martedì 5 febbraio 2013

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I legami a sinistra che nessuno racconta: Ecco 

i parenti e i comparielli dell'ex senatore 

Lorenzo Diana




Scritto da MN   
Napoli, 2 feb - Lorenzo Diana, ex senatore ed ex esponente della commissione antimafia, in questi giorni è alla ribalta della cronaca per essere stato testimone nel processo contro l'ex sottosegretario Nicola Cosentino. Diana le ha sparate grosse nell'udienza! Peccato , pero',  che si e' dimenticato che anche lui non puo' andar fiero ne' delle parentele che ha , che e' vero, non si scelgono, ma nemmeno delle "amicizie" che invece si scelgono eccome,
sopratutto se scegli di essere testimone di nozze! Quanto affermiamo non sono congetture o chiacchiere, ma derivano da fatti scritti in verbali ed ordinanze giudiziarie,che mettiamo in foto. Ciò premesso, procediamo con ordine! Lorenzo Diana, e' stato parlamentare Ds ed esponente della commissione Antimafia. Un uomo, a detta di Saviano, "coraggiosamente" contro la camorra, e che per 18 anni ha camminato sotto scorta solo sulla base di una presunta lettera minatoria che un boss avrebbe indirizzato conto di lui, lettera che ad oggi non e' mai stata resa nota. Solo per una curiosita', questa scorta e' costata allo stato italiano 500  euro al giorno che moltiplicato per 18 anni, fa la "modica" cifra di 3 MILIONI e CINQUECENTOMILA euro circa. Ma , al di la' di questo, Diana,  nel lontanissimo biennio ’79-’80 è stato assessore a San Cipriano d’Aversa, quando il sindaco era Alfonso Diana e con lui nell’esecutivo c’era Silvio Bardellino (fratello del superboss Antonio, capo della Nuova Famiglia, unico camorrista ad essere ammesso alla corte di Cosa Nostra) e Franco Diana (detto «Francuccio ‘o boxer», affiliato e ucciso in cella). 


