giovedì 21 febbraio 2013


SESTA    PUNTATA

PROCESSO COSENTINO  ESCUSSIONE DEL TESTE 

LORENZO DIANA


(L’ex Ministro Mario Landolfi,  in una intercettazione telefonica. Chi? Lorenzo Diana? Quella faccia da “marjuolo?”).



Presidente: però lei ha detto che questa interrogazione non è
stata proposta...
Teste: dall'onorevole Cosentino, sì, ribadisco, ma questa è
una cosa che è avvenuta molto spesso, ciò che riguardava
quei territori c'erano altri colleghi parlamentari che
si prestavano a fare le cose. Io penso che
difficilmente, come sul territorio, sul mio comune,
difficilmente un parlamentare da Caserta, Aversa, veniva
a fare interrogazioni senza chiedere il mio consenso o
la mia condivisione, era difficile che questi
parlamentari che conoscevano la realtà e il posto
venissero a produrre atti parlamentari senza
confrontarsi con chi stava sul posto e conosceva bene la
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realtà.
Presidente: ha elementi di fatto a supporto?
Teste: erano le informazioni che ci venivano date non solo...
anche dagli ambienti politici della stessa parte, perché
questi erano elementi molto discussi a dire: "ma come si
fa a contestare Libera?" e ci veniva detto... e del
resto, quando io avvicinai anche il Senatore Giuliano
relativamente a quella interrogazione sul furto
dell'auto, arrivò a dire che gli era stato chiesto, in
presenza del Senatore Gaetano Pascarella, questa fu una
chiacchierata a tre.
Dif.: Presidente, perdonatemi, però, lei ha fatto una
specificazione, non voglio interrompere, per evitare
anche di tornarci, però dire "informazioni che
provenivano da ambienti politici" è dire tutto e dire
nulla, potremmo sapere con precisione i nomi di queste
persone? La farei io questa domanda, però giacché lei ha
chiesto specificazioni su fatti precisi, se è possibile
averla questa specificazione?
Presidente: qualcuna l'ha fatta adesso.
P.M.: uno lo ha detto adesso.
Teste: l'ho detto appena ora, parlai con il Senatore Giuliani
in presenza del Senatore Gaetano Pascarella nella sala
d'attesa del Senato, ne ricordo ancora bene..
Presidente: con riferimento alla interrogazione che riguardava
il furto dell'auto di Martinelli Enrico?
Teste: il furto dell'auto. Sull'Associazione Libera invece
Gianni Allucci discusse sia con l'onorevole Cosentino
sia con... Gianni Allucci è il direttore nonché
amministratore delegato del Consorzio Agro-Rinasce, sia
con l'onorevole Coronella, chiedendo conto di come si
potesse arrivare a tanto, a contestare addirittura la
scelta di affidare le attività culturali del Consorzio
Agro-Rinasce a Libera, ci fu detto che doveva essere
fatto per contrastare un consorzio che veniva visto come
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creatura che creava problemi e che era troppo vicino a
Lorenzo Diana e che questo contrasto alla camorra creava
problemi eccessivi. Per questa ragione bisognava
chiamarlo non solo Consorzio per la Legalità, ma
Consorzio per lo Sviluppo e la Legalità. Però questo,
capisco, può attenere ad altre valutazioni.
P.M.: senta, ha memoria, visto che calca la scena politica
casertana da molti anni, ha memoria, ricorda delle
manifestazioni esplicite, espresse di Nicola Cosentino
in contesti vari contro l'organizzazione criminale del
clan dei casalesi o contro soggetti che hanno ruoli
apicali nell'ambito della stessa?
Teste: tranne occasioni...
P.M.: o contro, ad esempio, i propri familiari?
