanità ed errore medico. Naturalmente la controparte non ha riconosciuto questo errore e l’avvocato di controparte ha eccepito che, dal punto di vista della legittimazione,  ossia del soggetto che era abilitato a poter rivendicare un “quantum” per il danno sofferto era e poteva essere il solo  “minore”, sia pure rappresentato dai genitori ma per un danno di solo carattere patrimoniale. In altre parole, si contestava la richiesta risarcitoria, così come “impostata” con la carta bollata. I genitori avevano chiesto una certa somma per il futuro “danno” di relazione che ne sarebbe venuto al bambino, nel rapportarsi a terzi, bambini o non nell’ambito della scuola e, nel futuro, nell’ambito del lavoro. Avere un braccio “fuori uso”, ed è evidente, crea problematiche psicologiche e di rapporto e relazione sociale, non di poco conto, sicchè questo danno / sofferenza andava risarcito. Questa tesi e questa prospettazione, tra alterne vicende, in vario grado, è giunta in Cassazione. E qui, soggiunge il Prof. Avv. Ciro Centore si è avuto il giusto verdetto. Ai Giudici della Suprema Corte è stato posto il quesito che andava posto e rappresentato dal seguente interrogativo: il danno permanente al figlio va ricarico?. Sì, hanno risposto le toghe, va risarcito e in particolar modo va indennizzato lo sconvolgimento “esistenziale” del soggetto leso e quello “esistenziale” degli stessi genitori. Nell’uno e nell’altro caso ci si trova in presenza di un danno non patrimoniale per il quale va attribuito un giusto indennizzo.


UNA ENNESIMA SENTENZA CI VIENE SEGNALA DAL PROF. AVV.  CIRO CENTORE IN TEMA DI CONIUGI SEPARATI.

Il Prof. Centore, noto avvocato, da qualche tempo super esperto sulle tematiche della famiglia, ci ha segnalato un verdetto recentissimo di Cassazione. Si rapporta ad una coppia “scoppiata”. Separazione in Tribunale, attribuzione alla donna, cinquantenne disoccupata, di un assegno alimentare, per lei e per i figli. L’ex marito, naturalmente, è tenuto a sborsarlo. Fino a quando, ci si è chiesto. L’ardua sentenza è intervenuta da parte dei Giudici di Cassazione. L’ex deve provvedere a questo assegno fino a quando la ex non trova lavoro. E se, pur non trovando lavoro, incontra un nuovo compagno e convive stabilmente con lo stesso, l’ex marito deve continuare a corrispondere gli alimenti ?. Un no secco e reciso interviene da parte della Cassazione. Nulla è più dovuto. Questo il responso.

                               










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