Il consigliere comunale Lorenzo Diana nato a San Cipriano di Aversa il 20 settembre del 1950, è nipote di quel Diana Giacomo detto Cappellone, che dalla fine degli anni '70 ha gestito personalmente per 10 anni la discarica di Bortolotto a CastelVolturno e poi arretato proprio nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti illegali. il Diana Giacomo  è fratello di Maria Diana madre di Lorenzo Diana ed  è affiliato al clan La torre di Mondragone. Il predetto Diana annovera precedenti penali come l’associazione mafiosa, omicidio ed estorsione e quando fu arrestato ci tenne a precisare: " sono lo zio del senatore Diana".  Lorenzo Diana è anche nipote di Diana Alfredo ( zio paterno) con precedenti penali per associazione mafiosa e favoreggiamento al clan dei casalesi. Il fratello di Lorenzo Diana , a nome Mario , impiegato al comune di san Cipriano, ha precedenti di polizia per il rilascio di una carta d’identità con errati dati a favore di un affiliato del clan dei casalesi.La moglie di Diana Lorenzo, Caterino Rita  è cugina di primo grado di Caterino Massimiliano, affiliato al clan dei casalesi, inoltre è cugina di primo grado di Nicola Fontana, marito di Rachele Iovine sorella dell’ex latitante Antonio Iovine alias " o ninno".  Queste relazioni di parentele sono state scritte sul verbale di scioglimento del comune di san Cipriano d’Aversa nel 2006. Ma se le parentele non le scegli (e questa è una cosa, però ,  che vale solo per il centro sinistra) i comparielli di Nozze Si'. Bene sempre la commissione d’accesso a pagina 18 del verbale scrive: «Il 14 giugno del 1997, Diana Lorenzo e sua moglie Caterino Rita hanno presenziato in qualità di testimoni alle nozze di Paolo Iorio e la moglie» Paolo Iorio non è altro che il figlio di Gaetano Iorio patron della bethon ed arrestato già nel 1995 nel blitz spartacus. Ma i rapporti  con Iorio sono lungimiranti perché quest’ultimo è il cognato di Salvino Cella, ( Iorio e Cella hanno sposato due sorelle,nipoti in seconda di Lorenzo Diana) candidato all’ex tornata elettorale dell’IDV proprio sponsorizzato da Lorenzo Diana ed il figlio.Provate a immaginare se i fatti e i personaggi riportati in questa nostra inchiesta in Terra di Lavoro riguardassero il centrodestra anziché il centrosinistra. Pensate quali inchieste, quanti processi, quali e quanti scoop di giudiziaria, e che battaglie politiche e performance editoriali sul «terzo livello» politico in raccordo coi clan dei Casalesi. Già, perché se un parlamentare di centrodestra conosce un tipo che a sua insaputa è un camorrista, o lo diventerà in seguito, automaticamente è un camorrista pure lui. Idem se ha partecipato a un pranzo con trecento persone dove c’era un mezzo boss, se è stato testimone di nozze di un affiliato a una «famiglia» casertana, se aveva un parente implicato in procedimenti per associazione mafiosa, se era in una giunta sciolta per infiltrazioni criminali, se da amministratore pubblico ha dato lavoro a società delle cosche. Ciò che vale per la destra, non vale per la sinistra? Si perché ci sono legami a sinistra che nessuno racconta, perché un veto è stato posto dal savianesimo e chi prova a rimuoverlo diventa immediatamente un affiliato. E non a caso , a pagina 223 di Gomorra lo scrittore Roberto Saviano dedica parole affettuose all’unico politico che si sente di menzionare, Lorenzo Diana. Ma andiamo ancora a ritroso!  E' opportuno ricordare che dal 1994 al 2004 al governo di san Cipriano d’Aversa c'è un un'amministrazione di sinistra che aveva al suo interno l'allora segretario della Commissione Antimafia che non ha mai adottato alcun atto di trasferimento nei confronti di Michele  lovine, fratello del boss.Ma c’è un episodio ancor più grave, commesso dall’allora amministrazione del Angelo Reccia, con Diana leader della stessa maggioranza a capo dell'Utc, venne messo il fratello del boss " peppinotto". Passiamo poi all’anno 2005. Alessandro De Franciscis, uno che nel 2005 è riuscito nell’impresa di sconfiggere l’uomo politico che avrebbe dovuto avere in mano tutti i voti dei clan e che invece ha perso miseramente al primo turno: sempre lui, Nicola Cosentino. Diana allora era a fianco del presidente della Provincia  e come può un esponente dell’antimafia non rendersi conto che 400mila euro d’appalti finirono a una società (la Generale Impianti) riconducibile alla famiglia di Giuseppe Setola, non uno qualunque, ma il capo indiscusso dell’ala stragista dei Casalesi. E non finisce qui, a parlare dell’illustrissimo teste dell’accusa Cosentino c’è anche Giovanni Malinconico, imprenditore arrestato per collusioni con il clan dei casalesi, insieme all’ex consigliere regionale Enrico Fabozzi. Nelle 160 pagine di verbale dell’incidente probatorio, emergono i retroscena non solo della casta criminale, ma di un sistema politico scellerato. Il primo nome che Malinconico fa al pubblico Ministero è quello di Achille Natalizio. Prima però di spiegare l’intera posizione di Natalizio, Malinconico spiega di aver consegnato 30mila euro a Fabozzi proprio a casa di quest'ultimo. Quando si parla dei lavori del cimitero di Villa Literno, Malinconico parla di Mastrominico e dice: "Questo Mastrominico, nel mondo politico, era fraterno amico dell’ex senatore Diana". In breve sostanza Malinconico spiega che non avendo alcuni requisiti per vincere una gara a Villa Literno dovette associarsi con Mastrominico sotto suggerimento di Natalizio, anche perché la ditta di Mastrominico stava già eseguendo dei lavori al cimitero ed era molto accreditata proprio per l’amicizia che legava Mastrominico a Diana.  L’amicizia fraterna di Diana e Mastrominico e cosa nota, come è noto anche lo stretto rapporto delle consorti, tanto e vero che ci sono  vacanze estive documentate.Per il momento ci fermiamo qui, nei prossimi giorni vi informeremo di tutti gli appalti vinti a san Cipriano d’Aversa, compresa la gmc, e vedrete che ne scoprirete delle belle.
Fonte: Notix.it 

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