mercoledì 10 luglio 2013

INTERROGATORIO DI ROMANO

AL GIRO DI BOA GLI INTERROGATORI PER L'INCHIESTA  CHE RIGUARDA UNO DEI FILONI DI INDAGINE SULL'USO IMPROPRIO DI FONDI DA PARTE DEI GRUPPI CONSILIARI DELLA CAMPANIA



SARA’ INTERROGATO DOMANI DALLA GUARDIA DI FINANZA L’ON. PAOLO ROMANO,  ACCUSATO DI PECULATO  - SARA’ ACCOMPAGNATO DAL SUO DIFENSORE DI FIDUCIA 

 L’Avv. NICOLA GAROFALO




     Caserta ( di Ferdinando Terlizzi ) – Continuano a ritmo serrato, da parte del Nucleo della Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli,    gli interrogatori dei 53 indagati per peculato ( oltre a quelli già arrestati che sono ai domiciliari ) e per domani giovedì è stato appunto convocato l’On. Paolo Romano che sarà accompagnato dal suo difensore di fiducia Avv. Nicola Garofalo.
“Il mio assistito – ci ha dichiarato il legale del Presidente del Consiglio Regionale – è sereno e pensa di avere agito nel giusto ed è  pronto a chiarire ogni aspetto ed ha pezze d’appoggio per ogni e qualsiasi movimento di denaro che sia transitato per la sua segreteria”.
     La vicenda è assai nota ma vale la pena riassumerla. L'inchiesta riguarda uno dei filoni di indagine sull'uso improprio di fondi da parte dei gruppi consiliari della Campania: 2,5 milioni nel biennio 2010.-2012.  Inviti a comparire sono stati, infatti, emessi dalla Procura di Napoli nei confronti di 53 consiglieri ed ex consiglieri regionali della Campania. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e svolta dal pm Giancarlo Novelli, riguarda uno dei filoni di indagine sul presunto uso improprio dei fondi corrisposti a gruppi consiliari o a singoli consiglieri.
     In particolare gli avvisi emessi oggi si riferiscono alle somme di denaro corrisposte nel biennio 2010-2012 nell'ambito dei fondi per il «funzionamento dei gruppi». Secondo l'ipotesi accusatoria gli indagati si sarebbero appropriati delle somme non utilizzandole per spese legate all'attività istituzionale. 
     Gli inviti a presentarsi per rendere interrogatorio - come spiegano fonti giudiziarie - sono necessari all'accertamento delle eventuali responsabilità: ai consiglieri indagati, in assenza di una documentazione sulle spese (l'erogazione dei fondi infatti non prevede la presentazione di ricevute o di qualsiasi «pezza d'appoggio»), verrà chiesto infatti si chiarire come è stato utilizzato il denaro ricevuto.

      Per quanto riguarda i partiti, secondo l'ipotesi degli inquirenti, i consiglieri del Pdl avrebbero ritirato indebitamente l'89 per cento dei rimborsi, il Pd l'82%, l'Idv il 95%, il Nuovo Psi il 91%, l'Udc il 65%. La somma complessiva erogata nel biennio 2010-2012 è stata quantificata intorno ai due milioni e mezzo di euro.
     Nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di peculato figurano sia consiglieri ai quali sono stati liquidati decine di migliaia di euro sia consiglieri che hanno ricevuto somme assai inferiori. Alcuni indagati non fanno più parte dell'assemblea regionale essendo stati eletti di recente in Parlamento.
     Relativamente alla nostra provincia sono indagati:  Eduardo Giordano (capogruppo Italia dei Valori/ 37.404,49);  Massimo Grimaldi (Nuovo Psi/ 21.300);  Angelo Consoli (Udc/ 18.471);  Pasquale De Lucia (Udc/ 10.888,76);  Nicola Caputo (pd/ 11.300);  Enrico Fabozzi (Pd/ 6.300); Daniela Nugnes (Pdl/ 37.610);  Angelo Polverino (Pdl/ 19.660); Paolo Romano (presidente consiglio regionale, Pdl/ 22.460); Gennaro Oliviero (capogruppo Pse,  non è indicato l’ importo). Spese non documentate per il gruppo Pse: 31.266,31.
     Le somme complessive contestate dai pm ammontano a 1.218.449 euro, ai singoli consiglieri, e altri 456.648,03 come spese non documentate relative al funzionamento dei gruppi, per un totale pari a 1.675.097,44. Altri consiglieri che non hanno ricevuto il provvedimento sono già coinvolti in altri filoni dell'inchiesta: Ugo De Flaviis (capogruppo per il quale risultano spese non documentate pari a 13.350 personali e 93.524 come gruppo consiliare Udeur), Massimo Ianniciello (26.041).

     Infine, il  consigliere Alessandra Lonardo ( più conosciuta come “Nutella”, tratta in arresto dal Procuratore Mariano Maffei è la moglie di  Clemente Mastella ) ed è accusata di aver  percepito 7.550 ma  è già stata già interrogata dal pm in qualità di indagata.

Nessun commento:

Posta un commento