Teste: tranne occasioni tipo la festa della Polizia nazionale
con il Prefetto Manganelli a Casal di Principe,
manifestazioni e eventi con Prefetti eccetera,
solitamente queste manifestazioni non hanno visto la
presenza dell'onorevole Cosentino, tranne quelle
ufficiali, istituzionali, né tanto meno ci sono state
iniziative tese a porre un problema. L'accusa mi fu
lanciata pubblicamente da comizi in cui c'era presente
anche un cognato dell'onorevole Cosentino, ovviamente
ciò potrebbe significare poco, ma quando nel 2004 ci
furono le elezioni comunali a Casal di Principe, 2002 e
2004, il cognato dell'onorevole Cosentino era divenuto
il principale collaboratore del candidato Sindaco del
centro-destra, Enrico Martinelli, persona molto
-diciamo- particolare e vivace, però io restavo sorpreso
di come il cognato dell'onorevole Cosentino
accompagnasse continuamente questo Enrico Martinelli e
poiché ci creò molti problemi di totale affissione di
manifesti sotto... non ci lasciavano la possibilità di
mettere nemmeno un manifesto, noi che eravamo la
maggioranza, quelli che gestivano il Comune, quando
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arriva a fare una riunione con il Prefetto, con i
Carabinieri e con i poliziotti, si presentano Enrico
Martinelli e il cognato dell'onorevole Cosentino. Pongo
il problema...
P.M.: di quale cognato sta parlando?
Teste: Antonio Cavaliere, arrestato recentemente in provincia
di Benevento. Pongo il problema ad Antonio Cavaliere, ma
poi anche all'onorevole Cosentino dicendo: "ma com'è
possibile? Per lo meno cerchiamo di tenere il tutto in
canali di un minimo di correttezza di competizione", ma
c'era una impossibilità, cioè in quel caso quella
competizione di quella Amministrazione, che vedeva
personaggi che sono stati arrestati, che sono stati
allontanati dal Comune per condizionamenti camorristici,
vedeva il sostegno diretto ed esplicito del cognato, che
ovviamente si muoveva non certamente in funzione
autonoma.
P.M.: ricorda comportamenti di altri cognati di Nicola
Cosentino in relazione ad eventuali contese elettorali o
candidature ovvero comizi e quant'altro?
Teste: in genere questo... ovviamente, tra parlamentari ed
esponenti politici c'è stato sempre un rapporto di fair
play, di correttezza, devo dire che l'onorevole
Cosentino su questo non veniva meno, ma le scelte di
fatto erano... le Amministrazioni Comunali di Casal di
Principe spesso capitava, anche nelle funzioni
istituzionali di dire, proprio a proposito di
Agro-Rinasce, vediamo come rilanciarla, vediamo come
tenerla assieme, vediamo come poter evitare, cosa che io
ho posto, come tenere a margine gli Orsi, come tenere a
margine il tentativo di assedio ai consorzi pubblici,
abbiamo posto ragionamenti, c'ho provato più volte con
tutti i parlamentari, però di fatto devo dire che
constatavamo che nelle alleanze sia delle elezioni
comunali, vuoi Casal di Principe, vuoi San Cipriano,
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vuoi nel territorio... spesso ponevo anche una
riflessione, dicevo: qualche volta mi ricordo che la
Democrazia Cristiana nel 1990 o '92 a Casal di Principe
non è stata in grado di controllare un partito che era
completamente influenzato dalla camorra e decise di
perdere candidando alla Provincia l'onorevole Piccirillo
e al Comune... facendo in modo di perdere, visto che non
controllava più il partito decise di perdere. E io
spesso facevo anche questa riflessione, dico: "guarda
che qualche volta si può anche perdere per allontanare i
rischi maggiori". Ma devo dire che a queste discussioni
non seguì mai qualche passo in avanti, né per i consorzi
né per i Comuni, anzi la risposta fu il totale sostegno
ad una Amministrazione, quella di San Cipriano d'Aversa,
Martinelli, che è finita con più arresti e con due
provvedimenti di scioglimento e con accuse di
criminalizzazione nei miei riguardi che ricordavo già
nell'altra riunione. Vorrei ricordare -e chiudo- la
conferenza stampa contro me dell'intero gruppo
parlamentare del centro-destra sulla vicenda D'Agostino,
su cui era evidente la responsabilità di chi non era
intervenuto a tempo a rimuovere e a decadere decaduta
una consigliera comunale condannata con sentenza
definitiva per avere ospitato un camorrista con tanto di
mitra.
