martedì 2 aprile 2013


Danilo Montinaro

Ma chi ha paura della chiusura degli OPG?

02-04-2013
Questa frase mi fa tornare in mente un famoso dramma teatrale che si intitolava “Chi ha paura di Virginia Woolf?”,un dramma teatrale dove di base c’era il gioco della verità spesso negato nella nostra società.
Dove,come adesso,con ”il gioco” chiusura e non-chiusura degli OPG ,si lascia ancor vivo solo il lupo cattivo della sanità psichiatrica, il "Who's afraid of the big bad wolf?" che invece di curare procura orrore e sofferenza tra gli utenti degli OPG con quella sua folle e inutile ricerca della” terapia schizofrenica”. Tutto questo ogni anno è causa di suicidi di povere persone che hanno atteso invano negli OPG almeno un po’ di umanità,comprensione e che invece nella loro solitudine di “terapia” cercano l’estremo rimedio con l’estremo gesto, che diventa l’unico rimedio alla disperazione, il suicidio.
E così il gioco della verità ci ha portato la deroga di un anno della chiusura degli opg, che si traduce come una altra presa in giro verso quei poveri detenuti che da anni aspettano di poter ritornare nelle loro case per essere veramente curati, e una grande offesa alla richiesta di senatori come Marino e Mascitelli a cui va dato il merito di aver cercato di portare a conoscenza “politica”questo gravissimo problema più volte gridato a gran voce da Psichiatria Democratica, da associazioni di familiari, da Ristretti orizzonti, da Ass. Antigone, dal Detenuto ignoto ecc.
Psichiatra, Coordinatore delle attività di psico-riabilitazione psichiatrica territoriale ASL 2 Chieti-Lanciano-Vasto Presidente Comitato 180 Chieti-Pescara.
Il solo pensare che il derogare possa avere il significato di migliorare la loro speranza di uscita è veramente squallido! Addirittura non vi è nessuna certezza che la proroga non rappresenti, semplicemente, una dilazione, un continuare a nascondere e allontanare il problema e che alla sua scadenza non ci si ritrovi poi nelle stesse condizioni di adesso. Occorre,però, domandarsi ma se non sono bastati tutti questi mesi per le Regioni per scrivere i loro programmi insieme ai DSM potranno farlo adesso? Le Regioni hanno avuto tutto il tempo per affrontare il tema della chiusura degli OPG che si era già posto fin dal 2008 (!) e sicuramente la “minaccia” di commissariamento, già prevista nella legge del 17.2.2012, non è stata nemmeno un sufficiente deterrente per accelerare i processi di competenza né delle Regioni né degli uffici ministeriali che hanno colpevolmente ritardato di mesi l’emanazione del regolamento sulle strutture alternative all’OPG, fornendo un comodo alibi all’inerzia regionale e mettendo anche in notevole difficoltà la magistratura che è tuttora costretta a continuare ad inviare persone negli OPG. Nulla valgono, poi, quei tiepidi tentativi di dire che gli OPG non possono essere chiusi, perché danno lavoro a molte persone, oppure una legislazione regionale permette una deroga alla legge ecc. stiamo cercando di coprire il turpe mercato della sofferenza umana che purtroppo per molte similitudini è uguale a quello delle nostre carceri.
Ma, infine, il dolce regalo pasquale di questo governo è arrivato: deroga alla chiusura e contributi(milioni di euro) per la costruzione di mini OPG regionali, strutture da 20 o trenta posti pronti ad accogliere gli utenti più pericolosi (!?) sotto custodia militare, che diventano una assurdità unica quando addirittura il numero degli utenti che deve uscire è inferiore a quello dei posti in struttura.
Basterebbe urgentemente parlare con i magistrati di sorveglianza per rimodulare la pericolosità sociale, preparare le famiglie al rientro dei loro cari (molte si sono opposte o chiedono che siano inviati presso altri centri fuori regione) e soprattutto dismettere quelli che pure dismissibili rimangono ancora reclusi da anni di immobilismo socio-sanitario per inefficienza delle regioni e dei DSM, facendo felici alcune categorie di avvocati e psichiatri che lasciatemi sottolineare, sfornano ormai diagnosi e pericolosità sociale senza curarsi della storia anamnestica del paziente e del reato commesso, riempiendo gli OPG sovente di persone che hanno soltanto la colpa di vivere ai margini della società rifiutati, abbandonati o denigrati da tutti.
Non abbattiamoci, ma mobilitiamoci, qualcuno ci dirà pur grazie e se quel grazie non ci sarà l’importante e poter la notte dormire consapevoli di aver fatto anche l’impossibile sognando magari un mondo migliore.
 

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