lunedì 2 aprile 2012

E’ RIPRESO IERI IL PROCESO A NICOLA COSENTINO - Prossima udienza il 14 maggio




Presente in aula l’ex Coordinatore del PDL – Esame e contro esame dei sub commissari all’emergenza rifiuti  Massimo Paolucci e Raffaele Vanoli –  Aspri scontri tra accusa e difesa sugli incontri con il deputato - Nelle proteste per la discarica di Villa Literno notata la presenza tra la folla ( lo avrebbe riferito il Sindaco  Enrico Fabozzi ) di un figlio di Sandokan. Danni alla FIBE per 200  miliardi della vecchie lire-




     S. Maria C.V. . ( di Ferdinando Terlizzi )   Si è tenuta  ieri,   innanzi la Prima sezione del Tribunale di S. Maria C.V,. ( Presidente Gianpaolo Guglielmo, giudici Luigi D’Angiolella e Tommaso Perrella, P.M.  Alessandro Milita )  una ulteriore udienza  del  processo a carico dell’On. Nicola Casentino, ( ieri presente in aula )  accusato di concorso esterno in associazione mafiosa,    difeso dagli avvocati  Prof. Agostino De Caro e Avv. Stefano Montone.  
     L’intera udienza è stata dedicata all’audizione dei sub commissari all’emergenza rifiuti Massimo Paolucci ( la cui escussione era stata rinviata dalla udienza precedente ) e del Prof. Raffaele Vanoli, ordinario presso la Federico II°.  Sono state intanto annullate le udienze del 16 e 30 aprile che erano già stata calendarizzate in quanto il tribunale è impegnato nella definizione del processo Iovine.
    Il piemme Dr. Milita ha subito iniziato il suo fuoco di fila mettendo il teste in serie difficoltà il quale ha risposto – bevendo continuamente – syulla sfiducia che era stata data al sub commissario Facchi, relativamente all’utilizzo della discarica Resit di Parco Saurino mentre erano in corso trattative per aprire altre discariche a Benevento e Salerno.
     E’ stato poi chiesto al teste se aveva avuto rapporti con l’avvocato Cipriano Chianese ( sotto processo a Napoli perché gonfiava a dismisura le fatture ) il teste ha risposto affermativamente ma ha descritto “come un losco figuro” addirittura “come l’uomo nero” della monnezza, il Chianese,  il quale – secondo una sua affermazione -  era in contatto con i servizi segreti, era un confidente dei carabinieri e registrava le conversazioni.
     Il piemme ha chiesto al teste come faceva a sapeva che il Chianese registrava i colloqui ed il teste ha detto di essersene  accorto sul fatto che riferiva – anche a terzi – i più minuziosi dettagli di ogni incontro.   Sul perché fosse stata  aperta la discarica di Parco Saurino il teste ha risposto che dopo essere finito sulle pagine del “New York Times” , non c’era altra scelta perché quella discarica “era l’unico buco disponibile” ed “utilizzabile” per l’emergenza rifiuti. 
    Il teste ha poi riferito sul contratto Fibe  e sulle manovre messe in atto per revocarlo e ‘attivismo di Giuseppe Valente e di Claudio De Biasio del CE4. Alla domanda specifica:” Ha mai parlato con l’On. Cosentino della questione Impregeco? Il teste ha riferito sul fatto che Cosentino gli aveva più volte riferito che: Caserta aveva già dato e che era terra martoriata da tutti gli scempi e che gli inceneritori avrebbero dovuti costruirli  altrove”.
     A questo punto il piemme ha contestato al teste che in altre  deposizioni lui aveva dichiarato che Cosentino si era reso disponibile per la Impregeco. Poi è scoppiata la “grana” del bar di Mergellina ( famoso come il bar Mandara di Roma,  dove fu intercettato il giudice Squllante ) il teste ha detto prima che era stato sempre lui a chiamare Cosentino e che si era incontrato al bar poi su insistenze del piemme ha detto che una su quattro fu chiamato dall’onorevole.
     Poi si è parlato della lettera firmata da lui a dal sub commissario Giulio Facchi, con la quale si chiedeva la revoca del contratto con la Impregeco; sul “mistero” della lettera scritta dal Ministro dell’Ambiente  Alterio Mattioli che riguardava la apertura della discarica “Lo Uttaro” di Caserta ( lettera mai trovata nell’ufficio di Antonio Bassolino e mai protocollata ); sui rapporti che il Presidente Giuseppe Valente intratteneva con l’On. Cosentino; sul sabotaggio al CDR di S. Maria C.V. allorquando – proprio nel corso di un consiglio comunale presieduto dal Sindaco Vincenzo Iodice  - in seguito ad un sabotaggio ( apertura del portellone con la messa a zero dell’impianto di aereazione  )  si diffusa nell’aria una “sinistra puzza”.
     In effetti il Paolucci ( che è stato funzionario del Partito Comunista e Coasigliere Comunale con la Giunta Bassolino: un burocrate della sinistra, insomma )  è caduto varie volte in contraddizione ed è stato richiamato dal piemme avendo riferito cose diverse da quelle  già riferito in sede di altri interrogatori: La sua più esplosiva dichiarazione, tuttavia, è stato quella di riferire – su precisa domanda dell’accusa – se nelle proteste di Villa Literno vi fosse stata la presenza della criminalità organizzata – che,  a quanto gli aveva riferito Enrico Fabozzi,  ( il consigliere Regionale del PD,  poi tratto in arresto ed all’epoca sindaco della città,  “che tra la folla di dimostranti,  in prima fila,  vi era un figlio di Sandokan. 
     E’  stata poi la volta del Prof. Raffaele Vanoli,  il quale,  essendo imputato  in processo ( Antonio Bassolino più 29 trattato a Napoli ) per reato connesso,  è stato sentito come “teste assistito”: il suo difensore è stato nominato nella persona dell’avv. Giovanbattista Vignola (  ben conosciuto nel Foro sammaritano essendo stato pubblico ministero della locale Procura negli anni Ottanta ) ed è stato quindi – dopo uno scontro con la difesa di Cosentino – acquisito il verbale delle sue deposizioni nel  processo di Napoli.
     Ha fatto prima la storia della suo nomina che  risale al tempo ( 1999) del Presidente della Regione Avv.  Francesco Losco,  e poi è passato a raccontare le varie rivolte popolari contro le discariche ( con un danno per la Fibe di 200 miliardi delle vecchie lire ); poi la crisi sia per la mancanza di disponibilità di suoli e sia per il notevole ritardo della partenza dell’impianto termovalorizzatore di Acerra.
 
   
    





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