sabato 9 febbraio 2013


TERZA PUNTATA

PROCESSO COSENTINO  ESCUSSIONE DEL TESTE  

LORENZO DIANA


(L’ex Ministro Mario Landolfi,  in una intercettazione telefonica. Chi? Lorenzo Diana? Quella faccia da “marjuolo?”).


P.M.: senta, Michelangelo Madonna era presente anche lì in
quella occasione, in quella riunione?
Teste: ah, sì, era continuamente presente a tutte le
manifestazioni.
P.M.: senta, lei ha parlato sempre a proposito di questo
blocco della discarica di Parco Saurino della presenza
dei figli di Schiavone "Sandokan" e ha detto, sempre
nello stesso verbale della scorsa udienza, disse che
aveva informazioni dirette della loro presenza in loco.
Teste: sì, li notammo davanti a Parco Saurino in più
occasioni, anche nelle manifestazioni, la qual cosa fu
denunciata anche dal vice Commissario di Governo, il
dottor Massimo Paolucci, che denunciò tal cosa sul
Corriere del Mezzogiorno in una intervista, chiedendo
conto di quella presenza nelle manifestazioni.
P.M.: e mi può spiegare questa presenza? Lei ha detto, lo vide
personalmente o fu informato della presenza?
Teste: in alcune occasioni li ho visti anche io personalmente.
P.M.: era presenti con un gruppo di persone che facevano capo
agli stessi o erano una presenza, diciamo così,
meramente individuale, nei limiti in cui si può
considerare tale la presenza dei figli di Schiavone?
Teste: difficilmente erano da soli, erano sempre circondati da
altre persone, che io personalmente facevo fatica a
riconoscere, anche perché in genere si trattava di
giovani, ed è il fenomeno classico di questi ambienti,
adolescenti, giovani che si affacciano alla ribalta,
anche perché in quei comuni c'è stato, nel passato in
modo più forte che oggi, un fascino di questi gruppi e
di questi esponenti, per cui prima c'era una gara ad
offrire il caffè, a frequentare queste persone davanti
ai bar e anche nelle manifestazioni; dopo che lo Stato
ha iniziato un'azione di repressione più forte c'è una
maggiore cautela nel timore di farsi vedere con
personaggi che possono compromettere l'eventuale
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rilascio delle certificazioni antimafia in Prefettura, e
quindi questo fenomeno è andato un po' scemando, ma era
difficile che i figli di Schiavone restassero da soli su
un campo.
P.M.: ricorda i nomi dei figli di Schiavone presenti in loco?
Teste: il primo era quello più notato, anche perché all'epoca,
per età, stiamo parlando di fine 2003, inizi 2004, per
età penso che fosse... anche perché io tranne il primo,
che ha frequentato un anno la stessa classe di mio
figlio, gli altri non li conosco proprio fisicamente.
P.M.: quindi chi sarebbe questa persona? Il nome?
Teste: il primo, Nicola.
P.M.: Schiavone Nicola. Senta, sempre alla scorsa udienza ha
fatto riferimento al fatto che la discarica di Parco
Saurino si stava esaurendo e quindi sostanzialmente
aveva un blocco che aveva una irrilevanza rispetto
all'utilizzo della discarica di Parco Saurino, per altro
con questa ipotesi di ampliamento parallelamente al
blocco e alla chiusura e che a tutto questo era
strumentale l'apertura di una discarica a Carinola.
Teste: Carinola, vicino l'Appia, e precisamente nella frazione
di Casale di Carinola.
P.M.: senta, rispetto a questo, si trattava di una cava,
questa di Carinola?
Teste: quella di Casale di Carinola era un ex cava, un terreno
sottoposto che già era stato individuato e offerto al
Commissariato di Governo per una cifra molto molto
superiore a quella di mercato.
P.M.: era già formale l'offerta al Commissariato di Governo
per questa data?
Teste: sì sì.
P.M.: senta, vi furono dei contrasti in loco, mi ha detto, in
relazione all'apertura di questa discarica a Carinola?
Chi è che prese l'iniziativa per in qualche modo agire
in un modo, tra virgolette, coerente rispetto a quello
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che si stava facendo con altro significato su Parco
Saurino?