P.M.: senta, a proposito delle persone che ha citato durante
il suo esame, lei ha parlato delle discariche di
Chianese Cipriano: sa se vi fossero relazioni tra Nicola
Cosentino e Chianese Cipriano?
Teste: Cipriano Chianese era candidato alla Camera dei
Deputati nel '94 per Forza Italia, era il mio
concorrente e so che stava in Forza Italia e quindi
penso che i rapporti tra i due fossero dentro Forza
Italia, poi non so quando Cipriano Chianese ha terminato
la sua partecipazione attiva in Forza Italia.
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P.M.: al di là di questo non ha altre informazioni?
Teste: rapporti di... cioè mi risultavano questi rapporti
dentro lo stesso partito politico, di altra natura non
saprei.
P.M.: ricorda se vi furono delle manifestazioni, ne ha già
fatto riferimento alla scorsa udienza, delle
manifestazioni contro l'utilizzo di discariche molto
vicine al territorio casertano, e in particolare
discariche nella gestione di Chianese Cipriano in
territorio di Giugliano?
Teste: sì...
P.M.: da parte di esponenti del centro-destra o in
particolare, se del caso, di Nicola Cosentino?
Teste: non ho compreso bene la...
P.M.: lei ha parlato alla scorsa udienza del fatto che,
diversamente da altri casi, nel caso delle discariche di
Chianese Cipriano, sito in Giugliano, molto vicine a
Casal di Principe, non c'era stato nessun tipo di
approccio antagonista e volevo comprendere se sa di
iniziative parallele ovvero preesistenti o successive da
parte di soggetti... di Nicola Cosentino e di soggetti
del centro-destra in relazione alla gestione della
discarica di Chianese Cipriano, la Resit di Giugliano?
Teste: so, conosco bene la vicenda della Resit di Parete,
perché io a Parete sono stato di casa per tanti anni,
assieme ai movimenti che si opponevano all'inquinamento
di tutto quel territorio a confine tra il nord della
provincia di Napoli e il sud della provincia di Caserta,
in particolar modo il giuglianese. Cipriano Chianese era
il classico imprenditore, arricchitosi in modo
straordinario con i rifiuti, e che ne dava anche mostra
evidente, e io fui chiamato per anni, anni e anni dai
movimenti ambientalistici e politici contro questo fare
di Chianese e della sua discarica. E il centro-destra
non c'era mai in questo movimento e né i parlamentari né
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l'onorevole Cosentino erano contro quella gestione della
discarica, per cui ci trovammo noi a contrastare questo
fenomeno e quel personaggio, e lui si dichiarava più
volte persona troppo osteggiata da me e da altri.
P.M.: senta, vorrei comprendere in via, diciamo, sempre dal
punto di vista dell'importanza del ciclo economico
sotteso alla gestione dei rifiuti, quanto dal punto di
vista economico la gestione e il controllo di questo
ciclo ha influito sulla politica del casertano?
Teste: io penso che sia stato, con la crisi industriale...
