domenica 15 aprile 2012









Saluto di Mons. Luciano Russo

"Sapienza e Prudenza". Nel motto episcopale ho desiderato mettere queste due parole che fanno riferimento alla Sapienza del Vangelo, Parola di Dio incarnata, e a Maria che come una stella illumina la nostra vita e la guida verso la salvezza, Gesù Cristo suo figlio e nostro Signore.

Il grande mistero della risurrezione di Gesù, evento fondamentale della nostra fede, che ha cambiato il corso della storia e che si rende attuale in ogni celebrazione eucaristica, ci pervade e ci riempie il cuore di gioia. Con l’Ordinazione Episcopale Cristo risorto mi ha configurato ancora di più a sé.

In questo giorno importante e solenne, desidero riconoscere la presenza e l’amore del Signore nella mia vita. E’ Lui che ci ha amati per primo e sempre prende l’iniziativa per condurre la nostra esistenza secondo i suoi disegni di salvezza. Benedico, perciò, il Signore, datore di ogni bene, per il dono della vita, per il Battesimo, per la fede cristiana, per la vocazione sacerdotale.

Ringrazio, in primo luogo, la mia famiglia, i miei genitori che con sacrifici e generoso impegno mi hanno sempre aiutato e sostenuto nella mia scelta vocazionale; i miei fratelli e sorella con le rispettive famiglie che mi sono vicini e che partecipano, oggi, con me alla gioia di questo incalcolabile dono celeste.

Rinnovando la gratitudine alla Chiesa, Corpo di Cristo nella storia, per la grazia del battesimo, desidero esprimere la mia filiale riconoscenza, comunione e fedeltà al Santo Padre il Papa Benedetto XVI, Successore dell’Apostolo Pietro, principio e fondamento perpetuo e visibile dell’unità della fede e della comunione.

In modo particolare ringrazio Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, per avermi conferito l’Ordinazione Episcopale, e tutti i Vescovi che dopo di lui mi hanno imposto le mani: i conconsacranti, Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, e Mons. Giovanni Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato della Città del Vaticano; il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli, i Vescovi emeriti della diocesi di Aversa e tutti gli altri Vescovi della Campania.

Sono molto grato per la presenza dei Nunzi Apostolici con cui sono stato collaboratore: Mons. Alfio Rapisarda, in Brasile, e Mons. Francois Bacqué, in Olanda; nonché dei Nunzi della diocesi di Aversa qui presenti: Mons. Angelo Mottola, del mio stesso paese di nascita, Mons. Alessandro D’Errico, Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina, e Mons. Giovanni d’Aniello, Nunzio Apostolico in Brasile,

Con animo grato, sento in modo speciale la mia appartenenza alla diocesi di Aversa, la cui Cattedrale oggi ci accoglie. Saluto con affetto tutti i sacerdoti concelebranti; i diocesani, quelli provenienti da altre diocesi della Campania, da Roma, dall’Italia; permettetemi un ringraziamento particolare a Mons. Antonio Cacciapuoti, parroco a Pasadena, in California, che è venuto dagli Stati Uniti solo per questa occasione. Siamo entrati insieme in prima media al seminario e siamo gli unici due sacerdoti di quella classe. Saluto i diaconi, transeunti e permanenti, i religiosi, le religiose e in modo speciale la rappresentanza della Nunziatura Apostolica in Bulgaria, dove sono stato fino a qualche mese fa Consigliere.

Ricordando con riconoscenza gli importanti anni della formazione al sacerdozio, dapprima nel Seminario diocesano di Aversa ed in seguito nell’Almo Collegio Capranica a Roma, qui rappresentato dall’attuale Rettore, Mons. Gildo Manicardi, saluto con affetto tutti coloro che mi hanno educato a crescere nelle virtù umane e cristiane.

Sono grato per la partecipazione delle distinte autorità civili e militari, dei comuni di Aversa e Lusciano, e di tutta la nostra provincia di Terra di Lavoro. Un saluto cordiale a coloro che sono venuti da Monteverde, mia sede titolare.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che con dedizione e generoso impegno hanno collaborato alla preparazione e alla riuscita di questo straordinario evento che ha registrato, per la prima volta in questa storica Cattedrale, la presenza del Cardinale Segretario di Stato.

Un saluto cordialissimo e specialissimo ai Luscianesi, che come sempre sono accorsi numerosi per accompagnarmi con l’affetto e la preghiera. A loro si unisce anche il mio saluto a tutti coloro che hanno voluto onorarmi, oggi, con la loro presenza: gli amici, i parenti, i conoscenti, le associazioni e le congreghe.

Alla Vergine Maria, Madre di sapienza e di prudenza, affido il mio ministero episcopale e la missione che il Santo Padre mi ha affidato in terra d’Africa, cercando di essere umile strumento nelle mani del Signore, per il bene delle anime e la gloria di Dio. Perciò, con  tutto il popolo cristiano, ripeto: “Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio, ascolta le nostre suppliche e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.”
Amen.

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