Teste: montò una protesta popolare molto forte contro
l'apertura della discarica, questa protesta trovò
riferimento massimo nel Vescovo, che si erano trovate in
una manifestazione un migliaio di persone, il giornale
diede la notizia di quattromila presenze, quattromila
persone bloccarono l'Appia e questo movimento chiamò
anche me. Vado nel Comune di Carinola, faccio degli
incontri con gli amministratori, era presente anche
l'onorevole Landolfi, ma vedevo faticare fortemente
anche il Sindaco, che mentre si dichiarava contrario,
però aveva partecipato a degli incontri al Commissariato
di Governo e alla sede del Commissariato di Governo mi
veniva riferito che c'era disponibilità anche da parte
degli amministratori, tant'è vero risulterà che il
Sindaco si incontrerà presso il casello di Caserta Nord
con personaggi del Commissariato di Governo per
concordare l'apertura della discarica. Ma la protesta
montò a tal punto che ormai non la riusciva più a
gestire ed esponenti di questo movimento, più alcuni
giovani che mi conoscevano, si rivolsero a me. Quando io
cercai di dire: "bene, allora se il Sindaco è contrario
venga con me al Commissariato di Governo" e vidi una
timidezza e una titubanza del Sindaco, ebbi la netta
sensazione che il Sindaco stesse viaggiando su un altro
modo rispetto alla discarica, ma poi la cosa si arenò,
perché la protesta montò a tal punto, sia in loco, sia
nella regione, il Commissario di Governo si dimette e
quindi andò in tilt, saltò l'intero piano che era stato
orchestrato e poi si arriverà alla nomina del nuovo
Commissario di Governo, il Prefetto Catenacci.
P.M.: senta, la sua posizione era dissonante rispetto a quella
del... lei ha citato Landolfi, del parlamentare
Landolfi, o era...?

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Teste: chi contrastammo fortemente, sia nell'incontro fatto a
Carinola, a quell'incontro pubblico di Carinola seguì
quello nella sede del CE4 con il Presidente Valente, di
cui facevo cenno poco fa, quando Valente, a conclusione
della riunione, cercò di agganciarmi personalmente, e in
tutte e due le occasioni ci scontrammo duramente perché
l'onorevole Landolfi dava tutte le responsabilità al
Commissario di Governo, a Bassolino, e cercava di
mostrare il CE4 come contrario ai rifiuti napoletani, ma
mi fu facile, con il carteggio che mi fornito dai miei
riferimenti a Carinola e nel CE4 che c'erano candidature
del Presidente Valente ad aprire discarica e a offrire
siti per ritirare i rifiuti napoletani. Per cui lo
scontro avveniva proprio su questi fatti, per dire:
smettiamola di ragionare con finzione, qui c'è un altro
disegno avanti, che non è quello di cui ci si vuol far
parlare.
P.M.: senta, lei sempre nella scorsa udienza ha fatto
riferimento sostanzialmente al fatto che all'interno del
blocco della discarica di Parco Saurino vi era un gruppo
promotore di tutto questo e di soggetti che in qualche
modo vennero strumentalizzati rispetto a questo tipo di
atteggiamento. Volevo comprendere: lei si era opposto
anche lei al proseguimento dell'attività della discarica
di Parco Saurino?
Teste: la mia posizione fu articolata e la riassumo in questi
brevi termini: il nostro territorio ha dato già molto,
non c'è da fare opposizione pregiudiziale alle
discariche, che servono fin quando non vi sono gli
impianti, ma si vada ad un piano equilibrato e si parta
soprattutto dalla riparazione dei danni ambientali
provocati nel territorio, visto che eravamo individuati,
anche grazie a una legge a cui contribuimmo nel '98, la
426, che dichiarava l'agro-aversano e litorale domitio
come uno dei 16 siti ad alto rischio ambientale, quella
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legge, che io considero una tappa miliare, individuava
in Italia 16 siti: quasi due terzi della provincia di
Caserta e un terzo della provincia di Napoli venivano
individuati come uno dei siti a maggior rischio
ambientale, da bonificare. Per cui io cercavo di portare
a casa i risultati di un piano straordinario di bonifica
ambientale ed avevamo parlato anche di interventi molto
massicci, e su questo io cercavo di trattare con il
Commissariato di Governo utilizzando il movimento.
