A PROCESSO SAVIANO, VIVIANO E DIRETTORE REPUBBLICA PER QUERELA MAGISTRATO
Il gip ha ordinato il rinvio a giudizio per diffamazione su querela di un magistrato di Napoli chiamato in causa negli articoli in cui il cronista e lo scrittore hanno racconto l’inchiesta giudiziaria sui dossier creati nel 2010 per screditare la candidatura di Stefano Caldoro alla presidenza della Regione Campania
OSSIGENO – Roma, 10 gennaio 2013 – Il giornalista dellaRepubblica Francesco Viviano, il direttore del quotidiano, Ezio Mauro e lo scrittore Roberto Saviano dovranno rispondere in tribunale del reato di diffamazione nei confronti del magistrato Umberto Marconi, ex presidente della Corte d’Appello di Salerno e attuale consigliere della Corte d’Appello di Napoli. Lo ha deciso il gip di Roma Stefano Aprile, che ha disposto l’imputazione coatta nei confronti dei tre.
Sotto accusa ci sono due articoli di cronaca firmati da Viviano e Saviano e pubblicati il 16 e il 17 luglio del 2010, in merito all’inchiesta giudiziaria sul cosiddetto ‘dossier anti-Caldoro’: cioè su fascicoli che, secondo l’accusa, erano stati preparati dall’ex sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino per screditare il compagno di partito Stefano Caldoro con false accuse e far così decadere la sua candidatura alla presidenza della Regione Campania per le elezioni del 2010.
Gli articoli di Viviano e Saviano riferivano, fra l’altro, alcune intercettazioni telefoniche. Fra gli interlocutori intercettati c’era il magistrato Marconi, e ciò faceva pensare ad un suo coinvolgimento nella fabbricazione dei dossier contro Caldoro.
Secondo il gip gli articoli si basavano su “atti coperti da segreto istruttorio poiché relativi a procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari”. Inoltre, scrive, il magistrato, “gli articoli in questione, e segnatamente quello di Viviano, cui è stato apposto un titolo clamoroso e dal punto di vista mediatico devastante, hanno unicamente valorizzato un passaggio delle considerazioni investigative, peraltro esposte a livello di semplice ipotesi dagli stessi carabinieri di Roma, riportando stralci d’intercettazione telefonica che riguardano il dott. Umberto Marconi dal contenuto francamente insignificante se rapportato all’affermata opera di ‘regista’ dell’operazione di dossieraggio ai danni di Stefano Caldoro”.
Il pubblico ministero Erminio Amelio aveva chiesto per tutti e tre gli indagati il proscioglimento con l’archiviazione del caso.
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