martedì 12 febbraio 2013


Lettera aperta a Carmelo Musumeci


di Laura Arconti 

12-02-2013
Carmelo Musumeci si definisce "uomo ombra", ergastolano ostativo, in carcere ha studiato e si é laureato. Da molto tempo Laura Arconti pubblica nella sua bacheca Facebook tutto il materiale che lui le manda in privato. Musumeci ha scritto privatamente, una lettera alla quale Laura ha sentito il bisogno e l'opportunità di dare una risposta pubblica. Ha così pubblicato questa sua risposta nella bacheca Facebook sabato 09/02/2013. Alcuni compagni le hanno poi suggerito di mandarla anche a “Notizie Radicali”, per darle la massima diffusione, nella speranza che valga qualcosa nei confronti dei detenuti che conservano i diritti civili.
Mio caro “uomo ombra”, fratello di sofferenza e di attesa, col quale condivido il «fine pena» connesso all'ultimo respiro (tu rinchiuso dalle sbarre, io prigioniera di un corpo vecchio e neghittoso), mi hai scritto in privato qualcosa che mi suggerisce -invece- una pubblica risposta.
Credo necessaria la pubblicità di questa risposta, da parte mia, poiché la mia bacheca Facebook ha sempre ospitato tutti i tuoi messaggi: ho sempre cercato di far risaltare i tuoi pensieri agli occhi e alle coscienze delle persone che mi leggono, e lo farò anche questa volta.

Prima della mia risposta, ecco ciò che mi hai scritto:


«Cara Laura, credimi, solo dopo aver diffuso “La discesa in campo degli uomini ombra”, tramite Rita, siamo venuti a sapere della Lista amnistia Giustizia Libertà ed eravamo tutti disorientati che nessuno voleva unirsi con voi per raggiungere il quorum della Camera e del Senato.

Poi ci hanno risposto pubblicamente anche Libertà e Lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. A questo punto abbiamo deciso di lasciare libertà di scelta fra le due liste. Non solo ci condannano a morire in carcere ma ci tengono nell’ignoranza per renderci come animali, per non contare più nulla. Un affettuoso sorriso fra le sbarre.
Carmelo 22/01/2013»

Caro Carmelo, questa tua lettera é vecchia, come data: ma a me é arrivata -in mail- soltanto il 6 febbraio. Ho riflettuto tre giorni, prima di risponderti.

Mi son venute alla mente molte possibili risposte, anche quella di Seneca il Giovane. Ho pensato a Marco Pannella, ai ripetuti digiuni, a quel digiuno totale che gli ha fatto rischiare la vita una volta di più, al suo grido: "amnistia Giustizia Libertà". Ho ricordato quei momenti in cui tante personalità avevano protestato la loro solidarietà, il loro appoggio, financo la disponibilità a candidarsi nella lista amnistia Giustizia Libertà: salvo poi defilarsi con mille scuse non appena il pericolo di morte é stato superato.

Ho "ripassato" con la mente i momenti in cui i giornali e le TV si sono decisi a parlarne, dapprima convinti di dover preparare il "coccodrillo" sulla fine di Marco Pannella, poi per diffondere indignazione scandalizzata per l'accettazione che siamo stati costretti a dare a quell'unica proposta di collaborazione elettorale, solo perchè veniva da uno che é all'altro estremo rispetto alle nostre idee. Voi non sapevate nulla di tutto questo ?

E quando poi vi « hanno risposto pubblicamente anche Libertà e Lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia » e avete saputo dell'esistenza di queste due liste, quella del magistrato co-protagonista del discusso interrogatorio che l'11 agosto 1998 si concluse con il suicidio del giudice Luigi Lombardini e quella del Radicale che paga col proprio corpo la malagiustizia, ora la vostra decisione é stata di « lasciare libertà di scelta fra le due liste » ?

Carmelo, amico mio, tutti hanno libertà di scelta. Quando un capopopolo, o un partito, o un gruppo coordinato lasciano "libertà di scelta" esprimono soltanto la volontà di non scegliere, il rifiuto della responsabilità di dare una indicazione.
Davanti ad una scheda elettorale ognuno é solo con la propria coscienza, ed é su questo che contano quei sognatori irriducibili che sono i Radicali: sul miracolo di una rivolta delle coscienze.

Marco Pannella non chiede gratitudine per le azioni che intraprende, gli basta la speranza che ha nel cuore: che presto o tardi il grido di disperazione degli ultimi, degli ingiustamente ristretti, di coloro che sono obbligati a far soffrire ed insieme a soffrire tra le sbarre, di quelli che sono fuori col corpo ma dentro il carcere col cuore, venga finalmente ascoltato e dia luogo ad una azione risolutiva.

Marco mi ha insegnato la pratica della nonviolenza: e ben sappiamo che il nonviolento agisce a proprie spese e a proprio rischio, senza mai pensare ad un assurda ipotesi di gratitudine da parte delle persone per le quali l'azione é stata pensata e vissuta. Non chiediamo il voto per la Lista amnistia Giustizia Libertà in cambio di ciò che é stato fatto per una rivoluzione positiva nel mondo della malagiustizia, ma lo chiediamo perché sia consentito ai Radicali di avere ancora voce -anche una sola voce- nelle istituzioni, e poter continuare la lotta per una Giustizia che sia degna d'essere definita tale.
"Vale la pena sperimentare anche l'ingratitudine, pur di trovare una persona grata". (Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, 62/65)


Anche le vostre mani, per votare la Lista amnistia Giustizia Libertà !

(pubblicata sabato 9 febbraio 2013 sulla mia bacheca FB)

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