giovedì 15 novembre 2012


SENATO RINVIA il ddl sulla DIFFAMAZIONE. PDL STUDIA ddl 'SALVA-DIRETTORE'. PD: il ddl VADA SU un BINARIO MORTO. GASPARRI: NO al CARCERE PER CHI NON SCRIVE

Con il voto di ieri, incalza il segretario dell'Api Francesco Rutelli ''abbiamo recepito la richiesta della Corte Ue di rendere il carcere alternativo alla sanzione, davvero non capisco il cecchinaggio che e' stato fatto contro di me''. Cosi' ingaggia un botta e risposta con il segretario della Fnsi Franco Siddi. Da lui ''linguaggio inaccettabile dal sapore intimidatorio'', si sfoga Rutelli. ''Rutelli come Grillo e' allergico alla stampa'', ribatte Siddi.

di Anna Laura Bussa - ANSA

Roma, 14 novembre 2012. La Conferenza dei capigruppo del Senato prende tempo: in attesa di capire se il ddl Diffamazione finira' su un binario morto oppure verra' definitivamente affossato nell'Aula del Senato (con gli altri tre voti segreti che restano da fare), rinvia l'esame del provvedimento a martedi' prossimo. Il 'si' al carcere per i cronisti deciso ieri con lo 'scudo' del voto 'anonimo' sembra aver ormai pregiudicato il provvedimento. Cosi', insiste Vincenzo Vita (Pd) meglio toglierlo subito di mezzo perche' ''sbagliare e' umano ma perseverare e' diabolico''. ''Non ci sono piu' le condizioni politiche per andare avanti'', incalza il presidente dei

senatori Democratici Anna Finocchiaro.

E anche nel Pdl i malumori non mancano. E' vero che nel centrodestra ieri nel 'segreto dell'urna' si e' detto si' al carcere per i giornalisti che diffamano, ma e' anche vero che ''tutto sommato sarebbe meglio che restasse la legge che c'e'''. Così si avrebbero ''meno complicazioni e meno polemiche''. Maurizio Gasparri, pero', non ci sta e confida ai suoi che non vuole passare per quello che non e' riuscito a 'salvare' dal carcere il direttore de 'Il Giornale'. Perche' altrimenti lo si potrebbe sospettare di nutrire rancore nei confronti del giornalista per le critiche ricevute. Così lui e il vice Gaetano Quagliariello annunciano la presentazione di un emendamento ancor 'piu' ritagliato' su Sallusti: una norma che esclude il carcere per il direttore responsabile che non ha scritto l'articolo giudicato diffamatorio. Esattamente la fattispecie che riguarda Sallusti. Lui, infatti, e' stato condannato con sentenza passata in giudicato per un articolo che sarebbe stato scritto dal collaboratore esterno dei Servizi ora deputato Pdl, Renato Farina. ''Il Parlamento deve farsi carico del caso del direttore Sallusti che finisce in carcere'', spiega Gasparri. Così si tenta la carta del 'Salva-direttore': la proposta di modifica che dovrebbe venire presentata in Aula dal relatore e presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli.''Sto studiando due proposte di modifica da presentare all'emendamento della Lega gia' votato. Sto cercando di capire se si puo' fare''.   ''Puo' studiare quello che vuole - avverte il responsabile Giustizia Idv Luigi Li Gotti - ma la questione non e' facile. Non e' il 'punto', ma il 'puntone'. C'e' un grosso rischio di incostituzionalita''.

Il Guardasigilli Paola Severino spera che alla fine si possa arrivare: ''Il mio auspicio - dichiara - e' che possa riprendere il dibattito parlamentare che porti a un consolidamento della linea dell'esclusione del carcere e un miglioramento delle misure a garanzia sia del diritto-dovere di informare, sia del diritto di riparazione, come la rettifica''. Secondo molti senatori di maggioranza, infatti, il testo che rischia di uscire dal Senato ''sarebbe meglio della legge attuale'' visto che lascia il carcere, ma riduce ''sensibilmente la pena'': fino a un anno invece che da uno a sei anni. E rende il carcere alternativo alla sanzione mettendo una ''o'' al posto della ''e'' com'e' invece ora. In piu' ''precisa meglio'' l'istituto della rettifica. Con il voto di ieri, incalza il segretario dell'Api Francesco Rutelli ''abbiamo recepito la richiesta della Corte Ue di rendere il carcere alternativo alla sanzione, davvero non capisco il cecchinaggio che e' stato fatto contro di me''. Cosi' ingaggia un botta e risposta con il segretario della Fnsi Franco Siddi. Da lui ''linguaggio inaccettabile dal sapore intimidatorio'', si sfoga Rutelli. ''Rutelli come Grillo e' allergico alla stampa'', ribatte Siddi. Quella di ieri, sintetizza il segretario di Sel Nichi Vendola, ''e' stata una brutta pagina. Dal voto segreto di un Parlamento di nominati c'e' stato un atto di intimidazione nei confronti del diritto di cronaca''.(ANSA).





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