Caserta è stata per lungo tempo la quinta area
industriale d'Italia, è stata la provincia al Sud,
assieme a Bari e a Catania, tra i territori
industrialmente più dinamici; quando va in crisi
l'industria c'è una prevalenza delle commesse pubbliche,
quelle provenienti dalla Pubblica Amministrazione, la
politica si sposta molto sul controllo della spesa
pubblica e ad un certo punto, fine anni '80, inizi anni
'90, si capisce che il grande filone è quello dei
rifiuti. Le discariche prima vengono tutte infeudate
dalla camorra, fin quando non vengono requisite dallo
Stato. A quel punto, poi, quando la camorra e la
politica colluse non riescono più a prendere in diretta
gestione discariche ed appalti dei rifiuti, con la
nascita dei consorzi cercano di aggirare l'ostacolo
entrando dentro i consorzi. Per questo io vedo, nel
decennio che abbiamo avuto alle nostre spalle, e cioè
tra fine anni '90 a venire nel decennio 2000 ad oggi,
vedo la politica molto molto condizionata, influenzata
dalle vicende che girano intorno ai rifiuti, ai consorzi
e alla strumentazione istituzionale relativa ai rifiuti,
quante sorti delle politiche e delle istituzioni, dei
Comuni, dei Consigli Comunali, dei Sindaci sono legate
alle vicende dei consorzi CE2, CE3, CE4. La vera
creatura che era solida era il CE2, dove ci sono stati
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sicuramente anche errori, ma era un consorzio in cui vi
possono essere stati degli abusi, degli errori, ma che
teneva ben chiara la finalità pubblica del servizio
pubblico e anche con una certa efficienza, veniva
considerato il miglior consorzio dell'intera regione
Campania. Ad un certo punto nasce quell'accordo nefasto
che farà crescere il CE4 e farà affossare il CE2. Non
nasceranno mai gli altri due consorzi se non due
contenitori semivuoti, il CE3 e il CE1, e quindi la
politica si intreccia molto con queste vicende.
P.M.: senta, quindi il controllo praticamente di questo
settore economico diventa fondamentale dal punto di
vista del controllo del territorio?
Teste: diventa fondamentale, soprattutto per l'offerta che si
può dare al Commissario di Governo e per aprire un
canale di contrattazione col Commissario di Governo. In
questo senso entra anche Cipriano Chianese. Basti
pensare che in una sola volta ho avuto un pagamento di
35 milioni di euro -su cui la Magistratura è intervenuta
con l'arresto- dal Commissario di Governo, ed era
fondamentale avere un connubio, una alleanza tra pezzi
di Commissariato di Governo, Consorzi, con i Consorzi si
aveva il controllo e poiché le maggioranze nei consorzi
erano determinate dalle maggioranze locali, e cioè dai
Sindaci, si intrecciava tutto, dal controllo dei Comuni
ai consorzi, al Commissariato di Governo. Poiché il
circuito di affari era enorme, perché quando va in crisi
l'industria, successivamente l'edilizia, altro settore
portante della provincia di Caserta, comincia a divenire
un settore più in crisi, a questo punto emerge sempre
più il settore dei rifiuti ed essere politico significa
interessarsi. Guardiamo un po' alla vicenda di quanti
imprenditori dei rifiuti si candidano alla Regione e
vengono eletti, con un dispendio di soldi enorme, le
campagne elettorali degli imprenditori del settore
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rifiuti comportano canali di denaro spesi per le
campagne elettorali, perché era un investimento. E
allora quanto sia collegato? Sicuramente c'erano in
gioco centinaia di milioni di euro ed una parte di
imprenditoria collusa non poteva che essere interessata
a tanto.
P.M.: senta, mi scusi, volevo comprendere: nella sua politica
di contrasto ai gruppi organizzati della criminalità
organizzata e quindi sul territorio del clan dei
casalesi, lei ha operato anche in particolare nella
denuncia di questi fenomeni di controllo del sistema
economico che gestisce i rifiuti campani?
Teste: sì, più volte, non solo discussioni politiche molto
forti in sede regionale col Commissario di Governo, ma
anche con la commissione antimafia abbiamo cercato di
appurare questi aspetti ed erano questi i motivi per cui
si arrivano ad un contrasto su territori che sembravano
marginali, il litorale domitio per il CE4 era
sostanzialmente nello scacchiere casertano un territorio
marginale, ma lì si erano concentrati gli interessi di
accordi regionali, vedi la vicenda dell'Impregeco, e per
questa ragione io ho sollevato molto spesso questi
problemi, anche talvolta in solitudine e anche con
qualche valutazione di divisione interna al mio stesso
partito dell'epoca, al punto tale che poi arrivammo
anche a rotture interne. Ma è una vicenda che ho avuto
modo di seguire. Ecco, a Pignataro ero quasi di casa.
