sabato 22 settembre 2012


NILS MUIZNIEKS

Consiglio Europa: processi in Italia "lenti e costosi"

19-09-2012
"L'eccessiva lunghezza dei processi" è "un problema di lunga durata in Italia" che si ripercuote sull'economia nazionale. A lanciare l'ennesimo allarme è stato Nils Muiznieks, commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, pubblicando un rapporto basato sulle osservazioni della sua visita in Italia nel luglio scorso. Per Muiznieks è "tempo di trovare soluzioni durevoli", che siano sostenute "da tutti i soggetti interessati". Stime indicano che l'inefficienza della giustizia riduce il Pil dell'Italia dell'1% all'anno. "In tempo di crisi economica, questo dato dovrebbe essere un incentivo per trovare delle soluzioni atte a invertire la rotta". Nel sommario del rapporto del Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d'Europa, si legge:
«I. L’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari
Il Commissario è seriamente preoccupato per l’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, un annoso problema in materia di diritti umani che ha considerevoli ripercussioni negative non solo per le persone interessate e per l'economia italiana, ma anche per il sistema europeo di protezione dei diritti umani nel suo insieme, a causa della continua iscrizione di ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Il Commissario è consapevole della complessità di tale fenomeno, le cui cause di fondo sono riconducibili a diversi fattori che aumentano il carico di lavoro dei tribunali, a numerosi aspetti procedurali, nonché a problemi inerenti all'organizzazione degli uffici giudiziari ed al ruolo degli avvocati.
Pur sentendosi incoraggiato dalla determinazione delle autorità italiane nel voler affrontare questa problematica, il Commissario fa notare che molti progetti di riforma del passato non hanno conseguito i risultati auspicati, vuoi per la loro natura frammentaria, per non aver saputo integrare un approccio fondato sul metodo scientifico, o anche perché non hanno beneficiato della piena collaborazione di tutti i soggetti interessati. La complessità e la vastità del problema in Italia sono tali da rendere necessaria una vera e propria revisione olistica del sistema giudiziario e procedurale, nonché di un cambiamento della cultura giudiziaria, attraverso un impegno concertato del Ministero della Giustizia, del Consiglio Superiore della Magistratura, nonché di giudici, pubblici ministeri ed avvocati.
Gli interventi legislativi, per quanto necessari, non sono sufficienti; andrebbero, perciò, accompagnati da interventi di tipo organizzativo e gestionale in relazione alle attività dei tribunali e dei giudici, conformemente alle relative linee guida della Commissione europea sull'efficienza della giustizia. Esempi esistenti, fra cui l'esperienza del Tribunale di prima istanza di Torino, dimostrano che si possono così ottenere buoni risultati, anche nell’ambito del contesto normativo attuale e senza impegni aggiuntivi in termini di risorse finanziarie o umane.

Il Commissario è preoccupato per l'evidente cattivo funzionamento delle vie di ricorso previste nella normativa interna in materia di durata eccessiva dei procedimenti, e fa appello alle autorità italiane affinché siano liquidati d'urgenza i danni riconosciuti dai tribunali italiani. Sollecita, inoltre, le autorità a rivedere l'istituto del rimedio risarcitorio e ad integrarlo con un rimedio maggiormente preventivo, ad effetto acceleratore, onde evitare la presentazione di ulteriori istanze di ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo».

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