mercoledì 31 ottobre 2012

 

Diffamazione, nuovo rinvio:
il ddl torna in commissione


Alessandro Sallusti (foto Stefano Porta - Ansa)



ROMA - La presidenza del Senato, su richiesta di Pd e Idv, ha deciso di rinviare l'esame dell'articolo 1 del ddl sulladiffamazione a mezzo stampa in commissione Giustizia. L'articolo rappresenta il cuore del provvedimento, è infatti quello che sostituisce le pene detentive con le multe.

La commissione Giustizia si occuperà già da oggipomeriggio del ddl. Come ha specificato il presidente e relatore sul provvedimento, Filippo Berselli (Pdl), si punta a fare presto: seduta già alle, ed eventuale notturna, con possibilità di una nuova seduta mercoledì mattina alle 8.30 per poi far tornare il provvedimento in aula. Anche se c'è chi considera la legge - concepita per salvare dal carcere il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, condannato per diffamazione a 14 mesi - ormai affossata.

Il disegno di legge "salvasallusti" verso un binario morto,commenta su Twitter il senatore del Pd, Marco Stradiotto dopo il rinvio. La richiesta di rinvio, avanzata da Giovanni Legnini (Pd) e da Luigi Li Gotti (Idv), è stata accolta dal capogruppo Pdl Maurizio Gasparri, che ha chiesto si torni però martedì prossimo in Aula. Concorda con il rinvio anche il segretario Api Francesco Rutelli che parla di "testo impossibile" e si augura che il ddl «non torni più in Aula».

Difficile un testo condiviso. «Anche l'andamento dell'aula di questa mattina sta dimostrando, come nei giorni scorsi, che sarà molto difficile, di questo passo, arrivare ad un testo sulla diffamazione tecnicamente sostenibile e condiviso», ha detto in aula Legnini, parlando a nome del Pd.

«Oggi la legge sulla diffamazione è stata affossata definitivamente in Aula per incapacità e colpa del Pdl e del Pd. La maggioranza ha dimostrato, ancora una volta, di essere solo in grado di votare le fiducie del Governo Monti per aumentare le tasse ai cittadini», ha detto Federico Bricolo, capogruppo della Lega Nord Palazzo Madama. «La proposta di legge sulla diffamazione a mezzo stampa - ha proseguito Bricolo - che avrebbe dovuto abolire le sanzioni detentive per i giornalisti e allo stesso tempo tutelare maggiormente le persone diffamate attraverso il rafforzamento dello strumento della rettifica è stata rinviata in commissione dove sarà sepolta sine die in qualche polveroso cassetto».

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