P.M.: senta, le volevo chiedere: per quello che lei sa dalle
rappresentazioni pubbliche, quindi atti ostensibili in
relazione a processi celebrati nel corso del tempo
ovvero ad ordinanze di custodia cautelare rese
disponibili alla stampa, ovviamente dopo il momento
esecutivo, lei da quanti collaboratori di giustizia è
stato indicato come soggetto nei cui confronti era stato
progettato l'assassinio e l'eliminazione?
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Teste: dalle notizie ricevute mi sembra che siano 6, poi...
talvolta -come dire?- apprendo man mano di altre
rivelazioni, anche perché francamente non è il massimo
dei miei sport preferiti andare a cercare chi parli di
me, però mi risulta un conto di 6 collaboratori che
hanno citato di intenti e di piani di attentati contro
me.
P.M.: questo, quindi, a partire da quale periodo
sostanzialmente?
Teste: già dagli anni 80, quando i due, Diana Raffaele e
Caterino Giuseppe, detti "Rafilotto" e "Peppinotto"...
P.M.: quello che ha già riferito alla scorsa udienza?
Teste: "Peppinotto" decise di gambizzarmi e Carmine Schiavone
e gli altri ritennero che sarebbe stato un danno per
loro perché avrebbe prodotto clamore, tanto comandavano
ugualmente, potevano... poi successivamente hanno
rivelato gli altri piani, da quello immediato allo
Spartacus, quando decidono nel vertice di preparare una
bomba contro la mia auto o sotto... avevano due
versioni, o l'auto della scorta o un'auto imbottita di
tritolo da piazzare sotto la mia abitazione. E poi...
P.M.: questo vertice dove si sarebbe tenuto e in quale periodo
di tempo in particolare?
Teste: nel '96, dopo lo Spartacus, cioè i non arrestati
decidono che ormai avessi dato troppo fastidio e che lo
Spartacus non ci sarebbe stato e loro vedevano nelle
dichiarazioni dell'onorevole Violante la conferma
maggiore che io smuovevo ambienti nazionali per far
intervenire sul territorio casertano.
P.M.: quindi sarebbero i latitanti dello Spartacus?
Teste: sì.
P.M.: una riunione tra i latitanti dello Spartacus.
Teste: ma sono indicati un po' tutti, da Schiavone a Iovine,
fino... mi sembra che sia Frascogna quello che fu
incaricato di preparare... francamente non sono cognomi
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che mi attirano grande simpatia!
P.M.: era solo per comprendere le conseguenze e il nesso tra i
due dati. Senta, le volevo chiedere: lei è a conoscenza
della esperienza della lista civica La Bilancia?
Teste: sì, fu il primo vero tentativo di Mario Iovine, il
primo tentativo di entrare in politica autonomamente
senza più la mediazione dei partiti. Nel '78, se non
vado errato. Nel '78 quella che veniva indicata
comunemente come la lista di Mario Iovine fa una lista
civica ed entra nella politica del Comune di Casal di
Principe. Ricorda che elesse qualche consigliere, non so
se uno o due consiglieri, tre, non mi ricordo quanti, ma
elegge degli consiglieri comunali. Ma apre una pista.
Immediatamente poi da questa pista ne derivano altri
fatti e nasce la volontà di mettere mano sui Comuni. Di
qui il tentativo di ascesa dei Bardellino anche
attraverso il Partito Socialista, nel quale militava il
padre, che era un modesto, umile lavoratore, giudicato
persona perbene, nel Partito Socialista già militavano
il padre e il fratello, Silvio, ed entra successivamente
Ernesto, che era un muratore. Di lì a poco dismette i
panni di muratore, fa fuori un altro Sindaco socialista,
San Cipriano aveva una antica tradizione socialista,
quindici anni di sindacato socialista...