Quindi siamo stati e sono stato in quel movimento con
una funzione ben chiara: porre argine ai disastri
ambientali provocati dai traffici delle eco-mafie su
cui, però, quel movimento che si opponeva a Parco
Saurino taceva completamente, e la mia polemica col
centro-destra era questa, dire: parlate delle
discariche, ma non parlate dei traffici delle eco-mafie
e soprattutto non si parla di come arrivare... io
insistevo molto sul controllo video-satellitare per
evitare che ci fossero sversamenti abusivi dentro le
discariche, che sicuramente sono stati effettuati negli
anni, e questa posizione ci portò ad una trattativa col
Commissario di Governo che durò decine e decine di
riunioni, in cui c'erano anche i parlamentari, molto
spesso l'onorevole Coronella, ma anche l'onorevole
Cosentino, e quelle riunioni al Commissariato di Governo
non finivano mai, e in realtà vidi che quel mio
obiettivo falliva perché la trattativa non era sulla
bonifica, ma era soprattutto sulla apertura delle
discariche sul come potenziare i consorzi, come il CE4
potesse assurgere a maggior ruolo. E la promozione del
CE4 è dimostrata dalla costruzione del consorzio
Impregeco, caso unico in regione, tre consorzi soli
vengono scelti a fare questo consorzi e la Presidenza
del Consorzio Impregeco viene destinata a Valente,
personaggio su cui qualsiasi organo di polizia avrebbe
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prestato molta attenzione in più rispetto alle forze
politiche.
P.M.: senta, torniamo un attimo indietro alla domanda che le
avevo fatto prima. Dunque, praticamente anche lei
manifestò una medesima posizione rispetto al blocco
della discarica di Parco Saurino?
Teste: io ero per dire: passiamo a un piano graduale,
ovviamente i rifiuti devono arrivare da qualche parte,
perché se chiudiamo le discariche restano per strada, io
sono per non tenere i rifiuti in strada ma nelle
discariche, quindi Parco Saurino prosegua fin quando non
siamo ad un piano bilanciato ed equilibrato di
discariche nella regione. Rispetto alla parola d'ordine
di altri che dicevano no totalmente alle discariche io
non ero d'accordo, perché dicevo: i rifiuti da qualche
parte devono arrivare.
P.M.: quindi sul blocco della discarica di Parco Saurino lei
non era d'accordo?
Teste: avevo una posizione a dire: temporaneamente la si
utilizza ancora per arrivare a chiudere e arrivare alla
bonifica e si vada ad individuare discariche in modo
equilibrato nell'intero territorio regionale e altri
territori. Ma l'apertura di una discarica richiedeva
mesi di tempo, perché non poteva essere aperta dalla
mattina alla sera, anche qualora fosse stato individuato
immediatamente il sito c'era da preparare il sito per
renderlo idoneo alla discarica, ad accogliere rifiuti e
invece si lasciava passare la parola d'ordine che oggi
si doveva chiudere e poi si trovava la soluzione per il
futuro. A me appariva una posizione massimalistica,
velleitaria e strumentale.
P.M.: senta, le implicazioni che ha colto della strumentalità
del blocco Parco Saurino rispetto all'indebolimento del
Commissariato di Governo retto da Bassolino fu immediata
o fu... fu immediata rispetto alla riunione del dicembre
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2003 o lo comprese gradualmente nei giorni successivi o
nei tempi successivi?
Teste: a me fu chiaro rapidamente, fu uno dei motivi anche di
discussione forte con lo stesso Presidente Bassolino con
il quale arrivai a non condividere posizioni.
L'assemblea del Consiglio Comunale di Casal di Principe
è del dicembre 2003, Bassolino si dimette da Commissario
di Governo tra marzo ed aprile 2004, ma in pochi mesi la
scintilla diventa una fiamma nella regione e non si
trovava più disponibilità di nessuna comunità locale ad
ospitare una discarica per cui il Commissario Bassolino
dovette prendere atto di questa situazione e rassegnò le
dimissioni.
P.M.: quindi il primo momento in cui si attua questo
antagonismo che si concretizza nel blocco della
discarica di Parco Saurino avviene in questa riunione
del dicembre 2003?
Teste: la prima è quella, poi dopo Casal di Principe comincia
man mano a manifestarsi ed erano in sintonia anche le
posizioni in altri territori. Ricordo che io e
l'onorevole Paolo Russo fummo chiamati ad un confronto
che sarà registrato anche dalla RAI in diretta su Piano
d'Ardine, perché anche lì c'era un blocco della
discarica, per cui non c'era più dove portare i rifiuti
nella regione e si dovette ricorrere allo smaltimento di
emergenza fuori regione.
