domenica 14 ottobre 2012



I GIOVANI AVVOCATI AL LAVORO PER IL FUTURO DELLA GIUSTIZIA


Si è svolto presso la Tenuta San Domenico di Sant’Angelo in Formis il Coordinamento Regionale dei Giovani Avvocati, organizzato dal Presidente della sezione sammaritana Alfonso Quarto. Presenti tutte le rappresentanze della Giovane Avvocatura campana, dal Coordinatore Regionale Federico Erra (Foro di Salerno) ai Presidenti delle sezioni di Napoli, Avellino, Benevento, Torre Annunziata, Nocera Inferiore, Salerno, Giugliano, Nola. Importante anche la partecipazione dei componenti del direttivo della sezione sammaritana.
Si è discusso sui temi che saranno trattati nella prossima Assise Congressuale, il 26 e 27 ottobre a Napoli, dove i Giovani Avvocati lanceranno le proprie proposte sul futuro dell’Avvocatura e della Giustizia.
Soddisfatto dell’incontro il Presidente Alfonso Quarto, il quale, nel ricordare a tutti l’importanza della partecipazione alla prossima manifestazione organizzata da tutta l’Avvocatura unita a Roma il 23 ottobre, ha evidenziato la necessità di passare dalla protesta alle proposte: “I Giovani Avvocati stanno attraversando una forte “crisi esistenziale” dovuta da un lato alla più ampia crisi del mercato, che apparentemente non riesce a soddisfare una sovrabbondante offerta professionale, dall’altro al degrado culturale, deontologico e della stessa figura sociale dell’Avvocato, a fronte del quale i giovani avanzano una richiesta di intervento e di maggiore controllo da parte degli Ordini, nonché di introduzione del numero programmato all’Università. Università che invece di “formare” giovani leve determinate ad intraprendere la carriera forense, riesce solamente a “sfornare” laureati che – in assenza di un orientamento e privi di qualsivoglia esperienza pratica – sono destinati ad essere “parcheggiati” nei registri speciali dei praticanti ed intraprendere un percorso tutto in salita e privo di prospettive. Questa condizione di saturazione e concorrenza sleale in cui versa la giovane avvocatura determina un meccanismo distorto di “proletariato intellettuale” dequalificante per l’intera categoria. In conclusione, i giovani avvocati necessitano di sostegni espliciti allo svolgimento della loro attività lavorativa per crescere e rafforzare la loro collocazione sul mercato delle competenze legali e per poter offrire quindi servizi vicini alle esigenze della domanda (che potrebbe venir fuori da una indagine di mercato attraverso questionari rivolti alle aziende - canale di comunicazione e dialogo con le imprese quali più significativi acquirenti dei servizi legali –): dalla fase universitaria, durante la quale i giovani devono essere orientati e stimolati ad approfondire materie che possano diventare altrettanti ambiti lavorativi; alla offerta formativa in itinere per gli Avvocati che vogliano trovare una nuova collocazione di competenze nell’ambito della professione e necessitano quindi di interventi di riorientamento, organizzando attività di formazione specifica. La gestione comune di momenti formativi favorirà, inoltre, i contatti tra i colleghi e i soggetti diversi. E’ necessario che l’Avvocatura locale si metta in contatto con quei soggetti che “sono” il mercato (associazioni di categoria: industriali, commercianti e artigiani, turismo …mondo della cooperazione, banche ed assicurazioni) senza sottovalutare il rapporto con le altre professioni intellettuali ed anche tecniche. La formazione può essere così la vera occasione anche per instaurare dei contatti che diventino in seguito “produttivi”: puntare sulla formazione è forse l’unico strumento che consenta ai giovani di conoscere certi mondi e farsi conoscere all’interno degli stessi, dando spazio al merito.
Insomma, messaggi positivi dai Giovani Avvocati che si confronteranno con la Politica nella prossima Assise Congressuale.


il presidente Alfonso Quarto


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