Translate

mercoledì 1 agosto 2012


     


Antonio  Passero fu ucciso per uno sgarro alla cosca locale ? In corso di identificazione i  mandanti dell’odioso crimine

NON E’ STATO UN INCIDENTE STRADALE - SECONDO LA PROCURA FU OMICIDIO VOLONTARIO

I risultati del RIS di Roma e le serrate indagini dei carabinieri di Sessa Aurunca – Conclusa la prima fase si prevedono clamorosi sviluppi  -   







Sessa Aurunca –  Sulle prime era apparso un normale  “incidente stradale”, poi, la sagacia dei  carabinieri, i risultati del Ris di Roma, il comportamento dell’unico indiziato e il coordinamento della Procura della Repubblica hanno ribaltato il fatto. Per gli inquirenti,dunque, non si è trattato di un incidente stradale. Ma la prima cosa che insospettì il magistrato inquirenti fu la volontaria costituzione del presunto autore del falso incidente e la fretta con la quale egli intendeva “patteggiare” una pena rilevante di ben 5 anni per omicidio  colposo.

      Dopo un periodo di indagini di alcuni mesi, infatti, che ha visto i militari dell'arma di Sessa Aurunca coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria C.V. dott.ssa Gerardina Cozzolino, in prima linea per scovare il movente e i responsabili dell'omicidio del giovane cellolese  Antonio Passero, è stato disposto da parte della Pubblica Accusa, nei confronti di uno degli indagati Carmelo Arciero, di Villaricca, residente a Piedimonte di Sessa Aurunca, ( ora agli arresti domiciliati ) difeso dall'avv. Antonio Gallinaro, l’avviso di conclusioni indagini  per il reato di “omidicio volontario aggravato”,  dall’aver agito per motivi abietti e futili, imputazione, che se confermata,  è punita con la pena della reclusione all'ergastolo.
    
     La vicenda verificatasi nel mese di marzo scorso, è stata possibile ricostruirla solo grazie alla caparbietà ed intransigenza degli uomini del Nucleo Operativo dell'Arma di Sessa Aurunca, nonché dalla volontà della sig.ra  Caterina Grazioso,  madre della vittima,  di vedere appurata la verità, la quale ha conferito mandato difensivo agli avvocati  Luigi Iannettone e Mario Sciarretta,  per la costituzione di parte civile. Di fatto, all'inizio la vicenda appariva di difficile risoluzione, in assenza di testi oculari.  Il tutto appariva  riconducibile ad un sinistro stradale con l’esecutore ignoto. Solo attraverso un lavoro certosino dei militari dell’arma,  dopo ore di super visione dei filmati video della vicina Banca,  sono riusciti ad individuare il modello di auto con la quale era stato travolto  il giovane Antonio Passero.

     Alchè, dopo verifiche incrociate, l’Arciero vistosi messo alle strette si è consegnato ai Carabinieri, fornendo una confessione all’Autorità Inquirente, che fin dall’inizio appariva lacunosa e non compatibile con quanto si riusciva a vedere dai filmati video, nonché dalle lesioni riportate dalla vittima. In netto contrasto con il Giudice per le  Indagini Preliminari,  investito a decidere sulla misura da applicare ritenendo il fatto ascrivibile ad una manovra colposa, la dott.ssa  Cozzolino, caparbiamente ( ma sulle precise indicazioni dei carabinieri di Cellole e di Sessa )  disponeva una   consulenza sul cadavere e sull’autovettura coinvolta nel sinistro, dalle quali si evidenziava una plausibile verità alternativa a quella confessata dall’indagato.

     Circostanze corroborate anche dalle modalità collaborative dell’Arciero, che si è consegnato solo dopo alcuni giorni dall’episodio, nonché dal fatto che l’autovettura al momento del rinvenimento  è stata ritrovata parzialmente smontata, che confermerebbe la volontà di disfarsene e quindi di occultare le prove, circostanze   in antitesi con una decisione reale e sincera di confessare.

     Si giunge così al fatto, che gli  inquirenti sospettano che l’Arciero sia solo l’esecutore materiale del delitto, - e che cerchi di nascondere e coprire il mandante o i mandanti dell’odioso crimine  - e che vi siano dei mandanti morali, certamente da ricercare tra coloro che in passato hanno avuto diverbi o colluttazioni con la vittima, episodi anch’essi deferiti all’Autorità Giudiziaria, sui quali gli inquirenti stanno lavorando, e secondo i quali é vicina anche la loro individuazione.

     Infatti, la vittima, secondo le voci correnti  aveva un  carattere introverso, che spesso lo avevano portato ad avere dei diverbi con terze persone, che vista la dimestichezza con le arti marziali avevano riportato in tali episodi la peggio; persone che probabilmente per vendicarsi  hanno ingaggiato l’Arciero per togliersi dalle “scatole”  il giovane Antonio Passero.

     A questo punto delle indagini,  la Procura, vista l’evidenza degli elementi raccolti, - per il momento – a carico di  Carmelo Arciero ha disposto, come detto,   nei confronti di quest’ultimo,   l’avviso di conclusioni indagini per il reato di omicidio volontario. Ma è, finora, un processo tutto imbastito di incertezze che potrebbe, però,  portare a clamorosi sviluppi. 

Nessun commento:

Posta un commento