P.M.: senta, queste conseguenze decisive per quanto riguardava
la gestione commissariale Bassolino al blocco della
discarica di Parco Saurino e a quello che ne seguiva sui
blocchi, diciamo sostanzialmente anticipato dalla
riunione del dicembre 2003, fu da lei palesato o da
altri rispetto ai soggetti che avevano propugnato questa
conclusione?
Teste: la cosa innanzitutto mi balzava agli occhi perché sono
solido osservare e riflettere su ciò che vedo, ma
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ovviamente si incrociava con le informazioni che io
raccoglievo al Commissariato di Governo, con i tanti
incontri che Massimo Paolucci teneva anche con gli
esponenti del centro-destra, riservatamente o
privatamente rispetto a noi. E nel collezionare i tanti
contatti, eravamo quasi di casa tra riunioni in
Prefettura, Regione, Provincia, Comuni, cioè in quei
mesi era come stare in campo non stop, le notizie erano
continue, fino a fiaccolate contro la morte indotta dai
rifiuti napoletani, non dai rifiuti nocivi e tossici, ma
nei rifiuti napoletani. Ricordo una fiaccolata in cui
trovammo difficoltà anche a marciare...
P.M.: sì, io mi riferisco sempre a questo incontro a Casal di
Principe nel 2003, in quel contesto quanti eravate più o
meno presenti nell'occasione?
Teste: potevamo essere un centinaio di persone, 100-150, non
di più, non eravamo molti.
P.M.: e i soggetti che avevano deciso, deliberato questo
incontro chi erano?
Teste: il Sindaco, che convoca formalmente, ma era evidente,
lì c'era una sintonia totale in Consiglio Comunale tra i
parlamentari del centro-destra e il Sindaco. Del resto,
visti i contatti di stretta familiarità politica, non
era possibile diversamente e del resto gli interventi
erano in totale sintonia.
Presidente: può ripetere chi era il Sindaco?
Teste: il Sindaco dovrebbe essere, se non vado errato,
all'epoca l'Avvocato Goglia, però mi riservo anche di
fare una verifica, perché nel seguire degli anni a Casal
di Principe sono mutati molti Sindaci, per cui potrei
anche perdermi qualche Sindaco. Casal di Principe ha un
triste primato da venti anni di Sindaci che si alternano
molto facilmente.
P.M.: senta, e quale era...
Teste: comunque il Sindaco del dicembre 2003, questo è certo.
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P.M.: può darci una indicazione della composizione di quella
che era la riunione? Vi era un tavolo in cui vi erano
soggetti primari rispetto a quello che era l'andamento
della riunione con una platea di altre persone presenti?
Oppure era un collettivo quello che veniva a tenersi
quel giorno?
Teste: no, una formale riunione di Consiglio Comunale aperto,
con l'invito ai Sindaci della zona, ai parlamentari,
consiglieri provinciali, c'erano alcune presenze,
ricordo, di persone che prendevano la parola, si
attivavano di più, dal Sindaco, i parlamentari, il
consigliere provinciale Madonna, io ed altri che...
forse c'era anche il rappresentante della Coldiretti,
che poi diventerà assessore alla Provincia, Corvino, è
stato assessore alla Provincia fino a poco tempo fa,
ricordo allora rappresentava la Coldiretti. Non ricordo
se ci fossero alcuni parroci in quella occasione, che
saranno però presenti nei momenti successivi davanti a
Parco Saurino, in particolar modo don Carlo Aversano.
P.M.: quale fu il comportamento di Nicola Cosentino
nell'occasione?
Teste: in sintonia con questi interventi, chiudere Parco
Saurino e basta con i rifiuti napoletani.
P.M.: fu ipotizzata una soluzione alternativa rispetto a
questa soluzione di chiusura totale?
