domenica 15 aprile 2012


INTERCETTAZIONI.

FNSI: “La bozza 

della Severino 
non scioglie i nodi” 

“Continua a permanere una confusione di fondo: le notizie non sono necessariamente reati e i fatti di interesse pubblico, se conosciuti dal giornalista, debbono essere pubblicati a tutela e garanzia del diritto dei cittadini ad essere correttamente informati e di avere l'opportunità di formarsi dei liberi convincimenti”. Le pagine dei giornali relative alla Lega Nord, per esempio, “sarebbero ancora sconosciute perché le informazioni e i contenuti delle intercettazioni delle indagini di diverse Procure non sarebbe stato possibile pubblicarle visto che l'inchiesta ancora non è giunta alla conclusione della fase preliminare”. IN CODA articolo di M. A. Calabrò per il Corriere della Sera.


Roma, 14 aprile 2012. Per Franco Siddi, segretario generale Fnsi, «la bozza Severino sulle intercettazioni, contenuta nell'ipotizzato ddl giustizia, è un piccolo passo avanti ma non scioglie i nodi, almeno così appare dai documenti fin qui circolati, sulla piena e libera circolazione dell'informazione di interesse pubblico. Continua a permanere infatti una confusione di fondo: le notizie non sono necessariamente reati e i fatti di interesse pubblico, se conosciuti dal giornalista, debbono essere pubblicati a tutela e garanzia del diritto dei cittadini ad essere correttamente informati e di avere l'opportunità di formarsi dei liberi convincimenti». Le vicende che in questi giorni alimentano il dibattito pubblico e riempiono le pagine dei giornali relative alla Lega Nord, per esempio,«sarebbero ancora sconosciute perchè le informazioni e i contenuti delle intercettazioni delle indagini di diverse Procure non sarebbe stato possibile pubblicarle visto che l'inchiesta - sottolinea Siddi - ancora non è giunta alla conclusione della fase preliminare. È di tutta evidenza che un caso come questo sia di straordinario interesse pubblico per un partito,che non a caso sta assumendo provvedimenti interni clamorosi, per le istituzioni e per i cittadini. Allora la domanda è: è lecito tenere sotto chiave queste notizie e immaginare per chi le pubblica sanzioni (in termine di oblazione, non più di carcere, questa è la novità rispetto alla legge bavaglio) oppure - come riteniamo - queste notizie vanno comunque pubblicate se arrivano alla disponibilità di un giornalista?».  (ANSA)

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INTERCETTAZIONI

Nessun tribunale collegiale.

Autorizzazioni da Gip e Gup.

È questa la bozza inviata dal Guardasigilli ai rappresentanti dei partiti di maggioranza che dovranno esprimere il loro parere. La nuova disciplina non riguarderà solo le intercettazioni telefoniche, ma le stesse norme si applicheranno a tutte le trasmissioni telematiche e a tutti i supporti informatici.

a cura di M. A. Calabrò

Roma, 13 aprile 2012. Un articolo 1 fatto da 36 commi che riscrivono le norme in materia di intercettazioni. Ma per quanto riguarda i punti più discussi del ddl e cioè il divieto di pubblicazione e le intercettazioni ambientali, secondo il ministro della Giustizia si deve tornare «alle norme attualmente vigenti» (articoli 114 e 266 del Codice di procedura penale). È questa la prima bozza inviata giovedì a tarda sera dal Guardasigilli ai rappresentanti dei partiti di maggioranza che dovranno entro lunedì sera esprimere il loro parere. Nella lettera di accompagnamento si ricorda agli interlocutori che tutti i partiti hanno concordato sui seguenti principi:

1) mantenimento della versione del testo approvato dalla commissione Giustizia della Camera a luglio 2010. Il testo Bongiorno era stato giudicato troppo morbido dall’allora premier Berlusconi e portò alle dimissioni dello stesso relatore Giulia Bongiorno;

2) sostituzione della figura del tribunale collegiale con quelle del Gip e del Gup per i provvedimenti autorizzatori. Quindi, secondo la Severino non dovranno più essere i Tribunali collegiali ad autorizzare le intercettazioni. Si cancella così il testo Bongiorno-Alfano su questo punto;

3) mantenimento degli articoli 114 e 266 del Codice di procedura penale nella versione vigente per quanto riguarda i divieti. Questo impianto secondo il responsabile di Via Arenula è il punto «di compromesso» più alto possibile tra le varie istanze. Perché il Pdl ha chiesto con insistenza «una stretta» sulla materia, mentre alcune osservazioni critiche sono avvenute da parte del Pd in relazione ai tabulati. Se «passerà» questa impostazione la nuova disciplina non riguarderà solo le intercettazioni telefoniche, ma le stesse norme si applicheranno a tutte le trasmissioni telematiche e a tutti i supporti informatici. Abolendo i tribunali collegiali per autorizzare le intercettazioni, il testo accoglie le obiezioni della magistratura sull’inapplicabilità della novità che si voleva introdurre.



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