P.M.: fa fuori politicamente?
Teste: politicamente, chiedo scusa! Politicamente, si
sostituisce. Due mesi dopo io e il dottore Ricci, che
eravamo nella Giunta, rompiamo con lui e cacciamo fuori
dal gruppo consiliare due consiglieri comunali nostri
che si schierano con Bardellino e successivamente inizia
un periodo di opposizione nostra che durerà dall'82 al
'94, 12 anni.
P.M.: mi dice esattamente chi erano i referenti della
Bilancia?
Teste: Mario Iovine era lo sponsor della lista, i candidati
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faccio fatica a ricordarli, anche perché io non ero
particolarmente impegnato su quel territorio, perché
dopo gli anni universitari io frequentavo molto Napoli
con associazioni, movimenti cattolici e quant'altro, per
cui io mi affaccio alle elezioni comunali la prima volta
nel '79 e nell'80 alla Provincia, quando veniamo eletti
tutti e due, io e Nicola Cosentino alla Provincia, e da
allora...
P.M.: sa se vi fosse stata una posizione politica di Nicola
Cosentino rispetto a quella formazione?
Teste: non ricordo, perché so che è divenuto consigliere
comunale nel '78, non ricordo in quale partito fu eletto
all'epoca, francamente. Per me -come dire?- il mio
impegno politico-sociale era antecedente, ma il mio
impegno nelle tornate elettorali inizia nel '79, un anno
dopo, quindi, dell'onorevole Cosentino. Non ricordo bene
in quale partito fosse candidato all'epoca, se Bilancia
o PSDI. So che aderì al PSDI e si candidò alla Provincia
per il Partito Socialdemocratico.
P.M.: la lista civica La Bilancia quanto durò?
Teste: dunque, presentatasi, non ricordo se rimase come gruppo
autonomo o se aderì di lì a poco alla Democrazia
Cristiana e poi, fatto quel tentativo, cambia di lì a
poco, ci saranno altri tentativi, ogni volta che la D.C.
non era facilmente assoggettabile nascono altre liste
civiche, successivamente nascerà un altra lista civica a
Casal di Principe, se ricordo bene, La Campana o roba
del genere, cioè c'erano bracci di ferro tra esponenti
della D.C. a livello provinciale che cominciava a temere
di rimetterci le penne a Casal di Principe. E infatti
nel '90 azzereranno i candidati locali e metteranno il
segretario provinciale della D.C., l'onorevole
Piccirillo.
P.M.: grazie, nessun'altra domanda.
Presidente: Avvocato De Caro, lei ha anticipato che ha un
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concomitante impegno, ci può precisare a che ora deve
andare via?
Dif.: Presidente, io devo raggiungere Salerno, dove ho un
processo avanti alla II Sezione Penale, imputato
Quaranta Antonello, detenuto per estorsione, che io
difendo, il processo è alle 15:00, io avevo chiesto al
Presidente se era possibile chiamarlo alle 15:30,
proprio per andare via alle 14:30, come avevo detto.
Presidente: sì, allora ricordavo bene. Vuole iniziare il
controesame?
Dif.: sì, posso iniziare.
Presidente: prego.
P.M.: Presidente, avrei possibilità di tre minuti di tempo di
interruzione?
Presidente: va bene, certo, sì, siamo da tre ore... però
sospendiamo proprio cinque minuti.
Dif.: Presidente, se il Tribunale poi ritiene, visto che
comunque non sarà brevissimo ovviamente il controesame,
possiamo anche magari farlo alla prossima udienza prima
di iniziare...
Presidente: però mezz'ora di controesame comunque è qualcosa.
Dif.: ok.
Presidente: quindi sospendiamo cinque minuti.
(SOSPENSIONE)

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