Teste: no, ormai sembrava una litania, "questo territorio
subisce il peso eccessivo", le verità ovvie e scontate,
ricordo una cartina geografica della zona con tanti
punti rossi delle tante discariche abusive e non, su
questo non avevamo difficoltà a convenire tutti quanti,
il peso ambientale sopportato da quel territorio è stato
ed è eccessivo. Partendo da alcune premesse comuni poi
si arrivano a conclusioni diverse, per cui noi cercavamo
di insistere sull'avvio di una fase nuova che
chiaramente avesse un passaggio graduale, per evitare il
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blocco totale dei rifiuti e quindi i rifiuti in mezzo
alla strada, noi partivamo dal presupposto, prima cosa,
togliere i rifiuti dalle strade, quindi uscire
dall'emergenza, uso temporaneo di queste stesse
discariche, individuazione di nuove discariche,
costruzione di impianti. Sugli impianti c'era molta
strumentalità diffusa a dire no. Non è un caso, voglio
dire, che io stesso non ho frapposto grande opposizione
quando un Sindaco di centro-destra, come il Sindaco di
Santa Maria La Fossa, firmò un protocollo d'intesa per
ospitare l'impianto di incenerimento nel suo territorio,
nonostante altri dicevano no a tutto, no agli impianti,
no alle discariche, però non dicevano mai dove dovessero
essere portati i rifiuti. Io ero per una posizione
chiara: i rifiuti devono essere smaltiti nel modo più
moderno possibile, nel modo più eco-compatibile
possibile, ma i rifiuti devono essere rimossi dalle
strade. E da alcune posizioni emergeva no alle
discariche, no agli inceneritori, e non si capiva dove
dovessero essere portati i rifiuti. Ma
contemporaneamente, ripeto, c'erano le offerte formali e
ufficiali di siti per ritirare quei rifiuti che venivano
indicati come il male massimo perché provenienti dalla
città di Napoli.
P.M.: senta, in quella occasione, rispetto al contesto che
ipotizzava il blocco totale delle discariche di Parco
Saurino, lei aveva già informazioni in ordine al
progetto di ampliamento della discarica di Parco Saurino
al progetto che individuava una autonoma cava da gestire
dal consorzio CE4 a Carinola e quindi questo
comportamento palesemente ambiguo da parte del gruppo?
Aveva già queste informazioni oppure le arrivarono,
pervennero dopo? Se riesce a ricordare.
Teste: arrivavano delle notizie molto parziali, nell'arco di
venti, trenta giorni dovetti fare un approfondimento
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totale mettendo assieme le notizie provenienti da Casal
di Principe, Santa Maria La Fossa, Carinola, dal
Commissariato di Governo, e poiché, sottolineavo già in
un'altra occasione, è mio costume tradizionale
confrontarmi con le istituzioni preposte, non esitavo in
quei momenti a confrontarmi con il Prefetto, formalmente
o informalmente, con il Commissariato di Governo, con le
forze di polizia e anche all'occorrenza, qualora mi
capitasse l'occasione, in convegni di confrontarmi anche
con Magistrato che avessero competenze su questo.
P.M.: io parlo quindi al momento di questa riunione del
dicembre 2003 le informazioni sue davano già indicazioni
nitide del fatto che si stesse strumentalizzando la
questione, aveva già queste informazioni, oppure lei non
aveva ancora cognizione piena, o parziale, o
provvisoria, oppure sospetto di ciò?
Teste: avevo cognizione parziale, ma mi insospettirono le
parole d'ordine.
Dif.: signor Presidente, mi allontano per un secondo, c'è la
collega, ma giusto per...
Presidente: sì.
Dif.: (intervento senza microfono).
Presidente: sì, diamo atto che è presente l'Avvocato Elena
Lepre, che viene delegata dall'Avvocato De Caro. Prego.
Teste: posso proseguire?
Presidente: prego.
Teste: avevo cognizione parziale, ma le parole d'ordine che
vennero lanciate in quel Consiglio Comunale mi
insospettirono immediatamente e quindi nei giorni
successivi mi lanciai a capire meglio la situazione, è
mio costume fare questo, avere cognizione quanto più
piena possibile per valutare il da farsi, e nell'arco di
poco tempo arrivai alla convinzione che fosse una
dichiarata azione strumentale per ricattare il
Commissariato di Governo e per candidarsi a gestire di
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più il traffico e lo smaltimento dei rifiuti della
regione e della città di Napoli. E quando arrivai ad
avere conoscenza della lettera di Valente al
Commissariato di Governo con la quale si offriva il CE4
per un sito di discarica capii che l'azione era
strumentale, perché collegavo: Valente non avrebbe mai
potuto avere l'autonomia di una iniziativa personale
senza il consenso politico della sua parte.

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